venerdì 24 ottobre 2014

Lo stato, la moltitudine, l'individuo





di Francesco Simoncelli


La parte più difficile da accettare nell'odierna situazione economica è il fatto che qualcuno possa essere salvato a scapito di qualcun altro. Si creano delle "scappatoie" attraverso le quali alcuni diventano più uguali degli altri, generando invidia e risentimento nel resto della popolazione. L'essere umano è suscettibile a tutto ciò che vede, tende costantemente a sorvolare sui significati reconditi dei fenomeni che circondano le sue azioni. L'abbandono ad una serie di sentimenti negativi nei confronti di coloro che reputano più "fortunati" crea un incentivo a fare di tutto per distruggere le "fortune" degli altri. Non ci serve volare troppo con la fantasia per sottolineare come si possa essere proni ad inficiare la propria condizione pur di veder affondare coloro che odiamo o di cui siamo invidiosi. E' normale. E' umano. Fa parte di quell'indole umana che caratterizza la dualità del nostro essere.

Non dovremmo sorprenderci se qualcuno invoca a gran voce un particolare evento attraverso il quale pochi beneficiano a scapito di molti. Dovremmo, invece, trarre le dovute conclusioni e chiederci: Perché?

L'umanità del "cadere in errore" fa parte di quel comparto teorico noto a noi Austriaci come prasseologia. L'azione umana, si dice comunemente, che sia "razionale"; ma questo giudizio potrebbe intorbidire l'impianto teorico che vogliamo veicolare ai nostri lettori. Quindi possiamo tranquillamente affermare, senza ledere la soggettività di nessuno, che l'azione umana è implicitamente propositiva. In questo modo possiamo garantire la neutralità dell'azione umana nel suo modo di svolgimento. Essa, quindi, svolge un ruolo importante nella vita delle persone, perché permette loro di soddisfare quei bisogni che il loro set di valori richiede di più. Tali desideri, inoltre, vengono spronati qualora gli individui si trovano davanti a degli incentivi. Non ci interessa la natura di questi incentivi, sappiamo che essi stimolano l'agire umano in base alla loro suadenza e capacità persuasiva. La loro natura stimolatoria è innata.

L'individuo cede abbastanza velocemente alla loro offerta, perché essi tendono a migliorare significativamente la sua condizione senza introdurre alcuna sanzione negativa agli occhi di coloro che li valutano. "E' un affare!", si suole dire. Utilizzando l'impianto teorico prasseologico, possiamo studiare come la natura degli impulsi esterni all'essere umano, possa indurlo verso lidi felici e verso lidi inaspettatamente poco felici. Questo perché non ci possiamo estraniare dalle leggi della natura; infatti l'essere umano tende a non nuocere a sé stesso, bensì a migliorare la sua condizione. Questo è vero perché basta solo il pensiero di un simile atto per affermare la vita e quindi esserne parte attiva. Discernere ciò che ci conviene da quello che non ci conviene rappresenta l'essenza basilare della nostra storia e di quello che siamo diventati.

Da qui l'impianto da teorico diventa pratico, perché noi in quanto essere umani abbiamo la facoltà di raggiungere e separare ciò che è dannoso da ciò che è buono. Ragionare permette all'individuo di arrivare a certe verità che prima ignorava. Tale facoltà è la quintessenza del suo essere essere umano. In questo caso specifico il ragionamento deve indurci a riflettere con una certa intensità sulle eventuali conseguenze non viste. Non è, ovviamente, un'imposizione teorica. In effetti la natura della teoria Austriaca si limita semplicemente ad osservare le situazioni che circondano l'essere umano, e a trarne i dovuti insegnamenti. Il ruolo dell'economista, infatti, è quello di semplice osservatore esterno, colui che osserva agire gli individui dalla finestra della loro casa e si limita a prendere appunti.

Vorrei aggiungere un piccolo tassello: per lui è possibile ticchettare alla finestra affinché possa scongiurare un evento particolarmente dannoso. D'altronde non è quello che facciamo noi studiosi Austriaci quando mettiamo in guardia dalle eventuali ripercussioni negative quanto uno stato interviene positivamente nelle vite degli individui? Nei nostri discorsi non mettiamo forse in guardia dai pericoli che si annidano in alcune forme particolari di mercato? Non c'è nulla di male ad agire in questo modo, diffondiamo una informazione che la maggior parte degli individui ancora ignora. E' vera? Probabilmente sì. La certezza possiamo ricavarla dall'apodittismo su cui si fonda il ragionamento a priori. Non solo, ma l'assioma su cui fa spesso leva rappresenta il pilastro su cui si erge la libertà individuale: il principio di non aggressione.

In questo modo vengono forniti agli individui strumenti di cui prima ignorava l'esistenza. E' normale che sia così, l'asimmetria di informazioni nel mercato è il presupposto attraverso il quale gli uomini, mediante la cooperazione sociale, riescono a sopravvivere e prosperare. La condivisione di tale conoscenza permette a tutti di entrarne in possesso e avere un punto di riferimento qualora dovessero affrontare la necessità di doverne usufruire. Per avere le idee chiare, immaginate di dover mangiare un fungo di cui, però, non ne conoscete l'effettiva tossicità. E' lecito che possiate ignorare un avvertimento di stare in guardia, ma ovviamente ci penserete attentamente prima di ingurgitarlo e se riterrete opportuno approfondire la questione, di certo farete le opportune ricerche. L'economista, quindi, non è qualcuno che possiede una conoscenza onniscente, è semplicemente qualcuno che studiando le interazioni umane e la struttura economica, ne deriva le dovute conseguenze. Non c'è nulla di magico qui, è attraverso il ragionamento che possiamo conoscere la realtà.

Le prove empiriche, sebbene rappresentino un supporto più che adeguato ad una determinata tesi, non sono affatto determinanti per avallare una qualsiasi tesi economica. Non si tratta di esperimenti di fisica, qui abbiamo a che fare con la volubilità dell'azione umana. In questo contesto, quindi, l'incentivo a cui possiamo trovarci davanti non equivale affatto ad una opportunità priva di ripercussioni gravi. Certo, potremmo starcene in disparte e guardare il nostro individuo nell'esempio di prima morire a causa dell'avvelenamento da funghi, oppure potremmo starcene in disparte e assistere al bust a seguito di un boom artificiale, ma questo solleva una domanda: Perché sbracciarsi prima dello scoppio di una bolla? Perché vari autori Austriaci hanno avvertito prima del 2007 l'inevitabile scoppio di una bolla immobiliare?

Sebbene a seguito di un crollo emergano le opportunità di riallocare le risorse scarse secondo i criteri di un mercato privo di vincoli, rientra nelll'agire umano avvertire i propri simili di un pericolo. Come abbiamo detto prima, ognuno di noi possiede l'accesso a diversi tipi di informazione e tale privilegio permette a determinati individui di elevare il proprio standard di vita al di sopra di quello degli altri. E' giusto che sia così, il possesso di informazioni speciali grazie al proprio ragionamento e alle proprie conoscenze sviluppate dall'ambiente circostante, gli permette di raggiungere una posizione di vantaggio legittimamente acquisita. Ma ce la fa da solo? E' possibile che chiunque di noi possa farcela da solo a realizzare i propri obiettivi? E' necessario condividere tale conoscenza per fare in modo di svilupparla al meglio grazie alla collaborazione dei propri simili. Infatti, è stata proprio la cooperazione umana che ha permesso al genere umano di sopravvivere nel corso della storia e raggiungere il suo status attuale. Senza la divisione del lavoro, non saremmo arrivati a questo punto. Quindi la condivisione delle informazioni permette al genere umano nel suo insieme di elevare il proprio standard di vita; si tratta pur sempre di uno scambio: io ti concedo di avere parte del successo generato dalla mia idea, in cambio del tuo aiuto. La meraviglia del mercato è il possibile miglioramento di quell'idea originale, elevandola ad un livello superiore grazie alla conoscenza di qualche altro attore economico. In The Use of Knowledge in Society, Hayek rimarcava la differenza tra informazione e conoscenza e la loro importanza nei processi di mercato. Senza proprietà privata non esistono prezzi sani, e senza di essi non esiste informazione; la conoscenza, invece, è un concetto qualitativo (piuttosto che quantitativo come l'informazione, poiché essa può essere parziale). L'imprenditorialità è qualcosa che si impara attraverso la propria esperienza ed il proprio piglio creativo, e non può essere trasmesso o insegnato al primo che passa. La pianificazione centrale crede di poterli manipolare entrambi. Così facendo è come se creasse una macchina senza freni (imprenditori) ed una strada senza segnali (prezzi).

Di conseguenza, ognuno di noi è importante per il successo del genere umano nel suo complesso, stimolando in noi quell'istinto scolpito nella nostra indole da migliaia di anni di evoluzione: la salvaguardia del prossimo. Scrive Rothbard ne L'Etica della Libertà:

[...] Il regime di pura libertà -- la società libertaria -- può essere descritto come una società nella quale nessun titolo di proprietà viene "distribuito" da chi non ne è titolare; una società, in breve, in cui nessuno può molestare o violare la proprietà di un uomo -- della sua stessa persona o di beni materiali -- o interferire con essa. Ma questo significa che la libertà assoluta, in senso sociale, può essere goduta non solo da un Crusoe isolato, ma anche da qualunque membro della società, per quanto essa possa essere complesso o avanzata. Infatti se, come accade per Crusoe, la proprietà "naturale" (della persona e di beni) di ciascuno è libera da invasioni o molestie da parte di altri, tutti godono della più assoluta libertà. E naturalmente, trovandosi in una società di scambi volontari, ciascuno può godere della libertà assoluta non in un isolamento robinsoniano, ma in un ambiente di civiltà, armonia, socialità e di produttività enormemente maggiore grazie agli scambi di proprietà con il prossimo. Di conseguenza, non è necessario che la perdita della libertà sia il prezzo che dobbiamo pagare per l'avvento della civiltà; tutti gli uomini nascono liberi e non dovrebbero mai essere messi in catene. L'uomo può raggiungere la libertà e la prosperità, la libertà e la civiltà.

Il ragionamento a priori secondo cui un'economia pianificata darà origine ad una sequenza crescente di errori, rappresenta un avvertimento per tutti coloro che decidono di entrare in affari con lo stato. Certo, ce ne sono di incentivi per percorrere suddetta strada, ma se si guarda con maggiore attenzione si scopre il tranello: perdono la sfida col lungo termine. Si trasformano nell'unica cosa che sa consegnare lo stato: promesse vuote.

Non c'è bisogno, quindi, di essere una moltitudine per abbattere quei privilegi che fino ad oggi hanno caratterizzato il capitalismo clientelare, basta che il singolo individuo dedichi una parte maggiore della sua vita a ragionare ed a ricorrere al buon senso. Consigli che, a quanto pare, al giorno d'oggi non attecchiscono riducendo il ruolo degli attori di mercato a delle semplici comparse nell'economia di cui fanno parte. Delle figure eteree capaci solamente si tendere la mano e richiedere che lo stato faccia il resto. Coloro come il sottoscritto, ad esempio, che invitano a togliere dalle equazioni di presunta prosperità il ricorso allo stato, vengono trattati alla stregua di untori e affamatori. La pubblica gogna recita come accusa che noi, sedicenti amanti della libertà, vorremmo invece privare il popolo di tutte quelle bellezze e di tutta quella cornucopia che lo stato, nel corso, del tempo ha fornito con tanta solerzia. Saremmo noi, quindi, agnelli travestiti da lupi, che con il nostro messaggio vorremmo distruggere la quintessenza e l'apice a cui è arrivata la società con così tanti sforzi e sacrifici.

Uno dei punti controversi su cui si sta discutendo con una certa vivacità negli ultimi tempi, rappresenta la crescita dei propri figli. Negli ultimi anni è diventato abbastanza "gravoso" allevare i propri figli. Dalle interviste fornite dai media mainstream, la maggior parte degli individui si lamenta che lo stato non investe sufficienti risorse nella famiglia. Sebbene la seguente affermazione possa farmi sembrare un "orco" uscito dalle peggiori favole per bambini, mi domando: Perché mai dovrebbe sovvenzionare una qualsiasi area della nostra vita? E in secondo luogo: Anche se per assurdo dovesse, chi paga?

Prima che qualche lettore pronunci epiteti coloriti, è lecito far notare una realtà passata in secondo piano: nonostante tutti i finanziamenti ricevuti fino ad ora dalle famiglie, le nascite sono ugualmente diminuite. Forse è possibile scorgere una certa tendenza qui. Ma al di là di queste statistiche, perché bisognerebbe sovvenzionare le famiglie e non i single? Anche loro sono essere umani con pari diritti e doveri, perché non dovrebbero ricevere un bonus per il loro status sociale? Quale dovrebbe essere lo scopo del sovvenzionamento, aiutare le famiglie o incentivare la nascita di famiglie artificiali per succhiare risorse da questa folle idea dei finanziamenti? Questo significherebbe, infatti, un aumento dei controlli. Questo significherebbe un aumento della burocrazia. E, capite benissimo, che in realtà è proprio questo lo scopo delle sovvenzioni: un aumento della burocrazia. Cosa implica sempre un aumento della burocrazia? Un aumento delle tasse. Ma se i fondi servono in larga parte per sostenere il sistema dei controlli, quanto della torta fiscale destinata alle famiglie arriverà davvero nelle loro mani? Poca.

L'espansione della burocrazia segue per filo e per segno la legge di Parkinson, e in questo modo resiste ad ogni taglio di bilancio. E' quello che teme di più, quindi farà di tutto pur di giustificare la sua presenza e la sua essenzialità. Lo stato, di conseguenza, accamperà scuse per impedire un taglio delle sue uscite sventolando il feticcio delle "spese pubbliche" per sostenere quante più aree fondamentali della nostra vita. Scrisse Frederic Bastiat:

Quando le tasse sono oggetto di discussione, si dovrebbero dimostrare la loro utilità con spiegazioni tese alla radice della questione, non da questa sfortunata affermazione: «Le spese pubbliche sostengono le classi lavoratrici». Questa affermazione nasconde il fatto importante, che le spese pubbliche sempre sostituiscono le spese private, e che quindi portiamo i mezzi di sussistenza ad un operaio, invece di un altro, non aggiungendo nulla alla quota della classe operaia nel suo insieme. I vostri argomenti sono abbastanza alla moda, ma sono troppo assurdi per essere giustificati razionalmente.

Utilizzando la sua stessa metodologia chiediamoci: Cosa non si vede? Non si vede come la riscossione di tributi non è altro che la distruzione dei desideri di quegli individui a cui vengono sottratti i fondi dagli esattori delle tasse e che ora dovranno mettere da parte altri fondi per soddisfare le loro esigenze (sempre che lo stato li lasci in pace, cosa che, come suggerirebbe Lysander Spooner, non accade mai). Quindi le loro necessità verranno sempre rimandate nel tempo, ed in cambio otterranno servizi che non hanno chiesto... anche perché, chi di voi asseconderebbe un cuoco che, facendo irruzione in casa vostra e cucinandovi una pietanza che non gradite, pretenderebbe di essere pagato per il servizio svolto?

A lungo andare queste distorsioni si sedimentano e diventano ingestibili. I pianificatori centrali perdono il controllo. Per restare in gioco alzano la posta. Si impegnano in promesse più grandi (pensate a quante volte avete sentito fino ad ora che "l'anno prossimo arriverà la ripresa"). Il loro voler ipotecare il futuro, sta rimestando in quei rimasugli di ricchezza che questo paese ha ancora da offrire. La soluzione a questa manifesta violenza contro la libertà, non è una risposta corale di aiuto, ma una richiesta di poter gestire in piena autonomia la propria vita. Ci sarebbe mancanza di fondi? Perché mai? Pensate al sostituto d'imposta (o anche chiamato "ritenuta d'acconto"). Pensate a quanti soldi rimarrebbero nelle vostre mani. Sareste voi a gestire i fondi, e niente più intermediari. Ciò richiede due cose: responsabilità e maturità. Si presume che siate degli adulti, si presume che siate in pieno possesso di queste capacità cruciali. Quindi, la prossima volta che vi verrà chiesto cosa lo stato può fare per voi, declinate gentilmente l'invito e rispondete: "Stare il più lontano dal mio portafoglio."


giovedì 23 ottobre 2014

Il conservatorismo americano è keynesiano fino al midollo





di Gary North


Il movimento conservatore americano è dominato da becchini e spacconi. Entrambi i gruppi sono keynesiani fino al midollo.

Questa è stata una realtà fin da quando il movimento ha avuto inizio nel 1948. L'Old Right degli anni '30 era impegnata ad abbattere il New Deal. La Middle Right, 1948-1980, era impegnata a rafforzare il governo federale e a sradicare i comunisti in patria e all'estero. La Middle Right rifiutò di combattere le creazioni di Truman che avrebbero dato vita allo stato di sorveglianza moderno: CIA, NSC, NSA. Pensava che servissero più agenzie simili. Non si oppose alla dottrina Truman in politica estera. Pensava che ne servisse di più.

L'eccezione fu il senatore Robert Taft. Con la sua morte, nel luglio 1953, sparirono le ultime tracce dell'Old Right a Washington; almeno fino a quando non venne eletto Ron Paul nel 1976.

La New Right è la fusione del movimento neoconservatore e la nuova destra cristiana. Nacque dalle elezioni del 1980: Reagan. E' ancora operativa ed è contrassegnata da un sostegno al Pentagono e ai sussidi di Previdenza Sociale/Medicare.

I suoi membri sono tutti uniti in questa confessione: la pianificazione keynesiana funziona. Il sistema terrà. "Il Medicare può essere riformato se il Congresso agisce adesso." Ogni decennio ci viene ripetuta questa nenia, ma il Congresso non agisce mai. Il deficit fuori bilancio diventa più grande. Il valore attuale delle passività non finanziate del governo federale è di circa $200 bilioni. "Il Congresso ha ancora tempo per agire." No, non ce n'è. Ma coloro nella Beltway non lo ammettono.

Sto aspettando che i leader del Tea Party, chiunque essi siano, annuncino: "Abolire il Medicare ora. Manderà in bancarotta il governo federale se non lo facciamo. E' ben oltre il punto di non ritorno. Nessuna riforma può salvarlo. Dobbiamo ridurre le nostre perdite." Fatemi sapere quando succederà. Fino a quando non accadrà, il Tea Party è anch'esso keynesiano. "Il sistema terrà." Il sistema è keynesiano.

Il conservatorismo americano è focalizzato soprattutto sulla Washington Beltway, non sulla politica locale. E' lì che i conservatori mandano le loro donazioni politiche. E' lì che ha perso ogni battaglia importante, ad eccezione della Stop-ERA di Phyllis Schlafly che venne condotta a livello locale e non dentro la Beltway. Questo denaro non intacca il warfare/welfare state. Lo sostiene gridando: "Fino a qui e non oltre." Poi, dopo che il welfare state viene espanso per l'ennesima volta, lo ripete ancora ed ancora.

Non dice: "Torniamo al 1912". O al 1787.



I BECCHINI

Mio suocero, R. J. Rushdoony, ha parlato dei becchini all'interno del movimento conservatore e all'interno della comunità evangelica.

I "becchini" sono diventati famosi durante la Seconda Guerra Mondiale. I nazisti ed i sovietici condannavano a morte decine di persone, le costringevano a scavare una fossa comune, le allineavano di fronte alla fossa e le uccidevano. Poi gettavano i corpi nella fossa comune e alla comunità locale toccava riempire la fossa.

Era una misura per ridurre i costi. I carnefici facevano fare il lavoro duro alle vittime. Poi arrivava ​​il gruppo successivo di potenziali vittime per svolgere la seconda parte del lavoro faticoso.

Chiunque si poteva rifiutare di scavare la propria tomba, sarebbe stato comunque ucciso poco dopo. Poteva anche resistere. Tanto valeva non rendere la vita più facile ai carnefici. Cosa potevano fargli? Sparagli? E allora? Almeno si sarebbero riposati un po' e avrebbero conservato un po' di amor proprio, non scavando la propria tomba; questo li avrebbe privati solo di un paio di minuti di vita. Ma i becchini si rifiutavano di attaccare i carnefici con le pale. Si rifiutavano di sdraiarsi a terra e di scavare. Scavavano diligentemente e poi si mettevano in fila davanti alle loro tombe; rimanevano lì, rendendo la vita più facile ai carnefici.

Rushdoony disse che il movimento conservatore era pieno di persone convinte che la cospirazione è in controllo totale degli eventi. Questa è una mentalità da becchino. Questo accadeva negli anni '60. Le cose sono cambiate un po' ora, ma non troppo.

Il punto di Rushdoony era questo: un'escatologia da becchino conduce all'impotenza qualsiasi gruppo che la sostiene.

Rushdoony aveva in mente quell'ala della destra che è orientata ad esporre le cospirazioni. Disse che la stragrande maggioranza degli esponenti della destra che adotta questa prospettiva, è convinta che questa o quella cospirazione vincerà inevitabilmente. Secondo il loro modo di pensare, la cospirazione è al pari di Dio. La cospirazione predestina tutto. La cospirazione è inarrestabile. Scrisse su questo argomento nel 1965, The Nature of the American System. E' online.

L'ala della destra pervasa da questi pensieri è quasi sempre convinta che gli sforzi per resistervi sono inutili. La cospirazione vince sempre. La cospirazione è sempre gestita da quello che è un gran maestro di scacchi, il quale è sempre cinque mosse avanti rispetto al resto di noi. La cospirazione pianificata centralmente è schiacciante, e gli sforzi patetici dei conservatori per smantellarla sono futili.

Le persone all'interno di quest'ala pensano che esporre la cospirazione porterà ad una grande rivoluzione. Poi i buoni gestiranno il sistema e lo renderanno produttivo. Il loro slogan è: "Piazza pulita". Nel corso del tempo, perdono la speranza. Perdono la speranza che gli americani possano mai credere alla loro storia. Diventano becchini a livello mentale. Poi muoiono ed i loro eredi buttano via i loro ritagli.

Rushdoony credeva nelle cospirazioni: gruppi con interessi particolari che utilizzano lo stato per sopprimere il libero mercato. Credeva che ci fossero modi per combattere le cospirazioni ed avere successo. Un modo è quello di de-finanziare le scuole pubbliche, una posizione che articolò nel suo libro del 1961, Intellectual Schizophrenia. Ho riassunto questa strategia qui. La strategia fondamentale è questa: sostituire, non conservare. Tagliare i finanziamenti; non limitarsi a sostituire i leader di oggi.

Il movimento conservatore, così come il movimento fondamentalista, è stato a lungo ostacolato da un'escatologia della sconfitta. Trova difficoltà a mobilitare le risorse, intellettualmente e politicamente, per contrastare lo stato keynesiano moderno, proprio perché non crede di poterlo sconfiggere. E' convinto che il keynesismo vincerà, il che significa essere convinti che l'analisi economica keynesiana è più precisa dell'analisi economica del libero mercato. Crede che il potere centralizzato sia più potente di quello decentrato (conoscenza, capitalizzazione, mobilitazione). Crede nella centralizzazione come mezzo primario per esercitare un'influenza sulla storia.

Sin dal 1956 sono stato attivo nel movimento conservatore, ho visto in prima persona quello che ha descritto Rushdoony. C'è una mentalità da becchino all'interno del movimento conservatore. Esso pensa che perderà. Pensa che lo stato vincerà.



GLI SPACCONI

Oltre ai becchini, nella Washington Beltway ci sono gli spacconi. Si concentrano esclusivamente su questioni di politica. Si concentrano sulla prossima elezione del Congresso. Si presentano ai loro sostenitori con questo messaggio: "Possiamo vincere a novembre. Dateci i soldi."

Non vincono mai a novembre. Qualcosa li ostacola sempre.

Le burocrazie federali si moltiplicano. I loro dipendenti sono protetti dalle leggi dello stato. Non possono essere licenziati. Il corpo dei regolamenti federali non può essere smantellato in un termine, un decennio, o una generazione. Può essere smantellato solo da una cosa: il fallimento federale.

L'elettorato è diviso. Il Congresso è completamente ostruito. Una legislazione che abolisce le leggi vecchie è una cosa inaudita. E' dal 1956 che sto aspettando. Succede raramente. Gli unici casi di sostanza hanno avuto luogo sotto Carter: l'abolizione del Civil Aeronautics Board e della Interstate Commerce Commission.

Eppure gli spacconi incitano le truppe per le prossime elezioni.

Non vi è nessuna richiesta di abolire i Governi Federali. C'è la solita richiesta di sostituire un paio di burocrati anziani.

"Dateci i soldi! Tenete duro!"

Il denaro arriva. Le carriere degli spacconi sono al sicuro per un altro ciclo elettorale, vincere o perdere.

Sono keynesiani. Insistono sul fatto che l'attuale sistema possa essere salvato.

Sta tutto nella partecipazione. Sta tutto nel tenerlo a galla. Non rappresentano una minaccia per il sistema keynesiano. Non lo sono mai stati.



HAYEK SULLA CONOSCENZA DECENTRATA

Esiste un grande saggio scritto da F. A. Hayek sull'uso della conoscenza nella società. Lo scrisse nel 1945. Mostrò che nessun ente governativo o commissione è in grado di sfruttare le informazioni che invece il libero mercato è in grado di sfruttare, perché quest'ultimo si basa su un sistema decentrato di premi e punizioni. Il sistema dei prezzi, l'ordine sociale della proprietà privata e il sistema della contabilità dei profitti e delle perdite, si combinano per diffondere le migliori conoscenze nella società.

In altre parole un accordo istituzionale basato sul decentramento, sulla proprietà privata e sulla libertà, è di gran lunga meglio finanziato attraverso il mercato dei capitali. Non c'è modo che un qualsiasi stato sia in grado di superare gli effetti del libero mercato. Le agenzie governative possono riuscirci per un po', ma non a lungo termine. Restano a secco di ricchezza da confiscare. Non hanno una conoscenza sufficiente. Non hanno gli individui migliori e più brillanti che lavorano per loro. Sono popolate da lavoratori che sono di ruolo, e questo tipo di persona tende ad essere pigra, inefficiente e incapace nell'affrontare il mondo reale.

Pochissimi conservatori hanno concluso che Hayek aveva ragione. Possono definirsi hayekiani quando difendono il libero mercato, ma non comprendono l'essenza del saggio più importante che Hayek abbia mai scritto.

Vogliono solo arrivare alle istituzioni dello stato federale. Vogliono controllare l'impero. Se pensate che questo non sia vero, date un'occhiata alla politica estera conservatrice. Vuole prendere il controllo del Dipartimento di Stato, e quindi gestirlo come se fosse l'esercito. C'è una fede enorme nel Pentagono, in particolare nella capacità del personale di pianificare l'estensione dell'impero americano. I conservatori sono dediti al potere, ovvero, il potere centralizzato, il che significa potere militare. Questo è stato vero sin dalla fine degli anni '40.

Il movimento conservatore ha sempre avuto fiducia nel Pentagono, perché non ha mai avuto fiducia nel libero mercato. Crede che il potere centralizzato, in particolare il potere militare, sia il modo per conservare la libertà. Crede nel potere della burocrazia federale.

Non comprende l'avvento della guerra di quarta generazione. L'esercito americano non è in grado di trattare con gli attori non statali. L'esercito americano, che rappresenta un'operazione militare di seconda generazione, non può trattare efficacemente con le organizzazioni militari e paramilitari di quarta generazione non statali. La stragrande maggioranza dei conservatori non può capirlo. Perché no? Perché sono dediti -- anima, cuore e mente -- all'idea che il potere politico sia in definitiva dominante. Credono davvero nello stato.

A partire dalla Guerra Fredda, la politica americana è stata suddivisa in due punti di vista rivali sulla sovranità federale. Il popolo americano, istruito nelle scuole pubbliche, crede nell'efficacia del potere politico centralizzato. La divisione sulla politica americana verte principalmente su quale organizzazione del governo federale dovrebbe essere finanziata, e quale dovrebbe essere degna di fiducia. I conservatori si fidano dei burocrati di ruolo del Pentagono. I liberal si fidano dei burocrati di ruolo presso il Dipartimento del Lavoro, il National Labor Relations Board e nella Commissione per le Pari Opportunità nell'Occupazione. Tutti si fidano del Sistema della Previdenza Sociale. I conservatori, al fine di ottenere i voti per il Pentagono, sostengono i programmi dello stato sociale, tra cui i food stamps, il Medicare ed il Medicaid. I liberal, che necessitano di voti dei conservatori per i fodd stamps, il Medicare ed il Medicaid, votano per ogni guerra dichiarata da un presidente repubblicano e, naturalmente, ogni guerra dichiarata da un presidente democratico. Poi si tengono per mano quando devono professare unilateralmente la loro fede nel potere della pianificazione centralizzata, nella burocrazia di ruolo e nella spesa a deficit.

I conservatori hard-core, che tendono ad essere i teorici della cospirazione, credono che la politica sia truccata, e più in particolare, che sia truccata in modo da impedire agli effetti della libertà di scavalcare l'attuale sistema. Credono davvero nella dichiarazione di fede del keynesismo: la pianificazione centrale. Credono davvero che la pianificazione centrale keynesiana -- non c'è accordo su quale cospirazione sia quella principale -- abbia vinto, stia vincendo e continuerà a vincere. Si vedono circondati dal male.

Pensano che Janet Yellen sappia cosa stia facendo.



MICROCOMPUTER E LIBERTA'

E' opinione diffusa all'interno del movimento conservatore che la NSA, l'IRS e tutte le altre burocrazie di sorveglianza federale, abbiano ora il potere di implementare una pianificazione centrale totale perché in possesso di computer. Sono convinti che il governo federale sia il grande erede delle tecnologie digitali di sorveglianza, e che non c'è modo di fermare l'espansione del potere statale nelle nostre vite. Non capiscono che la decentralizzazione, intrinseca alle tecnologie digitali, sta sfidando lo stato in ogni area. Non capiscono come sia minima la capacità dello stato di far rispettare tutte le norme, nonostante l'informatizzazione dilagante. Lo stato è gestito da burocrati. Questi sono burocrati di ruolo. Non sono efficienti. Devono prendere decisioni per attuare tutto ciò che apprendono dai loro computer. Possono tracciare sempre più informazioni, ma non sono migliorati nel prendere decisioni rispetto a dieci anni fa o due decenni fa. Vengono sopraffatti dai dati.

Per imporre qualsiasi cosa, devono passare attraverso il sistema giudiziario. Il sistema giudiziario è intricato. Non può essere districato in breve tempo. I burocrati possono mettere in difficoltà qualsiasi individuo, ed è un disastro quando questo accade. Ma ciò che accade agli individui non è rappresentativo di quello che accade allo stato a livello aggregato. Edward Snowden lo ha denunciato, e lo ha fatto perché tutti i dati possono essere scaricati in dischi rigidi portatili.

Ho scritto su questo argomento qui:

     http://www.garynorth.com/public/11315.cfm

     http://www.garynorth.com/members/10542.cfm

     http://www.garynorth.com/members/8375.cfm



CONCLUSIONE

Mi rendo conto di quanto sia difficile convincere i conservatori. Questo perché sono dediti all'ideologia del potere centralizzato keynesiano. Credono davvero che i cattivi, cioè il Nuovo Ordine Mondiale, il che significa i cospiratori, cioè i pianificatori centrali, abbiano il potere di pianificare, realizzare e imporre i loro piani. Credono davvero nella pianificazione centrale. Non credono in Mises, Hayek, Rothbard e nella visione del mondo presentata dalla Scuola Austriaca. Possono dire di crederci, ma non è così. Vorrei tanto che ci credessero per davvero.

Così il resto di noi deve arrancare, in attesa che i governi centrali di tutto il mondo restino a corto di soldi. Aspettiamo il Grande Default, quando le promesse fatte agli elettori che hanno sostenuto lo stato sociale verranno infrante: "Fondi insufficienti".

Pubblichiamo. Lavoriamo per un giorno migliore. Lavoriamo per sostituire -- non occupare -- le istituzioni della pianificazione centrale. Non chiediamo un programma che scacci i cattivi dalle sedie del potere. Pianifichiamo di eliminare le sedie stesse del potere.

Un punto da cui partire è l'istruzione finanziata con le tasse. La tecnologia è dalla nostra parte. L'obiettivo non dovrebbe essere quello di sostituire il curriculum scolastico pubblico con uno migliore. L'obiettivo dovrebbe essere quello di smettere di finanziarlo. Sostituirlo, non occuparlo. Niente voucher; tagli delle tasse invece.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://johnnycloaca.blogspot.it/


mercoledì 22 ottobre 2014

E' necessario un riavvio dei mercati





di Alasdair Macleod


Le recenti evidenze puntano sempre di più verso una contrazione economica globale.

Diverse aree della zona euro sono in grande difficoltà, e solo lo scorso fine settimana l'agenzia di rating S&P ha avvertito che la Grecia "nei prossimi quindici mesi" non potrà più tenere fede ai suoi impegni. Il Giappone sta crollando sotto la distruzione di ricchezza dell'Abenomics. La Cina sta perdendo l'equilibrio a causa di una bolla del debito che minaccia di implodere. Gli Stati Uniti tengono a dirci che le statistiche del loro governo prevedono uno scenario promettente, ma la realtà è molto diversa, con un terzo degli adulti in età da lavoro senza occupazione; inoltre il deflatore del PIL è significativamente maggiore rispetto a quanto ufficialmente ammesso. E il Regno Unito è enormemente esposto alla leva finanziaria ed estremamente dipendente da un'Eurozona alla deriva.

Ciò non dovrebbe sorprendere, perché l'inflazione monetaria degli ultimi anni ha trasferito la ricchezza dalla maggioranza della popolazione risparmiatrice e lavoratrice ad una minoranza finanziaria. Alla maggior parte delle persone a salario fisso che cerca di guadagnarsi da vivere onestamente, è stata imposta una tassa invisibile attraverso l'inflazione monetaria. E' stata sotto-stimata nelle statistiche sui prezzi al consumo, ma si è verificata comunque. Sei anni di questo trasferimento di ricchezza potrebbero aver arricchito Wall Street, ma hanno anche impoverito Main Street.

Il mondo sviluppato è in gravi difficoltà finanziarie. Questa è una situazione il cui epilogo presenterà un conto davvero salato. I responsabili della politica monetaria sanno che l'espansione monetaria non è riuscita a stimolare la ripresa. Sanno anche che la loro gestione dei mercati finanziari, sempre con l'obiettivo di promuovere la fiducia, li ha lasciati con distorsioni nei mercati che ora minacciano di far deragliare obbligazioni, azioni e derivati​​.

Oggi la più grande preoccupazione della banca centrale è il calo dei prezzi. I primi segni ci sono già, con un dollaro in rafforzamento e un calo dei prezzi delle materie prime e dell'energia. In una contrazione economica l'esposizione a valute estere è il rischio primario che devono affrontare imprese e investitori internazionali. Il sistema finanziario mondiale è basato sul dollaro come valuta di riserva per tutte le altre: è l'opzione principale in un quadro di esposizione internazionale. Il guaio è che la leva finanziaria tra le valute estere e il dollaro USA è cresciuta a livelli altamente pericolosi, come illustrato di seguito.




Chiaramente c'è ampio spazio per l'instabilità monetaria, aggravata da mercati obbligazionari fuori misura. La Grecia, di fronte ad un altro default, ha un decennale che rende circa al 6.5%, mentre la Spagna e l'Italia hanno un decennale che rende rispettivamente al 2.1% e al 2.3%. Gli investitori che accettano questi rendimenti bassi, dovrebbero chiedersi quale sarà il costo marginale di finanziare un forte aumento dei disavanzi pubblici.

Un crollo, ovviamente, aumenterebbe il rischio per i possessori di titoli di stato. I principali possessori di debito pubblico sono le banche, i cui rapporti tra immobilizzaioni e patrimonio netto può arrivare fino a 40-50 volte escluso l'avviamento, in particolare quando viene anche presa in considerazione l'esposizione ai derivati. La cruda realtà è che le banche rischiano di fallire non a causa della teoria del debito-deflazione di Irving Fisher, ma perché sono esposte ad una bolla del debito pubblico che alla fine scoppierà: può essere sufficiente un aumento del due per cento nei rendimenti obbligazionari della zona euro per innescare un crisi bancaria globale. I crediti inesigibili per il fallimento delle imprese e il calo dei valori delle garanzie nei prestiti, rappresenterà semplicemente un onere aggiuntivo.



Prezzi

I macro-economisti fanno coincidere un crollo con la deflazione, ma abbiamo di fronte qualcosa di molto più complesso che vale la pena di capire.

La debolezza della moderna macro-economia è che non si basa su una teoria dei prezzi credibile. Invece di un rapporto meccanico tra variazioni nella quantità di moneta e nei prezzi, il potere d'acquisto di una moneta fiat dipende principalmente dalla fiducia dei suoi utilizzatori. Ciò viene espresso con la preferenza per il denaro rispetto ai beni, e queste preferenze possono cambiare per qualsiasi ragione.

Quando un individuo indebitato non riesce ad accedere a ulteriore credito, può essere costretto a fare cassa vendendo asset e riducendo i consumi. In un'economia normale, ci sono sempre alcune persone che agiscono in questo modo, ma quando sono in minoranza rispetto agli altri che invece sono in una posizione più felice, nel complesso l'economia progredisce. Un crollo si verifica quando coloro che hanno bisogno o vogliono ridurre i loro impegni finanziari diventano più numerosi di quelli che non ne hanno bisogno. In questo frangente sorge un cambiamento globale nelle preferenze a favore dei contanti, così, a parità di condizioni, i prezzi scendono.

Le variazioni in queste preferenze sono quasi sempre il risultato di un intervento dello stato, il quale sostituisce la casualità di un libero mercato con una polarizzazione del comportamento. Ma questo è solo uno dei fattori che impostano i rapporti tra i prezzi: deve essere anche presa in considerazione la fiducia nel potere d'acquisto della moneta emessa dallo stato, e questa cosa sarà in cima ai pensieri di coloro che non sono in difficoltà finanziarie. Ciò si riflette nei mercati che reagiscono, tra le altre cose, alle prospettive di cambiamento nelle finanze del governo. Se abbastanza persone credono che le finanze del governo si deterioreranno significativamente nel futuro prossimo, ci sarà una corsa contro la moneta (di solito a favore del dollaro su cui si basano tutte le altre valute). E quei possessori di dollari consapevoli del crescente rischio del potere d'acquisto futuro del dollaro, potranno solo rivolgere lo sguardo all'oro e successivamente a quei beni che rappresentano le necessità della vita. E quando ciò accadrà, assisteremo ad un crack-up boom e alla distruzione finale del dollaro come moneta.

Quindi l'idea che ci sarà o deflazione o inflazione non è corretta, e tradisce un'analisi superficiale fondata sulle idee sbagliate della macro-economia. Né una condurrà all'altra: ciò che accadrà realmente riguarderà la preferenza globale tra denaro e beni, influenzata non solo dagli eventi attuali ma anche da quelli previsti.



Oro

Di recente un dollaro in aumento ha portato ad un calo dei prezzi dell'oro. Ciò solleva la questione se un ulteriore rafforzamento del dollaro rispetto alle altre valute continuerà a indebolire il prezzo dell'oro.

Supponiamo che le banche centrali nel prossimo futuro cerchino di prevenire una crisi finanziaria innescata da un crollo economico. La loro risposta naturale sarebbe quella di espandere moneta e credito. Tuttavia questa politica sarà preclusa per le altre valute già indebolite da una fuga verso il dollaro, lasciandoci con il grosso della reflazione monetaria del mondo.

Con queste premesse per il prezzo dell'oro, è probabile che gli asiatici nei loro mercati continueranno ad accumulare oro fisico, forse accelerando i loro acquisti in modo da riflettere un rinnovato scetticismo nei confronti della valuta locale. Anche i ricchi investitori in Europa compreranno oro, in parte attraverso le bullion bank, ma al margine è probabile che aumenti la domanda di consegna fisica. Gli investment manager e gli hedge fund in Nord America chiuderanno probabilmente le loro posizioni short sull'oro e andranno long quando i loro computer (i quali sono implicati nella maggior parte delle negoziazioni) rileveranno un cambiamento di trend.

Tale trend sui mercati dei capitali occidentali rappresenterà una componente di un riavvio di tutti i mercati finanziari, perché segnalerà un cambiamento nella percezione del rischio per obbligazioni e valute. La crescente consapevolezza che le grandi economie stanno tutte per scivolare in una crisi, ci conferma che questo riavvio ha mosso un importante passo in avanti.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


martedì 21 ottobre 2014

Il Fondo Monetario Internazionale, i diritti speciali di prelievo e il dollaro





di Gary North


I DSP sono una moneta falsa emessa dal Fondo Monetario Internazionale.

Furono inventati nel 1969, il primo anno dell'amministrazione Nixon. Fu una misura tampone per salvare il sistema valutario a tasso di cambio fisso, che nacque nel 1946 quando venne implementato il sistema di Bretton Woods.

Un tasso di cambio fisso è un controllo dei prezzi imposto dallo stato sui prezzi delle valute. Non può sopravvivere. Nessun sistema di controllo dei prezzi riesce a sopravvivere. Questo è il nocciolo della questione. Quando pensate ai "tassi di cambio fissi", pensate al "controllo dei prezzi".

Infatti i controlli non funzionarono bene. Ci furono svalutazioni. Ma erano sempre operazioni lampo -- negate dai funzionari governativi fino all'effettiva svalutazione.



BRETTON WOODS

Quando pensate a Bretton Woods, pensate ad un sistema burocratico partorito dalla mente di Rube Goldberg. Venne sviluppato principalmente da un agente comunista nel Tesoro, Harry Dexter White. Questa connessione sovietica è stata negata dai liberal per oltre 60 anni, ma il libro di un economista del Council on Foreign Relations, Benn Steil, ha risolto il problema. Ecco la recensione del libro. Nell'aprile 2013 la rivista del CFR, Foreign Affairs, ha pubblicato un articolo dell'autore del libro. Si intitola "Red White".

White pensava che il capitalismo sarebbe crollato entro un decennio. Pensava che l'URSS sarebbe diventata una potenza economica dominante. Il FMI era il modo di White per facilitare la transizione. Pensava che sarebbe fallito, e lo disse. L'amministrazione Truman ignorò quindi il FMI. Steil ha scritto:

Il Dipartimento di Stato di Truman mise fuori servizio il Fondo, respingendo quelle ipotesi che anche White aveva sottoscritto in precedenza: che la cooperazione sovietica sarebbe continuata anche nel dopoguerra; che il collasso economico della Germania poteva essere gestito tranquillamente, e anzi con profitto; che l'impero britannico poteva essere smantellato pacificamente; e che i crediti a breve termine del FMI sarebbero stati sufficienti a ristabilire il commercio globale. Queste ipotesi si basavano su "idee sbagliate dello stato in cui si trovava mondo", come fece notare Dean Acheson, Segretario di Stato sotto Truman, "sia per quanto riguardava l'anticipazione delle condizioni del dopoguerra, sia per quanto riguardava la loro consistenza quando le abbiamo dovute affrontare.... Abbiamo compreso con una certa lentezza che l'intera struttura del mondo e l'ordine che avevamo ereditato dal XIX secolo erano finiti, e che la lotta per sostituirli sarebbe stata diretta da due centri di potere opposti ed ideologicamente inconciliabili."

In breve, il FMI era giustamente considerato come una burocrazia inutile. E ancora oggi dovrebbe essere considerato così.

L'accordo di Bretton Woods era un'estensione del gold exchange standard, il quale rappresentava una sostituzione burocratica del gold coin standard. Quest'ultimo scomparve nell'autunno del 1914, quando i governi europei rubarono tutto l'oro dei depositanti nelle banche commerciali di ogni nazione. Poi la banca centrale di ogni stato inflazionò l'offerta di moneta per contribuire a sostenere la guerra: tassazione mediante l'inflazione.

Il gold exchange standard vide la luce in occasione della Conferenza di Genova nel 1922. Il sistema si basava su questo asssunto: la convertibilità in oro delle due valute principali. Due nazioni stavano dietro a questo progetto: la Gran Bretagna e gli Stati Uniti. Fu un accordo tra governo e governo. La Gran Bretagna andò in default nel 1931. Uscì dal gold coin standard: 1925-1931. Gli Stati Uniti andarono in default nei primi mesi del 1934: ci volevano $35 per un'oncia d'oro, non più $20. Derubò i governi del mondo. Aveva già fregato il popolo americano, il cui oro era stato confiscato l'aprile precedente: l'Ordine Esecutivo 6102 di Roosevelt.

Nel 1969 il governo degli Stati Uniti stava per fregare di nuovo i governi del mondo -- alla grande anche. Avevano comprato IOU del Tesoro USA sull'ipotesi che avrebbero potuto redimere l'oro a $35 l'oncia in qualsiasi momento. Il 15 agosto del 1971, Nixon chiuse unilateralmente la finestra dell'oro. Il resto del mondo ora possedeva IOU del Tesoro USA che non erano più coperti da oro.

Lo stesso ancora oggi.



I DSP

Nel 1969 il sistema a tasso fisso stava crollando. La svalutazione della Gran Bretagna nel novembre 1967 fu una cosa grossa. C'era troppa inflazione monetaria in Gran Bretagna. I prezzi stavano aumentando. Il tasso di cambio fisso non poteva contenerli. La Gran Bretagna era a corto di dollari per sostenere il valore internazionale della sterlina. Infine, il governo si rassegnò alla svalutazione.

Successivamente arrivò il turno degli Stati Uniti.

Lyndon Johnson stava combattendo due guerre, che in seguito avrebbe perso: la guerra in Vietnam e la guerra alla povertà. Nel 1964 abbassò il tax rate sui redditi marginali dal 99% al 70%. Si rifiutò di aumentare le tasse. Il suo detto era popolare: "Guns and butter". Nel 1969 c'era inflazione dei prezzi. Ci fu anche una corsa all'oro del governo federale, perché i governi stranieri chiedevano di essere pagati, cosa che potevano fare sotto Bretton Woods. La Francia fu il "colpevole" principale. Il Tesoro degli Stati Uniti stava sperimentando la classica corsa agli sportelli.

Ecco che cosa fece il Fondo Monetario Internazionale, secondo Wikipedia. Creò una nuova non-moneta fiat, i DSP.

I diritti speciali di prelievo (DSP; Special Drawing Rights, SDR) sono asset di riserva definiti ed emessi dal Fondo Monetario Internazionale (FMI). I DSP non sono una valuta vera e propria. Rappresentano invece un diritto sulle varie monete dai paesi membri del FMI, per le quali possono essere scambiati. Possono essere scambiati solo per Euro, yen giapponesi, sterline o dollari americani. I DSP rappresentano nell'effettivo un potenziale diritto di acquisire una o più delle valute detenute nelle riserve ufficiali dei Paesi membri. Mentre sembra che abbiano un ruolo molto più importante da svolgere o, forse, lo avranno in futuro, essere l'unità di conto del FMI è stata a lungo la funzione principale dei DSP.

I DSP possono sostituire una valuta importante? No.

I diritti speciali di prelievo furono creati dal FMI nel 1969 e, nel quadro del sistema di Bretton Woods a tassi di cambio fissi, erano un asset in rappresentanza di riserve in valuta estera. 1 DSP fu inizialmente definito come 1 USD, pari a 0.888671 g di oro. Dopo il crollo di quel sistema nei primi anni '70, i DSP assunsero un ruolo molto meno importante. Essere l'unità di conto del FMI rappresentò il loro scopo primario sin dal 1972.

Il FMI stesso definisce "insignificante" il ruolo attuale dei DSP. E' improbabile che i paesi sviluppati, che detengono il maggior numero di DSP, li usino per un qualsiasi scopo. Gli unici utilizzatori effettivi dei DSP possono essere quei paesi in via di sviluppo che li considerano come "una linea di credito a buon mercato".

Uno dei motivi per cui i DSP non ricoprono il ruolo di asset di riserva, è che devono essere scambiati in una valuta prima dell'uso. Ciò è dovuto in parte al fatto che i soggetti privati non possono detenere DSP: sono solo utilizzati e detenuti dai Paesi membri del FMI, il FMI stesso e pochi organismi autorizzati a farlo. Ai DSP sono precluse quelle funzioni di base che caratterizzano una normale valuta di riserva, come l'intervento nei mercati, fornire liquidità e conservare la competitività delle esportazioni con tassi di cambio favorevoli. Questo fatto ha portato l'FMI ad etichettare i DSP come "asset di riserva imperfetti".

Un altro motivo per cui sono poco utilizzati è la loro scarsa abbondanza. A partire dal gennaio 2011, i DSP rappresentavano meno del 4% delle riserve valutarie mondiali. Per funzionare bene, un asset di riserva deve avere sufficiente liquidità, ma i DSP, a causa del loro piccolo numero, vengono percepiti come un asset illiquido. Il FMI afferma: "Espandere il volume dei DSP ufficiali è un prerequisito fondamentale affinché possano giocare un ruolo più significativo come asset di riserva alternativi".

Quindi i DSP non sono una moneta. Non sono mai stati destinati ad esserlo. Sono asset che possono essere scambiati dalle banche centrali per una delle quattro valute principali. Sono un ripiego temporaneo utilizzato dai governi per ritardare il giorno della resa dei conti: il loro rifiuto di fornire una manciata di valute estere su richiesta. Rallentano la "corsa agli sportelli" nei confronti delle tesorerie nazionali, ma non per molto.

I DSP sono legati al dollaro. "A causa dei tassi di cambio fluttuanti, il valore relativo di ciascuna valuta varia continuamente e questo vale anche per il valore dei DSP. Il FMI ​​fissa il valore di un DSP in termini del dollaro USA."

Richard Cooper, un economista che ha insegnato a Harvard e a Yale, è stato un consulente di alto livello per 50 anni. È membro del Council on Foreign Relations, la Commissione Trilaterale e l'Aspen Strategy Group. E' una persona con le conoscenze giuste. In un discorso del maggio scorso in onore del 70° anniversario di Bretton Woods, ha detto questo:

Cito questo contesto per indicare che sono stato un sostenitore dei DSP fin dall'inizio e di un loro ruolo più significativo nel sistema monetario internazionale. Mi considero uno dei tanti nonni dei DSP e ho sentimenti nostalgici nei loro confronti. Se avessi una bacchetta magica, vorrei trasformare tutte le riserve ufficiali di valuta estera e l'oro, al di là dei saldi operativi, in DSP. Vorrei anche ampliare la capacità del Fondo Monetario Internazionale di emettere DSP, impegnandosi in emissioni regolari ed irregolari -- qualora ce ne fosse bisogno. . . .

Come ho detto in precedenza, preferirei un sistema monetario internazionale basato sui DSP, ma non abbiamo la bacchetta magica. E' una condizione che dovrebbero negoziare i governi, e le trattative -- consci degli sforzi passati per negoziare cambiamenti nel sistema monetario internazionale -- sarebbero difficili e probabilmente controverse. I guadagni derivanti dal passaggio ad un sistema basato sui DSP supererebbero i costi, date le molte altre questioni all'ordine del giorno nella negoziazione internazionale -- cambiamenti climatici, non proliferazione, regolamenti finanziari internazionali, il futuro del sistema commerciale, per citarne solo quattro -- e la limitata capacità dei leader di gestire molti problemi di alto livello? Io non conosco la risposta, ma il solo porsi la domanda solleva qualche dubbio.

Nel 1974 sentii un suo discorso alla Committee on Monetary Research and Education. Predisse che, entro il 2010, ci sarebbe stato un nuovo ordine monetario internazionale. Adesso è più vecchio. Solo adesso è lungimirante.



CONCLUSIONE

Ci sono alcune persone che pensano che i DSP del FMI sostituiranno il dollaro statunitense. Vi suggerisco di ignorare tali speculazioni. Un giorno qualcosa sostituirà il dollaro. Non saranno i DSP.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


lunedì 20 ottobre 2014

Nonostante il disastro imminente, la FED non è disposta a smettere di stampare denaro

Sono convinto che non vedremo un netto aumento dei tassi di interesse a breve. Infine ci sarà un'impennata dei tassi di interesse, ma questa avverrà una volta che le banche centrali perderanno il controllo. Al giorno d'oggi questo esito diviene sempre più incipiente a causa del panorama distorto che hanno creato con l'utilizzo di politiche non convenzionali sconsiderate. Privilegiando alcuni settori con finanziamenti a tassi ridicoli, ciò ha generato un'ondata di speculazione selvaggia su tutti quei titoli che potessero avere un rendimento decente. Questo significa operazioni off-budget da parte delle banche commerciali che scambiando titoli spazzatura con titoli decenti, li hanno ipotecati per ottenere un ritorno tale da mettere in buona luce i loro bilanci. E' questa la prosperità paventata dai banchieri centrali? I tassi di interesse aumenteranno non perché "lo deciderà" la banca centrale, ma perché il mercato imporrà il suo volere a seguito di una saturazione di errori economici. Bastano solo alcune margin call, le corse agli sportelli bancari nel mondo di oggi. A questo punto le carte verranno scoperte: le banche centrali sono insolventi. I fondamentali di mercato sono distorti e con essi un chiaro mark-to-market degli asset di cui la FED, ad esempio, si è ingozzata: T-bond a lunga maturazione. La FED continua a pungolare le banche commerciali affinché concedano credito e tornino a fidarsi delle altre banche commerciali, aspettandosi un tasso di inflazione non superiore al 3% ed aspettative inflazionistiche contenute. Credono di tirare la coda ad un gatto, la stanno tirando invece ad una tigre.
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di David Stockman


Non c'è ragione al mondo che possa spiegare la frivolezza del mercato azionario. In ogni singola regione del pianeta, sta vacillando il ciclo espansionistico post-crisi alimentato dalla banca centrale.

L'economia giapponese è soltanto un pelo più grande di 5 trimestri fa (0.8%), prima che l'Abenomics arroventasse la stampante monetaria della Banca del Giappone. Nel frattempo, anche se i salari reali in Giappone sono precipitati ai minimi odierni, il bilancio della BoJ ha ormai raggiunto il 55% del suo PIL — un rapporto che solo un decennio fa sarebbe stato inimmaginabile.

Nonostante la spacconata del "whatever it takes" di Mario Draghi, l'unica cosa che è avvenuta in una Europa perennemente recessione è stata una breve corsa precipitosa verso il debito periferico. E ciò in base alla flebile presupposizione che il debito emesso da casi disperati come l'Italia e la Spagna può solo salire, perché Mario potrebbe acquistarlo da un momento all'altro. Presto sarà evidente che l'economia dell'area Euro non ha tratto beneficio dalla magia monetaria di Mario, e che gli hedge fund possono scaricare i loro bond tanto velocemente quanto li hanno accatastati.

E la politica schizoide dei compagni di Pechino non ha bisogno di ulteriori elaborazioni. La gigantesca torre di debito cinese da $25 bilioni è ben lungi dall'essere ripagata, soprattutto perché ci sono persone che credono al motto di Mao secondo cui il potere deriva dalla canna di una pistola e che la prosperità di Wall Street deriva dalla stampante monetaria.

Ed ora Wall Street sta guardando con nervosismo i numeri del PIL USA del secondo trimestre e le loro prospettive per il resto dell'anno. Quello che doveva essere un 3%+ l'anno, si sta trasformando nel più basso tasso di crescita del PIL — circa l'1.5% nella migliore delle ipotesi — sin dal 2009.

Ed anche ciò dipende dal credere che il deflatore del PIL del Dipartimento del Commercio stia marciando ad un tasso annuo dell'1.4%. Non c'è possibilità che tutto ciò sia vero per le famiglie che consumano energia, cibo, assistenza sanitaria, trasporti e servizi educativi, e non iPad.

Con il ciclo espansionistico globale che vacilla, i rapporti di redditività ai massimi storici ed i multipli PE alle stelle — quasi 20 volte i guadagni dell'S&P 500 — c'è solo una cosa che resta da fare ai robot di Wall Street.

Vale a dire: comprare al prossimo ribasso; perché la FED si è ritrovata un nuovo sceriffo a Jackson Hole. Dopo 6 anni di abbassamento artificiale dei tassi del mercato monetario, Janet Yellen intravede ancora un'economia gravata dalla "fiacchezza", e pertanto sarà incline a consegnare denaro quasi gratis nelle mani dei giocatori d'azzardo di Wall Street.

La classica retorica keynesiana della vasca da bagno, ma il Wall Street Journal ha inquadrato un punto di vista abbastanza convincente sulle espressioni della Yellen. Sembra che dopo un'espansione del bilancio da $3.5 bilioni, l'economia americana non abbia ancora raggiunto i parametri di rendimento — soprattutto nel mercato del lavoro — che sono emersi durante l'ultimo ciclo di espansione 2002-2007 alimentato dalla banca centrale:

Si dice che probabilmente evidenzierà come le misure alternative del mercato del lavoro falliscano nel valutare l'attuale sottoutilizzazione delle risorse umane (ad esempio, la durata del rapporto di lavoro, licenziamenti nei dati JOLTS), le quali devono ancora normalizzarsi rispetto ai livelli del 2002-2007.

Questo è davvero un insulto! La falsa prosperità che la FED ha scatenato attraverso la bolla immobiliare di Greenspan, è stata la causa della spiralizzazione della crisi finanziaria del 2008 e della successiva recessione. Allora perché diavolo la FED dovrebbe spingere la sua campagna di stampa monetaria fino ai limiti della sanità mentale per replicare il suo ultimo disastro?

La risposta non è difficile da trovare. La Yellen non riesce a capire che l'economia statunitense è in stallo perché ha raggiunto una condizione di saturazione del debito. Infatti, il punto di riferimento 2002-2007 preferito dalla Yellen è stato alimentato da una fase trentennale di leveraged buyout nazionale.

Tra il 2002-2007 il debito nei mercati del credito — pubblici e privati — è salito della somma incredibile di $21 bilioni, mentre il PIL nominale è cresciuto solo di $3.5 bilioni. E questa situazione non è altro che la rappresentazione fallimentare della formula brevettata della FED: debito a basso costo alimentato dall'espansione dei consumi interni e dal PIL nominale.

Sin dall'inizio della crisi, infatti, la FED ha spinto massicciamente sulla nota del credito, ma quasi l'intero flusso di liquidità non ha mai lasciato i canyon di Wall Street. Invece è stato parcheggiato nelle riserve in eccesso presso la FED di New York, dopo aver attraversato i mercati monetari ed appianato il costo del carry trade allo zero per cento.

Il casinò sta vivendo un altro momento rialzista perché si aspetta che il nuovo sceriffo monetario continui a dare fiches ai giocatori di poker.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


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