venerdì 18 aprile 2014

Riesumare vecchie sciocchezze





di Francesco Simoncelli


«Incolpare l'avidità per la crisi finanziaria, è come incolpare la gravità per un incidente aereo.» ~ Lawrence White


L'ultimo marmittone di cui ci occuperemo, il terzo in ordine cronologico dopo gli MMTers e Keynes, risponde al nome di Karl Marx. Nell'articolo di oggi andremo a dissezionare un pezzo che di recente è uscito sulla rivista musicale Rolling Stones e ha fatto molto scalpore. Soprattutto perché si pensava che certe sciocchezze fossero ormai morte e sepolte, invece tocca rimboccarsi le maniche, prendere una pala e sotterarle ancora una volta. Il nome del pezzo è alquanto bizzarro: Marx Was Right: Five Surprising Ways Karl Marx Predicted 2014. Di sorprendente c'è solo la cecità dell'autore nel riassumere una serie di punti presenti nel pensiero marxiano ed incollarli a dei riferimenti odierni; il risultato lascia sbigottiti per la superficialità con cui sono trattati certi temi. A questo giro, purtroppo, di divertente ci sarà ben poco ma solo molto materiale per cui rilasciare una cascata di lacrime.

Il miglior punto di partenza è questo articolo di Richard Heilbroner apparso sul New Yorker il 10 settembre del 1990: After Communism. Dopo aver passato una vita a decantare le lodi dei sistemi socialisti a pianificazione centrale, a sostenere la superiorità di un'economia di controllo e a profetizzarne un futuro di successo, fu costretto a sottoscrivere quello che un economista tedesco aveva detto circa 70 anni prima: "Mises aveva ragione." Il presunto successo di un'economia socialista aveva aperto le porte a carriere accademiche, aveva assegnato premi Nobel, aveva gettato discredito su coloro che osavano affermare il contrario. Un'altra giornalista, Judy Shelton, nel 1987 avvertì di un imminente crollo dell'Unione Sovietica: venne ignorata.

Il mondo accademico accolse garbatamente la sua opinione e la accompagnò alla porta. A puntare il dito verso l'uscio fu Paul Samuelson, il quale scrisse in uno dei suoi libri sull'URSS: "Contrariamente a quello che dicono molti scettici, l'economia sovietica è la prova che [...] un'economia socialista può funzionare e perfino prosperare." Poi, due anni dopo l'allarme della Shelton, il crollo del muro di Berlino rappresentò la fine dell'esperimento socialista e tutta la propaganda che per 72 anni si portò dietro.

Da quell'anno in poi tutti quegli economisti che si sarebbero professati marxisti sarebbero stati accolti con risa e scherni: erano ormai degli zimbelli. Non ne rimangono molti in giro. La vergogna ha preso il sopravvento. Salvo sporadiche apparizioni, come quella su Rolling Stones, le teorie marxiste sono morte e sepolte. La loro riesumazione non ha gli effetti sperati: riguadagnare la dignità perduta. Questi tentativi falliscono prima ancora di vedere la luce.



L'ORDINE CAPITALISTICO E IL DISORDINE SOCIALISTA

L'articolo di Rolling Stones parte in quarta sostenendo che, nell'ottica marxiana, esistono cinque punti fondamentali attraverso i quali Marx è riuscito a predire con successo gli esiti che ci hanno condotto allo sfacelo di oggi. Lasciatemi dire subito una cosa: l'autore tralascia subito un fatto importante, ovvero, il suicidio del Partito Comunista nel 1991. Non ce n'è menzione. Il lettore viene velocemente catapultato in un calderone propagandistico che vuole convincerlo di come sia necessario ripartire da zero, senza badare al passato. Se c'è una lezione che dobbiamo apprendere qui è solo una: bisogna imparare dagli errori del passato e non ripeterli. Sean Mcelwee pare non aver fatto tesoro di questo consiglio.

Il primo punto ci dice che le crisi sono causate da una sorta di shock finanziario dovuto a strumenti intrinsecamente maligni come le azioni e i credit default swap. Ad un certo punto il mercato raggiunge un punto di saturazione tale da respingere qualsiasi altra immissione di suddetti strumenti. Lo stesso lo si puo' dire per i debiti ipotecari contratti dalle persone di Main Street. Hanno cercato di compensare le loro disuguaglianze di reddito attraverso una costante immersione nei debiti, finché non ce l'hanno più fatta e la bolla immobiliare è scoppiata.

Quindi la sola esistenza di questi strumenti finanziari è foriera di una crisi. Questa pseudo-spiegazione pecca di una descrizione dettagliata dei cicli economici, pecca di una teoria del capitale e pecca di superficialità. I derivati, ad esempio, non sono quel pericolo ambulante che vogliono farci credere che siano. Sono utili nella loro funzione di protezione e minimizzazione dell'incertezza, ma diventano pericolosi quando esiste un ente in grado di distorcere i segnali di mercato. (Soggetto fortemente auspicato da Marx.) La mancanza di una teoria riguardo i cicli economici espone a critiche severe le tesi marxiste, le quali incolpano eventi esogeni al sistema a moneta fiat senza indagarne le cause. Non c'è nessuna menzione alle politiche monetarie di Greenspan. Non c'è alcuna menzione alle politiche monetarie di Bernanke. Da dove provenivano i soldi resi disponibili nelle mani della cosiddetta "speculazione"?

Ci si limita ad incolpare il cosiddetto "capitalismo." Esso non è un sistema sociale, è semplicemente un sistema produttivo che prevede la proprietà privata dei mezzi di produzione. Perché? Perché solo gli individui attraverso le loro azioni imprenditoriali riescono a districarsi nelle nebbie dell'incertezza dell'azione umana. Un sistema a pianificazione centrale è incapace di farlo. E quello di oggi non è altro che un ibrido, in cui l'intervento di pianificatori centrali scavalca le scelte imposte dalle forze di mercato, ovvero, i consumatori. Le scavalca ma non le annulla.

Scrisse Ludwig von Mises:

Sotto il capitalismo la proprietà privata dei fattori di produzione è una funzione sociale. Gli imprenditori, i capitalisti ed i proprietari terrieri sono mandatari, per così dire, dei consumatori, ed il loro mandato è revocabile. Per essere ricchi, non è sufficiente aver risparmiato ed accumulato capitale. E' necessario investire di nuovo e di nuovo in quelle linee in cui vengono meglio soddisfatti i desideri dei consumatori. Il processo di mercato è un plebiscito ripetuto ogni giorno, ed espelle inevitabilmente dalle fila delle persone proficue coloro che non utilizzano la loro proprietà in accordo con gli ordini impartiti dalla gente. Ma gli affari, il bersaglio dell'odio fanatico da parte di tutti i governi contemporanei e dei sedicenti intellettuali, acquisiscono e conservano grandezza solo perché lavorano per le masse. Gli stabilimenti che si rivolgono al lusso di pochi non raggiungono mai grandi dimensioni.

Il difetto di storici e politici del XIX secolo è stato quello di non essere riusciti a rendersi conto che i lavoratori sono stati i principali consumatori dei prodotti dell'industria. A loro avviso, il salariato era un uomo che lavorava ad esclusivo beneficio di una classe parassitaria. Lavoravano sotto l'illusione che le fabbriche avevano alterato la sorte degli operai. Se avessero prestato attenzione alle statistiche avrebbero facilmente scoperto la fallacia di questo argomento. La mortalità infantile calò, la durata media della vita aumentò, la popolazione si moltiplicò, e l'uomo comune godeva di servizi che il benestante di epoche precedenti nemmene si sognava.

Tuttavia, questo arricchimento delle masse senza precedenti era soltanto un sottoprodotto della rivoluzione industriale. Il suo principale risultato fu il trasferimento della supremazia economica dai proprietari terrieri alla totalità della popolazione. L'uomo comune non era più una bestia da soma che doveva accontentarsi delle briciole che cadevano dai tavoli dei ricchi. Le tre caste di paria che caratterizzavano l'età pre-capitalista — gli schiavi, i servi della gleba, e quelle persone che autori patristici e scolastici, nonché la legislazione Britannica dal XVI al XIX secolo, denominavano poveri — scomparvero. I loro rampolli divennero, in questo nuovo stato di affari, non solo lavoratori liberi, ma anche clienti.

Il ruolo dell'imprenditore è quello di anticipare il livello del consumo futuro, nella sua ricerca del profitto è indirizzato a produrre quegli elementi che i clienti desiderano di più. Il calcolo imprenditoriale richiede capacità che non tutti hanno e deve essere operato in un ambiente economico il più scevro possibile da manipolazioni. Ovviamente, gli imprenditori cercano sempre di pagare il meno possibile i loro input (tra cui anche i lavoratori), ma la concorrenza tra di loro permette di far salire i salari a quei livelli in cui viene soddisfatto il valore marginale del prodotto. La manodopera, così come ogni altra risorsa, viene retribuita in base al suo contributo alla produzione. E diversamente dalle previsioni di Marx, la classe proletaria non è finita in povertà. (Certo, non si è arricchitta come altre persone, ma rispetto al passato sta molto meglio.)




Come mai? Perché nella società è sempre persista una disuguaglianza di reddito definita dalla legge 80/20 di Pareto. Nonostante l'avvento del welfare state questa situazione non è cambiata, sono solo cambiati destinatari: quei gruppi con interessi particolari più vicini alla stampante monetaria. Se prima questa divisione era marcata dalla soddisfazione dei clienti attraverso la produzione di beni, adesso è influenzata dai capricci della pianificazione centrale. Non c'è niente di tutto questo nell'analisi di Mcelwee. Non c'è nessuno sforzo per cercare di inquadrare la situazione fiananziaria attraverso le motivazioni individuali. Non c'è alcuna menzione dell'azzardo morale.

Il sistema marxista non è altro che il prodromo di quello keynesiano.



CONTRADDIZIONI E CONFUSIONE

Poi l'autore del pezzo passa a parlare di presunti "appetiti immaginari" che guidano verso l'irrazionalità gli individui, soprattutto quel tipo di irrazionalità che sfocia nel consumo. E qui notiamo le classiche contraddizioni presenti nel pensiero marxista, poiché se Mcelwee qualche riga prima dipingeva i lavoratori come vittime di un impoverimento cavalcante, adesso fa dietrofront e afferma:

E' un modo duro ma accurato per descrivere l'America contemporanea, dove la popolazione possiede oggetti di lusso e nonostante tutto è guidata da un bisogno costante di comprare cose nuove.

Non essendoci un'indagine prasseologica seria e approfondita nel sistema marxista, l'azione umana viene snobbata e considerata irrazionale perché non consona con la visione del mondo dello scienziato chiamato a "migliorarlo." Così come Marx ed i suoi seguaci provavano disprezzo per il proletariato della loro epoca, Mcelwee veicola l'idea che i suoi compatrioti siano delle bestie grufolanti in attesa del prossimo pasto.

Diversamente da quello che sostiene implicitamente Mcelwee, gli individui non sono degli zombie senza cervello disposti a consumare qualsiasi cosa venga dato loro in pasto dalla pubblicità (pensateci, altrimenti non esisterebbero le ricerche di mercato). Gli individui rispondono agli incentivi. Ad esempio, durante la bolla immobiliare degli USA il costo del denaro è diminuito a causa dell'espansione artificiale dell'offerta di denaro. Oltre che nei tassi di interesse di riferimento, cio' si è riflesso nei tassi ipotecari. Il denaro costava di meno e quindi indebitarsi costava di meno. Era una decisione razionale. "Più case per lo stesso pagamento mensile -- che affare!"

Quando la politica monetaria è stata invertita ed indebitarsi non era più un affare, gli americani hanno smesso di contrarre debiti e hanno cercato di ripagare quelli vecchi. Pensare che le persone non agiscano così significa immaginarle sciocche. Non lo sono. Prendono decisioni razionali calcolando le variabili. Non fanno cose autodistruttive come lo stato, che sin dall'inizio della recessione ha continuato ad accumulare quantitativi ingenti di debito pubblico. Anche i dati dimostrano un comportamento razionale da parte delle famiglie americane.




All'indomani della recessione, il fardello di debito da ripagare che gravava sui redditi delle famiglie è iniziato a scendere, segno di un cambio di tendenza. Anzi, le persone sono state più lungimiranti delle corporazioni perché il dato raggiunge il picco nel quarto trimestre del 2007 per poi scendere inesorabilmente. Sono state stupide? No. Si sono fidate troppo di un mercato drogato dal denaro fiat? Sì.

Mcelwee prosegue aggiungendo maggiore confusione, definendo il FMI opera del capitalismo. Ho capito bene? Leggiamo da Wikipedia:

Il Fondo monetario internazionale (International Monetary Fund, di solito abbreviato in FMI in italiano e in IMF in inglese) è un'organizzazione composta dai governi di 188 Paesi e insieme al gruppo della Banca Mondiale fa parte delle organizzazioni internazionali dette di Bretton Woods, dalla località in cui si tenne la conferenza che ne sancì la creazione. L'FMI è stato formalmente istituito il 27 dicembre 1944, quando i primi 29 stati firmarono l'accordo istitutivo e l'organizzazione nacque nel maggio del 1945. Attualmente gli Stati membri sono 188.

A quanto pare questo doveva essere solo un titolo in neretto a scopo sensazionalistico, solo per intorbidire la mente del lettore il quale sarà invitato a credere che le corporazioni hanno il controllo delle strutture pubbliche. Chi ha il potere di scrivere le leggi ha il vero controllo. Le corporazioni possono avere il denaro e con esso influenzare il corso delle leggi. Questa pratica ha un nome: capitalismo clientelare. E' un processo che tende ad aumentare il potere e la giurisdizione dello stato, il quale è costretto a cercare nuovi partner per tenere a galla la sua rete di clienti.

In questo modo il consumatore non è più il re incontrastato del mercato, ma l'elettore la cui soddisfazione passa attraverso un sistema di violenza e coercizione. Quale elettore? Quello che è impiegato in quelle corporazioni di cui abbiamo parlato poco prima. Che tipo di sitema di produzione è mai questo? Uno che produce privilegi per alcuni a scapito di altri. Non esiste alcun vantaggio comparativo, solo sussidi per zombie affamati di porzioni di mercato.

Questo non è capitalismo. E' clientelismo. Il capitalismo prevede la soddisfazione del consumatore e questa puo' arrivare solo se la produzione si rivolge alla massa. Guadagna efficienza dalla specializzazione del lavoro e dalla divisione del lavoro, le quali aumentano il grado di soddisfazione dei desideri degli individui. Solidificano nella produzione di ogni giorno quegli oggetti che in passato erano consdierati dei lussi e perfezionano il loro funzionamento per guadagnare un vantaggio sulla concorrenza. Una singola nazione non è in grado di generare un tale grado di benessere, ma attraverso la cooperazione tra nazioni è possibile raggiungerlo.

Non è il protezionismo la strategia per la prosperità, non serve rinchiudersi all'interno di confini immaginari e cedere alla miope mentalità di dichiarare una guerra commerciale nei confronti di tutti i paesi circostanti. Il commercio e lo scambio sono sempre stati la chiave degli indiviui per riuscire a migliorare la propria condizione, sconfiggendo la miseria e sopravvivendo alle avversità della vita. Questo successo è stato anche garantito da quella che Ricardo chiamava legge dei vantaggi comparati, grazie alla quale la specializzazione del nostro vicino ci permette di migliorare il nostro stile di vita e a nostra volta di migliorare quello suo.

Marx non comprende tutto ciò perché il suo punto di vista non affonda le radici nello studio dell'azione umana. Crede che l'agire umano sia irrazionale. Non crede nel libero mercato, crede nelle pistole e nei distintivi.



IL PREZZO PIU' BASSO VINCE

Poi l'articolo passa a gettare catrame e penne sulla catena aziendale Walmart. Su quali basi? Aziende simili non fanno altro che costituire dei monopoli nel loro settore imprenditoriale. Domanda: e allora? Perché dovrebbe essere un problema se un'azienda, anche se detentrice di un monopolio in un certo settore, viene premiata dai consumatori? E' davvero un problema che in un determinato mercato ci sia una sola impresa che produca un determinato bene? Forse. Se prendiamo come esempi determinati segmenti di mercato ci accorgiamo di essere "circondati" da monopoli; ad esempio, la Asus ha il monopolio sui notebook Asus, la Fanta ha il monopolio sull'aranciata Fanta, ecc. Ma allora il “monopolio,” ci si potrebbe chiedere, non è un problema? Ovviamente si, ma non perché vi sia una sola azienda a produrre un determinato prodotto. Potrebbe farlo, eccezionalmente ed a prezzi bassi. Qual è quindi il dannato intoppo?

I problemi sorgono quando si tenta, e si ha successo, di impedire che altri concorrenti entrino in scena; ad esempio, attraverso vie giuridiche (cavilli legali e burocratici), attraverso la violenza (assoldare delle persone per operare minaccie ed intimidazioni verso coloro che si vuole escludere), ecc. In questi casi il “capitalista,” nonostante possa vendere degli ottimi prodotti e grazie ad essi essere arrivato al successo, vuole solidificare la sua posizione, ottenere "per legge" il diritto al profitto, ed impedire agli altri di fargli concorrenza. Questo è il monopolio da combattere.

Se alcune imprese si "mettono d'accordo" per vendere un determinato bene ad un determinato prezzo, ottenendo grandi guadagni, questo spronerà altri imprenditori ad entrare sul mercato presentando un prezzo minore per accaparrarsi la clientela. Se quelle stesse imprese in accordo impediscono ai nuovi imprenditori di presentarsi sul mercato, utilizzando mezzi legali, allora quel mercato non è più “concorrenziale” e quindi si genera quella situazione che bisogna ostacolare. Ogni imprenditore, essendo essere umano, mira ad ottenere una certa rendita da una posizione e tentare di proteggersi contro la possibile concorrenza; ma senza l’intervento dello stato in suo soccorso questi scopi non possono essere raggiunti.

Vediamo di portare un sempio concreto. Peter Schiff ha avuto una buona idea. Si è recato in un parcheggio di Walmart e ha provato a persuadere i clienti ad accettare un incremento del 15% per quello che avevano appena comprato. Perché? Per permettere agli impiegati di Walmart di guadagnare $15 l'ora.

Chi ha sottoscritto l'iniziativa? Nessuno. I clienti di Walmart sono lì per pagare prezzi bassi, non per pagare stipendi alti. Questa azienda non ha tra la sua clientela gente facoltosa, ma gente in una fascia di reddito medio-bassa ed impiega personale con basse capacità. Sfrutta un segmento di mercato che non avrebbe trovato soddisfazione, o che si sarebbe impoverito ulteriormente, in mancanza di una realtà come Walmart. Non solo, ma tutti quegli impiegati con scarse qualità lavorative sarebbero rimaste a spasso. Perché i marxisti se la dovrebbero prendere con quelle aziende che assumono personale con questo livello di qualificazione, e non con quelle che non lo assumono affatto?

Questo, ad esempio, è il problema con i sindacati che usano lo stato per costringere le aziende a pagare salari al di sopra del livello di mercato. Si rivolgono allo stato per impedire al lavoratore potenziale di lavorare per meno di quello che chiede il sindacato. Si rivolgono allo stato affinché renda illegali quelle aziende che pagano i lavoratori meno di quello che i loro membri ricevono.

I consumatori non vogliono pagare salari elevati. Vogliono prezzi bassi. Questa cosa non riguarda solo Walmart, ma tutto il mercato.






DA ADAM SMITH A MARX

L'articolo di Rolling Stones si chiude con una critica ai salari e ai profitti. E' chiaro che si vuole presentare al lettore la vecchia teoria dello sfruttamento del lavoratore a vantaggio del cosiddetto capitalista. Questa è una teoria che fa acqua da tutte le parti. L'idea che i profitti non siano altro che una parte tolta ai salari, risale ad Adam Smith. E' proprio in The Wealth of Nations che Smith sostiene come ai salari venga sottratto cio' che appartiene giustamente ai lavoratori, perché egli immagina una determinata situazione in cui il lavoratore svolge un certo tipo di lavoro ed il risultato è il relativo salario.

All'inizio, secondo Smith, esiste un'economia in cui ci sono lavoratori che producendo un certo bene guadagnano una remunerazione per i loro sforzi. A stravolgere questo equilibrio si presentano i cosiddetti capitalisti, che esponendosi attraverso i loro capitali, forniscono al lavoratore una spinta in più per migliorare il loro lavoro. Pero' devono guadagnare qualcosa da questo investimento, altrimenti non l'avrebbero intrapreso in prima istanza: il profitto. In questo senso è intesa la sopracitata sottrazione dei profitti ai salari dei lavoratori.

Il pensiero di Marx si muove intorno a questa struttura, spingendola verso le sue estreme conseguenze. E' qui che Marx entra a gamba tesa ed introduce una visione che sarebbe rimasta per sempre impressa nell'immaginario collettivo: paragono' i profitti che intascavano i capitalisti alla schiavitù. Secondo il suo punto di vista, tutto quello che producevano in eccesso veniva depredato dal capitalista il quale lasciava loro solo il necessario per la sussistenza. Il compito dei capitalisti, quindi, si riduceva ad un duplice obiettivo: aumentare le ore di lavoro per intascare più profitti possibili; diminuire al massimo il salario.

Bisogna subito precisare una cosa: Smith sbaglio' quando definì "salario" gli introiti guadagnati dai lavoratori quando eseguivano un lavoro in assenza di un finanziatore. Non avevano costi di produzione da sottrarre alla loro produzione perché essi stessi svolgevano il ruolo di capitalisti/lavoratori. In questo contesto non esisteva un salario, bensì un guadagno dalla potenziale vendita del proprio oggetto. Per farla breve, era esattamente il profitto. Quello che fanno invece i capitalisti, è creare il salario ed essere i responsabili dei costi di produzione. In questo modo si scinde la figura che prima era la stessa, dividendo il ruolo di finanziatore da quello di realizzatore dell'oggetto. Il lavoratore, quindi, si deve solo occupare della parte relativa alla creazione dell'oggetto (cosa per cui verrà retribuito attraverso il salario) mentre il capitalista si occuperà dei costi di produzione e delle attrezzature (cosa per cui guadagnerà un profitto alla vendita dell'oggetto).

Tale profitto, ovviamente, scaturirà dal successo che avrà sul mercato il prodotto presentato al consumatore, il quale rappresenta la figura principe da soddisfare. E' lui che decreta la "vittoria" o la "sconfitta" di una determinata impresa, è attraverso le sue scelte che premia o punisce le attività imprenditoriali presenti sulla scena economica. E' inutile pensare che solo perché una persona abbia immesso una certa dose di lavoro in un eterminato prodotto, egli debba essere remunerato per forza. Il valore con cui determiniamo l'utilità marginale di un oggetto è soggettivo, ed ognuno di noi presenta un diverso set di valori con cui predispone le proprie scelte.

Il ruolo del capitalista, quindi, non è solo quello di fornire attrezzature, salari e gestire i costi di un'azienda, ma anche individuare quei settori di mercato che possono essere sfruttati per trarre un guadagno. La creatività e le idee che possiede hanno bisogno di coordinazione e cooperazione per essere realizzate, quindi si circonda di tutta la manodopera di cui ha bisogno per dare forma alle sue invenzioni. Il compito del capitalista, quindi, è anche organizzativo. Non tutti riescono ad individuare settori di mercato validi da cui trarre un vantaggio pecuniario, ma soprattutto, non tutti sono in grado di avere idee che la maggior parte degli attori economici apprezzerà. Ovviamente, la figura del capitalista e dell'imprenditore possono anche non coincidere, perché l'organizzazione della produzione e la sua gestione richiedono risorse e non sempre chi ha le idee ha anche il denaro. In questo caso, il finanziatore dell'idea trarrebbe il suo profitto dal tasso di interesse sul prestito con cui viene finanziato il progetto dell'imprenditore.

Pensate un momento ad Ulisse, per cercare di capire meglio. Pensate a come la sua idea fece vincere ai greci la guerra contro Troia. Certo, ebbe bisogno dell'aiuto dei suoi compagni soldati per metterla in atto, ma la fonte dell'idea rimaneva lui. Aveva visto qualcosa che gli altri non erano riusciti a vedere, sconfino' in una regione strategica nella quale nessuno era ancora arrivato. L'idea era sua, ma aveva bisogno d'aiuto per metterla in atto. Questo aiuto svolge solamente il ruolo di esecutore dell'idea, il suo compito si esaurisce non appena viene completata l'azione materiale. Infatti, è Ulisse colui il quale viene associato al Cavallo di Troia, il suo profitto è stato entrare nella storia (mentre quello dei suoi compagni la fine della guerra).

Il capitalismo, quindi, funziona in maniera diversa da quella propagandata da Marx e dai suoi seguaci. Infatti, fu la rivoluzione industriale a migliorare le condizioni di vita di tante persone che nell'era pre-rivoluzionaria morivano di stenti e di miseria. Non solo, ma con essa vennero ridotte consistentemente anche le ore lavorative degli operai e, soprattutto, i bambini non avrebbero più dovuto lavorare. Grazie allo stipendio dei loro genitori e la produzione industriale che in due generazioni raddoppio', gli individui beneficiarono delle meraviglie del sistema produttivo capitalista. Non era un problema se i salari rimanevano costanti, quelli reali aumentavano a vista d'occhio grazie ad un'offerta di beni crescente e ad un sistema monetario stabile.



CONCLUSIONE

Una delle migliori confutazioni della teoria marxista venne presentata da Eugen von Böhm Bawerk nel libro La conclusione del sistema marxiano. Uno dei migliori libri che spiega senza pregiudizi le meccaniche capitalistiche è Capitalism: A Treatise on Economics di George Reisman. Comprendere quello di cui si parla è la chiave per non cadere vittima delle sciocchezze spacciate per verità. Mcelwee non ha fatto tesoro di questo suggerimento, spero che invece lo facciate voi.


giovedì 17 aprile 2014

JFK: Un uomo spaventato dalla Castr"o"zione




Alla ricorrenza del fiasco della Baia dei Porci, andiamo ad analizzarne alcuni retroscena.

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di Gary North


Reality Check

Fidel Castro è l'ultimo dei comunisti. Non siede più sul trono di Cuba. Ora è suo fratello minore (82 anni) a gestire lo spettacolo. Ma il movimento che Fidel lanciò nel 1953 vive ancora nel suo corpo invecchiato. La vittoria che conseguì nel Capodanno del 1959 è politicamente intatta. Tutto il resto è andato e venuto. Lui è l'ultimo comunista malandato.

Castro è stato la nemesi di Eisenhower, Kennedy, Johnson, Nixon, Ford, Carter, Reagan, Bush, Clinton, Bush jr. e ora Obama. Tutti sono vissuti all'ombra dei rendimenti elettorali della Florida, e hanno dovuto inghiottire il loro orgoglio. Tutti hanno reagito a chi era, a che cosa aveva fatto e potrebbe ancora fare. Lui è rimasto. Loro sono andati e venuti.

Se non ci fosse stato Fidel Castro, non ci sarebbe stato Marco Rubio.

Se non ci fosse stato Fidel Castro, potreste comprare un sigaro cubano legalmente.

Quando Kinky Friedman si accese un sigaro cubano, e ne offrì uno a Bill Clinton, quest'ultimo disse: "Uh, sai, questo è illegale in questo paese. Non puoi farlo." Friedman rispose: "Non stiamo sostenendo la loro economia. Stiamo bruciando i loro campi."



CASTR"O"ZIONE

John Fitzgerald Kennedy non si riprese mai dal fiasco della Baia dei Porci, evento progettato da Allen Dulles, approvato da Eisenhower ed ereditato da Kennedy. Rischiò una guerra nucleare durante la crisi dei missili cubani per evitare ciò che la stampa avrebbe descritto come "Kennedy viene Castrato di nuovo."

Nell'ottobre del 1962, i sovietici avrebbero potuto spazzare via grandi città degli Stati Uniti orientali anche senza i missili cubani. Era dal luglio 1961 che avevano sottomarini nucleari con missili nucleari al largo della costa, a cinque minuti di distanza da Washington D.C. e New York. Kennedy non poteva fare nulla. Quindi la loro esistenza venne ignorata pubblicamente. I missili di Cuba sarebbero stati visibili; i sottomarini no. Era tutta una questione di percezione -- pubbliche relazioni. La crisi dei missili cubani fu gestita per difendere principalmente l'immagine da macho di Kennedy, non per difendere la patria.

Per due mesi il senatore di New York Kenneth Keating, un repubblicano, aveva messo in guardia circa i missili di Cuba. Presenziò a 10 interventi e 14 dichiarazioni pubbliche su questo argomento, da agosto ad ottobre. L'amministrazione Kennedy la considerò una sciocchezza. Ma quando i sovietici stavano per armare i missili, Kennedy si ritrovò un enorme problema politico. Sarebbe passato per un idiota. Keating aveva avvertito gli elettori, ed i tirapiedi di Kennedy l'avevano ridicolizzato.

Per capire il suo dilemma -- un dilemma politico -- dobbiamo considerare uno dei discorsi più importanti della sua carriera. Non viene mai trattato nei libri di testo, ma stabilì la dottrina Kennedy sull'auto-censura della stampa.



LA RICHIESTA DEL BAVAGLIO NEL DISCORSO DI KENNEDY

Il 27 aprile 1961 Kennedy tenne un discorso ad un gruppo di editori di giornali: l'American Newspaper Publishers Association. Fu un discorso sul perché la stampa avrebbe dovuto mostrare auto-controllo nella pubblicazione di articoli negativi sui fallimenti della politica estera della sua amministrazione.

Certo, non lo disse apertamente. Invece sollevò la questione della sicurezza nazionale. Il titolo: "Il Presidente e la Stampa."

Se volete capire questo discorso, pensate a Tom Sawyer ed alla staccionata. Avrebbe dovuto imbiancarla. Stava cercando volontari.



SCADENZE COMUNISTE

Iniziò con una breve storia sui primi anni di Karl Marx. Marx è stato un disoccupato per tutta la vita. Prendeva il sussidio di disoccupazione dal suo compagno Engels, un comunista capitalista. Per un breve periodo è stato un giornalista in un giornale di New York. Siamo nel 1851. Voleva più soldi. Il proprietario rifiutò. Quest'ultimo era un riformatore liberale, Horace Greeley. Kennedy commentò.

Ma quando tutti i suoi appelli finanziari vennero rifiutati, Marx si guardò intorno alla ricerca di altri mezzi di sostentamento e di fama, infine chiuse il suo rapporto con il Tribune e dedicò il suo talento a quella causa che lasciò in eredità al mondo i semi del leninismo, dello stalinismo, della rivoluzione e della guerra fredda.

Se solo quel giornale capitalistico di New York lo avesse trattato più gentilmente, se solo Marx fosse rimasto un corrispondente straniero, la storia avrebbe potuto essere diversa. E spero che tutti gli editori terranno a mente questa lezione la prossima volta che riceveranno un appello guidato dalla povertà per un piccolo aumento.

Una scenetta davvero divertente. Ma Marx era già un comunista nel 1851. Lui ed Engels scrissero Il Manifesto del Partito Comunista in forma anonima alla fine del 1847. Avevano una scadenza. Non la rispettarono. Predissero una rivoluzione imminente in Europa. Il libro era in tedesco. Venne pubblicato a Londra il 21 Febbraio 1848. La rivoluzione del 1848 scoppiò il 22 febbraio in Francia. Le copie raggiunsero la Germania nel mese di giugno. Marx non ha mai rispettato le scadenze. Più soldi da parte di Greeley non avrebbero cambiato l'impegno di Marx col comunismo -- o il suo odio per le scadenze. Continuò a scrivere articoli fino al 1861. (Engels ne scrisse alcuni quando Marx non rispettò le sue scadenze. Possiamo anche capire quali. Sono quelli più comprensibili.)

Così il contesto del discorso di Kennedy era la gilda dei giornalisti. Stava parlando al loro forum nazionale. In questo contesto parlò dell'Unione Sovietica, ma non la menzionò mai per nome. Sarebbe stato un duro colpo dal punto di vista diplomatico. Il muro di Berlino venne eretto quattro mesi dopo. La sua introduzione su Marx rese chiaro il suo quadro di riferimento: il comunismo internazionale.



SICUREZZA NAZIONALE ED UNA STAMPA AUTO-IMBAVAGLIATA

Iniziò la sezione principale del discorso così:

La parola "segretezza" è in sé ripugnante in una società libera e aperta; e noi come popolo ci opponiamo storicamente alle società segrete, ai giuramenti segreti, alle procedure segrete. Abbiamo deciso molto tempo fa che i pericoli rappresentati da eccessi di segretezza e dall'occultamento dei fatti superano di gran lunga i rischi di quello che invece saremmo disposti a giustificare.

Questa era pura e semplice dottrina cattolica. La Chiesa proibì l'appartenenza alla massoneria, la quale ha avuto una lunga storia negli Stati Uniti. Fu fondamentale per la rivoluzione americana. Kennedy lo sapeva. Sapeva che gli americani guardavano con un certo fascino alle società segrete. Iniziò la sua presentazione con una comoda falsità: "[...] noi come popolo ci opponiamo storicamente alle società segrete, ai giuramenti segreti, alle procedure segrete."

Poi parlò a favore della segretezza.

Chiedo però ad ogni editore, ad ogni direttore e ad ogni giornalista della nazione di riesaminare i suoi stessi parametri e di riconoscere la natura del pericolo che corre il nostro paese. In tempo di guerra il governo e la stampa di solito si sono uniti nel tentativo, basato principalmente sull'autodisciplina, di impedire divulgazioni non autorizzate al nemico. In tempo di "chiaro ed effettivo" pericolo, i tribunali hanno confermato che persino i diritti garantiti dal Primo Emendamento debbano sottomettersi alla necessità pubblica di sicurezza nazionale.

Stava parlando dell'URSS.

Oggi non è stata dichiarata alcuna guerra -- e per quanto violento possa essere lo scontro, potrebbe non essere mai dichiarato nel modo tradizionale. La nostra qualità della vita è in pericolo. I nostri nemici dichiarati proliferano in tutto il globo. La sopravvivenza dei nostri amici è in pericolo. E tuttavia non è stata dichiarata alcuna guerra, nessun esercito ha oltrepassato un confine, nessun missile è stato lanciato.

Se la stampa aspetta una dichiarazione di guerra prima di imporsi l'auto-disciplina delle condizioni di guerra, posso solo dire che nessuna guerra ha mai rappresentato una minaccia più grande alla nostra sicurezza. Se state aspettando un "reale ed effettivo pericolo," posso solo dire che il pericolo non è mai stato più reale e la sua presenza non è mai stata più incombente.

Diede questo discorso il 27 aprile, 10 giorni dopo il fiasco della Baia dei Porci. La CIA l'aveva programmata sotto Eisenhower, Kennedy venne quindi umiliato giorni prima del 27 aprile. Il suo discorso era un ovvio riferimento a questo fiasco. Sapeva che i segreti sull'incompetenza totale del governo sarebbero fuoriusciti presto.

Poi continuò:

È necessario un cambiamento nei punti di vista, nelle tattiche, nelle finalità -- da parte del governo, della gente, di ogni uomo d'affari o leader sindacale e di ogni giornale. Poiché siamo osteggiati in tutto il mondo da una cospirazione monolitica e spietata che si avvale principalmente di mezzi occulti per espandere la propria sfera di influenza -- attraverso l'infiltrazione piuttosto che l'invasione, la sovversione piuttosto che le elezioni, l'intimidazione piuttosto che la libera scelta, la guerriglia notturna piuttosto degli eserciti diurni. È un sistema che ha investito molte risorse umane e molti materiali nella costituzione di una macchina efficientissima e perfettamente oliata che combina operazioni militari, diplomatiche, d'intelligence, economiche, scientifiche e politiche.

In breve: "E' colpa dei comunisti. Non è colpa della CIA!" Oppure, come diceva Oliver Hardy a Stan Laurel: "Ecco un altro bel pasticcio in cui ci hai cacciato."

I suoi preparativi non vengono resi pubblici, ma occultati. Ai suoi errori non vengono dedicati i titoli di testa, ma vengono nascosti. I dissidenti non sono elogiati, ma messi a tacere. Nessuna spesa viene messa in discussione, non viene pubblicata nessuna indiscrezione, non viene svelato nessun segreto. In poche parole, la Guerra Fredda viene portata avanti con una disciplina di guerra che nessuna democrazia si augurerebbe o desidererebbe mai di eguagliare.

Qual era la soluzione? Auto-controllo, naturalmente. "Non pubblicare cose che potrebbero mettere in imbarazzo me o la CIA."

I nemici di questa nazione hanno apertamente vantato di acquisire informazioni attraverso i giornali, informazioni che altrimenti avrebbero potuto acquisire solo mediante il furto, la corruzione e lo spionaggio; i dettagli dei piani segreti di questa nazione per contrastare le operazioni del nemico, sono stati disponibili ad ogni lettore di giornali, amici e nemici; la dimensione, la forza, la posizione e la natura delle nostre forze ed armi, i nostri piani e strategie per il loro uso, sono stati tutti descritti dalla stampa e da altri mezzi di informazione in un tal dettaglio da soddisfare qualsiasi potenza straniera; e almeno in un caso la pubblicazione di dati relativa ad un meccanismo segreto, come i satelliti, è stati seguita da una sua alterazione necessaria a scapito di tempo e denaro.

Il problema era che i sovietici sapevano i piani per la Baia dei Porci prima ancora che accadesse. Peggio, la CIA sapeva che i sovietici sapevano. Venne lanciata ugualmente. Wikipedia lo riassume.

Il 29 aprile 2000 un articolo sul Washington Post, "Soviets Knew Date of Cuba Attack", ha riferito che la CIA aveva informazioni che indicavano come l'Unione Sovietica sapesse dell'invasione, e non informò Kennedy. Il 13 aprile 1961 Radio Mosca mandò in onda un telegiornale in lingua inglese prevedendo l'invasione, "un complotto ordito dalla CIA" utilizzando "criminali" pagati. L'invasione avvenne quattro giorni dopo.

Kennedy invece l'ha saputo il 27 aprile. Voleva prevenire cose simili -- prevenire che finissero sulla stampa americana. Ebbe successo. Solo nell'aprile del 2000 alcuni sono venuti a conoscenza della trasmissione sovietica.

E' chiaro quello a cui voleva far riferimento questo discorso: controllo dei danni. Stava manipolando la stampa. Niente di nuovo qui.



UN TEORICO DELLA COSPIRAZIONE INGENUO

Con questo in mente, leggete l'analisi di questo anti-cospirazionista di Destra. Ecco la sua valutazione del discorso di Kennedy.

Non è esattamente quello che ci troviamo ad affrontare oggi? JFK sta parlando di ciò che definiva "Gnomi di Zurigo." Nello specifico si sta riferendo ai bankster, al NWO ed al nemico di tutta l'umanità. Questi gnomi utilizzeranno i russi per far rispettare una legge marziale brutale che completerà la distruzione degli Stati Uniti.

Il problema non è se Kennedy "sapesse" del Nuovo Ordine Mondiale, in realtà lui era un Presidente ingenuo e pseudo-macho che era stato fregato da Allen Dulles. Kennedy aveva il potere di avviare una Terza Guerra Mondiale nucleare, e ci andò vicino un anno e mezzo dopo: la crisi dei missili cubani.

Kennedy era uno strumento del NWO, non il suo espositore. Era un uomo che, 10 giorni prima del discorso, era stato preso con le braghe calate, metaforicamente parlando. (Non è mai stato preso così letteralmente. La stampa l'ha coperto.)



CONCLUSIONE

Il contesto del discorso di Kennedy era la Baia dei Porci, non la riserva frazionaria.

Cercate il contesto di qualsiasi documento che citate. Il contesto è di solito la chiave per comprenderlo. Cercate gli avvertimenti velati sul Nuovo Ordine Mondiale solo dopo aver esaminato il contesto con cura.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


mercoledì 16 aprile 2014

L'oro cartaceo non è buono come quello fisico





di Doug French


Per la prima volta in assoluto, la maggioranza degli americani ha paura del proprio governo federale. Un sondaggio di Pew Research ha rilevato che il 53% degli americani pensa che il governo stia minacciando i loro diritti e le loro libertà personali.

Gli americani non sono magnanimi nemmeno per quanto riguarda la valuta statale. Invece di possedere dollari ed altri asset finanziari, gli investitori stanno immagazzinando ricchezza sotto forma di opere d'arte, vino e auto d'epoca. L'Economist ha riportato a novembre: "Questa frenesia d'acquisto [...] sta alimentando una certa diffidenza negli asset finanziari."

Ma mentre i grandi capitali stanno facendo segnare record su record nel mercato dell'arte e stanno facendo aumentare i prezzi immobiliari, la diffidenza nei confronti del governo non ha spinto le attenzioni sulla reliquia barbarica. L'umile dollaro è salito rispetto all'oro sin dal settembre 2011.

Ogni banchiere centrale sulla terra ha giurato fedeltà alla fede keynesiana, e il metallo giallo è ritornato sui suoi passi a quasi $700 l'oncia rispetto al suo picco di $1,895. Gli unici limiti alla creazione di moneta fiat sono la fantasia dei banchieri centrali e la volontà dei banchieri commerciali di concedere prestiti. Stando così le cose, il principale colpevole per le prestazioni poco brillanti dell'oro negli ultimi due anni è un altro, e John Hathaway di Tocqueville Asset Portfolio l'ha spiegato nella sua straordinaria relazione "Let's Get Physical."

Hathaway osserva che la produzione di oro è finita in una zona di bonaccia. Attualmente costa di più produrre un'oncia che venderla. Minare l'oro è costoso; sono ormai passati i giorni in cui si pescavano grandi pepite nei torrenti della California o dell'Alaska. Devono essere spostate e trattate milioni di tonnellate di minerale solo per ricavarne piccoli pezzi di metallo, e negli ultimi anni sono stati trovati solo pochi grandi depositi.

"La produzione post-2015 sembra destinata a declinare e forse anche bruscamente," spiega Hathaway.

Satoshi Nakamoto ha creato una sorta di oro digitale nel 2009, anch'esso limitato nell'offerta. Non più di 21 milioni di bitcoin saranno "minati," e attualmente ce ne sono meno di 12 milioni. Satoshi ha creato la versione informatica dell'oro, facile da miniera nei primi anni. Ma come l'attività di estrazione dell'oro, minare bitcoin diventa sempre più difficile. Oggi è necessario un supercomputer per risolvere le equazioni che verificano le transazioni in bitcoin — che in sostanza è il processo che crea la cripto-moneta.

Il valore di questa moneta alternativa è esploso rispetto alla valuta del governo, passando da meno di $25 a bitcoin nel maggio 2011 a quasi $1,000 di recente. Uno dei motivi è sicuramente la sua portabilità. Il business è un fenomeno globale oggi, in contrasto con il mondo antico dove la maggior parte viveva la propria vita all'interno di un raggio di 25 miglia. Così, portare bitcoin nel proprio telefono è preferibile a trasportare in giro Krugerrand.



Nessun Bitcoin cartaceo

Ma anche se la portabilità può far guadagnare popolarità a Bitcoin, non spiega perché è aumentato vertiginosamente mentre l'oro è sceso.

Hathaway punta il dito sulla differenza tra l'azione dei prezzi nei tempi antichi rispetto a quelli moderni. "L'incongruenza Bitcoin/oro si spiega con il fatto che gli ingegneri finanziari non hanno ancora scoperto un modo per collateralizzare i bitcoin nel trading a leva. Non c'è (ancora) un mercato dei futures basato su Bitcoin, niente derivati, nessun mercato repo."

Quindi chiunque voglia speculare con Bitcoin deve acquistarne alcuni, cosa che spinge verso l'alto il suo prezzo.

Invece l'oro ha un'infrastruttura finanziaria matura e vasta che ne gonfia l'offerta — su carta — esponenzialmente. Poi Hathaway cita l'esperto Jeff Christian del gruppo CPM che nel 2000 scrisse: "Un'oncia d'oro è ora coinvolta in una mezza dozzina di operazioni." E mentre "il volume fisico non è cambiato, i contratti cartacei si sono moltiplicati."

Il processo generale inizia quando un produttore d'oro estrae e raffina il minerale. Poi i raffinatori lo vendono alle bullion bank, soprattutto a Londra. Parte viene venduto a gioiellieri e zecche. "L'oro fisico che rimane a Londra sotto forma di barre non allocate è la base per i commerci a leva con l'oro cartaceo. Questa catena di eventi è perfettamente normale e in linea con i tempi," spiega Hathaway.

Egli stima che giornalmente vengono commerciati l'equivalente di 9,000 tonnellate di oro, mentre solo 2,800 tonnellate vengono estratte annualmente.

L'oro è prestato, dato in leasing, ipotecato e re-ipotecato più e più volte. Questa è la ragione, ad esempio, per cui ci vorrà tanto tempo affinché i tedeschi possano rimpatriare le loro 700 tonnellate di oro attualmente conservate a New York e Parigi. Mentre un paio di aerei potrebbero trasportare l'intero stock in Germania in poco tempo, solo 37 tonnellate sono state consegnate un anno dopo la richiesta. Le 700 tonnellate sono programmate per essere consegnate entro il 2020. Tuttavia, sembra che non ci sia abbastanza oro fisico libero e svincolato per soddisfare questo programma. Ai tedeschi è stato detto che possono solo guardare il loro oro, ma non toccarlo.



Sfruttare la leva a Londra

La City di Londra offre un contesto normativo favorevole alle mega-banche affinché possano sfruttare la leva finanziaria. Jon Corzine ha utilizzato le norme di Londra sulla rehypothecation per sfruttare i depositi dei clienti di MF Global e fare una scommessa da $6.2 miliardi nell'Eurozona. I contratti con i clienti di MF gli hanno consentito di fare una cosa del genere.

Dopo il crollo di MF, Christopher Elias ha scritto su Thomson Reuters: "La leva finanziaria è come una droga per Wall Street; aumenta i rendimenti ma amplifica anche i costi. Con MF Global che aveva raggiunto un rapporto di leva di 40 a 1 al momento del suo crollo, non c'era bisogno di un default dell'Eurozona per innescare la sua caduta — tutto quel che serviva era che questi enormi costi superassero la sua base patrimoniale."

Il lavoro di Hathaway propone una tesi piuttosto simile: il mercato dell'oro è altrettanto indebitato come MF Global, si tratta di una montagna di transazioni di carta in bilico su un po' di oro fisico. "A differenza del mercato dell'oro fisico," scrive Hathaway, "che non è suscettibile ad assorbire grandi flussi di capitale, il paper market, attraverso la rehypothecation quasi infinita, è l'ideale per l'attività di trading iperattivo; soprattutto in concomitanza con le scommesse sul FX, sugli indici azionari e sui tassi di interesse."

Questo iper-leveraging ricorda il boom del debito immobiliare americano degli ultimi dieci anni. La cartolarizzazione di Wall Street ha spianato la strada agli acquisti, alle vendite ed ai trasferimenti elettronici dei mutui. Fintanto che i prezzi delle case aumentavano ed i proprietari di case erano in regola coi pagamenti, tutto andava bene. Tuttavia, una volta che i compratori hanno smesso di pagare, la corsa per determinare quali istituti di credito possedevano quali abitazioni ha portato al caos del mercato. In molti stati, i processi di pignoramento non sono ancora finiti.

Il fallimento di una manciata di controparti nel mercato dell'oro cartaceo avrebbe un effetto mille volte peggiore. In molti casi, cinque su dieci (o più) istituti di credito reclameranno diritti di proprietà sullo stesso oro fisico. I mercati dell'oro si bloccherebbero per mesi, se non anni, durante la procedura fallimentare, rimuovendo milioni di once dal mercato. Ci vorrebbero decenni affinché l'industria mineraria ricostruisse l'offerta.

Inoltre, Hathaway ritiene che una maggiore regolamentazione "potrebbe portare, tra le altre cose, a norme più severe per le garanzie reali, regole sulla rehypothecation, ecc. Questo potrebbe portare ad una corsa per l'oro fisico." E se i regolatori non inaspriscono queste disposizioni, potrebbero farlo gli ETF, il LBMA ed il Comex per il bene della fiducia dei clienti.

Quello che Hathaway chiama il "bacino torbido" di Londra, ha sostenuto il trading dell'oro cartaceo al di là della quantità di oro fisico disponibile. Questo bacino si sta prosciugando e sta creando la madre di tutti gli short squeeze. In tale scenario, le persone con ETF ed altri crediti cartacei sull'oro saranno devastate, avverte Hathaway. Riceveranno "lettere educate e di scuse che offriranno loro una risoluzione dei contratti in contanti a prezzi ben al di sotto del mercato fisico." Non sarà l'inflazione che farà salire il prezzo dell'oro, ma lo smantellamento dell'enorme leverage.

Gli americani hanno ragione a temere il loro governo, ma dovrebbero anche temere il loro sistema finanziario. I governi hanno sempre trasformato le loro valute in carta straccia. Un pezzo di carta che vi dà diritto ad una quantità d'oro può fornirvi un comfort maggiore rispetto ai dollari fiat.

Tuttavia, in un momento di panico, l'oro cartaceo non avrà lo stesso effetto. In quei frangenti preferireste possedere qualcosa di reale.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


martedì 15 aprile 2014

Illusioni sull'origine della ripresa economica





di Greg Canavan


Mentre il polverone nei mercati del ferro e del rame si deposita a terra, facciamo un passo indietro e valutiamo i danni.

Entrambi i metalli sono fortemente coinvolti nella bolla del credito della Cina. Cioè, commercianti, speculatori e chiunque altro abbia voluto entrarci ha "monetizzato" le sue partecipazioni di rame/ferro e poi ha speculato con i proventi.

Nelle ultime settimane è diventato chiaro come le autorità cinesi abbiano voluto mettere fine a questa speculazione destabilizzante. Hanno quindi progettato una vendita di yuan nei confronti del dollaro. Questo perché un trading preferito tra gli speculatori era quello di fare una scommessa basata su un derivato: lo yuan avrebbe continuato ad apprezzarsi rispetto al dollaro. Politica monetaria allentata, come al solito.

Almeno fino a quando le autorità non vi hanno posto fine. Le loro azioni hanno un po' spaventato il mercato e hanno inflitto alcune perdite. Poi è arrivato il primo default di obbligazioni societarie, un altro avvertimento agli speculatori. Oltre a questo, c'è stato il recente report rilasciato dal parlamento cinese in cui si facevano numerose menzioni di un freno all'eccesso di capacità nel settore siderurgico. Un classico avvertimento lanciato a coloro che hanno puntato su quel minerale.

Combinati, questi eventi sembravano accadere uno dietro l'altro, ed è per questo che la scorsa settimana avete assistito a grandi diminuzioni di prezzo sia del rame che del ferro. Le liquidazioni tendono ad essere brevi e taglienti, quindi per il momento potete probabilmente aspettarvi un po' di calma in questi mercati.

Ma ora la questione è: com'è la domanda per questi metalli? Inferiore a quanto soleva essere. Dopo cinque anni di crescita del credito senza precedenti, possiamo tranquillamente dire che la performance passata non è indicativa del futuro.

Con il mercato in un umore rialzista, non c'è dubbio che spazzerà via le preoccupazioni della Cina e darà una lezione ad alcuni speculatori: speculazione finita, pasticcio ripulito, andiamo avanti.

A nostro avviso, questo è l'inizio del disfacimento della massiccia bolla del credito in Cina. Le autorità cercheranno di contenerla, e potrebbero anche riuscirci all'inizio, ma una volta che il masso guadagnerà velocità diventerà sempre più difficile fermarlo.

Però non c'è solo la Cina con un problema di bolla del credito/debito. Il mondo è davvero impazzito quando ha pensato che l'attuale "ripresa" fosse qualcosa di diverso dall'ennesimo tentativo di alimentare la crescita attraverso il debito.

Secondo un recente rapporto della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), da metà 2007 a ​​metà del 2013 i livelli di debito globali sono aumentati del 40% arrivando a superare i $100 bilioni. Si tratta di un aumento di $30 bilioni, gran parte del quale è debito pubblico.

Quindi cerchiamo di capirci qualcosa. Dopo aver sopportato le peggiori condizioni finanziarie ed economiche nella Grande Depressione, a causa dello scoppio della bolla del debito privato, abbiamo aumentato il nostro indebitamento del 40% per provare a progettare una ripresa. La sanità mentale è solo un ricordo sbiadito del passato?

Questa massiccia iniezione di "denaro" (perché il debito pubblico viene effettivamente speso nell'economia globale non appena viene creato) non ha nemmeno portato ad una crescita economica osservabile, ha solamente causato un paio di crisi e ha aumentato le tensioni sociali. Ben fatto!

Ma il meglio deve ancora venire. La relazione della BRI sottolinea, inoltre, che durante lo stesso periodo di tempo il valore di tutto l'equity mondiale è sceso di $3.86 bilioni, a $53.8 bilioni. L'equity rappresenta il capitale privo di rischi, mentre il debito è solo un obbligo verso qualcun altro. Il fatto che l'equity sia tornato a quello della metà del 2007, vi dà qualche indicazione circa il successo di questa "ripresa." Non stiamo creando ricchezza, stiamo solo creando guadagnai transitori alimentati dal debito.

Con l'equity in calo e il debito in ascesa, l'economia globale è nettamente più indebitata rispetto a prima. In realtà, secondo le cifre della BRI, i livelli di "gearing" del mondo sono passati dal 121% del 2007 al 185% del 2013.

Non c'è da meravigliarsi se i prezzi dell'equity stanno andando così bene in seguito all'ultima bolla del debito. Stanno beneficiando di un enorme aumento della leva finanziaria. Se siete confusi, considerate che "l'equity" è la base su cui la leva opera la sua magia.

Quindi se acquistate una casa da $500,000 con un acconto del 10%, il vostro "equity" sulla casa è di $50,000. Avete una leva finanziaria di 10 a 1. Se i prezzi delle case aumentano del 5%, il vostro equity guadagna $25,000, o il 50%. Ecco come funziona la leva finanziaria. Funziona anche nella direzione opposta. Un calo del 5% cancellerebbe il 50% del valore del vostro equity.

In altre parole, una piccola dose di crescita può tradursi in buoni guadagni di capitale in un'economia altamente dipendente dalla leva finanziaria. Questo è esattamente ciò che sta accadendo ora. La crescita del debito pubblico sta alimentando la crescita economica, la quale sta sfruttando i guadagni nei mercati azionari globali.

Sembra tutto grandioso, non è vero? Ma non pensateci troppo, potreste diventare un po' nervosi. Quanto tempo può durare? Finché avremo fiducia nei titoli di stato. Ma se i governi continuano a spendere come se non ci fosse un domani, questa fiducia diminuirà lentamente. Ecco perché si sta facendo tanto rumore per un contenimento della spesa ed un ritorno alla "normalità" per i tassi di interesse.

Ma questo non può avvenire se la crescita non rallenterà fino a livelli inaccettabili. Una crescita più lenta o stagnante in un'economia altamente indebitata inizierà ad impattare in modo negativo sui valori dell'equity, soprattutto se verrà seguita da una recessione (motivo per cui i "gestori" dell'economia faranno di tutto per evitarla).

In breve, siamo alla fine della linea temporale dell'attuale sistema del debito. E' incredibile, ma siamo riusciti ad allungarla per altri cinque anni utilizzando la credibilità dei governi di tutto il mondo e spendendo sempre di più.

Per quanto possiamo dire, non resta loro molta credibilità. Nei prossimi anni, ciò diventerà dolorosamente evidente. I tumulti nei mercati del credito della Cina potrebbero essere il catalizzatore della prossima crisi del debito. Perché se la Cina rallenta, gli Stati Uniti dovranno riempire il vuoto. Il che significa più spesa basata sul debito.

Questa potrebbe essere la goccia che farà traboccare il vaso.

Saluti


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


lunedì 14 aprile 2014

Il socialismo dell'Europa e della Svizzera ha reso gli immigrati un problema politico





di Frank Hollenbeck


Il partito populista svizzero, Unione Democratica di Centro, ha promosso e vinto un referendum per limitare il numero di immigrati nel paese. Il partito ha accusato gli immigrati di un abbassamento generale dei redditi e di "rubare" posti di lavoro che altrimenti sarebbero andati ai cittadini svizzeri. Ha anche incolpato gli immigrati per una miriade di altri problemi minori, come la scarsità di case e gli imbottigliamenti stradali. L'esito del referendum dispone che la Svizzera debba rinegoziare entro tre anni l'accordo bilaterale con l'UE sulla libera circolazione delle persone, o revocarlo del tutto.

La reazione dell'UE alla votazione svizzera è stata rapida. Ha sospeso i colloqui con la Svizzera sulla sua partecipazione alla ricerca Horizon e ai programmi di Erasmus. Ha anche fatto trapelare la possibilità di ulteriori sanzioni e ha dichiarato che l'attuale accordo bilaterale tra l'UE e la Svizzera non permette scelte selettive sulla circolazione dei lavoratori.

La risposta disattenta dell'UE alla votazione svizzera, dimostra che i politici europei sono ciechi alle implicazioni del voto svizzero il quale, in realtà, riflette la punta dell'iceberg politico.

La Svizzera è un paese con uno standard di vita elevato e un tasso di sisoccupazione molto basso (4.1%). Eppure la maggioranza ha votato per cacciare gli immigrati. Avremmo potuto aspettarci scelte simili in paesi che stanno messi molto peggio, come la Grecia e la Spagna, dove i tassi di disoccupazione sono a livelli record e la disoccupazione giovanile sfora il 50%. Il partito anti-immigrazione della Francia, il Fronte Nazionale, ha ottenuto buoni risultati alle elezioni locali e si è prenotato per svolgere un ruolo di primo piano nel prossimo futuro. Purtroppo, la piattaforma economica del partito è a favore di un controllo ancora più centralizzato, barriere commerciali e protezionismo clientelare.

E' un peccato che il socialismo europeo abbia portato a questi sentimenti anti-immigrati. Molte di queste posizioni, dopo tutto, sono basate su falsità radicate in idee popolari sbagliate.

La prima falsità è che abbiamo una quantità fissa di posti di lavoro disponibili. Se fosse davvero così, allora le più grandi popolazioni avrebbero i tassi di disoccupazione più elevati. Un esempio semplice chiarisce questo punto. Supponiamo di avere 100 persone che producono 100 cose. Che cosa accadrà alla disoccupazione se aggiungiamo 100 persone a questa comunità? I nuovi saranno disoccupati? Certo che no, i 100 nuovi individui producono e consumano. I nuovi arrivati permetteranno alla comunità di produrre e consumare molto più di 200 cose, grazie alla specializzazione del lavoro.

La crescita economica deriva da due fonti. La prima è un aumento della base di capitale, la quale aumenta la produttività marginale del lavoro. La seconda dagli utili derivanti dalla divisione del lavoro. L'aggiunta di 100 persone permette un aumento generale del livello di vita di tutti gli individui nella comunità. L'immigrazione in Svizzera ha aumentato, non diminuito, il tenore di vita del cittadino medio svizzero. Conduce ad un aumento dei salari reali, non ad una diminuzione. Gli immigrati hanno permesso al cittadino medio svizzero di specializzarsi meglio in altri campi, raccogliendo profitti lungo le linee del vantaggio comparato. Ciò che è vero per gli scambi tra le nazioni (entrambe guadagnano), vale anche per gli scambi tra gli individui. Che fine avrebbe fatto il rinomato settore farmaceutico svizzero senza il 45% di impiegati (la maggior parte dei quali è costituita da scienziati altamente qualificati) non svizzeri che lo compongono?

La seconda falsità vuole che gli immigrati siano i responsabili della mancaza di immobili. Fissando la sua moneta a 1.2 franchi svizzeri rispetto all'euro, la banca centrale svizzera ha ceduto il controllo della sua offerta di moneta. Dal 2007 l'offerta di moneta (M1) è aumentata oltre il 100%. Ciò ha gonfiato una bolla immobiliare e ha portato ad un aumento generale dei costi degli affitti. Inoltre, le leggi d'uso del suolo ed altri impedimenti edili hanno creato la stessa carenza di immobili come in Francia.

Che dire della congestione del traffico? Naturalmente è il settore pubblico, e non quello privato, che è responsabile per la costruzione delle strade e l'organizzazione del flusso del traffico. Gli elettori svizzeri sembrano dimenticare che anche gli immigrati pagano le tasse, le quali vengono utilizzate per costruire le infrastrutture stradali.

Il referendum avrà un maggiore impatto sull'economia svizzera rispetto a quello che pensano molti commentatori. La Svizzera è fortemente dipendente da una miriade di multinazionali. Raramente queste corporazioni esitano quando si tratta di cambiare la loro struttura per essere più competitive. Caterpillar ha stabilito la sua sede europea a Ginevra, principalmente perché ha negoziato con il governo svizzero un importante accordo sulle imposte sui redditi d'impresa. Questo accordo fiscale ha giustificato gli stipendi sensibilmente più elevati che Caterpillar paga ai suoi dipendenti svizzeri. Non ha molto senso che Caterpillar resti a Ginevra se è limitata, o incerta , sul numero di stranieri che può assumere. Caterpillar può spostare facilmente la sua sede in un paese dell'Unione Europea che consenta una libera circolazione di lavoratori e capitale, soprattutto se può negoziare un altro accordo sulle imposte sui redditi d'impresa in quei paesi (ad esempio, Spagna o Portogallo) alla disperata ricerca di investimenti esteri.

Il referendum svizzero ci mostra che si sta avvicinando una tempesta, e gli eurocrati sembrano ignorare la necessità di rivedere il loro modello socialista. Il governo greco, per esempio, ha dimostrato chiaramente di preferire che la sua popolazione sprofondi nella povertà (44%), che la sua nazione venga declassata da "sviluppata" a "in via di sviluppo" e che il suo tasso di suicidi raggiunga livelli record, piuttosto che attuare riforme strutturali seriamente orientate al mercato.

Benjamin Franklin disse una volta: "La democrazia è due lupi e un agnello che votano su cosa avere per pranzo," e le implicazioni sono molto importanti poiché la maggior parte lavora per il governo o dipende dal governo per il proprio sostentamento. Naturalmente, niente di tutto ciò sarebbe stato possibile se i governi non potessero stampare denaro così liberamente. La tassazione diretta avrebbe reso chiaro alla popolazione che non esistono i pasti gratis.

Il socialismo svizzero ed il legame con l'euro hanno reclamato il loro pedaggio sull'economia svizzera, e molti immigrati ne pagheranno il prezzo. E' probabile che le cose peggiorino nel resto d'Europa, prima che possano migliorare.





[*] traduzione di Francesco Simoncelli


venerdì 11 aprile 2014

Bolla immobiliare 2.0





di David Stockman


Le grandi campagne di stampa monetaria della FED inondano i canyon di Wall Street con denaro a costo zero. Cioè, la nostra banca centrale canaglia consente agli speculatori ed ai giocatori d'azzardo di accumulare enormi posizioni patrimoniali con prestiti a breve termine quasi gratuiti. E' come assemblare un'auto con acciaio, pneumatici , batterie, elettronica e vernice praticamente a costo zero. (Vedi “Yellenomics: The Folly of Free Money”)

Questa equazione truccata dovrebbe produrre un "effetto ricchezza" e quindi ingannare le masse affinché spendano di più oggi, lasciando il futuro in mano ai loro conti IRA. Purtroppo, dopo tre bolle devastanti in questo secolo — dotcom, immobiliare e il crollo azionario del 2008-09 — le masse non stanno abboccando all'amo della FED.

Pertanto l'unico "effetto ricchezza" tangibile è quello che passa attraverso la stampante monetaria della banca centrale ed il conseguente aumento dei prezzi degli asset, permettendo ai ricchi di diventare ancora più ricchi. Dopo tutto l'1% possiede più del 40% degli asset finanziari, ed il 10% ne possiede quasi i quattro quinti.

Gli zeloti accademici che gestiscono la FED stanno armeggiando con un sistema perverso che dona enormi vantaggi agli strati sociali superiori. Ma la ZIRP punisce ed indebolisce Main Street, e non c'è modo migliore di vederlo se non nella falsa ripresa immobiliare in corso — soprattutto il mini-boom dei prezzi delle case eruttato a Phoenix, Los Vegas, Sacramento, California del Sud e Florida, gli stessi luoghi gravemente tartassati dal crollo del 2007-2009.

Gli speculatori e gli hedge fund, armati con denaro quasi gratis, sono sempre a caccia di un nuove "asset class" con cui fare carry trade. Così, quando i prezzi delle case sono scesi del 40-70% nei mercati subprime più devastati e hanno causato un massiccio aumento dei pignoramenti, i giocatori d'azzardo di Wall Street non hanno perso tempo. Ben presto i loro agenti hanno raggiunto i gradini dei tribunali, aumentando i pignoramenti nell'ordine delle centinaia e delle migliaia. E nel casinò americano alimentato dalla FED, niente attirerà di più il carry trade di queste "nuove asset class" con prezzi in costante aumento.

I prezzi delle case in molti di questi mercati erano morti stecchiti, ma improvvisamente sono saliti del 25-50% nel corso di una breve intervallo di 10-20 mesi nel 2012-2013. Ed è fondamentale capire la ragione di questa inversione scioccante: gli hedgies di Wall Street e gli amanti dell'LBO alimentano la frenesia di acquisto in luoghi come Phoenix senza mai svenarsi col portafoglio — dal momento che si vantano di comprare basso e vendere alto. Ma lo fanno inseguendo i fogli di calcolo dei modelli finanziari, credendo che ogni prezzo sia "a buon mercato" finché i suddetti modelli sputano fuori l'IRR previsto (tasso interno di rendimento).

Ed è qui che entrano in gioco gli effetti funesti del nostro regime monetario pianificato centralmente. Questi modelli postulano periodi di investimento da 2-5 anni ed incorporano la promessa che la FED manterrà i tassi di interesse "bassi" durante quell'intervallo temporale. Con costi bassi e carry trade stabili, i ventinovenni in abiti da $5,000 dollari arriveranno a Scottsdale (AZ) a cavallo di tosaerba John Deere per far funzionare le loro nuove asset class — cioè, ricoprire il ruolo di proprietari di case unifamiliari in tutte le zone residenziali. Dopo aver accumulato migliaia di tali proprietà nei tribunali, ora sono in affari nel neonato business "buy to rent."

Come fanno questi "padroni di casa" della Harvard Business School a sapere cosa inserire nelle spese di gestione provvisorie (es. le erbacce, le infestazioni degli alberi, la muffa in cantina, le riparazioni idrauliche, la manutenzione del tetto e le lamentele dell'affittuario)? Non lo sanno! Le enormi operazioni messe insieme da artisti del calibro di Blackstone (@ 40,000 abitazioni) e Colony Capital (@ 20,000 abitazioni) sono in realtà affari "virtuali" in cui quasi tutti ricoprono il ruolo di "appaltatori." Ma questo è un eufemismo per ex-carpentieri, broker nel campo dei mutui subprime e periti immobiliari che hanno perso il lavoro dopo il crollo del settore immobiliare. Ora sono stati riciclati come acquirenti, esperti, consulenti e operatori nell'attività principe di questa nuova generazione di padroni di casa. Ed il loro compito è quello di generare volume – proprio come ai tempi dei mutui subprime: nome diverso, stessa vecchia storia.

E' possibile, quindi, che gli econometrici di Wall Street stiano sfornando modelli che includano costi irrisori e insostenibili sugli interessi, sottovalutando pesantemente le spese di gestione? No — è assolutamente certo! Di conseguenza, i loro modelli li hanno spronati a fare offerte troppo alte per le proprietà immobiliari. A dire la verità, questa nuova banda di "padroni di casa" non è affatto composta da cosiddetti pesci piccoli; stanno semplicemente cavalcando l'ennesima bolla.

In realtà, gli speculatori veterani di Wall Street non sono diventati miliardari con l'imprudenza o con storie d'investimento non plausibili. Conoscono a menadito il ciclo boom/bust seriale della FED. Siamo ora al terzo round sin dal 1990 e la formula vincente è chiara. In primo luogo, accumulare il più possibile gli asset scoppiati (a seguito della bolla) dopo che si è toccato il fondo; poi "finanziare" questi investimenti con titoli spazzatura e titoli cartolarizzati quando i money manager vanno alla disperata ricerca di rendimenti; e infine dirigersi verso la rampa d'uscita non appena si registrano guadagnai per un paio di trimestri e si possono infinocchiare i ritardatari alla festa (es. fondi comuni e investitori azionari) con qualche proiezione di profitto.

Dato questo scenario, l'imperativo è la velocità, il volume, la crescita del fatturato e degli investimenti. Non sorprende, dunque, che l'ultima cosa a cui stavano pensando gli speculatori di Wall Street era dare fondo alle loro risorse per riparare i tetti, quando 24 mesi fa si sono buttati a capofitto nei mercati immobiliari. Invece hanno abbracciato modelli d'investimento "O&M Lite" (gestione e manutenzione) — fiduciosi che il ciclo economico brevettato della FED avrebbe permesso loro di estrarre il biglietto vincente prima (per così dire) che i tetti sarebbero davvero crollati.

La miracolosa ripresa dei prezzi degli immobili in questi mercati corrisponde ad una sola cosa: un'altra bolla immobiliare — questa basata su una forma istituzionale di mutui subprime piuttosto che mutui retail. In particolare, i laboratori di metanfetamina di Wall Street hanno già inventato una nuova variante di rifiuti tossici sotto forma di rendite cartolarizzate. Detto in modo diverso, ora stanno affettando e sminuzzando i flussi di reddito sulla base di modelli ipotetici che prendono in considerazione l'occupazione media, il volume d'affari degli affittuari, gli aumenti degli affitti, i costi di riparazione e molto altro. Tutto ciò non è testato e probabilmente inconoscibile, poiché questo settore — distaccato da quello degli affitti — è nato solo ieri.

In sostanza, non dovrebbe essere tanto difficile capire perché la bolla della finanza della FED sia così perversa. Basta considerare la tesi controfattuale: immaginate che non ci sia un carry trade sulle linee bancarie e su altri tipi di finanziamento utilizzati per finanziare la fase di accumulo degli asset; ipotizziamo che per soddisfare i loro compensi, i manager (impauriti dal reddito fisso) non siano costretti ad inseguire un rendimento fino in fondo allo spettro del rischio; e supponiamo l'assenza di mercati IPO che prevedibilmente si arroventano durante le ultime fasi di queste bolle sponsorizzate dalla FED.

In queste condizioni non avreste tipi con abiti da $5,000 a cavallo di John Deere diretti a Scottsdale, né econometrici da strapazzo intenti a riparare tetti. Avreste invece esiti di libero mercato, dove le famiglie che hanno scelto di affittare case unifamiliari darebbero soldi a "signorotti" finanziariamente sobri ed operativamente competenti. L'idea che Colony Capital di Los Angeles o Blackstone di Park Avenue posseggano economie di scala magiche nel mercato degli affitti familiari, è semplicemente folle.

Ancora più importante, in un libero mercato non avreste movimenti di prezzo del 35% in 15 mesi. Ciò potrebbe accadere nei mercati del grano durante un periodo di siccità, ma non nel segmento immobiliare dove il giro d'affari degli asset è lento, i costi di transazione sono elevati, la domanda organica è vincolata all'espansione dei redditi delle famiglie e non ci sono picchi di hot money.

Purtroppo, i possessori di dottorati che assecondano il nostro politburo monetario sono letteralmente degli idraulici monetari amanti dei numeri: immaginano di dover pompare aggressivamente la "domanda" nella vasca economica della nazione, altrimenti nota come PIL potenziale. Di conseguenza, il fatto che i prezzi delle case siano aumentati per 19 mesi consecutivi ed abbiano sperimentato i loro più grandi guadagni sin dal 2005, è la prova che il livello dell'acqua sta arrivando al bordo – proprio dove avevano sperato.

L'errore qui è l'incapacità di considerare la qualità e l'origine dei numeri, non soltanto le loro grandezze quantitative. I prezzi in aumento in questa bolla immobiliare 2.0 non sono dovuti alla domanda organica, salutare e sostenibile dei proprietari. Quest'ultima è una funzione legata all'aumento dei salari delle famiglie, cosa decisamente scarsa. In effetti, i redditi salariali reali sono saliti solo del 2% rispetto a sette anni fa, quando la prima bolla immobiliare aveva raggiunto l'apice.

In verità, la FED è finita in un rompicapo economico. Il suo strumento, la ZIRP, non genera altro che un ciclo di aumenti dei prezzi degli asset del tutto avulsi dall'economia reale di Main Street.

Emergono due fattori chiave da questa bolla immobiliare 2.0. In primo luogo, la percentuale di case vendute in cambio di contanti è aumentata dallo storico 10% al 50% — un aumento sbalorditivo se pensiamo che oggi le famiglie non sono tanto a filo col denaro contante. Ma i bidoni di denaro che sono stati scaricati nei quartieri residenziali dai nuovi proprietari di Wall Street, hanno disattivato il “mortgage loan governor” sui prezzi degli immobili residenziali — un meccanismo che storicamente ha mantenuto i prezzi delle case ancorati ai rimborsi, ai redditi ed a rapporti passivi/attivi prudenti.

La ZIRP della FED non solo ha fatto volare i prezzi delle abitazioni, ma ha anche buttato fuori dal mercato i salariati onesti. Nonostante i tassi di interesse sui mutui trentennali siano ancora ad un livello storicamente basso, 4.5%, il reddito medio per finanziare un mutuo su una casa standard ammonta a $52,000 — cifra del 30% superiore al picco della bolla immobiliare 1.0 nel 2006.

Il motivo è perverso. In quel periodo le famiglie con un reddito di $40,000 riuscivano finanziare il prezzo medio di una casa, grazie anche alla disponibilità di certe opzioni di pagamento ed altri mutui subprime che hanno gonfiato artificialmente il potere d'acquisto dei mutuatari. La pulizia di questo sistema ha necessariamente richiesto un sostanziale adeguamento verso il basso dei prezzi precedentemente in bolla, e li avrebbe mantenuti bassi per un certo periodo di tempo in modo che i redditi delle famiglie ed i prezzi delle case sarebbero potuti tornare al loro rapporto storico.

Invece i tipi con abiti costosi a cavallo dei John Deere hanno fatto aumentare artificialmente i prezzi delle case con l'ingegneria finanziaria, e il miglioramento del reddito delle famiglie è stato escluso dall'equazione. Così, con gli standard dei mutui ipotecari un po' normalizzati — la compensazione dei prezzi medi degli immobili è stata in gran parte vaporizzata dalla bolla finanziaria.

Alla fine, non abbiamo affatto una sana ripresa del mercato immobiliare, ma una che viene sorretta da una bolla finanziaria. Il tradizionale capofamiglia che compra la sua prima casa è una figura pressoché assente, perché le giovani famiglie sono sepolte sotto $1+ bilione di debiti studenteschi.

In secondo luogo, circa 20 milioni dei 50 milioni di mutuatari della nazione sono ancora economicamente sommersi — cioè, hanno contratto così tanto debito durante la bolla immobiliare 1.0 che non possono ripagare il vecchio mutuo e le loro spese di intermediazione salgono. Infine, anche quelle famiglie che non sono sommerse, sono costrette ad inseguire un aumento artificiale dei prezzi delle abitazioni causato dalle speculazioni con la ZIRP.

Per molti aspetti, dunque, il mercato immobiliare della nazione non è mai stato così malsano. Invece di milioni di speculatori appartenenti a Main Street che hanno creduto fino alla fine che i prezzi delle case sarebbero andati alle stelle, ora abbiamo qualche migliaio di speculatori istituzionali che se ne andranno dalla città sui loro John Deere il più velocemente possibile — non appena troveranno medici e dentisti che acquistino le azioni e le obbligazioni spazzatura che vengono emesse per finanziare i giocatori d'azzardo di Wall Street, figure emerse solo grazie alla politica della FED.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


giovedì 10 aprile 2014

L'equazione della FED per guadagnare dal mercato azionario





di Bill Bonner


L'altro giorno, da bravi cittadini, abbiamo fatto una chiamata alla SEC.

"Esiste un grande sistema per manipolare i prezzi delle azioni," abbiamo detto all'agente amichevole.

"Devo dirle che la chiamata viene registrata in modo da poter meglio servire il pubblico," ha risposto.

"Oh, non si preoccupi. La NSA la registrerà comunque."

"Sta parlando di un titolo specifico?"

"Oh, no... di tutti."

"Vuol dire uno scandalo come quello di Madoff?"

"No... no... Questo va molto, molto oltre lo scandalo Madoff. Stiamo parlando di una manipolazione molto più grande. Intenzionale. Conoscenza premeditata. Pompaggio di tutti i prezzi delle azioni. Bilioni di dollari."

"Chi è il responsabile?" ha chiesto l'agente... con un certo tono preoccupato della voce. Iniziava a sospettare di avere a che fare un pazzo.

"La FED, naturalmente."

"Uh... grazie..."

"Deve braccare quei bastardi."

"Uh... sì... ci daremo un'occhiata."

"OK, grazie. Pensavo che avreste dovuto sapere."

La scorsa settimana Wall Street si è risvegliata dal suo torpore e si è strofinata gli occhi. Gli investitori si sono scrollati di dosso le cattive notizie del Giappone e dell'Europa.

Per quanto riguarda le cattive notizie provenienti dagli Stati Uniti... importavano a pochi. Sì, l'economia è più debole di quanto si pensasse — con il peggior report sul mondo del lavoro in due anni. No, non c'erano neanche buone notizie provenienti dagli utili societari.

Ma hey — i valori degli asset non dipendono più dalla performance dell'economia di Main Street. Questo è un mercato manipolato. Il Dow è salito di oltre 100 punti, invertendo una tendenza preoccupante.

Sin dall'inizio dell'anno, le azioni degli Stati Uniti sono state sempre vendute. Ma martedì scorso gli investitori sono tornati in riga... e hanno ripreso coi loro deliri...

Sì! L'unica cosa che conta è che la FED sia sempre pronta. Le azioni sono manipolate al rialzo. Volontariamente. Consapevolmente. Intenzionalmente.

Janet Yellen può anche parlare di un tapering del quantitative easing (QE). Ma non può attuarlo realmente. L'economia ha bisogno di più sostegno da parte della FED. Ma la FED non mette denaro nelle tasche delle famiglie normali. Potete constatarlo dando un'occhiata ai posti di lavoro, ai salari o ai prezzi al consumo. Il CPI statunitense si è mosso di poco.

Questo perché l'intervento della FED rimane confinato all'economia finanziaria — dove denaro facile e credito facile partoriti dalla ZIRP e dal QE alimentano direttamente i mercati azionari, obbligazionari e immobiliari.

Guardate un qualsiasi grafico azionario... identificate i giri di QE... e vedrete che QE = guadagni in borsa. La liquidità spinge in alto soprattutto i prezzi degli asset, non l'economia reale.

I prezzi degli asset non riflettono i "fatti" genuini riguardanti imprese o consumatori. Sono distorti e contorti dalle autorità.

La scorsa settimana abbiamo notato che sin dal 2009 azioni, obbligazioni e immobili hanno aggiunto $21 bilioni al bilancio della nazione. Ma al tasso a cui l'economia sta creando ricchezza reale, ci vorranno 70 anni per recuperare il ritardo con i prezzi degli asset. Azioni, obbligazioni e immobili contano tutti su una crescita che non avverrà mai. O almeno non accadrà abbastanza presto da giustificare tali prezzi elevati.

Quello che ha fatto salire così tanto le azioni l'anno scorso è stata la FED che ha reso disponibile un sacco di liquidità — mentre il governo federale ne ha utilizzato di meno rispetto all'anno prima. Ciò ha lasciato un sacco di liquidità in eccesso a vagare in cerca di una casa.

Che cosa ha trovato? Azioni e immobili!

Molto probabilmente continueremo su questa strada. Adesso seguitemi...

  1. I federali pensano di poter gestire l'economia
  2. Considerano le recessioni e/o il calo dei prezzi degli asset come problemi da aggiustare
  3. Pensano di poter prevenire queste cose con più QE

In effetti... hanno ragione!

Senza il sostegno della FED, l'economia sarebbe probabilmente finita in recessione. Il PIL degli Stati Uniti è salito di $350 miliardi l'anno scorso. La FED l'ha compensato con $1.2 bilioni in QE. Anche così, l'economia ancora arranca. Senza, l'economia crolla. La FED non potrebbe tollerarlo, quindi deve continuare con il QE.

Nel frattempo, il governo federale sta assorbendo $400 miliardi in meno rispetto allo scorso anno a causa di un deficit di bilancio più basso. Questo lascia un po' di capitali a spasso e bisognosi di adozione. Chi se li prenderà?

Azioni! Immobili! Sì, caro lettore, probabilemtne vedremo ulteriori guadagni nel 2014.

Questo è palese manipolazione dei mercati. La FED non la nasconde. Anzi, ne è addirittura fiera.

Suvvia, SEC, mettete in carcere gente per molto meno. Casi da qualche milioncino. Ed i pezzi grossi? Che ne dite di una cospirazione da bilioni di dollari per aumentare i prezzi delle azioni?

Arrestate Janet Yellen! Vogliamo vederla sfilare nella classica "perp walk."


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


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