giovedì 22 marzo 2012

L'Ipotesi del Possesso Non-Rivoluzionario delle Armi

Comunicazione di servizio: sono riuscito finalmente ad integrare negli articoli una funzionalità che molti di voi mi stavate chiedendo. Ora è possibile stampare e creare i PDF dei vari articoli qui su Freedonia. Se notate, in basso ad ogni articolo (a sinistra della dicitura "Pubblicato da") c'è un pulsante Prinfriendly che vi consente di stampare o creare un PDF dell'articolo che state leggendo. Spero di aver soddisfatto le vostre richieste cari lettori di Freedonia.

Passando all'argomento di oggi, vediamo come il possesso delle armi sia solo un simbolo e non un "lasciapassare" alla violenza sconsiderata. Questo simbolo dice: "Lo stato non mi rappresenta." Ma non è un motivo per farsi ammazzare in qualche sciocca sparatoria contro le autorità; sarebbe una morte incocludente e stupida. Abbiamo bisogno di una rivoluzione pacifica, poiché una rivoluzione di successo evita la violenza.
Saul Alinsky e Vladimir Bukovski hanno tracciato la via. State pur sicuri che chiunque vi dica il contrario, farà (e vi farà fare) la fine di David Koresh.
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di Gary North


Ci sono due estremi principali nel dibattito sulle armi. Le persone che sostengono la tesi del controllo delle armi sono fondamentalmente degli adoratori dello stato. Strisciano davanti all'immagine dello stato. Credono nello stato. Vedono lo stato come redentore: un'agenzia di guarigione. Tale agenzia deve essere armata, dicono, al fine di raccogliere il denaro necessario per finanziare le pretese messianiche ed i programmi dello stato.

Uno stato che porta guarigione deve essere uno stato che può uccidere. La folla che auspica il controllo delle armi adora l'immagine di uno stato guaritore. Quindi, chiedono l'abolizione della proprietà privata delle armi. Ciò è coerente.

All'altro estremo c'è la folla della milizia privata. Pensano che la proprietà delle armi è fondamentale per condurre una nuova Rivoluzione Americana. Pensano che il loro possesso di armi rallenterà in qualche modo lo stato. Un giorno, la Gente prenderà le armi contro lo stato.

Respingo entrambe le posizioni.

Ecco la realtà. Il possesso di armi da fuoco è il più delle volte simbolico. La pistola come simbolo dice: lo stato non è Dio. Lo stato non è in ultima istanza sovrano. I cittadini sono sovrani in Dio, ed essi hanno il diritto di portare armi in segno di questa sovranità.

I difensori dello stato messianico escono fuori dai gangheri di fronte a questa affermazione. Non accettano la sovranità popolare. Accettano la sovranità statale. Accettano il fatto che gli elettori possano eleggere maestri, ma non accettano il fatto che i cittadini abbiano il diritto di esercitare il segno della sovranità: difendersi con la forza delle armi. Gli statalisti vogliono che lo stato possegga il monopolio rigoroso sulla vita e sulla morte. Comprendono il significato simbolico delle armi. Vogliono pistole e distintivi connessi giudizialmente: niente distintivo – niente pistola.

La milizia del fine settimana è pericolosa. Perché? Perché ha una visione romantica del sangue. Pensano che si possa opporre resistenza con successo allo stato moderno con la forza delle armi individuali. Ciò conduce ad una mentalità suicida. La mentalità suicida è il cuore della questione, non il possesso di armi.

L'obiettivo corretto è quello di aspettare che il governo federale vada in bancarotta prima che ci andiamo noi. Andrà in bancarotta. Non è Dio. Non può permettersi di attuare i suoi programmi di guarigione.

Nel vuoto politico che apparirà in seguito alla bancarotta nazionale, i cittadini armati con asset economici e competenze economiche e politiche saranno in grado di raccogliere i cocci. I cittadini armati locali diventeranno la spina dorsale della polizia locale, eletti dai cittadini locali.

L'idea principale dietro al possesso di armi è quella di conservare il diritto di ogni residente rispettoso della legge a difendere la sua vita e la sua proprietà quando lo stato non può farlo. Viviamo in un tempo in cui le agenzie locali delle forze dell'ordine non possono garantire la pace. Questo lascia ai cittadini il compito di difendere le loro legittime zone di giurisdizione: le loro auto, le loro case, ed i loro luoghi di lavoro.

Il pistolero solitario che prende posizione contro le autorità finirà come David Koresh ed i suoi seguaci. E' meglio vivere che combattere politicamente. Le missioni suicide vanno a beneficio dello stato.

Per quanto riguarda gli studenti armati nelle scuole pubbliche, c'è una soluzione. Chiudere le scuole pubbliche. Nessuno sente di studenti vittime di bullismo che vanno in una sparatoria nelle scuole private.

Non dovremmo adorare il governo federale. Dovremmo pianificare una rivoluzione pacifica per rovesciare il governo federale. Dovremmo lavorare per il giorno in cui i governi locali sostituiranno il 90% del governo federale.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


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