venerdì 21 novembre 2014

Le illusioni hanno conseguenze





di Francesco SImoncelli


Ciò che contraddistingue gli attuali standard di vita dell'occidente rispetto a quelli che prevalevano negli anni passati, non è un cambiamento nell'offerta di manodopera o i prodigi della scienza. E' l'ammontare di capitale accumulato. Ludwig von Mises, Economic Freedom and Interventionism


Le illusioni catturano l'attenzione degli individui più della realtà dei fatti. Credo sia umana una cosa del genere. Non ci si dovrebbe stupire. Si tende a credere all'illusione perché essa alletta in modo particolare l'animo umano che vuole sbarazzarsi il prima possibile di quei fardelli che pedissequamente tormentano la sua esistenza. La volontà di massimizzare tempo ed efficienza nella nostra vita, due degli obiettivi a cui il genere umano tende maggiormente a dare valore, è qualcosa a cui prodighiamo la maggior parte delle nostre energie e scoprire un modo per dimezzarle non sarebbe affatto respinto. Per questo, se qualcuno ci induce a credere, plausibilmente, che un determinato obiettivo è possibile raggiungerlo attraverso una scorciatoia, tenderemo a non esitare due volte nello stringere un accordo con codesto qualcuno che pare avere a portata di mano la formula "magica". Saltare alcuni stadi per arrivare ad un determinato obiettivo fa risparmiare tempo. Ciò è cruciale. Il tempo è denaro, ed è anche vita. Arrivando in minor tempo al suddetto obiettivo è possibile raggiungere uno status elevato rispetto al presente e quindi dedicarsi ad elevarlo ulteriormente perseguendo un nuovo obiettivo.

L'illusione è plausibile, ed è per questo che miete molte vittime. Coloro che infine riescono a districarsene, in un modo o nell'altro, scoprono di aver fatto la figura degli idioti e domandano scioccamente giustizia. A questo punto è troppo tardi. Quindi, se sarà loro possibile, cercheranno di stare ancora al gioco e proveranno a tirarne fuori qualcosa di buono finché sarà loro possibile o perlomeno probabile. A nessuno piace fare la figura dell'idiota. A nessuno piace fare la figura dell'idiota consapevole di aver sprecato una delle risorse tendenzialmente più preziosa di altre: il tempo. Quindi continuerà a stare al gioco, lo continuerà a difendere, continuerà a spacciare l'illusione di cui è caduto preda anche ad altri poveri malcapitati.

L'illusione è potente. Dà assuefazione.

L'illusione, però, è vulnerabile alle domande. A quei quesiti specifici che ne smascherano la fragilità nei confronti del mondo reale. Sebbene il ragionamento deduttivo sia una facoltà condivisa da tutto il genere umano, esso viene sopito quando c'è la possibilità di arrivare ad un determinato punto nel minor tempo possibile e prima di chiunque altro. La competizione è agguerrita, ma ci sono delle regole. Nel caso dell'economia, esiste la concorrenza ma esistono anche le leggi economiche: è giusto massimizzare il profitto, ma è criminale massimizzare i profitti ad ogni costo. Perseguire la seconda strada significa illudersi di poter aggirare le leggi economiche. Certo, nel breve periodo paga. Ma nel lungo? E' come una valanga. Non vi avverte, ma avanza inesorabilmente. Una volta innescato il processo è impossibile fermarlo. Richard Weaver scriveva di come le idee avessero conseguenze; vorrei permettermi di prendere in prestito questa frase e modificarla: "Le illusioni hanno conseguenze."

Ce ne sono tante di illusioni là fuori, ma una sta guadagnando trazione ogni giorno che passa. Potremmo riassumerla brevemente e smontarla analiticamente con esempi empirici, ma non ho intenzione di fare tutto ciò. Invece, voglio risvegliare il ragionamento deduttivo sopito che gli illusi hanno anestetizzato; voglio risvegliarlo portando all'attenzione dei lettori un breve racconto di fantasia a cui spesso ricorrono gli Austriaci per spiegare esaurientemente le loro posizioni. Sebbene potrà sembrarvi banale, non è così. Le azioni degli individui nella società possono essere analizzate prendendo come esempio un singolo essere umano e studiandone le azioni.



L'AZIONE PROPOSITIVA

L'economia è una scienza che fonda le proprie basi su regole distintamente oggettive. La legge della domanda e dell'offerta, ad esempio, rappresenta una di queste regole che, seppur possano essere aggirate, infine fanno sempre valere la loro autorità. Sebbene sia questa l'impostazione della materia, è possibile dire che l'economia è in realtà riconducibile ad un insieme teorico più grande: la prasseologia. Essa studia l'azione umana poiché il motore e la colonna portante dei mercati è l'individuo e le sue preferenze. Ogni qual volta una persona altera il suo stato di quiete per arrivare ad un certo fine, diciamo che l'individuo sta agendo. E' per questo che l'economia è una scienza sociale e non una scienza naturale: studiando esseri in perenne mutamento, non può fare affidamento a quegli assiomi statici che invece valgono per gli esperimenti riproducibili in laboratorio.

Ogni individuo agisce in base ad un set di preferenze diverso da quello degli altri e non è possibile modificarli attraverso la diminuzione o l'aumento di alcuni stimoli esterni effettuati da uno scienziato in possesso di una calcolatrice. L'azione umana è imprevedibile. Gli effetti che si possono studiare derivano dal grado di soddisfazione che determinati obiettivi offrono ai vari individui e, prendendo coscienza di ciò, possiamo trarre le dovute conclusioni. Ad esempio, se osserviamo un ragazzino bere non possiamo concludere repentinamente che lo sta facendo per calmare la sua sete. (Potrebbe benissimo essere sul punto di fare anche uno scherzo.) No, possiamo affermare che c'è un individuo che sta traendo godimento dall'ingurgitamento di una sostanza liquida. Osservando poi che egli torna a giocare a palla coi suoi pari, possiamo affermare che egli ha spostato la sua soddisfazione dal gioco al dissetarsi. Nella sua scala di valori, dissetarsi è diventato progressivamente un desiderio da soddisfare all'aumentare della sua utilità marginale rispetto al gioco.

Il termine utilità marginale venne coniato per la prima volta nella seconda metà del 1800 e divenne il cardine portante della rivoluzione marginalista propugnata da Menger. E' da qui che nascono i prodromi che porteranno successivamente a basare la teoria economica sulle azioni degli individui. In questo modo sappiamo che tutte le decisioni vengono prese al margine, ovvero, analizziamo nella nostra mente, istante dopo istante, quale singola preferenza ci darà più soddisfazione se ne cambiamo l'urgenza con cui realizzarla.

In questo senso ogni azione intraprese dagli individui è propositiva. Non è razionale. Tende ad esserlo, ma non lo è sempre. Ad esempio, decidere di percorrere contromano l'autostrada per puro capriccio e divertimento rappresenta un'azione criminale secondo il codice della strada, ma agli occhi del conducente è del tutto lecita. Non è un riflesso istintivo (altrimenti uno si fermerebbe all'istante una volta realizzato l'errore), e in tale caso non parleremmo affatto di azione. Ci si propone di fare una cosa che ci arrecherà soddisfazione. Nel nostro esempio, il conducente sconsiderato percorrerà l'autostrada contromano per soddisfare un suo ego folle.

Una volta compreso come le nostre azioni siano determinanti nello svolgimento degli affari economici, perché attraverso di esse entriamo in contatto con il mondo esterno e ne modelliamo il destino, possiamo avventurarci in un breve esempio per comprendere come una illusione tenda a distorcere la nostra percezione della realtà e ad essere altamente distruttiva. Non per questo la persona che ci crede smette di essere razionale o quant'altro. No, agisce in base ad una propria agenda credendo di poter aggirare per sempre le leggi dell'economia. Non è così.



UN NAUFRAGO SU UN'ISOLA DESERTA

Immaginiamo per un momento di avere un pover'uomo che naufraga su un'isola deserta. Dopo aver ripreso i sensi la prima cosa che fa è raggiungere il primo promontorio e dare uno sguardo all'isola nel suo complesso. In questo modo il nostro protagonista inizia a scandagliare con la sua mente tutto ciò che potrebbe tornargli utile, ovvero, economizza i beni che finiscono sotto i suoi occhi. E' necessario che individui quei beni di consumo che possano essere immediatamente fruibili in modo da sostenerlo nel periodo in cui dovrà assestare la sua vita sull'isola. La caratteristica del bene di consumo è quella di essere utilizzabile in quanto tale in base alla sua natura, e nel nostro caso, un bene di consumo potrebbe essere una noce di cocco o un pesce. La fase successiva del suo sopralluogo dovrà condurlo a separare i beni di consumo dai fattori di produzione. Questi ultimi sono beni il cui utilizzo permette all'attore economico di creare un bene di consumo. (Ovviamente questa distinzione dipende sempre dalla mente dell'attore economico, poiché un oggetto non è di per sé un bene di consumo o un fattore di produzione. Le sue caratteristiche fisiche non lo rendono classibicabile a priori in una delle due categorie. Ad esempio, se per una persona un bastone può essere utile per raccogliere mele da un albero, e quindi fungere da fattore di produzione, per un'altra persona potrebbe essere utile per grattarsi la schiena, e quindi fungere da bene di consumo.)

Beni di consumo e fattori di produzione, data la loro natura scarsa, portano con loro un costo di opportunità a cui il nostro naufrago dovrà prestare attenzione. Ovvero, il loro uso per un determinato scopo precluderà il raggiungimento di un altro; se ad esempio sull'isola esiste un numero finito di rocce, il nostro naufrago dovrà prendere una decisione se costruire un fuoco da campo con esse o una dimora. Non potrà avere entrambi. In base alla sue valutazioni sceglierà quale scelta sarà più consona a sollevare la sua situazione, sperando che il futuro non gli riveli di aver commesso un errore (Es. Per un qualche strano motivo fisico le rocce tendono a sgretolarsi se messe l'una sull'altra).

Una volta individuati quei beni di consumo che possano fornirgli sussistenza, il nostro naufrago si dirige in fretta verso un albero di noci di cocco. Sfruttando il proprio corpo come fattore di produzione, ovvero il lavoro, ogni giorno si arrampica sugli alberi di cocco per soddisfare la sua fame con questo cibo commestibile. E' un lavoro faticoso e scarsamente retributivo, il quale gli permette di godere solo di pochi (se non pochissimi) beni di consumo al giorno. Il suo reddito, quindi, è estremamente basso. Infatti, il flusso di beni di consumo consumati da parte di qualsiasi attore economico è definito reddito. Inoltre la possibilità che un qualche infortunio possa incapacitarlo o una qualche malattia possa debilitarlo, rischiano di intaccare seriamente la sua sussistenza. Affrontando tale questione all'interno della sua mente decide di rinunciare alla previdibilità di un reddito continuo ma scarso nel presente, per abbracciare l'incertezza del futuro. Ovvero, rinunciando a parte dei beni di consumo di oggi, decide di accumularne alcuni per un consumo futuro in caso di necessità. Ciò gli permetterà non solo di avere abbastanza cibo da sfruttare nel caso sfortunato in cui si dovesse ammalare, ma aumenterà significativamente il reddito futuro che percepirà. Ovvero, risparmia oggi per ottenere più beni di consumo domani. Investe nel futuro.

Avendo a disposizione più noci di cocco da consumare, può aumentare la sua disutilità del lavoro (anche il tempo libero è un bene di consumo), dedicando una parte maggiore (rispetto a prima) al riposo del corpo e della mente. Questo gli permetterà di incrementare l'efficienza che apporterà alla raccolta delle noci di cocco e, attraverso l'interesse composto, i suoi risparmi uniti al lavoro costante per raccogliere noci di cocco, gli permetteranno di accumulare un piccolo tesoro di vettovaglie in grado di sostenerlo anche per periodi prolungati di tempo. Il nostro naufrago, a questo punto, avrà per le mani un piccolo gruzzolo di cui andar fiero poiché è riuscito a sopportare e vincere le avversità della natura selvaggia. Ma la natura umana ancora incombe. Perché sebbene abbia garantito a sé stesso un flusso costante e crescente di sussistenza, il desiderio di variare la sua dieta diventa impellente al variare dell'utilità marginale che egli riscontra nelle noci di cocco. Più è bassa, più avrà necessità di variare i suoi pasti. Detto in altro modo, all'aumentare dell'offerta di un bene la sua utilità marginale diminuisce. Ancora una volta il nostro naufrago ha bisogno di riflettere e considerare quale opportunità ha davanti: costruire una zattera sfruttando le noci accumulate e portarne qualcuna per il viaggio; rimanere sull'isola e sfruttare i risparmi per costruire mezzi più sofisticati per ottenere cibo. Ognuna di queste scelte comporta costi e benefici, nonché l'attenta ponderazione delle possibili variabili in gioco, una su tutte il rischio.

Infatti costruire una zattera può avere il vantaggio di poter lasciare l'isola in seguito ad un colpo di fortuna; ma può valere anche l'opposto, ovvero, navigare per giorni o settimane senza trovare anima viva. Immaginiamo che il nostro naufrago infine decida per rimanere sull'isola. In questo modo deve darsi da fare per migliorare ulteriormente la sua condizione di vita su quel pezzo di terra sperduto. Questo significa che, attraverso i risparmi, dovrà investire nel futuro e nelle sue capacità imprenditoriali. Con queste ultime si intende la costruzione di beni strumentali (o beni di capitale) che possono aiutarlo a sofisticare significativamente la sua produzione. Infatti sappiamo che dall'unione del fattore di produzione umano (il lavoro) e i fattori di produzione naturali (mare, terra, alberi, ecc.) è possibile affinare i mezzi a propria disposizione per incrementare i propri standard di vita e, di conseguenza, raggiungere il soddisfacimento di desideri prima irraggiungibili. Questo significa che, in forza di un cospicuo risparmio alle spalle, il nostro naufrago deciderà di costruire un retino da pesca. Diminuendo la disutilità del lavoro e, nel contempo, continuando a tenere costante il proprio reddito, egli riuscirà a realizzare i propri sforzi. Ovviamente non ci riuscirà al primo colpo, bensì dovrà affinare la sua tecnica in considerazione delle risorse a sua disposizione. Il fattore tempo per la realizzazione della sua opera è cruciale, poiché il suo asse viene spostato nel futuro data la scarsa voglia di consumare nel presente e, invece, voler consumare qualcosa di migliore nel domani. Con questa mentalità la determinazione del nostro imprenditore-naufrago sarà in grado di ottenere ciò di cui ha bisogno per migliorare la propria condizione di vita.

E' utile ricordare, però, che tale situazione si è creata grazie al fatto che egli, rinunciando a parte del suo reddito presente, abbia dedicato risorse al futuro. La sua sussistenza nel presente è stata resa possibile dalla volontà di rinunciare a parte del pasto quotidiano al costo di sentire qualche morso della fame. E' un costo duro da pagare, ma il miglioramento della sua condizione ne vale la pena. Come esseri umani, diamo estremo significato alla nostra vita. Il solo fatto di agire è un'affermazione alla vita stessa, quindi la nostra preoccupazione per il benessere del naufrago ha basi solide nella psicologia umana. (Ovviamente non bisogna dimenticare che, seppure molto forte, il nostro attaccamento alla vita è sempre soggetto alle preferenze individuali; ad esempio, decidere di salvare la vita altrui mettendo a rischio la propria è un caso che ricade in tale affermazione.)

Una volta costruito il retino, il nostro naufrago non solo avrà una variazione significativa nella sua dieta ma potrà procurarsi cibo più facilmente, a minor prezzo (meno lavoro impiegato) e, soprattutto, in quantità maggiori. Attraverso il bene capitale, il retino da pesca, ha potuto elevare la sua posizione, ma questo non significa che potrà distrarsi di più. Infatti, sebbene abbia più tempo libero per prendere il sole o fare una nuotata rilassante, dovrà dedicare una parte del suo tempo libero ad occuparsi della manutenzione degli oggetti che ha creato, in modo da non doverli ricostruire d'accapo e quindi evitare di sprecare tempo e risorse che invece potrebbe dedicare a costruire un nuovo bene di capitale: una lancia in grado di facilitargli il compito di raccogliere le noci di cocco dagli alberi. La struttura temporale influenzerà tutti i fattori appena elencati, indicando il momento in cui dovrà risparmiare (Es. costruire un nuovo bene di capitale) e il momento in cui poter consumare le riserve messe da parte (Es. giorni di malattia, infortuni, voglia di maggior tempo libero, manutenzione dei beni di capitale, ecc.).

Ma questa struttura può essere influenzata da manipolazioni esterne che ne deviano artificialmente il corso.



I PASTI GRATIS SONO UN'ILLUSIONE POTENTE

Nell'ambiente sopra descritto finora, il nostro naufrago è riuscito ad adattarsi alla vita dell'isola deserta attraverso l'ingegno e la possibilità di poter contare su una serie di accorgimenti economici che gli hanno permesso di scalare la varietà di desideri che man mano si palesavano nella sua mente. La loro soddisfazione progressiva ha consentito al malcapitato di imbastire una vita basata su un benessere crescente, dettato dal risparmio e dall'investimento. Nonché dal dosaggio di tempo libero e di monitorazione e manutenzione degli oggetti creati. Sebbene abbiamo ipotizzato che tutte le sue scelte siano andate a buon fine, nella vita reale sappiamo che non sempre le cose finiscono così. Talvolta è possibile fare la scelta sbagliata e subirne le conseguenze. Ovviamente sarà la singola persona che le subirà e non l'intera società, o almeno in minima parte poiché sarà privata di un elemento produttivo, ma questo problema è di natura temporanea perché la rotazione economica sostituisce quelle nicchie di mercato rimaste vuote. In questi casi esiste il calcolo economico che gli imprenditori tengono in altissimo conto, il quale li aiuta, attraverso segnali di mercato genuini, a direzionare la produzione. Il margine di errore, quindi, viene ridotto considerevolmente. Ma cosa succede quando questi segnali non sono "genuini"? Cosa succede quando vengono influenzati artificialmente da effetti esterni?

Immaginiamo che un giorno, al largo dell'isola, naufraghi un'altra nave. Purtroppo per il nostro protagonista stavolta di sopravvissuti non ce ne sono, ma quello che nota subito è che le onde del mare portano a riva, ogni tot. di tempo, vettovaglie fuoriuscite dalla nave affondata. Potete immaginare la felicità del nostro naufrago, perché improvvisamente si ritrova tra le mani risorse che prima non esistevano e sono lì consumabili direttamente. All'inizio, dopo le sfortune passate fino a quel momento, pensa subito a ringraziare il cielo e a mettere da parte le varie cibarie che riesce a raccattare. Finlamente il mare crudele aveva ripagato il suo debito che aveva con lui. All'improvviso ha potuto saltare i vari passaggi di produzione che lo avrebbero condotto a creare, anche sull'isola, cibi più raffinati di quelli che avrebbe trovato disponibili per il consumo in natura o che richiedevano solo una trasformazione (Es. cotti) per essere consumati. Cibi in scatola, cibi in busta, cibi in barattoli e altre meraviglie culinarie del mondo civilizzato. E infine, meraviglia delle meraviglie, un apriscatole!

In questo modo il lavoro diviene una componente superflua nella sua struttura di produzione, poiché adesso è in grado di creare dal nulla l'occorrente per sopravvivere. Non solo, ma può aumentare di consueguenza la disutilità del lavoro consumando parecchio tempo libero e deliziando il palato con le varie leccornie che il mare gli consegna. Sembra proprio la soluzione a tutti i suoi problemi, o perlomeno è quello che si vede, ma cos'è che non si vede? Innanzitutto il nostro naufrago sta prendendo in prestito tempo e risparmi dal futuro per consumarli nel presente. Tralasciando il lavoro di raccolta del cibo sull'isola ha abbandonato una struttura di produzione consolidata da una solida base di risparmi e un flusso di reddito costante, si è assuefatto ad una struttura di produzione presumibilmente superiore che non è fondata su alcun risparmio e su un flusso di reddito finito e incontrollabile da parte del naufrago. I risparmi reali (Es. le noci di cocco) vengono erosi dal consumo presente o vengono mangiati dalla produzione insostenibile (Es. le vettovaglie che fuoriescono dalla nave affondata fanno "dimenticare" al naufrago di avere una pila di noci di cocco, le quali col tempo finiscono per marcire). Non solo, ma l'utilizzo di nuovi beni di capitale (Es. apriscatole) per consumare i nuovi beni di consumo servono esclusivamente per quel tipo di beni di consumo, sull'isola non saprebbe che farsene in condizioni "normali". In questo modo la mancata manutenzione dei vecchi" beni di capitale, li condanna ad una inesorabile rovina.

Possibile che il nostro naufrago non sappia che una struttura simile sia insostenibile nel lungo periodo data l'origine di tali beni di consumo? Certo che lo sa. Quello che non sa è quando terminerà. Invogliato dalla spinta umana di voler vivere al massimo col minimo sforzo, egli si lascerà trasportare dalla corrente euforica di questa provvidenziale manna dal cielo, tralasciando progressivamente il duro lavoro che fino a qual momento aveva scandito la sua esistenza. Abbagliato e illuso progressivamente da questa cornucopia giornaliera, egli si lascia alle spalle o trascura quei compiti che fino a quel momento lo avevano portato, con una certa fatica, a scalare la ripida parete delle necessità umane. Preferisce, quindi, consumare oggi invece che domani.

La sconsideratezza di questa scelta viene a palesarsi una volta che il flusso di questi beni di consumo inizia dapprima a rallentare, e infine scompare. In questo preciso istante il nostro naufrago deve fare i conti con la realtà: la sua fame non può essere più saziata da quella manna che giornalmente aveva allietato la sua vita, poiché è esaurita. In questo modo egli comprende che rivolgersi al suo cumulo di "risparmi" è pressoché inutile perché o in parte li ha consumati o in parte sono marciti. E, in ultima istanza, i beni di capitale da lui costruiti sono andati in rovini a causa della mancata manutenzione, e quelli acquisiti durante il periodo euforico sono praticamente inutili. Il nostro naufrago dovrà mettersi l'anima in pace e ricominciare da zero.



CONCLUSIONE

Le politiche interventiste dello stato non sono un rimedio per i periodi di crisi, esse deviano risorse preziose da coloro in grado di metterle a frutto meglio, verso coloro che le sprecano. I burocrati non potranno mai sapere quale potrà essere un investimento in accordo con le forze di mercato. Essi non creano risorse, le prendono. Non hanno idea da dove siano venute. Perché? Perché sono orientati al presente. Non sono come i produttori, i quali sono orientati al futuro. Prendono in prestito denaro nel breve termine e spendono nel lungo termine. Questo presuppone un costante bisogno di risorse. Ciò significa più regole. Ciò significa più burocrazia. Ciò significa più spese e più tasse.

Il disincentivo al risparmio emerge come conseguenza a questi comportamenti truffaldini e insostenibili. Gli individui vengono privati dei loro desideri e delle loro risorse per sostenere un apparato parassitario e inutile. L'inflazione della banca centrale spinge artificialmente in basso i tassi di interesse, aumentando di conseguenza il costo di opportunità di mantenere in banca i propri risparmi. Il welfare state insegna agli individui a non preoccuparsi del futuro. Le scuole pubbliche, infine, chiudono la scena affermando che al futuro ci penserà lo stato.

In ogni aspetto della nostra vita, lo stato è il propagatore di un comportamento irresponsabile. L'illusione dello stato salvatore è una delle illusioni più potenti che esistano al giorno d'oggi. Roosevelt la inventò. Keynes la predicò. La gilda accademica l'ha custodita per tutti questi anni. Ma la sua plausibilità si sta incrinando: passività dello stato non finanziate. Uno di questi giorni andrà in frantumi, e per coloro che si faranno trovare impreparati sarà un duro rinsavimento.


giovedì 20 novembre 2014

Come Bitcoin può semplificarvi la vita





di Jeffrey Tucker


Una certa tecnologia può risolvere un problema che non sapevamo di avere. Ci fa notare quelle privazioni che non sapevamo esistessero fino a quel momento. Una volta scoperta, non possiamo tornare indietro.

Negli anni '50, per esempio, le persone non avevano bisogno dello smartphone. Anzi, erano contente di non avere il telefono. Ma oggi non vorremmo mai tornare alla tecnologia sorpassata. E' stato lo stesso con l'elettricità, le ferrovie e la stampa.

E' così anche con Bitcoin. La gente a volte si chiede perché mai dovremmo avere il bisogno di un nuovo sistema di pagamento e di una nuova forma di denaro. Il sistema attuale funziona bene. Questo è quello che pensano fino a che non usano Bitcoin. Una volta che lo fanno, si chiedono come il mondo sia stato in grado di sopportare un sistema lento, costoso, invadente, fragile e vecchio come quello del dollaro.

Peter Schiff me lo ha fatto notare di recente. Inizialmente era scettico su Bitcoin. Poi ha constatato come i suoi clienti potevano trasferire fondi quasi a costo zero e senza passare attraverso banche o altri istituti. E' stato abbagliato e ora ne è entusiasta. Dopo che lo si prova, sembra che vi manchi la terra sotto i piedi.

Ecco il mio ultimo esempio, tratto da un'esperienza normale che abbiamo avuto tutti. Si va a cena o in un bar con un gruppo di 8 o 10 persone. All'inizio della serata, le persone sono felici e vivaci. Bevande, antipasti, altre bevande, snack, altri snack, dolci, ancora bevande, whoo hoo! Non c'è niente di meglio nella vita!

Oh, ma aspettate. C'è la questione del conto. Nessuno ne parla prima. In questo punto della serata, le persone si dirigono verso le uscite per andare a fumare. Forse è intenzionale, o forse no. Ma a prescindere da ciò, sembra inevitabile che nel momento in cui arriva il conto, la folla stranamente si assottiglia. Si vuole evitare quella che è sempre una scena scomoda.

Si potrebbe dividerlo per le persone servite, ma ci sarebbe la complicazione di chi paga per chi. L'importo totale arriva solitamente in una cifra unica. E' meno complicato così. Ma quando arriva, non lo si può guardare e basta, come se fosse velenoso. A questo punto, qualcuno, QUALCUNO, deve accettarlo o almeno sollevare lo scontrino.

Diciamo solo che voi siete una specie di leader naturale ed in qualche modo il conto finisce nelle vostre mani. Qui è quando iniziano i problemi. È necessario raccogliere il denaro da tutti i presenti. Non tutti hanno contanti. Alcune persone faranno notare che hanno solo una carta di credito, e dal momento che non accettate carte di credito — gli individui non accettano carte di credito, solo le istituzioni — saranno in debito con voi o "pagheranno il conto la prossima volta", cosa che probabilmente non accadrà mai.

Alcune persone hanno contanti, ma non abbastanza. Se intendete pagare il conto con una carta di credito e iniziate a raccogliere denaro — in base alla stima di quanto hanno consumato — state pur certi che resterete a corto di fondi. Raccoglierete un terzo alla metà di quanto avete bisogno.

Poi bisogna affrontare un grande dilemma. Fate i conti e iniziate a sollecitare il pagamento? E' una situazione davvero deprimente. Ognuno si infastidirà a modo proprio. Nella mia esperienza, quello che succede è che una persona finisce per pagare tutto il conto e raccoglie dagli altri solo una frazione del denaro necessario per pagare l'intero importo. Quando questa realtà diventa chiara a tutti — "Sono coperto" — le persone lo considerano immediatamente come un meraviglioso atto di generosità, ringraziano il loro benefattore e continuano con i bagordi.

Questa scena si ripete migliaia o milioni di volte ogni notte. In realtà è una grave fonte di conflitto e alimenta risentimenti che possono durare a lungo. Per coloro che hanno capito come funziona la cosa, la evitano e cercano di non trovarsi in grandi gruppi per paura della lotta per il conto.

Il problema sembra un conflitto profondamente umano, ma in realtà ha radici nelle limitazioni tecnologiche. In primo luogo, gli individui non hanno modo di pagare altre persone seduta stante se non attraverso il denaro contante, di cui raramente ne sono provvisti nelle giuste quantità. In secondo luogo, in questi frangenti gli individui non hanno modo di accettare pagamenti non in contanti — nessuno firmerà un assegno in queste condizioni — così si finisce con debiti e promesse non mantenute.

In realtà nessuno sta cercando di fregare il prossimo, anche se sembra finire in questo modo. E' tutta una questione di strumenti che usiamo per effettuare i pagamenti. Fino a poco tempo fa mancavamo i mezzi per trasportare importi variabili e trasferibili a basso costo da persona a persona senza invocare i servizi di di terze parti.

Potreste pensare a PayPal. Ma poi dovreste fornire l'indirizzo email e pagare tasse piuttosto alte, ed il servizio non è impostato per pagamenti occasionali tra amici. Può capitare, ma non senza qualche difficoltà.

L'altra sera ero ad una conferenza su Bitcoin con degli amici. A questo evento la maggior parte di loro aveva un wallet Bitcoin. Quando è arrivato il conto, è stato super facile e meravigliosamente divertente. Si prende il cellulare, si esegue la scansione del codice QR e si invia o si riceve qualsiasi quantità necessaria per pagare quello che c'è da pagare. Il processo è una delizia.

Ciò funziona anche se l'establishment non accetta Bitcoin. Una persona accetta il conto e tutti gli altri pagano con Bitcoin. Niente più scuse di chi non ha contanti, niente più promesse di pagare più tardi.

Il problema della condivisione del conto viene risolto proprio lì, sul posto. Le persone hanno tutto l'interesse a pagare la giusta quantità dal momento che non si sta annoniando nessuno per tirare fuori i contanti, ma si sta creando una voce permanente di una transazione. Si può farlo immediatamente. Si può farlo senza pagare commissioni sulle operazioni. Ognuno è felice. Non importa come viene diviso il conto, o se viene diviso, non esiste più questo problema.

Si potrebbe pensare: "Oh, questo problema è solo un fastidio stupido, non è qualcosa di serio." In realtà si tratta di un problema persistente che riguarda le amicizie e rovina le reti sociali. Non si capisce la fonte del problema fino a quando non si intravede la soluzione.

Una volta che la soluzione è a portata di mano — un metodo per trasferire valore da persona a persona immediatamente, a costo quasi zero e senza utilizzare un intermediario — si scopre una vasta gamma di casi a cui applicarla che prima erano ignorati.

Ora sto riportando alla memoria un episodio della mia infanzia in cui mio padre e suo padre discutevano del conto in un ristorante. Nessuno dei due aveva soldi contanti. Entrambi avevano una carta di credito, quindi era uno di quei casi in cui bisogna scegliere tra tutto o niente. La loro discussione non fu affatto educata. Inutile dirvi che degenerò. Entrambi strattonavano quel pezzo di carta, cercando di toglierlo dalle mani dell'altro. Fu terribile e in un certo senso traumatizzante per me che vi assistetti.

Le cose sarebbero andate diversamente se avessero potuto effettuare uno scambio di valori attraverso i loro smartphone. Mio padre avrebbe potuto inviare bitcoin a suo padre, e se quest'ultimo si fosse opposto, avrebbe potuto rimandarli indietro. Abbastanza semplice, il tutto condito con un sorriso. Sarebbe stato affascinante e delizioso, un esercizio di scambio e di generosità.

Tanti problemi umani hanno le loro radici nei fallimenti tecnologici. Pensate a quanta posta è arrivata in ritardo o è andata persa prima dell'avvento della posta elettronica, o a quanti conflitti familiari erano legati alla lotta per l'uso del telefono. Risolvete il problema tecnologico e migliorerete la vita a tutti.

Bitcoin può farlo. Una volta entrato nell'uso regolare, resteremo tutti stupiti da come abbiamo potuto farne a meno fino ad adesso.

Cordiali saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://johnnycloaca.blogspot.it/


mercoledì 19 novembre 2014

L'oro “cartaceo” e i suoi effetti sul prezzo dell'oro fisico

Con l'avvicinamento del referendum svizzero sull'oro, la pressione sulla questione inizia a farsi sentire. Sebbene qualcuno prevedeva anche una pressione sul prezzo a seguito delle lamentele della SNB, il livello continua a languire intorno ai $1,200. Probabilmente ciò ha a che fare col fatto che i banchieri centrali ne sanno una più del diavolo affinché possano mandare avanti questa giostra sgangherata. Infatti Deutsche Bank ci fa sapere che la SNB non sarà costretta a detenere fisicamente oro, ovvero, potrà utilizzare strumenti di swap per prendere temporaneamente in prestito oro e quindi soddisfare i requisiti patrimoniali. Visto che l'FMI considera gli swap un mezzo legittimo per gestire i bilanci delle banche centrali, ciò equivarrà semplicemente a truccarli... per l'ennesima volta. Il referendum, infatti, parla esplicitamente di detenere asset in oro, ma non specifica in che forma (Es. derivati o oro fisico). Non sono sorpreso di questo esito. Perché? Perché l'oro dell'occidente è volato perlopiù in oriente. L'ha scoperto di recente la Germania, la quale voleva rimpatriare 674 tonnellate del suo oro stipato presso la NYFED. "Ci dispiace Hans", è stata questa la risposta dello zio Sam perché dopo un anno i tedeschi sono riusciti a rimpatriare solo 5 tonnellate dall'America. La Germania ha desistito. Ora, però, dovreste tenere gli occhi puntati sul GLD Fund, sono convinto che quando raggiungerà il fondo quello rappresenterà (di riflesso) anche il minimo del prezzo dell'oro.
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di Bud Conrad


L'oro è sceso a nuovi minimi la settimana scorsa: $1,130 l'oncia. Questo livello di prezzo è sorprendente perché non quadra coi fondamentali. Cina e India continuano ad esercitare una forte domanda sull'oro, e l'interesse per le monete in metallo prezioso rimane elevato.

Nel mio articolo di ottobre sul Casey Report ho spiegato che la struttura del mercato dei futures permette ad alcune grandi banche di fornire oro in modo da sopprimerne il prezzo. I futures sull'oro rappresentano quello che io chiamo mercato "dell'oro cartaceo", perché ben poco oro cambia di mano. Ogni mese vengono commerciati $360 miliardi di oro cartaceo, ma l'oro fisico che viene consegnato ammonta solo a $279 milioni. Questo è un rapporto di 1,000 a 1:


Market Statistics for the 100-oz Gold Futures Contract on Comex
Value ($M)
Monthly volume (Paper Trade) $360,000
Open Interest All Contracts $45,600
Warehouse-Registered Gold (oz) $1,140
Physical Delivery per Month $279
House Account Net Delivery, monthly $41


Sappiamo che i grandi ordini di oro cartaceo possono muovere il prezzo di $20 in un secondo. Questi ordini spesso superano il limite CME di 6,000 contratti. Ecco uno sguardo ravvicinato risalente al 31 ottobre, quando la vendita di 2,365 contratti ha fatto precipitare il prezzo dell'oro e ha costretto lo scambio a chiudere per 20 secondi:




Molti sostengono che l'effetto netto di tali ordini a lungo andare sarà neutro, perché ogni posizione assunta deve essere rimossa prima della scadenza. Ma in realtà non è vero. I grandi giocatori possono detenere centinaia di contratti in scadenza e consegnare l'oro invece che smobilitare il loro commercio. Le grandi banche possono far scendere il prezzo dell'oro fornendone piccole quantità.

Alcune grandi banche dominano il processo di consegna. Ho raggruppato le sette più grandi qui sotto, in modo da dimostrare che tutte le altre fonti sono molto piccole. Queste sette banche hanno la possibilità di manipolare il prezzo dell'oro:




Dopo il forte calo dell'oro a ottobre, ho analizzato i numeri relativi alle consegne dello stesso mese. La concentrazione era ancora più grave di quanto mi aspettassi:




Questo grafico ci mostra che il 98.5% dell'oro consegnato al Comex arrivava da tre banche: Barclays; Bank of Nova Scotia; e HSBC. Hanno consegnato questo oro attingendo dai loro conti di trading interni.

La concentrazione era ancora peggio dall'altro lato — quello della consegna. Barclays ha impegnato il 98% per le consegne a tutti i clienti. Potrebbe essere stato un solo cliente, ma è più probabile che diversi clienti abbiano utilizzato Barclays per cancellare le loro posizioni di trading. In entrambi i casi, si noti che Barclays ha onorato 455 contratti attingendo dai suoi conti interni.

L'opportunità di distorcere il prezzo dell'oro in un ambiente con così pochi giocatori è evidente. Barclays conosce il 98% degli acquirenti e sta fornendo il 35% dell'oro. E' un trading altamente concentrato, per non dire altro. E la quantità di oro di cui stiamo parlando è piccola — una banca potrebbe spostare del 10% l'ago della fornitura con l'aggiunta di soli 100 contratti. Ciò equivale a circa 10,000 once, che valgono poco più di $11 milioni — un errore di arrotondamento per queste banche. Questi numeri sono banali.

Si noti che le grandi banche stavano consegnando l'oro attingendo dai loro conti interni, nel senso che stavano vendendo il loro oro. In altre parole, non hanno agito in modo neutrale. Queste banche ricoprono la stragrande maggioranza dei contratti venduti. E' una posizione di dominanza completa, e forse anche di più. Queste banche sono il mercato.

Il mio punto è che è troppo facile truccare questo mercato, e i sospetti di manipolazione sono fondati. Ad un certo punto molti clienti richiederanno la consegna di oro fisico e ci sarà un brutto crash. I contratti a lungo termine saranno liquidati con pagamenti in denaro, perché non ci sarà abbastanza oro da consegnare. Nei miei 20 anni di trading sui futures ho visto pochi squeeze, compresi quelli riguardanti l'oro. A mio parere, il mercato dei futures non è sicuro.

La domanda più difficile è: per quanto ancora le grandi banche continueranno a sopprimere il prezzo dell'oro? Purtroppo non conosco la risposta. Regolatori vigili aiuterebbero senz'altro, ma "regolatori del mercato dei futures" è quasi un ossimoro. Le azioni del CFTC e del Comex, per non parlare di come è stato gestito il caso MF Global, suggeriscono che c'è stata poca pressione sulle autorità di regolamentazione affinché risolvessero questi problemi.

La citazione seguente proviene da un recente articolo del Financial Times, il quale ci dà un motivo per essere ottimisti:

Questa settimana due individui vicini alla vicenda hanno affermato che UBS spera di trovare un accordo su una presunta cattiva condotta messa in campo dal suo reparto adibito ai metalli preziosi nei confronti delle autorità di regolamentazione. [...] Il capo del suddetto reparto di UBS a Zurigo, André Flotron, è in congedo da gennaio per motivi non specificati [...].

A maggio la FCA ha multato Barclays per £26m dopo che un trader è stato scoperto a manipolare il gold fix di Londra.

Il regolatore finanziario della Germania, BaFin, ha avviato un'indagine formale nel mercato dell'oro e sta sondando la Deutsche Bank, uno degli ex-membri del gold fix panel che sarè presto sostituito da un aggiustamento elettronico.

Le ultime due banche sono coinvolte con il Comex.

Alla fine il mercato dell'oro fisico potrebbe sopraffare il mercato statunitense dei futures, più piccolo ma più strettamente sorvegliato. I trader si stanno già spostando su altri mercati, come quello di Shanghai, che potrebbero accelerare tale processo. Potreste ricordare che scrissi come JP Morgan (JPM) potrebbe uscire dal commercio delle materie prime, cosa che secondo me potrebbe contribuire a portare un po' di normalità nei mercati dei futures dell'oro. Purtroppo si farebbero avanti altre banche per sostituire JPM.

Le banche non possono sopprimere il prezzo dell'oro per sempre. Hanno bisogno di lingotti d'oro fisico per perpetrare tale strategia, e non c'è tanto oro in giro come in passato. Alcuni grandi fornitori, come le scorte della FED e quelle del London Bullion Market, non sono più disponibili. L'inventario del GLD è in declino.




Se un grande player come una banca centrale iniziasse a utilizzare il Comex per espandere le sue riserve auree, potrebbe travolgere le piccole scorte del Comex. Le scorte di magazzino destinate alla consegna sono diminuite di 870,000 once (8,700 contratti). Tale ammontare può essere richiesto in un mese: 6,281 contratti sono stati consegnati ad agosto.

Le grandi banche non sono stupide. Vedranno arrivare questi problemi e probabilmente indurranno alcuni titolari a rinforzare le forniture, quindi è possibile che una crisi non arrivi a seguito di una serie di mancate consegne. Ma uno short squeeze potrebbe sicuramente portare a picchi di prezzo. Potrebbe anche portare ad un crollo della fiducia nel sistema dei futures, evento che farebbe schizzare l'oro molto più in alto.

Segni di una forte domanda di oro fisico da parte di Cina, India, e piccoli investitori indicano che i prezzi dell'oro dovrebbero essere in aumento (piuttosto che in discesa). Il tasso GOFO (London Gold Forward Offered Rate) è negativo, il che indica un certo restringimento nel mercato dell'oro. Le preoccupazioni riguardo la banca centrale cinese che vuole de-dollarizzare i suoi possedimenti, dovrebbero generare ulteriore interesse per l'oro.

In altre parole, le cose non quadrano. Mi aspetto che le svalutazioni monetarie portino i lprezzo dell'oro più alto, e continuo a possederlo. Sono molto fiducioso che nel lungo termine i fondamentali guideranno l'oro molto più in alto. Ma per ora, non so quando le grandi banche perderanno la loro capacità di gestire il mercato dei futures.

Ormai è da un bel pezzo che le stranezze nel mercato dell'oro sono state denunciate, ma solo pochi sanno dove iniziare la ricerca, e ancora meno hanno la pazienza di scavare nella montagna di dati che il mercato mette a disposizione.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://johnnycloaca.blogspot.it/


martedì 18 novembre 2014

Legittimità politica, l'impero e i suoi obiettivi





di Gary North


Di recente ho scritto un articolo sull'ostruzionismo dell'Internal Revenue Service riguardo alcune inchieste nella sua gestione delle domande di esenzione fiscale. L'IRS ha dimostrato di essere assolutamente immune al Congresso. Glielo ha detto chiaramente: "Vatti a fare un giro".

Il mio punto era semplice: l'unica vera influenza che ha il Congresso quando si tratta di un'agenzia esecutiva, è quando taglia il suo bilancio per l'anno successivo. Il Congresso non lo fa mai, perché esso espande sempre il potere del governo federale. Questa è una caratteristica vitale per il Congresso. Poiché si rifiuta di attuare questa sanzione negativa sulle agenzie esecutive federali, il Congresso è impotente nei loro confronti.

Poi ho continuato sottolineando come la Costituzione degli Stati Uniti garantisca al Congresso la piena autorità di rimuovere (quasi) ogni settore vitale dalla giurisdizione della Corte Suprema degli Stati Uniti e da tutti i tribunali federali.

In tutti quei Casi che riguardano Ambasciatori e altri rappresentanti diplomatici, la Corte Suprema avrà Giurisdizione legittima. In tutti gli altri Casi menzionati prima, la Corte Suprema avrà Giurisdizione d'appello, sia di Diritto che di Fatto, con alcune Eccezioni, e in tali Regolamenti interverrà il Congresso.

Questo non viene mai insegnato nelle scuole dello stato. Non viene mai menzionato nei discorsi pubblici. Il galateo del dibattito pubblico sulla questione della sovranità federale, in particolare sulla sovranità del Congresso, ha eliminato questo argomento. Se gli elettori capissero veramente che hanno il potere, attraverso il Congresso, di inibire la Corte Suprema su questioni di interesse reale, ciò costituirebbe davvero una rivoluzione politica. I Padri Fondatori della Costituzione non volevano che la Corte Suprema avesse la giurisdizione finale. Ma questo fatto è caduto nel dimenticatoio della scuola pubblica per oltre un secolo.

Quando Ron Paul soleva sollevare la questione della legittimità costituzionale, o la sua mancanza, in qualche disegno di legge che la Camera dei Rappresentanti stava considerando, la risposta standard dei suoi colleghi era questa: "Noi approviamo le leggi e la Corte Suprema decide se sono costituzionali." Il Congresso ha abbandonato la propria legittimità, concessa dalla Costituzione.

Oggi, il solo suggerire che il Congresso abbia l'autorità di rimuovere praticamente qualsiasi cosa all'esame della Corte Suprema, verrebbe considerato totalmente illegittimo. Non importa ciò che dice la Costituzione; alle teste di legno nei media non piace il Congresso. Preferiscono di gran lunga il sistema giudiziario, che è quasi immune dalla volontà degli elettori. Così se ne parla come se il sistema giudiziario avesse una sovranità superiore a quella posseduta dal Congresso. Questa è chiaramente una posizione incostituzionale, eppure è accettata dalla maggior parte della popolazione. I conservatori non sollevano il problema. Il movimento pro-life non solleva il problema. E' considerato alla stregua di una bestemmia. Peggio ancora, è stato praticamente dimenticato. Questa posizione non solo è considerata una posizione di frangia; non è riconosciuta affatto come posizione.



LEGITTIMITÀ

Ciò solleva la questione, che è fondamentale, della legittimità politica. Non c'è dubbio che la Costituzione degli Stati Uniti fornisca al Congresso il controllo sul sistema giudiziario. Il Presidente degli Stati Uniti non ha voce in capitolo, costituzionalmente parlando. Né la Corte Suprema. La popolazione non lo capisce. Così tende ad attribuire un certo grado di sovranità finale a cinque membri della Corte Suprema, la quale non deriva dalla Costituzione degli Stati Uniti ed è in opposizione flagrante col sistema del common law che governava il diritto anglo-americano fino a John Marshall nel 1803: Marbury v. Madison.

La dottrina del controllo giurisdizionale non è mai stata considerata alla convention Costituzionale. La Corte Suprema degli Stati Uniti è stata considerata la terza gamba dello sgabello federale, e la più debole. La dottrina del controllo giurisdizionale è stata inventata dal Chief Justice Marshall, che fu di gran lunga il più importante sostenitore della centralizzazione federale del potere nella storia della leadership politica americana. Franklin Roosevelt era un angelo su questo tema rispetto a Marshall. Egli affermò l'autorità finale della Corte Suprema sul sistema giuridico e politico del governo degli Stati Uniti, e non vi fu opposizione. Se la cavò. E' stata la più grande rapina politica nella storia degli Stati Uniti dopo il 1788. Egli era un federalista, l'ultimo dei federalisti. In nome della sovranità giudiziaria federale, arrogò alla Corte il potere politico. Passo dopo passo, caso dopo caso, centralizzò il potere fino alla sua morte nel 1835.

Questo trasferimento di sovranità politica alla Corte Suprema poteva essere contestato, ma non fu così. Non era insito nella Costituzione, ma la decisione di Marshall in Marbury v. Madison fece guadagnare alla Corte quella legittimità perché favorì gli interessi politici a breve termine dei jeffersoniani (dominanti dal punto di vista politico). Lasciarono che Marshall se la cavasse, e solo in un caso la Corte Suprema venne sfidata su questa rapina di legittimità. Fu nel 1869, durante la Ricostruzione: Ex Parte McCardle. Questa causa è finita nel dimenticatoio.

La legittimità è fondamentale. Vi faccio un altro esempio. Nello studio dettagliato del XVI emendamento, Bill Benson e Red Beckman hanno scoperto che, da un punto di vista tecnico, la ratifica dell'imposta sul reddito non è mai avvenuta. Non è stata approvata secondo le regole costituzionali. I due hanno fornito le prove tre decenni fa in The Law That Never Was. Ma il Procuratore Generale degli Stati Uniti voleva l'imposta sul reddito, come l'amministrazione Wilson, e così annunciò semplicemente che era stata approvata. Guadagnò legittimità all'istante. Da quel momento in poi, l'imposta sul reddito divenne sacrosanta nella storia americana. Ogni manifestante fiscale che tenterà di utilizzare l'evidenza storica fornita da Benson e Beckman, non sarà degno di ascolto presso un qualsiasi tribunale. Qui non si tratta di una evidenza storica falsificata dai due autori, al contrario, l'evidenza storica è stato simulata dal Procuratore Generale degli Stati Uniti. Il punto è questo: simulando le prove, il Procuratore Generale ha stabilito la legittimità dell'imposta federale sul reddito.

Nei grandi temi del nostro tempo, in cui ci si preoccupa di conservare la libertà, la questione della legittimità è molto più importante dei tecnicismi giuridici. I manifestanti fiscali non l'hanno ancora capito. Pensano sempre che facendo appello a qualche interpretazione arcana di qualche legge fiscale, possano sfuggire al giudizio dell'IRS, dei giudici tributari e di una giuria di loro pari. Vivono in un mondo di fantasia, in cui la legittimità è in qualche modo stabilita da un appello alle leggi. La legittimità è molto più complessa.

La legittimità è il cuore di ogni sistema politico e di ogni sistema istituzionale. Se si vuole abbattere un sistema concorrente, basta indebolirne la legittimità nella mente della popolazione, e in particolare indebolirla nelle menti dei difensori di quel particolare assetto istituzionale. Se si riesce a convincere la popolazione che una legge, una politica o una tradizione è illegittima, allora la battaglia è sostanzialmente vinta.

Ad un certo punto, ogni sistema politico crolla. Viene sostituito. Ad un certo punto, ogni tradizione politica viene gettata nella pattumiera della storia. Durante il periodo in cui una certa tradizione politica è dominante, sembra essere quasi immortale. Ma in realtà tutti sono mortali.



IL CORSO DELL'IMPERO

Questa mortalità è accelerata dall'impero. Gli imperi crollano sempre o vengono abbandonati dalle nazioni che li hanno creati. Gli imperi finiscono sempre in bancarotta. Gli imperi sembrano sempre avere legittimità agli occhi degli elettori, e poi, in un brevissimo periodo di tempo, vanno a gambe all'aria. Il modo garantito di accelerare la disintegrazione di una tradizione politica è quello di collegarla ad un sistema imperiale. Gli imperi mandano sempre in bancarotta le nazioni che indulgono in questa ipotesi assurda: una particolare nazione può sorvegliare il mondo per mezzo del potere militare.

L'impero britannico chiuse i battenti nel 1947, rimanendo a corto di denaro. Il sole, che non sarebbe mai dovuto tramontare sull'impero britannico, iniziò la sua discesa. Lo sostituì l'impero americano. Il marchio istituzionale di questo passaggio di consegne fu la NATO (1949). La NATO è stato il primo trattato di difesa che il governo degli Stati Uniti ha stipulato sin dal 1800, quando venne annullato il trattato del 1778 con la Francia. Allo stesso modo, l'Unione Sovietica finì i soldi nel 1991. Terminò le sue operazioni. Le leggi di Marx sullo sviluppo storico divennero improvvisamente pattume senza valore. Quando gli imperi vanno in bancarotta, mettono retroattivamente in discussione i simboli di legittimità che erano stati invocati durante il suo periodo d'attività. Non è facile abbandonare questi principi, soprattutto se si è un politico che ha messo in gioco la propria carriera puntando sulla loro legittimità. Ma, quando il portafoglio è vuoto, l'impero svanisce.

Non ci sono eccezioni.



CONCLUSIONE

Dobbiamo passare il tempo ad indebolire quelle aree di legittimità politica negli Stati Uniti, le quali costituiscono una minaccia per la libertà. Questo può sembrare uno sforzo senza speranza, ma è uno sforzo indispensabile. Si tratta di un compito ingrato durante l'era della legittimità. Col senno di poi, può anche essere ingrato, ma dipende da quale nuovo sistema lo sostituirà.

Non dobbiamo aspettarci di battere qualcosa con niente. Dobbiamo trovare altri accordi, altre istituzioni, altre tradizioni che possano sostituire l'attuale legittimità dopo che l'impero americano andrà a gambe all'aria.

Consiglio questo slogan: Sostituzione, Niente Presa di Controllo. Esempio: non cercate di prendere il controllo delle scuole pubbliche. Sostituitele.

L'impero americano si basa sul Federal Reserve System. Sul piano nazionale si basa anche sulla visione keynesiana del mondo, la quale giustifica i deficit federali e le banche centrali. Entrambi questi pilastri economici dell'impero vivono di giorni presi in prestito e denaro preso in prestito.

Il nostro obiettivo non dovrebbe essere quello di prendere il controllo del Federal Reserve System. Il nostro obiettivo dovrebbe essere l'abrogazione della legge che ha dato vita alla Federal Reserve. Dovrebbe essere sostituita dal free banking. Le corse agli sportelli bancari devono essere legalizzate. Non fa mai male terminare un cartello. Qualcosa (il cartello bancario) deve essere sostituito da qualcos'altro di meglio (diritto di contratto).

Credo abbiate capito l'idea. Sostituzione, non presa di controllo.

Siate pazienti. L'impero sta andando in bancarotta. Lavorate su qualche sostituzione. Fate esperienza. Aprite siti web. Scrivete manuali. Postate video su YouTube. Aspettate il vostro turno. Tenetevi occupati.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://johnnycloaca.blogspot.it/


lunedì 17 novembre 2014

Interlibertarians 2014

Domenica 30 novembre sarò ospite della conferenza Interlibertarians 2014 a Lugano-Paradiso. In veste di rappresentate del Mises Italia all'evento, il mio intervento verterà sulle banche centrali e sull'oro. Perché le banche centrali rappresentano uno dei più grandi ostacoli ad una ripresa economica sostenibile? Intorno a questa domanda elaborerò una breve discussione sulla natura perversa di questi istituti centrali che, attraverso il dogmatismo economico keynesiano, permettono al cartello che rappresentano di sopravvivere contrariamente alla volontà del mercato. Parlerò, quindi, di come la loro abolizione e un ritorno all'oro siano le basi per la libertà futura.

L'edizione di quest'anno è intitolata "Banche e moneta" e permetterà ai partecipanti di scoprire le trame economiche poco conosciute alla maggioranza delle persone. Riserva frazionaria, inflazionismo monetario, denaro-merce, sarnno alcuni dei temi trattati. L'evento inizierà alle 14:30 e terminerà alle 18:30.

Dove: Lugano-Paradiso

Quando: 30 novembre 2014

Accesso: Ingresso libero. Inizio ore 14:30. Saluto ed introduzione dello staff co-organizzatore dei Liberisti Ticinesi e del Movimento Libertario, il quale modererà l’evento.

    Francesco Simoncelli: Banche centrali e oro: due mondi agli antipodi;
    Paolo Pamini: Monete d’oro private con standard svizzero;
    Sergio Rossi: Moneta e valore: una prospettiva moderna;
    Giovanni Birindelli: Manipolazione monetaria e Legge;
    Giacomo Zucco: Denazionalizzazione della moneta: la via digitale;

Ore 16:30-17:30, dibattito con il pubblico in sala. Termine della conferenza ore 18:30.

Info: sito ufficiale per programma e dettagli.



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