lunedì 2 luglio 2012

Un'altra "Operazione Twist" causerà più danni all'economia

La liquidazione degli investimenti improdittivi e degli errori commessi a causa di un'espansione monetaria artificiale è un passaggio cruciale al fine di rimettere in carreggiata l'economia mondiale e generare una sana ripresa. La recessione, infatti, è un processo doloroso ma vitale che evita una depressione ripulendo il mercato da tali errori. I prezzi scendono fino a rispecchiare l'esatto ammontare in un mercato non ostacolato e riproponendo le basi per una ripartenza sana ed organica. Suddetto processo purgativo venne contrastato dalle politiche della FED negli anni '30 dando vita alla Grande Depressione. Quest'oggi la FED agisce allo stesso modo. I mercati ormai non rispecchiano più i fondamentali, sono solo un coacervo di denaro fiat ed interventismo statale. Infatti, perché parlare di guadagni quando si può ottenere denaro gratis con i vari QE e LTRO? Perché investire in imprese proficue quando si ha il potere di influenzare il cartello bancario tramite la banca centrale e farsi staccare assegni? Perché avere scupoli ed essere cauti quando si può azzardare e poi essere salvati? Nella recessione del 1920-21 la FED non fece nulla dal punto di vista di interventi “quantitativi” e dopo due anni l’economia era di nuovo sul sentiero della ripresa. Oggi, invece, "permette" lo sfogo della Grande Correzione ad intervalli sconnessi causando distorsioni maggiori e prolungate, nonché un dolore economico più intenso a causa della mancata riallocazione produttiva delle risorse. Il processo di liquidazione, al contrario, deve essere diretto dal mercato (ovvero, dalle decisioni dei singoli individui che formano la società) e non dai capricci di un manipolo di pianificatori centrali. Ma fino a quando può essere ritardato ed ostacolato il processo liquidativo?
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di Frank Shostak


La scorsa settimana la banca centrale degli Stati Uniti ha annunciato che amplierà la sua "Operazione Twist" per estendere le scadenze degli asset sul proprio bilancio e ha anche detto che è pronta a prendere ulteriori misure per mettere al lavoro gli Americani disoccupati. La banca centrale degli Stati Uniti contribuirà a prolungare il programma fino alla fine dell'anno, vendendo $267 miliardi di titoli a breve termine ed acquistando la stessa quantità di debito a lungo termine. L'azione dovrebbe mettere pressione al ribasso sui tassi di interesse a lungo termine e contribuire a rendere le condizioni finanziarie più accomodanti, almeno così si sostiene.

L'idea alla base della mossa, soprannominata "Operazione Twist" dopo una linea di politica simile nel 1960, è quella di spingere verso il basso gli oneri finanziari di lungo termine per incoraggiare il mercato immobiliare ed altre forme di attività economiche. Ma perché un abbassamento dei tassi di interesse causerebbe tutto questo?

Ad esempio i dati tra il 2007 ad oggi indicano che un calo dei tassi di interesse non ha prodotto nulla per sollevare visibilmente il settore immobiliare. C'è infatti una correlazione positiva tra i tassi di interesse ed il settore immobiliare dal 2007. (Un calo dei tassi di interesse è ora associato con una tendenza al ribasso delle attività edilizie). Si noti che prima del 2007 vi era una correlazione negativa tra il settore immobiliare ed i tassi di interesse – quindi perché c'è una rottura improvvisa nella correlazione?

Ora, un calo dei tassi di interesse non può far crescere l'economia. Tutto ciò che può produrre è una cattiva allocazione dei risparmi reali. Di norma un abbassamento artificiale dei tassi di interesse (che è accompagnato dal pompaggio monetario della banca centrale – aumento delle riserve delle banche commerciali) stimola la domanda di prestiti e questo di norma fa sì che le banche espandano il credito "dal nulla."

Questo a sua volta mette in moto una deviazione dei risparmi reali, o finanziamenti reali, dalle attività generatrici di ricchezza alle attività non-generatrici di ricchezza.

Dal momento che la cosiddetta attività economica è misurata in termini di denaro, ovviamente, più denaro si crea maggiore sarà la cosiddetta attività economica, cosa erroneamente interpretata come un rafforzamento della crescita economica reale. (Si noti che l'impiego di deflatori di prezzi non risolve il problema della misurazione della crescita economica reale.)

Finché il bacino dei risparmi reali è ancora in espansione la politica illusoria della banca centrale sembra "funzionare."

I guai emergono quando il bacino dei risparmi reali va sotto pressione (quando è stagnante o in calo). Poi il pompaggio monetario da parte della banca centrale non può sollevare il tasso di crescita dell'offerta di moneta in quanto le banche non impiegano il denaro pompato per stimolare l'espansione dei prestiti.

Si noti che le banche sono solo degli intermediari, una volta che il bacino dei risparmi reali non c'è più qualsiasi espansione del prestito "dal nulla" correrà il rischio di diventare un asset non performante. (Ricordate che è il bacino dei risparmi reali in espansione che fa crescere l'economia reale, cioè rende possibile l'espansione della ricchezza reale.)

Ovviamente le banche non sono interessate a ciò. Si osservi che quando il bacino dei risparmi reali si sta espandendo le banche "possono permettersi" di impegnarsi in prestiti inflazionistici senza incorrere in troppi rischi.

Tuttavia, se il bacino va sotto pressione le possibilità che le banche finiranno per possedere una grande percentuale di asset non performanti (cioè tossici) aumentano. In questa situazione la FED non può fare molto in quanto le banche non espanderanno il prestito "dal nulla." In breve se il bacino dei risparmi reali è in difficoltà, la capacità della FED di creare illusioni volgerà al termine.

Ovviamente la FED può ignorare le banche e prestare denaro direttamente al settore non-bancario, rafforzando così la dinamica di crescita dell'offerta di moneta – il cosiddetto "elicottero monetario." Suggeriamo che se il bacino dei risparmi reali è in difficoltà tale pompaggio non "funzionerà," infatti correrà il rischio di distruggere l'economia di mercato.

Per quei commentatori che ritengono che un abbassamento artificiale dei tassi di interesse potrebbe far crescere l'economia, dobbiamo ribadire che un tasso di interesse è solo un indicatore. In un libero mercato rispecchierebbe le preferenze dei consumatori per quanto riguarda il consumo di beni presenti rispetto ai beni futuri. Per esempio, quando i consumatori aumentano le loro preferenze verso i beni futuri rispetto ai beni presenti questo si manifesta con un declino dei tassi di interesse.

Al contrario, un aumento nella relativa preferenza verso i beni presenti porta all'aumento dei tassi di interesse.

Di norma, a parità di condizioni, un aumento del bacino dei finanziamenti reali tende ad essere associato ad un aumento della preferenza verso i beni futuri, vale a dire, un calo dei tassi di interesse. Si noti tuttavia che il movimento dei tassi di interesse non ha nulla a che fare con la generazione di ricchezza reale in quanto tale. La chiave di tale generazione è l'aumento dei beni capitali. Ciò che rende a sua volta possibile questo aumento è il bacino in espansione dei risparmi reali.

In una economia di mercato, i tassi di interesse istruiscono gli imprenditori (in accordo con le preferenze temporali dei consumatori) sul dove convogliare i loro capitali. Una politica che abbassa artificialmente i tassi di interesse manda alle imprese solo segnali fuorvianti col risultato di una cattiva allocazione dei finanziamenti reali.

Se un abbassamento dei tassi di interesse potrebbe creare una crescita economica come sostiene il pensiero popolare, allora avrebbe senso mantenere i tassi di interesse a livello zero per un lungo periodo di tempo.

Il fatto che abbiamo già affrontato un simile esperimento, che finora ha fallito, dovrebbe mettere in guardia i diversi sostenitori delle politiche dei bassi tassi d'interesse per cui c'è qualcosa di completamente sbagliato nell'idea che le banche centrali possono far crescere un'economia.

Ormai dovrebbe essere compreso che l'abbassamento artificiale dei tassi di interesse non può che deviare i fondi reali dalle attività generatrici di ricchezza verso attività non produttive, diminuendo così la capacità dei generatori di ricchezza di far crescere l'economia.

Da ciò possiamo concludere che l'ultima politica della FED non solo non aiuterà l'economia, ma al contrario farà peggiorare le cose. Ciò che serve ora è la riduzione della capacità della FED di perseguire politiche monetarie accomodanti. Meno agisce la FED, tanto meglio sarà per l'economia.

Tuttavia, è improbabile che la FED smetta di implementare le sue politiche per "rilanciare" l'economia. Infatti il presidente della FED Ben Bernanke ha detto, "Se non vedremo un miglioramento nel mercato del lavoro, saremo pronti ad adottare misure supplementari necessarie." Il presidente della FED ha aggiunto, "Gli acquisti aggiuntivi di asset sarebbero tra le cose che prenderemmo sicuramente in considerazione."

Ma allora perché dovrebbe funzionare se finora non ha funzionato? Anche se la FED dovesse aumentare il suo ritmo di pompaggio con l'introduzione di un QE3, vale a dire, acquisti di asset ed espansione in modo aggressivo del proprio bilancio, ciò non funzionerà se le banche siederanno sul nuovo contante e non lo presteranno.

Finora, nel mese di Giugno, le riserve di liquidità in eccesso delle banche erano pari a $1.490 biliardi contro i $1.461 biliardi di Maggio. Ciò significa che se il bacino dei risparmi reali è in difficoltà, il che è molto probabile, la FED avrà difficoltà a stimolare l'attività economica, cioè, generare una crescita economica illusoria.



Sintesi e conclusioni

La banca centrale degli Stati Uniti ha annunciato che amplierà la sua "Operazione Twist" estendendo le scadenze degli asset sul suo bilancio. Finora questa politica sembra essere stata inefficace nel rilanciare l'economia in modo significativo. Suggeriamo che questa politica in realtà distorce ulteriormente l'economia. Quindi suggeriamo che l'estensione della "Operazione Twist" peggiorerà le cose. A causa del credito bancario ancora depresso non è chiaro se la FED può stimolare artificialmente l'economia senza la cooperazione delle banche commerciali. Ci sono dubbi che le banche decidano di collaborare se il bacino dei risparmi reali è nei guai.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


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