sabato 31 dicembre 2011

Io Non Lo So

E così si conclude il secondo anno di vita di Freedonia. In questo arco di tempo vi ho proposto, cari lettori, materiale e scritti personali su cui riflettere. Almeno spero. Potremmo anche chiamarli degli spunti...degli spunti su cui rimuginare in quei momenti del giorno in cui vi eclissate nei vostri pensieri e vagate nei meandri dei vostri ragionamenti in cerca di idee utili per rispondere alle sempiterne domande che la vita vi pone davanti. Io non sono qui per offrirvi le risposte. Io sono qui per incitare le domande. Perché? Perché l'unica risposta che conosco è: "Non lo so!" Il mio compito, per così dire, è cercare di rendere il più chiaro possibile il messaggio Austriaco e del suo "corollario politico" il libertarismo; ci sono riuscito? Non lo so. Da come si stanno mettendo le cose là fuori sono convinto che presto le persone saranno spinte a fare una scelta: libertà o schiavitù. Siamo pronti per rispondere? Non lo so. Quello che so è che bisogna trovare in se stessi una visione della vita tanto potente da superare e scardinare tutti i vincoli che le persone determinate a porre catene ai polsi degli altri sono pronte a mettere in atto. Diventare indomabili: "Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te." Le persone hanno questo potenziale? Sì. Riusciranno a sfoggiarlo in tempo? Questo non lo so. Amate per ogni minuto della vostra vita madame Libertà.
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di Leonard E. Read


[The Free Market and Its Enemy (1965)]


Ogni individuo che ha preso coscienza del libero mercato e delle sue prestazioni miracolose deve rendersi conto che il suo opposto — il socialismo — sta crescendo a passi da gigante. Questa crescita, al momento, non risiede tanto nell'acquisizione formale (nazionalizzazione dei modi di produzione) quanto nel controllo politico e nell'accettazione intellettuale del controllo; il socialismo, ideologicamente, è ora la dottrina Americana. Questo per dire che il socialismo non è ancora così completamente incorporato in pratica come lo è in teoria — ma l'accettazione della teoria è la prefazione all'inevitabile pratica. L'andamento nel mondo degli affari pratici segue la scia delle idee dominanti.

In ogni caso, le idee socialiste stanno diventando così popolari che innumerevoli "liberi imprenditori" stanno o "salendo a bordo" o "correndo ai ripari." Ma, in qualunque modo — uno tanto pietoso come gli altri — stanno abbandonando il loro ruolo di alfieri della libertà.

Una delle ragioni principali per questa apostasia è abbastanza chiara: troppo pochi capiscono e possono supportare il libero mercato — senza il quale la libertà di parola, di stampa, di religione sono assolutamente impossibili.[1] In assenza di alfieri qualificati, la libertà sparisce negli Stati Uniti come altrove.

Supportare la causa del libero mercato richiede grande dedizione ed apprendimento, e tra le altre cose, come non abbandonare la causa. Ed a meno che "io" possa mantenere in eterno la consapevolezza di quanto poco "io" sappia, le probabilità di diventare un propugnatore del libero mercato sono nulle. Qui ci sono due trappole esplosive e difficili da riconoscere che vittimizzano molti "io":
  1. Tentare di spiegare come il socialismo, una volta installato, possa far funzionare meglio quello attuale.
  2. Tentare di spiegare che cosa accadrebbe ad una attività socializzata se fosse desocializzata, lasciando l'attività al libero mercato.

Cercherò di dimostrare non solo che ciascuna di queste cose è impossibile da realizzare, ma che i tentativi stessi forniscono alla logica libertaria un chiaro disservizio.

Un team fu invitato in Venezuela per un seminario. Ci riunimmo con i partecipanti in un lussuoso albergo a 60 miglia da Caracas — uno di una catena di 11 osterie costruito, posseduto e gestito dal governo nazionale. La catena è sempre stata profondamente in rosso. Un imprenditore di successo (uno dei nostri ospiti), una volta venne invitato dal governo a dirigere questa operazione socializzata. Pensando che il socialismo avrebbe potuto funzionare se lui fosse stato in carica, accettò la sfida. Quando scoprì che questi hotel richiedevano il 150% di occupazione solo per il pareggio, diede le dimissioni. Se avesse saputo che il socialismo, per sua stessa natura, non potrebbe mai funzionare, si sarebbe risparmiato questo spreco delle sue energie.



Socialismo Definito

Il socialismo può essere definito come il possesso e il controllo statale dei mezzi di produzione e di scambio e/o dei risultati della produzione e dello scambio; ma di cosa, in realtà, si tratta in sostanza? Si tratta di un intervento forzato nei processi di scambio, un cuneo di potere tra la volontà degli acquirenti e la volontà dei venditori, un intervento coercitivo in quello che alcune persone vogliono che altre persone siano disposte a concedere. Il socialismo, in ultima analisi, è pari alla frustrazione dello scambio volontario da parte di persone che non sono consapevoli di quanto poco sanno.

Per esempio, un Americano desidera scambiare i suoi $20 per un maglione di un Inglese — nient'altro che uno scambio volontario, nessuno status viene alterato dopo lo scambio rispetto a prima che fosse effettuato. Quelli che "sanno tutto", però, con la loro forza di polizia, insistono sul fatto che sia coinvolto un interesse sociale, che uno scambio non può essere fatto senza una penale di $5. Nella misura in cui questa transazione è socializzata — in questo caso la penalità di $5 — a tale livello la volontà delle due parti pacifiche viene frustrata.

Come funziona la frustrazione? Come può essere manipolata la frustrazione per ottenere un'armonia ed un aumento della produzione? Qualsiasi interferenza con il pacifico scambio volontario, a prescindere da chi interferisce, non può fare altro che devastare?

Molti antisocialisti, infelici per il risultato delle attività socializzate, ritengono che queste potrebbero essere migliorate se loro, piuttosto che gli altri che "sanno tutto", fossero in carica. Così cercano l'elezione o la nomina negli organi del governo di tali attività, con l'impressione che questo sia un modo per lottare per la libertà. Questo lo ammetto: possono, se in carica, fare di più con i soldi degli altri rispetto a quanto potrebbero fare se fossero stati in carica quelli che "sanno tutto". Ma questo non è un compimento libertario; è solo una sostituzione di un gruppo che "sa tutto" con un altro.

Inoltre, quando quelli con un orientamento libertario si pongono l'obiettivo di fare funzionare meglio il socialismo, o per gestire l'attività o per approvare leggi che modificano i dettami socialisti, approvano tacitamente la premessa socialista e, quindi, abbandonano il loro appoggio al libero mercato. Rinnegano tutti gli argomenti fondamentali contro la premessa socialista, perché con le loro azioni riconoscono che essa potrebbe essere migliorata se loro la amministrassero. "Il socialismo, se io fossi il suo direttore, non sarebbe così male." Che, a mio avviso, è un'affermazione forte e chiara di uno che pensa di "sapere tutto".

Cosa sto dicendo? Che un libertario non può accettare il generalato dell'ufficiale in capo? O l'appartenenza ad un consiglio municipale, o a qualsiasi altra cosa simile? Finché egli afferma di sapere come far funzionare il socialismo, è esattamente ciò che sto dicendo.[2] Quale milgiore opposizione ci può essere se non un gentile "No, grazie!" E quando viene chiesto: "Ammettendo che la TVA è con noi, come si può farla funzionare meglio rispetto ad ora?" quale risposta più vera che "Non lo so; non lo saprò mai; e nessuno lo saprà mai." Non esiste un modo giusto per realizzare una premessa sbagliata!

Lo studente della libertà, se non vuole uscire fuori binario, deve sperare e lavorare per la restaurazione del libero mercato e di un governo restituito al suo ruolo principale quello di mantenere la pace.[3] Poi lasciatelo in pace, scaricando le attività socialiste a coloro che non sono ancora consapevoli di quanto poco sanno. Lasciati alle loro risorse, potrebbero rendersi conto della confusione dei loro regimi e, certamente, se ne renderanno conto i libertari che non sono caduti in questa trappola. Perché i libertari dovrebbero assolvere i socialisti aderendo alle loro misure impraticabili?

Questo per quanto riguarda la prima trappola. Ma che dire della sua gemella, il tentativo di spiegare cosa potrebbe accadere se il mercato fosse liberato dall'interventismo statale, cioè, se le attività fossero desocializzate?



Cosa Sarebbe Potuto Accadere?

Gli scettici del libero mercato si chiedono sempre: "Beh, come il libero mercato si prenderebbe cura della consegna della posta? Dell'istruzione? Oppure di qualsiasi altra cosa?" Queste domande richiedono risposte soddisfacenti, o il libero mercato perderebbe di conseguenza il suo punto. E altrettanto spesso, gli aspiranti libertari inciamperanno nella trappola; ma veniamo scongiurati per una sorta di una risposta.

Ora, questi tentativi di risposta, a prescindere da quanto abili e geniali siano gli autori, non avranno meno di tre errori, l'ultimo dei quali è il "sapere tutto". Prendiamo il caso della consegna della posta. Una persona non può spiegare come il libero mercato si prenderebbe cura della consegna della posta, come il suo bisnonno non avrebbe potuto spiegare come la televisione sarebbe potuta emergere dalle forze del libero mercato!

Un difetto ancora più grave è che lo scettico in ascolto combinerà la risposta del "so tutto" e la risposta del libero mercato; e se questo è il meglio che ha da offrire, il libero mercato non è valido. Questi futili tentativi di risposta non possono far altro che confermare ai più scettici il loro socialismo.

La più grande colpa, naturalmente, è che questi stessi studenti della libertà non hanno ancora imparato a rispondere onestamente: "Non lo so; non lo saprò mai; e nessuno lo saprà mai". Essi non sono del tutto guariti dalla psicosi dell'offesa.

Questa risposta del "non so" ha il pregio di essere intelligente, sincera, umile, ed abbastanza originale da incuriosire qualsiasi scettico con una mente curiosa. Ammesso ciò, la risposta — di per sé — non fornisce alcun chiarimento. Ma se lo scettico vuole imparare (è inutile parlare con lui se non vuole) e se gli aspiranti libertari hanno osservato e possono riferire come funziona il libero mercato quando non è politicamente abortito, lo scetticismo riguardante il libero mercato diminuirà, la fiducia in ciò che l'uomo potrà raggiungere qualora lasciato libero di provare aumenterà. In breve, ci sarà un chiarimento, la formazione avrà inizio.

Come il libero mercato si prenderebbe cura della consegna della posta qualora il servizio postale fosse desocializzato? Io non lo so! Né qualcuno avrebbe potuto sapere 100 anni fa come il libero mercato avrebbe sviluppato i mezzi per trasferire la voce umana da città a città. Ma prendete atto di questi fatti: abbiamo mantenuto la consegna della posta come un'operazione socializzata; il suo servizio è sempre peggiore, non migliore; i suoi costi e prezzi stanno aumentando, non diminuendo; dal 1932 ha accumulato un deficit riconosciuto da $10 miliardi, e il deficit aumenta annualmente.[4]

Il trasferimento della voce, d'altra parte, sta migliorando. Solo un secolo fa la voce umana poteva essere trasferita alla velocità del suono, ma solo alla distanza a cui due persone potevano capirsi mentre gridavano. Oggi, la voce umana viene trasferita alla velocità della luce; e per la distanza, è qualsiasi posto sulla terra — l'hai detto! Il servizio è migliorato enormemente; e il costo è diminuito costantemente.

Nel trasferimento della voce umana, sono state più o meno operative le forze del libero mercato. Nessuno avrebbe potuto prevedere nel 1865 quale forma avrebbero preso queste forze nel corso dei successivi cento anni. Ancora più notevole, nessuno può descrivere come sia avvenuto il miracolo dopo il fatto. Una volta che ci rendiamo conto che non possiamo spiegare cosa è successo, diventa evidente che non potremo mai spiegare cosa succederà.



Natura e Uomo

I miracoli del mercato sono di un ordine superiore e più complesso rispetto ai miracoli della natura: quello che emerge dal libero mercato abbraccia i miracoli della natura e in più i miracoli della creatività umana. Se posso ripeterlo, tutti gli artefatti con cui viviamo non sono altro che l'applicazione della creatività umana alla creatività della natura.

Riflettete sul più semplice di questi fenomeni, l'ordine della natura. Se foste vissuti sulla terra prima della comparsa degli alberi, per esempio, e vi sarebbe stato chiesto: "Come la natura potrebbe creare un albero?" avreste risposto: "Non lo so". Oggi, se vi viene chiesto: "Come ha fatto la natura a creare un albero?" sareste costretti a rispondere: "Non lo so". Eppure potete prevedere, con certezza notevole, che la natura continuerà a produrre questi bei miracoli, purché le condizioni favorevoli alla loro crescita non vengano abortite. È possibile derivare dall'esperienza non una conoscenza del "come farlo", ma una fiducia saldamente fondata nell'affidabilità dell'ordine biologico.

Tale aspettativa fiduciosa è la cosa che si avvicina di più a spiegare ad un uomo come il libero mercato si prenderebbe cura di un'attività, se fosse desocializzato. I miracoli del libero mercato sono a profusione inimmaginabile, e sono così comuni che sono per lo più dati per scontato che notati ed apprezzati — come l'aria che respiriamo. Questi, quando opportunamente compresi, includono la sua esperienza. Ma tale esperienza non fornisce una conoscenza del "come farlo"; serve solo come base per una fiducia incrollabile e garantita, una fiducia in quello che gli uomini liberi possono realizzare — purché le condizioni favorevoli al libero scambio non siano abortite.

Il poeta che scrisse: "Solo Dio può fare un albero", stava semplicemente riconoscendo una fede comune. Non si è mai sentito che i "so tutto" abbiano provato a confutare ciò; tutti lo danno per scontato. Eppure, se viene affermato che "solo Dio può fare un violino" — porzioni di natura con la creatività umana come ingrediente aggiunto — l'individuo inconsapevole di quanto poco egli sappia, non avrà alcuna esitazione a legare la produzione del violino al suo intelletto come non ce l'avrà a socializzare le compagnie aeree, o l'energia e la luce, o il servizio postale, o qualsiasi altra cosa.

Perché le persone ammettono che non sono in grado di organizzare gli atomi e le molecole nelle manifestazioni viventi della natura, mentre al tempo stesso non riconoscono alcuna carenza in loro quando si tratta di organizzare qualcosa di cui sappiamo molto di meno: la creatività umana? Io non lo so!



Guadagnando Fiducia nella Libertà

L'aspirante libertario, se ha mosso il primo passo importante verso il progresso, capisce che non sa come organizzare la vita di un singolo essere umano. Egli ammette che esiste un ordine di creazione che va al di là della propria mente, che questo ordine funziona in modi diversi e meravigliosi attraverso miliardi di menti, e che non dovrebbe in alcun modo interrompere questi miracoli. Ciò, tuttavia, non fa di lui un "non so niente". Anche se, dalla sua esperienza, non sa cosa accadrà, guadagna una fiducia in una cosa: i miracoli accadranno se le energie creative sono libere di scorrere.

Lo studente della libertà acquista questa fiducia: gli uomini, quando liberi di provare, compiranno i miracoli, una fiducia estrapolata dall'esperienza. Ma quando si tratta di predire la forma dei miracoli che si manifesteranno dalla creatività, deve prendere il suo posto tra gli uomini, non tra i semidei chiaroveggenti. Come un essere umano consapevole, deve rispondere: "Io non lo so!"


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


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Note

[1] Consultare "Freedom Follows the Free Market" di Dean Russell, The Freeman, Gennaio 1963.

[2] Anche accettando tali compiti con un chiaro mandato di pianificare, credo che il loro crollo sarebbe futile. Consultare "Unscrambling Socialism," Essays on Liberty, Volume XII (Irvington-on-Hudson, New York: Foundation for Economic Education, 1965), p. 433.

[3] Inibire e penalizzare azioni distruttive come la frode, la violenza, il fraintendimento, la predazione — invocando una giustizia comune, mantenedo la pace — richiede un'agenzia di coercizione: il governo. La gestione delle attività distruttive non può essere lasciata al libero mercato, la natura del quale è volontaria ed il suo campo è la produttività e la creatività. Consultare il mio Government: An Ideal Concept, op. cit.

[4] Consultare "$48,000" di Paul Poirot, the Freeman, Febbraio 1965.

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venerdì 30 dicembre 2011

Lo Stretto di Hormuz si Trasformerà nella Prossima Pearl Harbor?

Agli Stati Uniti piace rompere le palle al resto del mondo. E' successo col Golfo del Tonkino, con Pearl Harbor, con il 9/11, con le armi di distruzione di massa inestitenti in Iraq; una scusa (perché la Costituzione lo esplica bene questo punto, infatti gli USA non possono dichiarare guerra "apertamente") per attaccare qualche povero cristo sul globo e fare affari con le risorse che possiedono. Pensate all'Afghanistan. Ma stavolta qualcuno forse metterà i bastoni tra le ruote allo zio Sam; infatti, Russia e Cina non sono per niente d'accordo col casino che Stati Uniti ed Europa vorrebbero fomentare con l'Iran. Il "riscaldamento degli animi" sulla faccenda Stretto di Hormuz pare per il momento solo un "test" degli Stati Uniti, una sorta di tiro alla corda sugli equilibrii globali; "sondare il terreno" per vedere fin dove si possano spingere. Oltre a stuzzicare l'Iran, lo zio Sam pare seriamente intenzionato anche a testare le reazioni di Cina e Russia.
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di Robert Wenzel


Molti storici revisionisti ritengono che gli Stati Uniti abbiano spinto il Giappone ad attaccare Pearl Harbor.

Lo storico Percy Greaves credeva che l'attacco del 7 Dicembre 1941 non fosse né inatteso né immotivato. Come sua moglie, Betina Bien Greaves spiegò:

[Greaves] fu il consigliere principale per la minoranza Repubblicana alla Joint Congressional Committee che indagò su Pearl Harbor dal 1945 al 1946. Partecipò a tutte le sue audizioni, intervistò molti ufficiali dell'Esercito, della Marina, e funzionari a Washington coinvolti nell'attacco e nelle indagini. Studiò i documenti diplomatici, i rapporti studiati e conti della manifestazione pubblicate durante gli anni che seguirono. Ha studiato i documenti diplomatici, i rapporti ed i resoconti dell'evento pubblicati durante gli anni che seguirono. Questo libro [Pearl Harbor: The Seeds and Fruits of Infamy] non tratta l'attacco. Tratta di eventi mai presentati prima sul pre e post-attacco attacco, dal punto di vista di Washington. Senza insulti, insinuazioni, o calunnie, Greaves si limita a presentare i fatti pertinenti, rilevanti e significativi che hanno portato i Giapponesi ad attaccare e l'amministrazione politica a voler insabbiare il proprio coinvolgimento.

Burton Folsom Jr e Anita Folsom scrivono nel loro nuovo libro, FDR Goes to War:

Roosevelt [...] impiegò la subdola strategia di ostacolare tutte le esportazioni di petrolio verso il Giappone con l'aggiunta di strati di lungaggini burocratiche e col congelamento degli asset finanziari del Giappone in quello che è stato definito "un embargo silenzioso" [...] L'effetto, alla fine del 1941, era una goccia di petrolio che effettivamente andava in Giappone dagli Stati Uniti.

Morale della storia, gli Stati Uniti spinsero il Giappone in un angolo. Fu molto poco saggio da parte dei Giapponesi attaccare Pearl Harbor, ma l'irritazione che causò l'attacco può essere vista chiaramente.

Che cosa ha a che fare con l'Iran? Bè, abbiamo già congelato alcuni dei loro asset. Il 29 Giugno 2011, il Dipartimento del Tesoro ha annunciato la designazione della polizia nazionale Iraniana come supporto al regime Siriano. Il capo ed il vice-capo della polizia nazionale Iraniana è stato anche sanzionato. Come risultato dell'azione, agli Statunitensi è generalmente vietato di impegnarsi in transazioni con i designati e tutti gli asset che possono essere soggetti alla giurisdizione degli Stati Uniti sono congelati.

Il 20 Dicembre 2011 il Tesoro Americano ha annunciato la designazione di 10 compagnie di spedizioni e altre società e un'altra con base a Malta, affiliate all'Islamic Republic of Iran Shipping Lines (IRISL), come entità che incorreranno in sanzioni internazionali per la partecipazione "agli sforzi dell'Iran per promuovere i suoi programmi missilistici ed i suoi trasporti di carichi militari."

"Mentre l'IRISL e le sue controllate proseguiranno i loro sforzi ingannevoli per sfuggire alla stretta delle sanzioni Statunitensi e quelle internazionali, continueremo ad agire — come facciamo oggi — per esporre la società di copertura, gli agenti ed i manager che lavorano con l'IRISL e lavoreremo per fermare questa business illegale", ha detto il Sottosegretario al Terrorismo e all'Intelligence Finanziaria David S. Cohen.

Il 1 Dicembre 2011 Cohen ha riferito alla Commissione del Senato sui Rapporti Esteri:

Le sanzioni sempre più potenti e distruttive del Dipartimento del Tesoro sono incorporate nella duplice strategia che gli Stati Uniti ed i nostri alleati stanno perseguendo per affrontare il fallimento continuo dell'Iran di rispettare i suoi obblighi internazionali in merito al suo programma nucleare. Come il Sottosegretario Sherman descrive nella sua testimonianza, l'Amministrazione Obama ha fornito all'Iran una vera opportunità per il dialogo, creando una chiara scelta per Teheran. La leadership Iraniana può anche decidere di soddisfare i suoi obblighi internazionali, permettendo all'Iran di approfondire la sua integrazione economica e politica con il mondo e far raggiungere una maggiore sicurezza e prosperità al popolo Iraniano. Oppure, Teheran può continuare a violare le proprie responsabilità ed affrontare una pressione ancora maggiore e fino all'isolamento [...]

La nostra ampia strategia di pressione mira a persuadere l'Iran a cambiare il suo corso ed a chiarire all'Iran le conseguenze del suo continuo comportamento intransigente. Tra gli elementi più importanti di questa strategia ci sono misure finanziarie volte a smantellare l'attività illegale in Iran ed a proteggere il sistema finanziario internazionale dagli abusi Iraniani. Abbiamo concentrato i nostri sforzi nell'esporre le attività illecite ed ingannevoli delle entità Iraniane, un approccio che ha raccolto sostegno tra i governi stranieri e li ha portati a intraprendere azioni simili, migliorando sensibilmente l'impatto delle nostre azioni. Poiché queste azioni hanno evidenziato il carattere pervasivo della condotta illecita ed ingannevole dell'Iran ed i rischi di reputazione associati alle imprese dell'Iran, il settore privato di tutto il mondo ne ha preso atto ed ha spesso adottato misure volontarie oltre i suoi obblighi strettamente giuridici, amplificando ulteriormente le azioni governative.

Allora, qual è il problema? Gli Stati Uniti sono in procinto di alzare la posta ed isolare finanziariamente l'Iran. Sto parlando degli Stati Uniti che tagliano l'accesso dell'Iran ai proventi petroliferi in modo significativo.

Il Congresso degli Stati Uniti ha appena approvato una legge che il Presidente Obama sembra pronto a firmare la quale, se pienamente attuata, potrebbe ridurre sostanzialmente i proventi petroliferi dell'Iran.

In altre parole, gli Stati Uniti stanno spingendo l'Iran in un angolo. Il disegno di legge potrebbe imporre sanzioni alle aziende straniere che fanno affari con la banca centrale dell'Iran. Poiché quelli che importano petrolio Iraniano usano la banca centrale Iraniana per le transazioni, si taglierebbe probabilmente questo metodo dell'Iran di vendere petrolio.

L'Iran sta reagendo come ci si aspetterebbe che la maggior parte dei governi alle strette reagirebbe. Il primo vice-presidente dell'Iran Mohammad Reza Rahimid ha detto che l'Iran potrebbe chiudere le vie di navigazione critiche attraverso lo Stretto di Hormuz nel Golfo, se le sanzioni estere vengono imposte sulle sue esportazioni di petrolio.

Lo Stretto di Hormuz è molto importante. Circa il 33% delle spedizioni di trasporto marittimo di idrocarburi (il 17% del petrolio mondiale) passa attraverso lo Stretto di Hormuz. Un Stretto bloccato costringerebbe le navi cisterna ad intraprendere rotte più lunghe e più costose, che sicuramente farebbero aumentare i prezzi del petrolio.

Il pensiero è sempre stato che l'Iran non chiuderebbe lo Stretto di Hormuz, perché lo usa per le sue esportazioni di petrolio. Infatti, in un EPJ Daily Alert del mese di Novembre 2010, ho riportato:

Questo pomeriggio ho partecipato ad una riunione in cui l'oratore era il Capitano Jeffrey Kline. Kline è Program Director dei Maritime Defense and Security Research Programs alla Naval Postgraduate School. È Professore a Contratto presso la Naval War College dove insegna, "Joint Analysis for the Warfare Commander" [...] Kline [...] ha sottolineato che potrebbe non essere nell'interesse dell'Iran chiudere lo Stretto in quanto le navi dell'Iran trasportano attraverso di esso il petrolio.

Ma, se gli Stati Uniti rendono impossibile all'Iran la vendita del proprio petrolio, allora un fattore chiave che impedirebbe all'Iran di bloccare lo stretto sarebbe rimosso.

L'Iran ha la capacità di bloccare lo Stretto di Hormuz? Ho anche fatto questa domanda al Capitano Kline. Ecco come l'ho riportato nell'EPJ Daily Alert:

Pensavo che avrei dovuto chiedere a Kline, che ha delle idee dannatamente giuste, se lo Stretto potesse essere chiuso dall'Iran. La sua risposta era quello che era. Quando gli ho chiesto quanto tempo ci sarebbe voluto all'Iran, ha detto 3 o 4 giorni per posizionare le navi ed i cacciamine. Ha detto che il blocco potrebbe alla fine essere rotto, ma dipenderebbe dalla cooperazione internazionale e che ci vorrebbe "un pò di tempo". Ha detto che l'Iran ha missili a terra puntati sullo stretto che avrebbe dovuto essere tolti, e che l'Iran ha altre apparecchiature sofisticate nella zona tra cui droni che potrebbero ascoltare le comunicazioni delle navi. Ha detto anche che le cacciamine possono essere "molto fastidiosi".

Secondo AP:

La marina [Iraniana] è nel bel mezzo di un'esercitazione di 10 giorni in acque internazionali in prossimità del percorso strategico del petrolio. Le esercitazioni sono iniziate Sabato e coinvolgono sottomarini, torpedinieri, lanciasiluri e droni. I giochi di guerra coprono un tratto di mare di 1,250 miglia (2,000 chilometri) al largo dello Stretto di Hormuz, parti settentrionali dell'Oceano Indiano ed il Golfo di Aden vicino all'entrata del Mar Rosso come una dimostrazione di forza e potrebbe portare le navi Iraniane in vicinanza della marina degli Stati Uniti nella zona.

Stranamente, gli Stati Uniti hanno avvertito l'Iran che non tollereranno alcuna interruzione del traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz, poiché è come rubare portafogli e dire al rapinato di stare zitto e farsene una ragione.

Potrebbe non aver avuto alcun senso strategico per il Giappone attaccare Pearl Harbor, ma a volte se si spinge e si spinge, si ottiene una reazione. Gli Stati Uniti ottennero una reazione dal Giappone. Fu Pearl Harbor. La legge che il Presidente Obama sta per firmare è uno sputo in faccia all'Iran, se viene utilizzata per arrestare le capacità dell'Iran di vendere petrolio. Potrebbe scatenare una reazione dell'Iran: il blocco dello Stretto di Hormuz.

Questo è un gioco che ha una posta in gioco molto alta. Nessuno sa come andrà a finire. I governi sono di solito gestiti da pazzi, e sono questi pazzi che decideranno quale sarà la prossima mossa.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


giovedì 29 dicembre 2011

Il Mondo Ha Bisogno di una Banca Mondiale?

Dopo aver passato al setaccio tutti gli organi mondiali istituiti nel corso del tempo, dalla banca centrale al FMI, dall'UE all'ONU, si rincorrono con una certa frequenza voci e sollecitazioni per la creazione di super-enti che possano contrallare il bestiame democratico con un'attenzione più "maniacale". E per sottomettere il gregge viene avanzata la scusa più cretina (e smentita dalla storia) che ci possa essere in circolazione: i banchieri centrali possono controllare il tasso ed il volume dell'offerta moentaria per creare prosperità. Si ha tale illusione all'inizio (boom), ma poi inevitabilmente si ritorna alla realtà (bust). E' così che funzionano le bolle gonfiate col denaro fiat. Sono qui per ripulirci dalle nostre libertà e dai nostri possedimenti; la battaglia ha già avuto inizio.
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di Ludwig von Mises & Bettina Bien Greaves


[Ludwig von Mises on Money and Inflation (2010)]


Come mezzo di scambio, la posizione del denaro è diversa da quella delle altre materie prime. Se si verifica un aumento nella quantità di altre materie prime, questo significa sempre un miglioramento delle condizioni delle persone. Per esempio, se c'è più grano disponibile, alcune persone per le quali non ce n'era prima ora hanno la possibilità di ottenerlo, o possono ottenerne di più di quanto avrebbero ricevuto secondo le condizioni precedenti. Ma con i soldi la situazione è molto diversa.

Per sottolineare ciò, bisogna considerare che cosa succede se c'è un aumento della quantità di moneta. Tale aumento è considerato un male perché favorisce coloro che ottengono il nuovo denato per primi a scapito degli altri; non accade mai in un modo tale da far rimanere invariati i rapporti tra gli individui. Prendiamo la seguente situazione. Immaginate un mondo come il nostro. Alcune persone possiedono denaro e rivendicazioni sul denaro, ritengono di avere diritto al denaro di qualcun altro; sono creditori. Poi ci sono altre persone che sono debitori, che hanno debiti in denaro.

Ora immaginate un secondo mondo che è esattamente lo stesso come il primo tranne che per una cosa, qualunque sia la quantità di denaro disponibile, cash holding, o la domanda di denaro nel primo mondo, nel secondo mondo raddoppia. Ciò significa che tutto è uguale in entrambi i mondi; non cambia nulla se non qualcosa nell'aritmetica. Tutto è moltiplicato per due nel secondo mondo. Allora voi direte: "Non fa alcuna differenza per me se vivo nel primo mondo o nel secondo mondo. Le condizioni sono le stesse."

Tuttavia, se dovessero accadere variazioni nell'offerta di denaro, si potrebbe pensare che anche questo è solo un problema di aritmetica, un problema per i contabili; i contabili dovrebbero utilizzare altre cifre, ma ciò non cambierebbe i rapporti tra gli individui. Per le persone sarebbe assolutamente poco interessante, immateriale, se debbano vivere in un mondo con cifre più grandi o più piccole da utilizzare nella contabilità.

Ma il modo in cui avvengono effettivamente i cambiamenti nel nostro mondo non corrispondono a questi. Il modo in cui sono in realtà generati i cambiamenti nella quantità di denaro nel mondo è diverso da persona a persona, da cosa a cosa; i cambiamenti non avvengono in modo neutrale; alcune persone guadagnano a scapito di altre. Ciò significa, quindi, che se la quantità di moneta è aumentata o raddoppiata colpisce persone diverse in modo diverso. Ciò significa anche che un aumento della quantità di moneta non porta alcun miglioramento generale delle condizioni. Questo è quello che l'economista Francese Say sottolineò molto chiaramente all'inizio del 19° secolo.

Potremmo affrontare questo problema dal punto di vista del mercato mondiale e della Banca Mondiale. Supponiamo che ci sono alcune persone che pensano che la migliore soluzione per il problema monetario sia una moneta cartacea mondiale, emessa da una banca mondiale o da un istituto mondiale, un ufficio mondiale, e così via. Ed ora supponiamo di avere una cosa del genere. Molte persone vorrebbero averla. Pensano che sia una splendida idea. Ci sarebbe da qualche parte, possibilmente in Cina, un ufficio per il mondo intero. E questo ufficio da solo aumenterebbe la quantità di moneta. Sì!

Ma chi dovrebbe ottenere questa quantità supplementare di denaro? Non esiste un metodo di distribuzione che sarebbe soddisfacente per tutti. Oppure diciamo che la banca internazionale emette una moneta mondiale per tutti i paesi del mondo che vogliono aumentare la quantità di denaro perché, dicono, ora sono nate più persone. D'accordo; dateglielo. Ma allora la domanda è chi prende il denaro supplementare? Tutti, ogni paese, direbbero la stessa cosa: "La quantità che abbiamo ottenuto è troppo piccola per noi." I paesi ricchi dicono: "Visto che la quota pro-capite di denaro nel nostro paese è maggiore di quanto lo sia in quelli poveri, dobbiamo ottenere una parte più grande". Il paese povero dirà: "No, al contrario. Poiché hanno già una grande parte di denaro pro-capite rispetto a quella che abbiamo noi, siamo noi che dobbiamo ottenere la quantità supplementare di denaro."

Pertanto, tutte queste discussioni, diciamo, della Conferenza di Bretton Woods [1944], erano assolutamente inutili perché non si sono nemmeno avvicinate alla situazione in cui avrebbero potuto affrontare il problema reale che, per quanto credo, nessuno dei delegati e nessuno dei governi che erano stati inviati aveva ancora capito. Ci sarà una tendenza verso prezzi più alti in quei paesi che otterranno questa quantità supplementare e coloro che la ricevono per primi saranno in grado di pagare prezzi più elevati. Così altre persone ne vorranno di più. Ed i prezzi più elevati ritireranno beni e servizi dalle altre nazioni che non hanno ottenuto questo nuovo denaro o non in quantità sufficienti.

E' molto facile scrivere in un libro di testo che il denaro dovrebbe essere aumentato ogni anno del 5% o 10% e così via. Nessuno parla di diminuire la quantità di denaro; vogliono solo aumentarla. La gente dice: "Visto che la produzione economica — o la popolazione — è in aumento, si ha la necessità di sempre più denaro, più liquidità." Voglio ripetere quello che ho detto perché è molto importante; non c'è modo di aumentare — o di diminuire — la quantità di moneta in modo neutrale. Questo è uno dei grandi errori che è molto popolare. E questo porterà ad una lotta tra tutti i paesi, o gruppi di paesi, per qualunque sarà l'unità di questo sistema.

Ma in generale non si ha bisogno di sempre più denaro. E se si aumenta il denaro, non si può mai aumentarne la quantità in modo neutrale, in modo che non si intensifichi ulteriormente le condizioni economiche di un gruppo a scapito di altri gruppi. Tale cosa, ad esempio, non è stata compresa quando si è commesso il grave errore — non trovo una bella parola per descriverlo — di creare il Fondo Monetario Internazionale. Anche quel terribile ignorante che rispondeva al nome di Lord Keynes non ne aveva la più pallida idea. Né le altre persone. Non fu tutta sua la colpa — perché gli hanno permesso di farlo?

E' impossibile avere una moneta che è solo emessa dal governo, da un governo mondiale, se non viene limitata una volta per tutte nella sua quantità. E limitare la quantità di denaro non è qualcosa che vogliono che accada coloro che stanno suggerendo queste cose. Un tale stato di cose non può prevalere. Per quanto riguarda il problema di una moneta che aumenta, che in un gold standard non aumenta ad eccezione di quanto viene estratto dalle miniere d'oro, non è solo un problema quantitativo; ma è, prima di tutto, un problema di a chi questo aumento dovrebbe essere dato.

Pertanto, tutte quelle idee secondo cui si potrebbe dare vita ad una moneta mondiale interamente prodotta e gestita da qualche istituzione mondiale, si basano semplicemente su una totale ignoranza del problema della non-neutralità del denaro; sul fatto che supplementi o aggiunte al denaro non possono essere trattati in un modo che tutti potranno riconoscerli come una distribuzione "giusta".


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


mercoledì 28 dicembre 2011

L'Oro a $1000 E' Già Qui

Sono 10 ormai che l'oro è nel suo periodo positivo, ad inizio d'anno si trovava a $1420 oggi si trova a $1596. Ma i poteri in carica non possono permettersi di "perdere il timone", ed è per questo che hanno lanciato ulteriori segnali distorsivi ed anticiclici in tutta l'economia per ritardare il processo correttivo. Agendo in questo modo, tentando di conservare il loro "ruolo", hanno condannato il resto delle persone ad una sofferenza continua e peggiore di quella che sarebbe stata se il libero mercato fosse stato lasciato privo di vincoli per apportare al panorama economico i suoi effetti curativi. Credo che il piano sia quello di "internazionalizzare" la crisi in modo da rendere più facile l'attuazione di un governo unico mondiale (UE, FMI, Banca Mondiale, ONU, sono tanti "piccoli" indizi). Fu utilizzata una strategia "simile" (potremmo dire) per la creazione della FED, fino all'esilio definitivo dell'unica arma a disposizione del cittadino (ormai continuamente vessato da ognidove) di Main Street per difendersi: l'oro. Credete davvero che si possano permettere di vedere l'oro arrivare a vette "spropositate"?
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di Stewart Thomson

  1. L'uccello Dodo, nativo delle Mauritius, pesava circa 20kg, ed era molto amichevole. Gli esseri umani ed i nostri animali domestici l'hanno fatto estinguere. L'uccello Dodo era famoso per aver dimostrato che gli esseri umani potevano causare l'estinzione.

  2. Cliccate qui per vedere come il mercato dell'oro stia diventando un uccello Dodo. Come con l'uccello delle Mauritius, la causa dell'estinzione è l'essere umano. Nella comunità dell'oro, l'avidità sta diventando paura.

  3. Mark Hulbert a quanto pare ha riferito una settimana fa che il 99.7% dei gold timer money è uscito dalle sue posizioni sull'oro e dalle gold stock, e, incredibilmente, sembra che abbia esposto tale relazione prima dell'enorme vendita frenetica avvenuta lo scorso Mercoledì e Giovedi! Credo che i suoi numeri mostrino ormai la probabilità che la media dei gold timer va short sull'oro.

  4. Per tutti gli effetti pratici, c'è rimasto qualcuno che abbia oro da vendere, in modo da guidare i prezzi più in basso, che non l'abbia già venduto?

  5. Molti investitori pensano che l'oro scenderà a circa $1400, e poi a $1000, e hanno in programma di comprare a questi prezzi. Poi l'oro salirà a nuovi massimi, il che li renderà felici.

  6. Forse ciò si verificherà, ma forse con l'oro a $ 1000, numeri come $300 e $400 l'oncia saranno discussi molto sul serio dagli esperti, creando livelli ancora più grandi di paura tra gli investitori amatoriali.

  7. Non credo che la maggior parte degli investitori amatoriali sarà in grado di acquistare secondo la modalità "prenderlo a buon mercato in seguito" che si sta prefiggendo, perché non hanno propriamente pensato al tipo di flusso di notizie che si rincorreranno a quei prezzi bassi.

  8. Siete davvero in grado di acquistare in una situazione come ai minimi del 2008? So come ci si sente a farlo, e non è per niente come la maggior parte degli investitori in oro si immagina.

  9. Se l'oro va a $1000, la vendita da panico sarà il tema dominante, con la maggior parte degli investitori assolutamente sicuri che l'oro andrà a $680, che potrebbe benissimo accadere, se si arriva a $1000. Se non potete gestire l'attuale paura quando si compra a $1550, a mio avviso non esiste al mondo che potrete gestire il timore esponenzialmente più grande e la demoralizzazione che si presenterebbero se doveste acquistare oro a $1000.

  10. C'è solo oggi, non domani, ed oggi l'oro, l'argento, e le gold stock sono in vendita, in un ambiente di grande negatività. Mettetevi nei panni di un acquirente. Parlare di "a buon mercato in seguito" in realtà si tratta solo di mettere un velo sulla paura, la vostra paura, e non produrrà ricchezza.

  11. I "banchieracci" stanno comprando quasi tutto quello che viene venduto sul Comex dagli speculatori indebitati. Pensate bene alla loro azione. Confrontatela con tutte le chiacchiere "lo comprerò a buon mercato, in seguito, lo prometto" che stanno provenendo dalla maggior parte degli analisti dell'oro.

  12. L'oro è l'investimento a minor rischio del mondo, oggi, non solo a $1400. Il banchieracci, gli Indiani, i Cinesi, e gli acquirenti di oro fisico in Medio Oriente stanno ridendo davanti ai vostri timori infondati, poiché stanno acquistando. Ricordate quando il Dow era un acquisto "per sempre" nel 1999? Quando andò davvero in vendita, quanti acquirenti del "Dow per sempre" si misero in fila per comprare ed effettivamente acquistarono fino all'ultima azione ordinaria del Dow?

  13. Cerchiamo di non ripetere i loro errori, nel mercato dell'oro con un rischio minore. Il rischio più grande nel mercato dell'oro potrebbe essere la vostra mente.

  14. I fissati per il dollaro ed i ribassisti dell'oro hanno i loro amici. Anche i lingotti d'oro hanno pochi amici. Cliccate qui per salutare uno di loro.

  15. Il grano è uno dei beni più grandi di tutti i tempi. Mentre scrivo queste parole, i tifosi della deflazione stanno scrivendo le loro analisi apparentemente grandiose sui prezzi delle materie prime più bassi, mentre mangiano un pezzo di pane tostato, a base di grano.

  16. Nel mercato alimentare, se il prezzo scende abbastanza in basso, gli agricoltori smetteranno di piantare ed il fan club della deflazione inizierà a morire di fame. Il grano alzerà la bandiera di vittoria contro i fissati del dollaro, in questa crisi epica. I fissati del dollaro comprendono veramente la potenza dei loro avversari? No.

  17. Grano e mais potrebbero innescare l'inizio di prezzi più elevati dell'oro rispetto al dollaro, da Gennaio 2012. Gli indicatori tecnici non stanno confermando un'azione al ribasso per i prezzi del grano, ed ora i prezzi stessi stanno iniziando a puntare verso l'alto per un andamento rialzista.

  18. Cliccate su questo grafico del mais. I prezzi del mais sono in calo, ma gli indicatori tecnici e gli oscillatori non stanno confermando gli ultimi spostamenti di prezzo verso il basso. Sono convinto sulla natura long, sia per il mais sia per il grano, e non sono assolutamente spaventato da un'analisi deflazionistica di qualsiasi fissato del dollaro. Sono convinto sulla natura long di mais e grano, e mi aspetto che forniscano un potente innesco ai miei possedimenti d'oro e d'argento, nei confronti del dollaro.

  19. Immaginare una miriade di scenari su un grafico dell'oro non edificherà necessariamente un qualsiasi tipo di ricchezza. Cliccate su questo grafico fondamentale dell'oro. L'oro sta rimuginando sulla resistenza evidenziata dalla linea nera orizzontale a circa $1610, e viaggia in un'area di trading tra circa $1540 e $1920.

  20. Quanto importante è per l'oro il prossimo andamento intermedio di prezzo del dollaro? Vi è una certa importanza, ma penso che sia molto più importante mantenere una mentalità da acquirente nella zona $1500-1600 piutosto che tentare di prevedere il proprio modo di acquistare a $1000-$1200 con l'idea fantasiosa di poter comprare a questi prezzi in grande quantità.

  21. Tutto quello che state pensando per uno scenario in cui l'oro si trova a $1000-1200, è probabile che lo avete nel palmo della vostra mano proprio ora con l'oro a $1500-$1600, ma quasi nessuno capisce che cosa sia in realtà l'oro, così l'ossessione di venderlo per fare dollari va avanti ancora ed ancora.

  22. La transazione vincente è nel palmo della vostra mano, oggi. I vostri dollari sono aumentati rispetto all'oro e non state prenotando un profitto da nessuno di questi dollari, perché si crede ancora che l'oro serva, come ha fatto nel 1970, a fare dollari.

  23. Questo non è il 1970. Siamo nel 2011-2012. Il dollaro è meglio utilizzato per costruire una ricchezza di once d'oro. Pochi lo capiscono, e la maggior parte vive un'utopia del passato.

  24. Cliccate su questo grafico del petrolio. C'è un ampio andamento seguito da un doppio massimo tra circa $103 e $95, che si è attivato con una rottura sotto a $95. Ciò che non è molto seguito è l'enorme andamento testa-spalle duraturo e rialzista che ho qui evidenziato, che ha un obiettivo incredibile a circa $130, minimizzando il doppio massimo. Se questo andamento testa-spalle si attiva, il petrolio potrebbe unirsi al grano ed al mais nella creazione di una delle più grandi salite con una copertura di una posizione breve di tutti i tempi....nell'oro!


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


martedì 27 dicembre 2011

Tassi di Interesse in un Gold Coin Standard

Boom-bust, boom-bust, boom-bust. Il nostro futuro si dipanerà seguendo questa cantilena. Fino a quando non si arriverà al crack-up boom finale. Lo zio Ben ha fornito un nuovo boom artificiale per dare l'illusione di una ripresa negli USA (questa volta "scopiazzando" Greenspan): questo viene segnalato dall'euforia in borsa ed altrove (disoccupazione e settore immobiliare). Ma nell'ultimo anno il CPI è cresciuto del 3.4% (alla faccia delle coglionate deflazioniste di Krugman), dovuto al lento inondamento dell'economia più ampia del denaro stampato in precedenza dallo zio Ben; infatti i Keynesiani non comprendono questo fatto. Guardano i numeri e vedono che tutto sta "andando bene", ma non sanno che tutta questa distorsione nel mercato verrà pagata a caro prezzo dalle persone che si fidano di individui con pistole e distintivi. Il potere d'acquisto della cartaccia è in costante calo, ma ciò non sembra preoccupare l'opinione pubblica. I media mainstream si tengono a debita distanza dall'argomento. Non tutti sono in grado di vedere la "scritta sul muro"; fino a quando non si arriverà al crack-up boom finale.
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di Gary North


Gli Americani stanno vivendo in un mondo di dissolutezza creata dalla banca centrale. Questo è stato vero sin dal 1914, quando la Federal Reserve ha aperto i battenti. Ma la più recente crisi economica creata dalle banche, iniziata nel Dicembre 2007, ha ricevuto più attenzioni che mai. Questo è principalmente il risultato della candidatura di Ron Paul nel 2007 per la nomina Repubblicana a Presidente. Ha avvertito che questa crisi sarebbe accaduta. Ha anche precisato le ragioni: la politica della Federal Reserve. Poi la crisi ha colpito.

La Federal Reserve ha perso la sua immunità dalle critiche nel 2008-9. Non la riavrà mai. Ha anche perso la sua invisibilità. Il grande pubblico ha ormai una certa consapevolezza limitata della FED. La FED riceve un sacco di pubblicità negativa. Questo è uno sviluppo positivo.

Anche questo ha creato un problema. Alcuni dei critici della Federal Reserve propongono una soluzione peggiore alla stessa FED: la creazione di una banca centrale a moneta fiat che crea denaro dal nulla per pagare i progetti finanziati dal governo. Questi critici sostengono che questa banca gestita dal governo sarà in grado di offrire alle persone prestiti senza interessi, il che manterrà l'economia in funzione a pieno regime.

Questo è quello che John Maynard Keynes ha insegnato nella "General Theory of Employment, Interest, and Money" (1936). Keynes elogiò alcuni predecessori economicamente non sofisticati che proposero schemi per denaro creato dal governo senza interessi, compreso il fondatore del Credito Sociale, Major C.H. Douglas, e il contadino ed ex-economista della Repubblica Sovietica Bavarese del 1919 che durò solo una settimana, Silvio Gesell. Si riferiva a loro come parte del sottobosco economico, come del resto lo erano. Ho tenuto una conferenza su questo argomento. La potete ascoltare qui.



I GREENBACKER

Negli Stati Uniti, la componente più grande ed antica del sottobosco economico che promuove denaro fiat emesso dal governo è stato il movimento Greenback, così chiamato in onore della valuta dell'Unione nella Guerra Civile, non coperta da oro e stampata con inchiostro verde. I Greenbacker sono stati un movimento ideologico sin dal 1870. Hanno influenza sulle frange estreme di entrambi i circoli di Sinistra e di Destra – un risultato unico.

Ho scritto su queste persone per oltre 45 anni. Sono l'unica persona nella Scuola Austriaca che ha pubblicato critiche sulle loro posizioni. La prima l'ho scritta nel 1965, un saggio fatto circolare in ambiti privati. L'ho pubblicato nel mio libro: "An Introduction to Christian Economics" (1973). L'ho rivisto per aggiornarlo all'anno d'uscita del mini-libro pubblicato dal Mises Institute: Gertrude Coogan's Bluff. Potete scaricarlo gratuitamente in PDF qui.

Miss Coogan fu la principale teorica del movimento Greenback nel 1930. I suoi libri sono ancora in stampa. Più recentemente, è stata sostituita da un avvocato, Ellen Brown. Ho sezionato il suo libro, The Web of Debt (2007), qui.

I Greenbacker odiano l'idea del gold standard, proprio come Keynes. Sostengono che il denaro fiat impedirà che accadano depresisoni, proprio come fece Keynes. Sostengono che il capitale – lo strumento della produzione – può essere ottenuto gratuitamente ad un tasso dello 0% l'anno, proprio come Keynes.

La cosa strana è questa: la maggior parte dei seguaci della posizione Greenback pensano di essere conservatori. Pensano a se stessi come difensori del libero mercato. Tuttavia, vedono tutte le banche possedute privatamente come un male economico. Si fidano del Congresso affinché crei una banca posseduta dal governo con il diritto legale di stampare qualunque quantità di moneta fiat vogliano i banchieri monopolisti protetti dal governo.



COSA C'E' DI SBAGLIATO NELLA LORO POSIZIONE?

Non capiscono il motivo per cui ci sono tassi di interesse in ogni società. Considerano i pagamenti degli interessi come un immeritato pagamento ai banchieri. I banchieri, in quanto controllano i prestiti, stanno sfruttando le persone. Sono in grado di ottenere qualcosa (interessi) in cambio di niente (denaro fiat).

Andiamo al cuore della questione. Pongo questa domanda – la domanda che tutti gli economisti di libero mercato pongono ogni volta che trovano qualcuno che sostiene che chiunque può ottenere qualcosa in cambio di niente.

Se un venditore sta facendo pagare qualcosa in cambio di niente, perché un venditore concorrente non fa pagare un pò di meno?

Se una banca A fa pagare il 6%, perché una banca B non fap agare il 5%? Se la banca B può realizzare un profitto facendo pagare il 5%, perché una banca C non può far pagare il 4%. E così via, fino ad arrivare ad un tasso così basso a cui nessuno si lamenterebbe – nemmeno i Greenbacker. Capite l'idea. Mettiamola in un altro modo:

Se qualcosa non vale davvero niente, come è possibile che qualcuno può farsi pagare qualcosa per essa?

Domanda semplice, non è vero? Eppure non ho mai visto alcun Greenbacker ammettere sui giornali l'esistenza di questa minaccia concettuale nella sua teoria del sistema bancario. O non capiscono questo principio elementare della teoria economica, oppure non connettono la teoria economica generale col settore bancario.

Semmai incontrerete un difensore del Greenbackismo, chiedetegli di spiegarvi questo. Perché ci vuole una banca monopolista creata dal governo per offrire prestiti a tasso zero? Perché il libero mercato non può fornire una cosa simile?

Teoricamente, non c'è una risposta che sia coerente con la teoria della domanda e dell'offerta. Quando la persona comincia a borbottare, saprete che è frustrato. Non avete quindi bisogno di prestare attenzione a lui o lei.

Se vi risponde: "Beh, devi prima rispondere alla mia domanda", replicate semplicemente: "Tu hai sollevato la questione. E' quindi tua la responsabilità di spiegare come qualcosa che non vale niente possa avere un prezzo in un mercato libero. Perché la concorrenza tra i venditori non può abbassare il prezzo?"

Se lui/lei dice: "Perché ci sono restrizioni governative quando si entra in questo campo", la persona si avvicina alla verità. La risposta corretta è questa: "Allora noi cittadini dovremmo esigere che il Congresso butti il governo federale fuori dal campo monetario e bancario. Dovresti smettere di invocare una banca del governo."

Vedete quello che vi risponde. Il borbottio diventa un balbettio?



NIENTE PASTI GRATIS E NIENTE TEMPO GRATUITO

L'economista di libero mercato comincia di solito con il fatto della scarsità. E' da qui che Adam Smith iniziò nel 1776. Egli osserva che alcune cose richiedono un prezzo. L'aria fresca che respiriamo è libera, ma quasi tutto il resto ha un prezzo. Perché? Perché, per usare le parole dell'economia di libero mercato: a costo zero, c'è una maggiore domanda rispetto all'offerta. Nell'asta gigante che ogni mercato rappresenta, ci sono più offerte d'acquisto a costo zero rispetto alle offerte di vendita.

Semplice, no? Ma è una legge universale? L'economista dice di si. È per questo che Keynes non era un economista. Disse che il capitale poteva in definitiva essere gratuito. Scrisse questo: "Ma sebbene ci possano essere ragioni intrinseche nella scarsità della terra, non vi sono ragioni intrinseche nella scarsità del capitale." (General Theory, p. 376.) La considero la frase più assurda della storia della teoria economica. Nient'altro ci si avvicina.

Cosa c'è di sbagliato con la sua affermazione? Questo. Il capitale è il prodotto della terra, più lavoro nel tempo. Se la terra ha una ragione intrinseca per essere scarsa, allora anche il capitale deve averne una. Ma Keynes nella General Theory non ragionava bene, il che è un altro modo per dire o che aveva perso la testa quando lo scrisse, oppure stava – utilizzando un delizioso detto del Sud – gettando fumo negli occhi. La maggior parte degli economisti getta fumo negli occhi.

In questo senso, ho rispetto dei Greenbacker. Non sono più fuori strada dei Keynesiani per quanto riguarda la loro teoria del capitale, ma non si fanno pagare un centesimo per andare nei college ad insegnare questa idea, ovviamente, svitata.

In primo luogo, un terreno produttivo deve essere pagato. Ci sono offerte d'acquisto concorrenti per possederlo. Quando compriamo un terreno, lo compriamo nella speranza di un flusso di servizi futuri. Oppure possiamo affittarli, i terreni. Chiamiamo il pagamento la "rendita". Possiamo acquistare questi servizi futuri con l'acquisto di terreno o di materie prime.

In secondo luogo, la manodopera deve essere pagata. Ci sono offerte d'acquisto concorrenti per acquisirla. Nel mondo di oggi, affittiamo i servizi della manodpera. Ai tempi in cui la schiavitù era legale in Occidente, gli uomini potevano comprare questi servizi a vita ad un'asta di schiavi.

Ma per quanto riguarda il tempo? È gratuito?

Di tutte le risorse che non sono gratuite, il tempo è in cima alla lista. Il tempo è l'unica risorsa insostituibile. Questo è stato compreso in ogni cultura di ogni epoca. Penso che Ralph Stanley all'età di 73 anni l'abbia detto meglio per la mia generazione. (All'età di 84 anni, è ancora lì fuori a dirlo.)

In ogni economia, le materie prime richiedono un prezzo. Chiamiamo questi prezzi i "prezzi". In ogni economia, i servizi della manodopera richiedono un prezzo. Chiamiamo questi servizi gli "stipendi".

E quindi cosa dire del capitale? E' prodotto dalla combinazione della terra e del lavoro nel corso del tempo. Richiede pertanto un prezzo. Ma qui, vi è un errore concettuale diffuso e fondamentale. La gente chiama il prezzo del capitale "interesse". Perché è errato? Perché il prezzo del capitale è il risultato di terra (prezzi), lavoro (salari) e tempo (interesse). L'"interesse" dovrebbe essere applicato solo a ciò che noi paghiamo per il tempo. Non dovrebbe essere usato per identificare quello che paghiamo per il capitale.

La più chiara discussione che ho visto su questo argomento appare nel libro di Murray Rothbard, Man, Economy, and State (1962), Capitolo 7, Sezione 4. Discute quello che dobbiamo pagare per i fattori di produzione. Inizia con la discussione di un costrutto teorico che non esiste nella storia: un'economia perfettamente concorrenziale in cui non ci sono utili o perdite, perché ognuno conosce il futuro. In un tale mondo: "non esiste un reddito netto per i proprietari dei beni capitali, dal momento che i loro prezzi contengono i prezzi dei vari fattori che cooperano nella loro produzione. Essenzialmente, quindi, l'utile netto è attribuito solo ai proprietari dei fattori di terra e manodopera e ai capitalisti per il loro servizi "temporali"".

Fondamentale per l'economia Austriaca è l'idea che non ci può essere un'economia perfettamente concorrenziale. Tuttavia, come economisti, dobbiamo inizialmente escludere profitti/perdite (incertezza) al fine di raggiungere i concetti fondamentali economici associati ai prezzi dei fattori di produzione. Quando acquistiamo un bene capitale o un pezzo di terra, compriamo un flusso di servizi futuri (lo speriamo). Abbiamo sempre dato per scontato il valore futuro di questi servizi. Lasciate che vi offra un esempio. Se prometto di pagarvi un'oncia d'oro ogni anno per 30 anni, non mi offrirete 30 once in cambio di questa promessa scritta. Pensateci. Perché dovreste cedere 30 once d'oro oggi per ricevere 30 once tra 30 anni? Queste once future per voi non valgono tanto quanto quelle presenti. Quindi, vi offrite di comprare la mia promessa per molto meno di 30 once in anticipo. Questo sconto è il tasso di interesse. Influenza ogni promessa di pagamento. I suoi effetti non sono limitati al denaro.

A proposito, se non mi credete qui, vi proporrò questo accordo. Io o il mio patrimonio vi pagherà un'oncia d'oro alla fine di ogni anno per i prossimi 30 anni, al prezzo di 29 once d'oro in anticipo. Un vero affare!

Che c'è? Dite di non credere che sia un buon affare per voi? Perché no? Perché avete accettato la teoria della Scuola Austriaca dell'interesse. Ancora una volta, ecco la teoria. Il tasso di interesse è lo sconto che viene applicato da tutti gli attori economici razionali ad ogni flusso di reddito futuro.

Allora qual è la rendita? La rendita è il flusso delle entrate. Questo flusso a volte può essere acquistato offrendo contanti in anticipo. Un acquirente paga queste rendite future, ma sempre scontate. Anche in questo caso lo sconto è il tasso di interesse.

Quindi, non ci sono pasti gratis nella vita. Non vi è inoltre alcun terreno gratuito. Non esiste manodopera gratuita. Soprattutto, non esiste tempo gratuito. Il tempo stringe.



LA DOMANDA PREFERITA DEI GREENBACKER

Ho detto che i Greenbacker non hanno una risposta a questa domanda: "Se l'interesse è un pagamento di qualcosa in cambio di niente, perché la concorrenza non guida il tasso di interesse a zero?" La mia discussione dell'interesse come sconto per l'uso di risorse scarse nel tempo mostra perché l'interesse non è un pagamento di qualcosa in cambio di niente.

I Greenbacker hanno un paio di domande preferite da porre a quelli che dicono che i banchieri vengono pagati per servizi preziosi.

Come mai i banchieri vengono ripagati di più di quello che hanno prestato? Da dove salta fuori il denaro extra?

Il loro punto è che i banchieri vengono pagati qualcosa in cambio di niente. Ma questa domanda si applica più in profondità del mero sfruttamento. Come può spiegare la teoria economica questo pagamento extra?

Questa domanda è stata al centro della teoria di Karl Marx del capitalismo. Egli sosteneva che il pagamento extra ai capitalisti era il plusvalore derivante dallo sfruttamento della manodopera. E' il valore ricevuto dai lavoratori al di sopra del valore pagato nei salari. L'economista Austriaco Eugen Bohm-Bawek rispose a questa domanda 130 anni fa. Disse che il pagamento ai capitalisti era dovuto per i servizi scarsi. Tutti i capitalisti sono costretti, nell'asta per i servizi della manodopera, a far salire il prezzo della manodopera (salari) fino al punto in cui i servizi della manodopera ricevono il pagamento completo.

Non è possibile conservare un pagamento extra – non dai lavoratori, non dai proprietari terrieri, non dai datori di lavoro, o dai banchieri. Perché no? A causa della regola infrangibile dell'asta del libero mercato: "l'offerta più alta vince." (Se un aspirante venditore si rifiuta di vendere, si propone un'offerta più alta). Passo ora a rispondere alla domanda preferita dei Greenbacker.

Cominciamo semplicemente. Diciamo che viviamo in un gold coin standard. Non ci sono riserve frazionarie. Ogni ricevuta emessa dalla banca per un'oncia d'oro equivale ad un'oncia d'oro nel caveau.

Diciamo che il sistema bancario ha un totale di 100 milioni di once d'oro in deposito. Diciamo anche che i depositanti hanno prestato i soldi ai banchieri per un anno al 2%. Così, i banchieri vanno in cerca di mutuatari che sono disposti a pagare circa il 5%. (Scelgo questi numeri per un più facile calcolo.) Diciamo che li trovano.

I banchieri guardano i conti finanziari dei mutuatari. Questi mutuatari avranno un reddito sufficiente durante l'anno per ripagare i prestiti? I debitori riceveranno abbastanza oro in futuro al fine di ripagare i prestiti? Potrebbero essere in grado di vendere il proprio lavoro. Potrebbero essere in grado di vendere alcuni terreni. Forse arriverà un assegno per un'eredità. Ma i banchieri non faranno prestiti se non credono che saranno rimborsati con gli interessi.

Successivamente, i depositanti non possono ottenere legalmente i loro soldi indietro fino alla fine del termine di deposito. Non c'è riserva frazionaria. Se vogliono un tasso positivo di ritorno, devono lasciare che il banchiere presti i loro soldi in deposito durante il periodo di tempo specificato nel contratto di deposito. In caso contrario, dovrebbero pagare la banca per la conservazione sicura: servizi di deposito.

I banchieri comprano per il futuro 105 milioni d'once d'oro, prestando oggi 100 milioni d'once. Comprano quei 105 milioni d'oncie futuri ad uno sconto.

Caso per caso, prestito dopo prestito, l'insieme dei mutuatari offre di ripagare 105 milioni d'once d'oro nel corso dei 12 mesi successivi. I banchieri richiedono pagamenti mensili. I mutuatari sono d'accordo.

Così, i banchieri prestano i soldi. Il denaro arriva nei conti bancari dei debitori. Poi i mutuatari spendono questi soldi per tutto ciò che vogliono acquistare. Il denaro esce sottoforma di monete o di assegni o di pagamenti con carta di credito.

La proprietà di questo denaro si sposta da miglior offerente a miglior offerente. I mutuatari guadagnano soldi – i flussi di entrate – dalla spesa di questi clienti. I mutuatari poi iniziano a rimborsare le banche.

In un'economia di libero mercato dove non ci sono leggi a favore della riserva frazionaria, e dove le corse agli sportelli sono consentite dalla legge, c'è denaro in circolazione al di fuori delle banche. Sicuramente ce n'è oggi: "valuta detenuta al di fuori delle banche". Fa parte dell'offerta di denaro.

Come è possibile ripagare tutti questi prestiti? Da dove prendono il 5% in più? Con la vendita di più beni e servizi ad altre persone che fanno uso di monete d'oro per comprare oggetti. Alcune di queste monete d'oro possono essere tenute al di fuori del sistema bancario.

Ma cosa succede se i mutuatari scoprono che non possono più permettersi di farlo? Non possono guadagnare denaro extra al di fuori del sistema bancario. Non prenderanno in prestito al 5%. Si metteranno d'accordo solo a meno.

I banchieri troveranno un minor numero di acquirenti per prestiti al 5%. Dovranno prestare a tassi più bassi. Dovranno pagare di meno i depositanti.

I depositanti potrebbero ritirare i soldi delle banche. I soldi detenuti al di fuori delle banche aumenterebbero. I soldi in banca diminuirebbero. I possessori del denaro ritirato spenderebbero questi soldi. Ciò permetterebbe ai mutuatari di pagare il denaro extra ai banchieri.

D'altra parte, alcuni depositanti potrebbero accettare di venir pagati con meno interessi. Si potrebbe concordare fino a zero o un numero che ci si avvicini molto.

Perché dovrebbero cedere le loro monete d'oro alle banche allo 0%? Perché, in un'economia di libero mercato, la produzione di beni e servizi aumenta costantemente. Questa è stata la normalità fin dal 1800. La più grande domanda senza risposta della storia moderna è come iniziò questa crescita economica composta e dove: Gran Bretagna e Stati Uniti. Il mondo cambiò. La concorrenza tra i venditori riduce i prezzi monetari. Il prezzo reale dei beni diminuisce anche quando il prezzo monetario dei beni rimane lo stesso. Le persone diventano più ricche, anche se non hanno denaro extra.

Così, in un'economia di libero mercato, il denaro (monete d'oro) pagato dai debitori a creditori può non essere superiore al denaro preso in prestito – allo 0% – ma il reddito reale dei creditori aumenta. L'interesse viene ancora pagato ai creditori, ma è nascosto. Il tasso di interesse è lo stesso di quello del declino nei prezzi denominati in oro.

Vantaggio collaterale: nessuno paga le imposte sul reddito su questa ricchezza. Perché no? Perché il reddito in monete d'oro è lo stesso del deflusso.

Non è una bella cosa la deflazione nei prezzi?

Diciamo che un proprietario di monete d'oro va da un banchiere. "Ti pagherò per conservare le mie monete." Il banchiere dice: "Bene. Ti costerà il 2% l'anno." Il proprietario delle monete dice: "E' troppo". Il banchiere dice: "Ti dirò una cosa. Fammi prestare le monete, e rimetterò le monete dello stesso peso e spessore nel caveau in un anno. Ciò non ti costerà nulla." Il proprietario delle monete dice: "Ma io non voglio fare soldi". Il banchiere dice: "È vero, ma è anche vero che non pagherai alcuna imposta sul reddito L'oro entro un anno probabilmente varrà il 3% di più come potere d'acquisto. E ti preoccuperai meno dei ladri."

Affare fatto? Affare fatto!

Gli uomini moderni sono ingannati dal tasso di interesse sopra lo zero ricevuto sul denaro dalle banche a riserva frazionaria in un'economia inflazionata nei prezzi. Questo distrae la loro attenzione dall'aspetto fondamentale delll'economia di libero mercato, vale a dire, il costante calo dei prezzi reali di beni e servizi.



CONCLUSIONE

Il Greenbacker vede l'inflazione nei prezzi che è causata dal sistema bancario a riserva frazionaria: l'inflazione monetaria. Cos'è la riserva frazionaria? Più ricevute di deposito per l'oro che oro stesso nel caveau. Egli si oppone saggiamente alla riserva frazionaria. Ma non fa il salto concettuale decisivo: immaginare quello a cui assomiglierà un sistema di prezzi, compresi i tassi di interesse, in un'economia a gold coin standard senza riserva frazionaria.

In un mondo capitalista in cui non c'è alcun aumento dell'offerta di moneta, ci sarebbero bassi tassi di interesse in un economia in espansione. Le banche potrebbero offrire probabilmente li offrirebbero prestiti allo 0% o leggermente superiori ai mutuatari, e offrirebbero anche tassi negativi di interesse spese per il deposito d'oro ai depositanti. Venderebbero l'oro immagazzinato e la gestione di servizi di contabilità.

Inconcepibile? Davvero? Avete dato un'occhiata a quello che la vostra banca vi pagherebbe per farvi depositare i vostri soldi? Guardate quello che il Tesoro degli Stati Uniti sta pagando: 0.01% l'anno per i buoni del Tesoro a 90 giorni. Se ciò può accadere in questa economia, può certamente accadere in un'economia a gold coin standard con prezzi in calo.

La domanda non è come le banche prestano denaro ad interesse e vengono ripagate con maggiore denaro. "Da dove è saltato fuori questo denaro extra?" La domanda piuttosto è quale sarà il potere d'acquisto futuro del denaro quando verrà restituito. Se i prezzi sono in calo, le banche saranno rimborsate in termini monetari esattamente quello che hanno prestato e prospereranno.

I Greenbacker non lo capiscono. Voi spero di si.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


lunedì 26 dicembre 2011

L'Italia e il Baratro






"[...] La comprensione dei limiti insuperabili della sua conoscenza dovrebbero difatti insegnare allo studente della società una lezione di umiltà, questa lezione lo dovrebbe mettere in guardia dal diventare un complice della propensione fatale degli uomini di controllare la società -- una propensione che non solo lo rende un tiranno tra i suoi pari, ma che potrebbe benissimo farlo diventare il distruttore di una civiltà che nessuna mente ha progettato ma che è cresciuta da sforzi liberi di milioni di individui." -- F.A. Hayek, The Pretense of Knowledge


Abbiamo l'ennesimo Keynesiano che vuole risolvere i disastri causati da anni di maldirezionamento dell'economia. Quindi abbiamo la spesa che è vista come una risorsa di valore non un peso che grava sul groppone della società, la quale comprende anni di privilegi ed "investimenti" sconsiderati (per lo più su base clientelare per creare un bacino di voti). La politica prima di tutto. Non sono qui per "salvarci". Sono qui per ripulirci anche del più piccolo briciolo di libertà rimasto e l'ultimo centesimo nel portafoglio, il tutto per portare avanti un sistema imbastito sulla menzogna e sul furto.

La manovra non serve a risolvere i casini del passato, tirerà la carretta solo per un pò. Si dice di voler stimolare l'economia...come si stimola a camminare una persona da cui è stato prelevato tutto il sangue? Pomperanno sangue in direzioni casuali, gli incentivi saranno pianificati su base clientelare; il mercato lascerà la scena alle decisioni di un manipolo di persone. Come fanno poche persone a direzionare un'economia portata avanti da milioni di persone? Altre spese in direzioni sbagliate che creeranno settori zombie attaccati costantemente ai finanziamenti del governo se dovessero andare male. E' questa la soluzione? Più della stessa cosa?

Non dovremmo ripetere gli sbagli del passato. Non è la strada per la prosperità. Abbiamo bisogno di prezzi reali di mercato (segnali economici) affinché la classe imprenditrice possa di nuovo vedere oltre la nube di distorsione che oggi ottenebra il panorama economico. Come? Con la concorrenza. Potete vedere qui una disamina completa della manovra economica.

Occupiamoci ora di un...particolare.


Era solo una piccola nota nell'annuncio di rifinanziamento a lungo termine (LTRO). Solo una piccola dichiarazione che i 40 miliardi di garanzie collaterali ricevute dalla BCE erano debito Italiano emesso da poco. Più ci penso, più mi sento a disagio.

La BCE sostiene che ha 40 miliardi di titoli di Stato Italiani sui suoi libri dal LTRO. Le banche dicono di avere dato in pegno 40 miliardi di debito pubblico Italiano. Il governo Italiano non lo riconosce come debito. Forse apparirà in una nota da qualche parte, ma finora abbiamo questa situazione.

Quindi, pur approvando alcune nuove misure di austerità che improbabilmente funzioneranno, il governo ha aggiunto 40 miliardi di potenziali passività. Le agenzie di rating non possono essere felici di ciò. Gli investitori non dovrebbero essere felici di ciò. Piuttosto che essere una nuova fonte di fondi per il debito Italiano (il punto di vista più ottimista del LTRO) ha creato nuovi debiti! Ciò si aggiunge al problema del debito dell'Italia.

E non riesco nemmeno a capire perché l'hanno fatto. Le banche non hanno altre garanzie idonee? Hanno già dato in pegno alla BCE o ai creditori privati qualsiasi cosa decente in loro possesso per ottenere i fondi? Date le dimensioni dei bilanci che sono incredibili, non vi è ancora alcuna spiegazione del motivo per cui non avevano più asset "normali" come garanzie.

Si tratta solo di uno stratagemma per collegare indissolubilmente le banche Italiane al governo. Le banche avrebbero potuto prendere in prestito direttamente dalla BCE. Abbastanza strano, possono anche essere in grado di piazzare direttamente il loro debito non governativo, ma questa mossa non sarebbe sembrata troppo alla Enron?

Tutto ciò che riguarda questo accordo mi fa saltare dalla sedia. Il LTRO mi sembrava un'idea decente. Non avrebbe risolto nulla ed improbabilmente avrebbe contribuito a creare nuova domanda per il debito sovrano, ma avrebbe alleviato la pressione per i finanziamenti sulle banche. Molto probabilmente sarà usato in questo modo, ma questo stratagemma per gli Italiani è tutto sbagliato. Sembra proprio un gioco sporco e mi spaventa a tal punto che non riesco a capire cosa ci sia dietro questo gioco. Creare una tale nuova ed enorme passività potenziale per l'Italia sembra una cosa assolutamente inutile e stupida. Come può l'Italia guadagnare la fiducia del mercato affinché compri il suo debito, quando non si sa quanto debito sia insoluto. Queste banche non sono in gran forma, per cui le garanzie potrebbero essere d'obbligo.

Penso che il mercato diventerà più negativo in Italia non appena digerirà quello che è stato fatto e perderà la fiducia nei tecnocrati. Se il debito italiano scivola di nuovo trascinerà in basso il mercato. Questa piccola "truffa" secondo me è stata una sconsideratezza e purtroppo è il tipo di cosa a cui un tecnocrate può realmente credere. Sono sostenitori della forma non della sostanza e tendono a considerare il credito in modo vago ed irrealistico. A loro piace far finta che le garanzie non siano reali. Considerano il rischio a breve termine, ummm, NON rischioso -- il che può spiegare il termine di tre mesi.



Ho paura che non appena tali passività potenziali finiranno sotto i riflettori scopriremo che il problema del debito sovrano è di gran lunga più grande di quanto avevamo realizzato.


domenica 25 dicembre 2011

Discontinuità di Natale

Freedonia augura un buon Natale e buone feste ai suoi lettori. E per l'occasione, uno dei classici più belli di questo periodo dell'anno firmato Charles Dickens, A Christmas Carol.

Quello che colpisce è l'ambiente e l'indole del personaggio principale. Infatti, molti potrebbero pensare che l'avarizia iniziale di Scrooge siano determinati dal tipo di lavoro che egli svolge. Infatti, la storia avviene durante la seconda metà dell'ottocento, ovvero, in piena rivoluzione industriale. Il capitalismo è una colonna portante di questo evento. Il suo ruolo è quello di servire il consumatore; e nel farlo bisogna sapere cosa vuole il consumatore, a che prezzo, quando, come, ecc. Il mercato, difatti, non rende gli uomini più "buoni". Per non incappare in perdite, si deve servire efficientemente il consumaotre. Non è un sistema homo, homini, lupus; bensì un sistema che serve il "re". Il consumatore è il re.

In sintesi, ci vuole una grande attenzione ai dettagli. Scrooge ha dedicato la sua vita a questo aspetto. Quasi ossessivamente. Ma manca qualcosa. Manca qualcosa che caraterizza ulteriormente il capitalismo, e che lo rende uno dei migliori sistemi economici auspicabili.

Cosa manca? L'ambiente in cui vive Scrooge non cambia. Il suo modo di condurre gli affari non cambia, rimane sempre lo stesso. E' Scrooge che cambia. Comprende un'altra verità che determina una discontinuità nella sua vita. Ciò accade quando si ritrova a ricordare, col fantasma del "Natale passato", la festa da Fezziwig. Il produttore deve porre attenzione anche ai suoi dipendenti. Come i consumatori anche i dipendenti devono essere "serviti": con migliori strumenti, migliore formazione, miglior ambiente di lavoro.

Dickens non ci dice cosa ne fu di Fizziwig. Secondo me morì ricco (se trattava bene i suoi impiegati, trattava bene anche i suoi clienti). Scrooge, infatti, condanna se stesso alla vista della festa di Natale (non solo come uomo, ma anche come manager). "Paragonato al bilancio annuale, la festa di Natale è solo una spesa al margine", diceva Fizziwig; ponendo enfasi sul fatto che l'attività è una squadra, ma soprattutto che la cooperazione è la quintessenziale arma a disposizione del genere umano per prosperare.








sabato 24 dicembre 2011

Lo Stato Peccatore

«I santi padri facevano delle profezie intorno agli ultimi tempi: "Che cosa abbiamo fatto noi?", così si domandarono un giorno. E uno di loro, il grande Abate Ischirione diede una risposta: "Noi abbiamo osservato i comandamenti di Dio". Allora essi soggiunsero: "E quelli che saranno dopo di noi, che cosa faranno?" Ischirione rispose: "Questi arriveranno solo alla metà di ciò che abbiamo fatto noi". Insistettero ancora: "Che cosa sarà di quelli che verranno dopo di loro?" Ed egli disse: "Gli uomini di quest’epoca non saranno ricchi di opere buone. Però si alzerà contro di loro il tempo della grande tentazione e quelli che in questo tempo saranno trovati buoni, saranno più grandi di noi e dei nostri padri".» -- I Padri nel Deserto

(Grazie a
Luis Piz per l'apertura dell'articolo.)
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di Llewellyn H. Rockwell Jr.


[Speaking of Liberty (2003)]


Quasi nessuno parla della tavola delle virtù e dei vizi — che comprendono i sette peccati capitali — ma nel revisionarli, scopriamo che riassumono bene il fondamento dell'etica borghese, e forniscono una critica morale e solida allo stato moderno.

Ora, i libertari spesso non parlano delle virtù e dei vizi, soprattutto perché siamo d'accordo con Lysander Spooner che i vizi non sono crimini, e che la legge dovrebbe riguardare soltanto quest'ultimi. Allo stesso tempo, dobbiamo osservare che i vizi e le virtù — e la nostra concezione di ciò che costituisce un comportamento corretto e la cultura in generale — hanno un forte impatto sull'aumento e sulla diminuzione della libertà.

Lasciatemi illustrare. Un relatore in una conferenza al Mises Institute, due anni fa stava spiegando come i problemi del welfare, della carità, e del sostegno dei poveri potevano essere gestiti con mezzi volontari — cioè, attraverso la filantropia. La sua spiegazione era brillante, ma venne mossa un'obiezione.

Uno studente dall'India aveva una domanda. Che cosa succede se, disse, si vive in una società in cui la religione dice che la condizione di una persona nella vita è dettata da Dio, e quindi sarebbe un peccato cambiarla in un qualunque modo. I poveri, in questa prospettiva, si suppone che rimangano poveri, ed aiutarli violerebbe la volontà di Dio. Infatti, una persona caritatevole commetterebbe un crimine contro Dio.

Il relatore rimase lì in silenzio. Gli studenti nella stanza guardavano l'interrogante con le bocche aperte. Eravamo tutti sorpresi di fronte ad una realtà troppo spesso ignorata; e cioè, che l'etica che sorregge la nostra cultura, che noi spesso diamo per scontata, è essenziale per il funzionamento di ciò che chiamiamo una buona società, basata sulla dignità della persona, e sulla possibilità di progresso, di libertà e di prosperità.

Nel nostro paese e nel nostro tempo, un'economia produttiva di libero mercato, una sostenuta da un forte senso di responsabilità personale e da un impegno morale per la sicurezza dei diritti di proprietà, ha un grande nemico: lo stato interventista. È lo stato che tassa, regola, ed inflaziona, distorcendo un sistema che altrimenti funzionerebbe senza problemi, produttivamente, e per il grande beneficio di tutti, generando ricchezza, sicurezza e pace, e creando le condizioni necessarie per la fioritura di tutto ciò che chiamiamo la civiltà.

Il nome che Karl Marx diede a questo sistema fu capitalismo, perché credeva che il libero mercato fosse il sistema che dava potere ai proprietari di capitali — la borghesia — a scapito degli operai e dei contadini della classe proletaria.

Il nome capitalismo è un pò fuorviante, perché la libera impresa non è, infatti, un sistema di economia organizzato ad esclusivo beneficio delle classi possidenti. Eppure, i fautori del libero mercato non sono stati interamente insoddisfatti nel dover usare il termine capitalismo, proprio perché la proprietà del capitale e l'accumulo è davvero il motore che guida il funzionamento di un libero mercato produttivo.

Mentre il sistema non funziona ad esclusivo beneficio dei capitalisti, è certamente vero che la proprietà privata dei mezzi di produzione, e la creazione di questa classe di cittadini, è fondamentale affinché noi godiamo di tutte le glorie che un'economia produttiva dona alla società.

Insieme alla creazione di questa classe arriva la formazione di quella che viene chiamata l'etica borghese — un termine usato per descrivere ironicamente le abitudini della classe finanziaria. I Marxisti usano ancora la parola come se descrivesse una classe sfruttatrice. Più comunemente, è utilizzata dagli intellettuali per identificare un certo tipo di somoglianza e come prevedibile manca di un apprezzamento per l'avanguardia.

Di solito è usata per descrivere persone che hanno un affetto per la città natale, la fede e la famiglia, ed uno stile di vita sperimentale e comportamenti che costeggiano le norme culturali comunemente accettate. Ma coloro che usano il termine in modo derisorio non apprezzano generalmente la misura in cui l'etica borghese rende possibile lo stile di vita di tutte le classi, compresa la classe intellettuale.

La borghesia è una classe di risparmiatori e custodi del contratto, persone che sono preoccupate per il futuro più che del presente, persone con un attaccamento alla famiglia. Questa classe di persone si preoccupa di più del benessere dei propri figli, del lavoro e della produttività, piuttosto che del tempo libero e dell'indulgenza personale.

Le virtù della borghesia sono le virtù tradizionali della prudenza, della giustizia, della temperanza e della fermezza d'animo. Ognuno ha una componente economica — molte componenti economiche, infatti.

La prudenza sostiene l'istituzione del risparmio, il desiderio di ottenere una buona istruzione per prepararsi al futuro e la speranza di trasmettere una eredità ai nostri figli.

Con la giustizia viene il desiderio di proteggere i contratti, a dire la verità nei rapporti commerciali, ed il risarcimento per coloro che hanno subito un torto.

Con la temperanza viene la voglia di frenarsi, di lavorare prima che di giocare, il che dimostra che la prosperità e la libertà sono in ultima analisi, supportate da una disciplina interna.

Con la forza d'animo viene l'impulso imprenditoriale di mettere da parte la paura eccessiva e di andare avanti di fronte alle incertezze della vita. Queste virtù sono il fondamento della borghesia, e la base delle grandi civiltà.

Ma l'immagine speculare di queste virtù mostra come il lato virtuoso del comportamento umano trova il suo opposto nelle politiche pubbliche impiegate dallo stato moderno. Lo stato si erge contro l'etica borghese e la indebolisce, e il declino dell'etica borghese permette allo stato di espandersi a spese della libertà e della virtù.

Nella tradizione religiosa Occidentale, i Sette Peccati Capitali non sono gli unici. Vengono definiti Mortali dall'insegnamento tradizionale, poiché la loro conseguenza è la morte spirituale. Analizziamoli uno alla volta.



Vanagloria

Si parla anche di orgoglio, o, più precisamente, di orgoglio eccessivo o sproporzionato. Sappiamo che cosa significa per una persona essere eccessivamente vanagloriosa o orgogliosa. Vuol dire che mette i suoi interessi prima di quelli di chiunque altro, anche se ciò può provocare danni ad un altro. E' la sovrastima del valore di se stessi e degli interessi e dei diritti a scapito degli altri.

Nelle politiche pubbliche, possiamo pensare a molti gruppi di pressione che credono che i loro interessi siano più importanti di quelli di chiunque altro. Infatti, questo tratto di vanagloria descrive il clamore spaventoso per ogni sorta di nuovi diritti. Abbiamo lobbisti sulla disabilità che credono di avere diritto a violare i diritti di proprietà e la libertà di tutti gli altri.

Lo stesso vale per molti gruppi identificati da diverse categorie razziali e sessuali. Essi sono convinti dal loro orgoglio che debbano essere riconosciuti loro privilegi speciali. La legge e la sua eguale applicazione viene distorta dalle esigenze dei pochi contro i molti.

Questo non è certo il percorso per una pace sociale di lungo termine. Considerate il problema della discriminazione nelle assunzioni. Non riesco a capire perché qualcuno debba voler lavorare per un datore di lavoro che in realtà non lo vuole assumere. In un mercato competitivo, i datori di lavoro sono autorizzati a discriminare, ma i costi di assunzioni discriminatorie sono interamente a carico del datore di lavoro, il cui successo o fallimento è determinato dal consumatore.

Visto che i datori di lavoro sono in concorrenza tra loro, tutti possono trovare un posto per sé stessi all'interno della vasta rete di divisione del lavoro. L'orgoglio che porta a cortocircuitare questo processo non è nell'interesse a lungo termine della società.

Lo stesso vale per le nazioni. Non c'è niente di male ad avere un orgoglio naturale e normale per la propria nazione. Ma essere vanagloriosi e sopravvalutare il merito della propria nazione può avere cattivi effetti economici. Tra questi effetti negativi ci possono essere lo sciovinismo e l'aggressività in politica estera, così come il mercantilismo nella politica commerciale internazionale.

Se, per esempio, siamo così convinti che l'acciaio Americano è molto meglio dell'acciaio estero così da punire qualsiasi straniero che tenterebbe di venderci acciaio, siamo colpevoli di vanagloria. Stiamo anche danneggiando noi stessi economicamente, costringendo i consumatori di acciaio — in tutte le fasi della produzione — a pagare prezzi più elevati per acciaio di qualità inferiore a quella che prevarrebbe in un libero mercato.

Questo è uno stato di cose insostenibile. Qualsiasi settore che è protetto dalla concorrenza diventa sempre meno efficiente. La nazione che viene a praticare questa forma di mercantilismo può finire per produrre ogni sorta di cose inefficientemente, e scacciare nuove linee di produzione che sarebbero efficienti, ma viene impedito loro di emergere.

L'orgoglio nella politica pubblica può comportare un mancato utilizzo dell'intelligenza critica nel valutare il nostro sistema di governo. Potremmo dire, per esempio, che gli Stati Uniti sono la più grande nazione della terra. Ma questo significa che le nostre politiche fiscali e normative sono quello che dovrebbero essere e che a criticarle è in qualche modo anti-Americano? Assolutamente no. Affermare una cosa simile significa essere colpevoli di vanagloria.

La verità è che il sistema di governo degli Stati Uniti è gravemente viziato e tristemente in contrasto con la maggior parte di quello che i padri fondatori speravano di portare quando insediarono un nuovo governo.

Non avrebbero mai immaginato una cosa come il mostruoso Department of Homeland Security, o una tassa sul reddito, o una Federal Reserve, o un vasto impero militare che spende più della maggior parte delle altre nazioni del mondo messe insieme.

Queste istituzioni e il cambiamento della politica pubblica della cultura, in generale, hanno creato lo stato più vanaglorioso nella storia del mondo, soprattutto sotto la guida dell'attuale presidente, i cui discorsi e dichiarazioni danno un nuovo significato alla parola messianico.



Rabbia

La civiltà occidentale nel corso degli ultimi 2,000 anni ha considerato la rabbia come un vizio grave, perché porta alla distruzione piuttosto che alla pace e alla produttività. Da questa considerazione l'istituzione di tribunali per gli affari interni e della diplomazia per gli affari esteri.

Ma nel nostro paese, il tabù contro la rabbia negli affari pubblici è venuto ad essere violato, in particolare nei crimini di guerra degli eserciti federali durante la guerra civile. I civili vennero presi di mira deliberatamente. Le case vennero saccheggiate, le colture vennero bruciate, il bestiame ucciso. Questa era l'espressione della rabbia.

L'istituzionalizzazione della rabbia ha persistito sin da allora, in massacri di civili nelle Filippine, nel blocco della fame della Prima Guerra Mondiale, nel bombardamento delle città nella Seconda Guerra Mondiale, nella distruzione di chiese nella guerra in Serbia, e nella guerra in Iraq, 11 anni consecutivi.

Quando i funzionari dicono di essere arrabbiati e programmano di scatenare l'Inferno su qualche paese straniero, sono partecipi di questa morsa mortale, che ha anche effetti culturali.

L'uomo dietro al bombardamento del palazzo federale di Oklahoma City ha sviluppato il suo gusto per la rabbia durante la prima Guerra del Golfo. Molti degli assassini che hanno sparato nelle scuole pubbliche si sono rivelati in seguito degli ossessionati dai mezzi militari e dalle guerre.

Quale lezione sta imparando l'ultima generazione dai discorsi e dagli atteggiamenti della classe dirigente attuale e dalla sua sete di sangue? Rabbrividisco al pensiero.

L'arsenale militare moderno, combinato con una frantumazione di tutte le restrizioni su ciò che è ammissibile e inammissibile in guerra, ha scatenato sul mondo lo stato arrabbiato. La sua modalità implacabile in politica estera è la vendetta, ed il suo prodotto principale è la sofferenza umana e la morte.



Invidia

Ancora una volta, questa è una parola che non si sente quasi più. L'invidia non è la stessa cosa della gelosia. La gelosia è semplicemente il desiderio di godere della proprietà e dello status di un altro. L'invidia è il desiderio di nuocere a qualcun altro solo perché in possesso di qualche qualità, virtù, o proprietà. E' il desiderio di distruggere il successo o la fortuna di un altro.

Oggigiorno, temo che l'invidia venga scatenata nei confronti delle persone a causa delle loro realizzazioni personali. E vediamo il risultato dell'invidia nel welfare redistribuzionista.

Alcuni dicono che ciò che conta di più non è che il welfare aiuti i poveri, ma piuttosto che faccia male ai ricchi. Anche con la tassa di successione, che raccoglie poche entrate, ma causa grave danno alle aspiranti dinastie familiari.

Quanti discorsi del Congresso contro la classe finanziaria ed i ricchi sono guidati da questo peccato mortale? Troppi. Le politiche di antitrust che cercano di distruggere un'impresa solamente perché è grande e di successo sono il risultato dell'invidia. Ricordo un articolo di Michael Kinsley diversi anni fa sulla rivista Slate, che onestamente sollevò questa domanda: cosa c'è di sbagliato nell'invidia?

Niente, concluse. Infatti, osservando giustamente, è il fondamento di gran parte della politica pubblica moderna. Anche così, è un peccato mortale. E' una cosa che distruggerà la società se si lascia sfogare completamente. E in nessun luogo si può scatenare meglio se non all'interno della cultura dello stato, che attacca in ogni modo il successo negli affari e nella vita privata.

Un secolo fa, molte dinastie private avevano più ricchezza a disposizione del governo federale. Lo Stato Invidioso moderno avrebbe tollerato una cosa simile? Non credo proprio. Ogni ricchezza tranne quella dello stato è in palio, ma soprattutto la ricchezza dinastica.



Avarizia

Anche il peccato relativo al desiderare di agguantare quello che appartiene ad un altro, attraverso qualsiasi mezzo si possa immaginare, è socialmente dannoso. Attraverso i programmi di tassazione e di welfare, lo stato sta in effetti benedicendo il peccato di avidità.

Ora, cerchiamo di essere chiari. Desiderare qualcosa non è la stessa cosa del desiderio innocente di migliorare la propria sorte nella vita. Questo è un buon impulso, che spinge le persone ad avere successo. La cupidigia è diversa perché non gli importa quale mezzo viene utilizzato per raggiungere i propri obiettivi.

Invece dello scambio produttivo, la cupidigia ricorre al furto, privato o pubblico che sia. Abbiamo visto la cupidigia rivolgersi al clamore pubblico dopo il crollo dei prezzi delle azioni nel 2000 e successivamente, quando il popolo ha chiesto che la FED facesse qualcosa per fare in modo che i loro investimenti non andassero a gambe all'aria.

Anche qui, vediamo che il desiderio per il denaro supera la considerazione morale di come questo denaro debba essere acquisito. E quanto più lo stato alimenta il peccato dell'avarizia, tanto più ne vedremo, e l'etica borghese cadrà maggiormente in disuso.

Lo stato moderno non è altro che un avaro. Ha il suo sguardo costantemente fisso sulla nostra libertà, privacy, ricchezza e indipendenza, e li vuole prendere con ogni mezzo possibile. Nello stato avaro, la libertà è sempre in calo, la percentuale di ricchezza soggetta a tassazione sempre in crescita, e la possibilità per le istituzioni e per gli individui di prosperare al di fuori della benedizione del governo sempre in dubbio.



Gola

Pensiamo alla gola come esclusivamente legata al cibo. Ma può anche significare il desiderio eccessivo di comfort, lusso, e tempo libero a scapito del lavoro e della produttività. Le lobby dei cittadini anziani, quando richiedono che il pubblico fornisca un ambiente confortevole per tutti i settuagenari a scapito dei giovani lavoratori, stanno cadendo nel peccato mortale della gola.

Il problema non affligge solo gli anziani. E' un problema tra i poveri, che sono stati condizionati dal welfare a credere che hanno il diritto di vivere bene senza guadagnare i loro soldi. È interessante notare che i tassi di obesità tra i poveri superano di gran lunga quelli tra la borghesia.

La pervasività della gola si mostra anche nel carico spaventoso di debito dei consumatori. Questo implica un desiderio di consumare ora a prescindere dalle conseguenze successive. Al consumatore goloso non interessa il lungo termine, basta che il suo appetito venga soddisfatto oggi.

La Federal Reserve incoraggia questo peccato mortale, attraverso politiche di credito accomodanti e salvataggi, che creano l'illusione che non ci sia uno svantaggio a vivere nel presente a scapito del futuro. La stessa cosa con la politica di inflazione, che ci spinge a spendere denaro oggi perché avrà meno potere d'acquisto domani. L'inflazione istituzionalizza il peccato della gola e lo fa apparire razionale.

Basta solo un rapido sguardo ad una mappa dettagliata di Washington DC, per vedere la dimostrazione ultima della golosità, per la terra, il denaro ed il potere. Dal punto di vista dello stato, non ha mai abbastanza terra, denaro e potere. Mangia e mangia, cresce sempre più grasso, e si corre un rischio al solo palesare questa realtà.



Accidia

La storia di come il welfare abbia creato una classe accidiosa è vecchia, quasi non più contestata, ma non meno vera. La promessa di qualcosa in cambio di niente a spese di altri ha corrotto i poveri, ma anche gli anziani ed anche un altro gruppo: gli studenti di età compresa tra i 18 ed i 25 anni.

Per quanto riguarda i vecchi, è patetico vedere come una classe di persone che dovrebbe capeggiare la società con saggezza e con esperienza, ai più alti ideali, sia diventata un gruppo di vacanzieri con sempre più rughe in volto. Cerchiamo di essere chiari: in una società libera, non esiste un diritto alla pensione, e certamente nessun diritto ad una pensione confortevole. Tale concetto venne inventato alla fine del New Deal. Prima di allora, la pigrizia era qualcosa che doveva essere acquistata con i propri soldi. Ora, la si può godere attraverso lo stato tassatore.

Per quanto riguarda gli studenti, il nostro sistema scolastico li ha socializzati facendoli credere che più credenziali ufficiali si guadagnano, più si ha il diritto a ricevere qualcosa dalla società, un pagamento in cambio della benedizione della propria semplice presenza nel mondo. Parlate con chi è nel business delle assunzioni in questi giorni. Egli vi dirà che è estremamente raro trovare un giovane che capisce che l'occupazione non è un tributo pagato ma uno scambio tra il lavoro ed un salario. Tutte queste tendenze sono peggiori in Europa, dove il welfare scolastico è più generoso — ma stiamo recuperando terreno.

Il sovvenzionamento della pigrizia crea un circolo vizioso. Più lo stato premia il non lavorare, meno le persone avranno una vita indipendente dallo stato tramite risorse personali e finanziarie. I pigri sono naturalmente inclini a sviluppare dipendenze, che è esattamente ciò che vuole lo stato.

Nel frattempo, considerate la pigrizia dello stato stesso. Non c'è classe più avversa al rischio a quella burocratica. Che sia la fase di approvazione dei farmaci da parte della FDA o il dipartimento d'approvazione dei prestiti al HUD, far lavorare i burocrati è come far correre una una gara a dei maiali.

Alcuni anni fa, un burocrate federale ci inviò il seguente articolo, a cui si rifiutò di allegare il suo nome. Evidenziava:

Cosa attira le persone a lavorare per il governo? Cosa li tiene lì per tutta una vita? E' semplice: la sovracompensazione, enormi vantaggi, e grandi condizioni di lavoro. E' attraente iscriversi e quasi impossibile lasciarlo [...]. Cosa perderei se lasciassi il governo? La settimana lavorativa corta [...]. In questo momento, posso spendere l'8.7% del mio tempo di lavoro in vacanza. Ovvero, sei settimane all'anno in perpetuo [...]. Potrei anche dimenticare l'appellativo "bennies": per esempio, faccio un'ora di jogging al giorno, seguita da una doccia ed un piacevole pranzo. Mi mantiene in ottime condizioni per le mie vacanze. E sono sempre possibili escursioni per fare shopping durante il lavoro. Lo stress? Se il relax allungasse la vita, i burocrati vivrebbero fino a 150 anni.

Eppure, in quest'area, forse dovremmo esserne grati. L'unica cosa peggiore dello stato pigro è uno stato eccitato che si sveglia presto per toglierci la nostra libertà.



Lussuria

Si pensa che questo sia un problema personale. Ma vediamo la sua distruttività al lavoro in ogni politica del governo che non riesce ad apprezzare la famiglia come fondamento della società borghese. Nella vita pubblica di oggi, presumiamo che la famiglia sia superflua, quando invece è il baluardo fondamentale tra l'individuo e lo stato.

Economisti intelligenti come Ludwig von Mises e Joseph Schumpeter sostenevano che la famiglia è il terreno di formazione dell'etica del capitalismo. E' qui che impariamo a conoscere il male del furto e il rispetto per la proprietà altrui, a risparmiare ed a pianificare per il futuro, a mantenere la nostra parola data.

Non è un caso che i Marxisti abbiano a lungo cercato di distruggere la famiglia come istituzione, e ridurre tutta la società ad individui atomizzati che deficitano delle risorse per fornire sicurezza a sé stessi e quindi si rivolgono inevitabilmente allo stato, invece che ai genitori ed ai parenti, per un aiuto.

Questi sono i Sette Peccati Capitali, ed in ogni caso, ed in cento altri modi che non ho menzionato, la politica attuale del governo li incoraggia a scapito dell'etica borghese, che è l'etica del libero mercato, di una società che è produttiva, tranquilla ed affrancata dal potere arbitrario.

Perché sentiamo parlare così poco dei Sette Peccati Capitali? Forse perché nessuna istituzione è più golosa, avara, orgogliosa, o arrabbiata come lo è lo stato. Nel settore privato, le istituzioni di mercato correggono questi abusi nel corso del tempo. Nello stato, senza test di mercato e nessun controllo sui comportamenti non etici, questi peccati capitali prosperano nella vendetta.

Sono davvero molto preoccupato per il futuro della borghesia. Se ci fosse stato il pericolo che questa classe avrebbe potuto essere distrutta, circa 60 anni di politiche governative destinate ad ucciderla avrebbero raggiunto il loro obiettivo, ormai.

Eppure, non dobbiamo diventare compiacenti. Nella stessa misura in cui le lotte politiche attuali sono ridotte ad un conflitto di culture, il nostro miglior mezzo per combattere è quello di vivere e praticare l'etica borghese nelle nostre case, nella comunità e nelle imprese.

Cerchiamo invece di ricordare le quattro grandi virtù borghesi della prudenza, della giustizia, della temperanza e della fermezza d'animo, e, così facendo, faremo la nostra parte per costruire la libertà e la prosperità, anche nel nostro tempo. Che queste basi culturali della nostra civiltà non siano mai date per scontate.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


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