venerdì 31 ottobre 2014

Il rompicapo dell'area Euro: Cos'è cambiato negli ultimi 4 anni?





di Francesco Simoncelli


[La seguente è una versione estesa di quella apparsa originalmente sul magazine online The Fielder.]


Cosa è cambiato in Europa, dal punto di vista economico, rispetto a 4 anni fa? Non c'è bisogno che la risposta arrivi così presto, perché sarebbe come invogliare il lettore a pensarla come lo scrittore che sta mettendo insieme questo pezzo. Facciamo mente locale, quindi, e cerchiamo di considerare i vari fatti e i vari fattori che hanno concorso finora a caratterizzare questo periodo di 48 mesi. Negli ultimi tempi si è riacceso il fuoco greco, portando un leggero panico nei mercati europei. La reazione istintiva degli investitori è stata quella di abbandonare i lidi ellenici e rifugiarsi nei bond tedeschi e nel dollaro USA. La minaccia di un tapering da parte della FED e il coacervo di opinioni all'interno della UE, hanno condotto a fare "call" al bluff del "whatever it takes" di Draghi. Quella promessa di due anni fa è ormai bella che andata, perché ciò che viene richiesto al presidente della BCE è un QE che rivolga le sue attenzioni al debito sovrano delle nazioni europee. La bolla dei titoli di stato europei esige ulteriore controllo, e il denaro dei contribuenti del nord Europa non durerà per sempre. Francia e Italia hanno fatto sapere a tutti gli altri stati membri dell'UE, di voler aumentare il loro deficit. Non possono tagliare le spese: politicamente inaccettabile. Non possono tagliare considerevolmente le tasse: finanziariamente inaccettabile. Qual è l'unica opzione rimasta? Prendere in prestito. E con la FED intenzionata a rallentare la quantità di denaro immessa nel sistema finanziario, cosa che sin dalla fine del secondo LTRO ha tenuto a galla i paesi dell'Eurozona, le attività in bolla sono finite sotto pressione.

In pochi istanti quei problemi che parevano sopiti, si sono risvegliati repentinamente mandando nel panico la BCE. Dapprima ha ritirato la volontà di monetizzare i titoli ABS per riservarsi tempo per riflettere, poi ha di nuovo re-introdotto la volontà di acquistarli. In quel momento di panico abbiamo potuto osservare cosa accadrà quando la perdita del controllo sarà totale, a causa delle continue macchinazioni manipolatrici che hanno distorto inevitabilmente i fondamentali e i segnali di mercato. Ormai, l'unico motivo per cui c'è un mercato per i titoli di stato europei è che ci si aspetta una loro monetizzazione da parte della BCE. Si vuole ritornare al periodo pre-2010, quando le cose sembravano andare alla grande nella netta presunzione di aver sovvertito una volta per tutte le leggi dell'economia. Indebitarsi sembrava la via verso l'El Dorado. Sembrava che i bilanci potessero contenere passività superiori agli attivi senza temere una ritorsione dei creditori. Sembrava che i pasti gratis fossero divenuti davvero reali. Lo stato ha, quindi, sfruttato il momento e ha gozzovigliato con qualcosa che riteneva una "risorsa" (tanto per non usare la parola "ricchezza" come farebbero gli sciroccati propugnatori della MMT). Ma come si può solo lontanamente considerare "ricchezza" qualcosa che sin da David Ricardo è considerata un fardello insopportabile? Infatti, si presuppone a priori che la spesa dello stato sia una manna dal cielo per gli attori economici, i quali, assuefatti alla possibilità di accedere facilmente al credito, accorrono in massa ad usufruirne. A parità di condizioni, quando qualcosa abbonda ne verrà rischiesto di più. Il problema con questa presunta "riccheza" dello stato è che diminuisce l'utilità marginale dei fondi elargiti, creando nel contempo investimenti improduttivi in vari settori (Es. stundet loans, auto loans, bolla green energy, cartolarizzazioni varie, ecc.) Si presuppone ingenuamente che la ricchezza reale equivalga a quella creata dal nulla. E quest?ultima dovrebbe essere considerata per ciò che è, ossia nulla, basando tale considerazione sul buon senso prima ancora che sullo studio della scienza economica. Se invece di identificare la ricchezza di un sistema economico con i beni e servizi prodotti in quel sistema si considera ricchezza il denaro speso per acquistarli, la confusione e le errate conclusioni sono inevitabili.

Durante l'espansione monetaria mostrata nel grafico qui sotto, i tassi d'interesse sui bond del governo greco calarono e si avvicinarono ai rendimenti di quelli tedeschi. Di conseguenza i costi marginali dei deficit furono ridotti. I tassi d'interesse furono abbassati artificialmente. La Grecia ha sperimentato diversi default nel ventesimo secolo e ha conosciuto alti tassi d'inflazione e alti deficit (come anche un deficit cronico della bilancia commerciale). Ciononostante fu in grado di indebitarsi a quasi gli stessi tassi della Germania, un paese con una storia fiscale conservatrice e un'impressionante eccedenza della bilancia commerciale. Le banche hanno comprato i bond greci perché sapevano che la BCE avrebbe accettato questi bond come garanzia collaterale per nuovi prestiti. C'era una domanda per questi bond greci perché il tasso d'interesse pagato alla BCE era più basso rispetto all'interesse che le banche ricevevano dal governo greco. Senza l'accettazione dei bond greci da parte della BCE come garanzia collaterale per i suoi prestiti, la Grecia avrebbe dovuto pagare tassi d'interesse molto più alti. Infatti il governo greco è stato salvato o sostenuto per lungo tempo dal resto dell'UME in una cosiddetta tragedia dei beni comuni. I costi dei deficit della Grecia furono parzialmente spostati ad altri paesi dell'UME. La BCE creò nuovi euro, accettando i bond greci come garanzia collaterale. I debiti greci vennero così monetizzati. Il governo greco spese il denaro che ricevette dalla vendita dei bond per vincere ed incrementare il supporto politico tra la sua popolazione. Quando i prezzi iniziarono a salire in Grecia, il denaro andò verso altri paesi, facendo aumentare i prezzi nel resto dell'UME. Negli altri stati membri, le persone videro i loro costi d'acquisto aumentare più velocemente rispetto alle loro entrate. Questo meccanismo implicava una redistribuzione in favore della Grecia. Il governo greco veniva salvato dal resto dell'Unione Monetaria Europea in un trasferimento costante del potere d'acquisto.




La crisi economica che ne è scaturita è dovuta, quindi, ad una espansione monetaria artificiale la quale ha alimentato un'esuberanza all'interno dei vari paesi della zona euro. Il denaro non ha trovato distribuzione uniforme tra i paesi dell'Europa, ma ha avuto un impatto sproporzionato sui paesi periferici (Spagna, Portogallo, Irlanda e Grecia) i cui aggregati monetari sono cresciuti ad un ritmo molto più rapido rispetto a Francia e Germania (almeno 3-4 volte tanto). Ciò ha alimentato attività distruttrici di ricchezza (o bolle) le quali hanno costretto ad un intervento positivo il governo dei vari paesi PIIGS: al debito privato è subentrato quello pubblico, cercando di controbilanciare l'effetto negativo a seguito dello scoppio delle suddette bolle. Sono stati inaugurati i cosiddetti shovel ready project (tanto cari a Keynes) per far subentrare lo stato a gamba tesa nel mercato e congelare il ciclo economico, evitando che andasse ad intaccare quelle entità politicamente schermate (es. TBTF). Le banche commerciali e lo stato sono due zoppi che si tengono ad una stampella: i contribuenti.

Ciò che è accaduto, quindi, è che all'aumentare del deficit e del debito pubblico, si sono sottratte risorse reali dall'economia di mercato andando a creare un ambiente manipolato in cui il crowding out dello stato ha precluso una sana rotazione economica che avrebbe sostituito attività distruttrici di ricchezza e avrebbe redistribuito le risorse verso quelle entità che le avrebbero messe a disposizione dei desideri più urgenti degli attori di mercato. Il debito pubblico esiste, contrariamente a coloro che si stracciano le vesti per asserire il contrario, ed è responsabile per la crisi in cui langue l'Italia. E' da irresponsabili sminuire il fatto che il debito pubblico sia passato da €1.671 miliardi nel 2008 a €2.174 miliardi di oggi utilizzando trucchetti statistici come il deflatore del PIL.



IL MERCATO SCAMBIA INFORMAZIONI, NON NUMERI

In questo modo si pensa che, attraverso l'uso di formule e modelli matematici, è possibile inquadrare la situazione nella sua accezione generale e comprendere come proseguire nell'azione di reindirizzamento dei mercati. Ma se falliscono questi modelli? Di chi è la colpa? La presunzione di alcuni economisti è tale da attribuire il fallimento al mercato stesso. In questo modo si può affermare che le condizioni di efficienza Parietana siano desiderabili e che sia necessario ristabilirle tramite l’intervento pubblico. Ma davvero l’efficienza è una situazione controllabile? Se, per esempio, ho bisogno di un determinato bene io valuto (secondo le mie preferenze) tutte le caratteristiche che dispone. Ognuno di noi dispone di un set di valori in base al quale categorizziamo l'utilità degli oggetti osservati. L’efficienza è una misura definibile soltanto riguardo alla soggettività. Non può esistere metodo per valutare l’efficienza di una qualunque scelta che valga per tutti.

Ma senza la ricerca del profitto come fa un'azienda a raggiungere l'efficienza, la soddisfazione dei consumatori? Il fatto che esistano dei profitti in un dato settore è un segnale che dice agli imprenditori che conviene entrare in quel particolare segmento di mercato. Il profitto è un segnale che invoglia a spostare le risorse degli imprenditori da settori con rendimenti bassi a settori con rendimenti alti. Se non esistesse il profitto, le scelte imprenditoriali non potrebbero essere mai compiute razionalmente, perché agli imprenditori mancherebbe il dato conoscitivo fondamentale. Ma la teoria del fallimento del mercato presuppone un equilibrio statico a cui agognare per livellare in qualche modo gli errori insiti nel mercato stesso. Presuppone un mercato è composto da individui che conoscono tutto: tutte le tecniche produttive, i prezzi dei fattori, mentre i consumatori hanno informazioni perfette su prezzi e caratteristiche dei prodotti. Se l’informazione è meno che perfetta siamo in un caso di fallimento del mercato, che va corretto tramite l’azione pubblica. Si adottano modelli matematici che presumibilmente debbano orientare l'azione degli individui, ma se falliscono è colpa del mercato.

La realtà di tutti giorni, invece, suggerisce che l’informazione non è mai un asset completamente pubblico, e ognuno di noi è depositario esclusivo di qualche rilevante frammento di informazione. L’informazione asimmetrica, essa è importante dal punto di vista analitico ma non costituisce un presupposto sufficiente per affermare che rappresenti un caso di fallimento del mercato. L’attività di coordinamento dei mercati è una delle funzioni più importanti dell’imprenditorialità. Israel Kirzner ha definito l’imprenditorialità come "prontezza di riflessi", ovvero, la capacità di vigilare i mercati, con particolare attenzione alle nuove possibilità di scambio. Se l’informazione fosse distribuita perfettamente tra tutte le parti, invece, non ci sarebbe alcun incentivo a scambiare, perché tutti sarebbero dotati delle stesse preferenze. Lo scambio economico è anche uno scambio di informazioni. Se non fossimo dotati di informazioni differenti sulle varie opzioni che derivano dalle scelte, non esisterebbe scambio. Torniamo per un attimo al 2007. Gli individui sono esseri fondamentalmente razionali. Gestiscono budget mensili. Stimano di quanto hanno bisogno per affrontare il mese, poi si assicurano di non finire in rosso. Pensare che le persone non agiscano in questo modo, nel complesso, significa crederle sciocche. Non lo sono. Prendono decisioni razionali calcolando le variabili, non fanno cose autodistruttive (almeno in tendenza). Non sono drogate dal debito. Ragionano in base a cosa significa indebitarsi, e ottengono i loro scopi provando a mescolare informazione (oggettiva) e conoscenza (soggettiva).

Secondo il National Bureau of Economic Research, la recessione è iniziata a fine dicembre 2007. Gli individui si adattano in base al panorama economico. Le famiglie sapevano quello che gli economisti non-Austriaci non sapevano nel quarto trimestre del 2007: una recessione era imminente. Era tempo di tagliare il debito in modo da ridurne il carico da ripagare. Le famiglie hanno intrapreso un'azione difensiva prima delle corporazioni.




Sono stupide? No. Si fidano troppo? Si. L'hanno capito troppo tardi? Sì. Cosa hanno appreso? Che le banche centrali non sono loro amiche.





COS'E' CAMBIATO IN EUROPA?

Credo che ora si possa rispondere a questa domanda senza timore di poter influenzare la mente del lettore. Fondamentalmente niente. Si sta agendo testardamente come nel periodo pre-crisi 2010, sfruttando l'unica cosa che la pianificazione sa fare meglio: espandersi. Questo vuol dire più tasse. Questo vuol dire più ingerenza. Questo vuol dire più della stessa cosa. La Francia e l'Italia continuano a sbraitare per aumentare il loro deficit. Perché? Perché credono nel credo keynesiano: se i deficit finora non hanno aiutato a superare la recessione, allora deficit più grandi compiranno questo miracolo. La BCE viene invitata a seguire le stesse linee, sebbene dovrà presto implementare un QE riguardante anche il debito sovrano dei vari stati europei. Abbiamo visto come l panico di qualche settimana fa gli investitori si siano protetti scaricando pattume obbligazionario statale e comprando dollari USA. La minaccia di un tapering ha messo pressione alla gozzoviglia di credito facile di cui hanno goduto questi personaggi (Es. hedge fund, banche commerciali, fondi pensione, ecc.).

Finora è stata la FED che ha permesso all'Europa di rimanere a galla. Il carry trade instaurato tra il denaro quasi gratis che ricevono coloro nelle cui mani finisce per prima, e l'abbassamento di quei rendimenti in cui è finito tale denaro, rappresenta un meccanismo artificiale che continua a sopravvivere sulle spalle di un bacino dei risparmi reali in continua regressione. Infatti, il canale del credito utilizzato dalle banche centrali finora è rotto.




Le imprese e le famiglie devono continuare a sgonfiare i loro bilanci gravati da debiti pregressi, mentre le banche commerciali sono consapevoli del rischio che correrebbero a prestare fondi a loro pari. Il rischio di insolvenza è falsato da segnali di mercato drogati dai pianificatori centrali. Il deleveraging che finora la popolazione europea ha dovuto sciropparsi è stato invalidato dal supporto di investimenti improduttivi: settore statale e settore bancario commerciale. Gli ultimi stress test hanno di nuovo messo in evidenza tale realtà. Il gennaio scorso mettevo in guardia di come MPS, ad esempio, non fosse nient'altro che un'attività decotta in continua necessità di denaro per sopravvivere: http://thefielder.net/13/01/2014/monte-dei-paschi-e-al-capolinea/

Nonostante ciò il comparto bancario commerciale crede di poter continuare a poter tenere aperti i battenti. Nonostante ciò l'apparato statale crede di poter continuare a tenere aperti i battenti. Ovvero, finché potrà andare avanti la barca, andrà avanti. Finché il barattolo potrà essere calciato verrà calciato. Ma con tutte le falle che si ritrova, dubito che possa durare per molto; e l'ultima legge di stabilità italiana ne è la prova. Voglio dire: tagli di spesa inesistenti, TFR in busta paga così da essere tassato, aumento accise sulla benzina, aumento dell'IVA, frottole sulle agevolazioni per neo-assunti (se le imprese continuano ad essere vessate burocraticamente e fiscalmente, perché assumere in primo luogo?), tassazione rendite (e con questo si parla di fondi pensione che vedono aumentarla dall'11.5% al 20% del risultato annuale di gestione), ecc.

L'unica nota positiva è il taglio dell'IRAP sul costo del lavoro, ma suona più come un beffa in mezzo a questa valle di spine. Ma non ci dovremmo sorprendere di disegni di legge simili. Sono il frutto degli anni in cui si pensava spensieratamente a voler vivere senza curarsi del futuro. Si è deciso di voler prendere in prestito dal futuro sempre più fondi, ed ora abbiamo per le mani il risultato: la progressiva disintegrazione del tessuto sociale e produttivo. Stiamo scoprendo sulla nostra pelle quanto sia vero quello che diceva Milton Friedman anni fa: non esistono pasti gratis. Tutto quello che si pensava fosse un diritto, tutto quello che si pensava fosse una elargizione sacrosante da parte dello stato, tutto quello che si è fatto per sostenere l'insostenibile, ora chiede il pedaggio. La Grecia non ha più futuro da cui prendere in prestito. La Spagna non ha più futuro da cui prendere in prestito. Il Portogallo non ha più futuro da cui prendere in prestito. Quando anche la Francia non avrà più futuro da cui prendere in prestito, potremmo suonare le campane a morto dell'Eurozona. Per il momento la Germania e gli altri paesi del nord Europa forniscono le garanzie, ma non durerà per sempre. Per ogni scelta, c'è sempre un prezzo da pagare.


giovedì 30 ottobre 2014

“Piena fiducia e credito” e altre illusioni





di Gary North


Circa la metà di tutti gli americani riceve sussidi governativi di un tipo o di un altro.

Secondo alcuni conservatori ciò rappresenterà la fine della Repubblica americana, la campana a morto della resistenza al welfare state. Non sarà così. E' esattamente il contrario: il segno dell'alta marea del welfare state americano. Perché? Perché gli elettori americani tempo fa hanno tracciato una linea nella sabbia su quanta tassazione sono disposti a tollerare. L'unico modo in cui il governo federale può mantenere il suo attuale livello di spesa, è attraverso l'indebitamento. Quando i finanziatori finalmente chiuderanno i loro portafogli per la vecchia bacucca più spendacciona al mondo -- il governo degli Stati Uniti -- l'esperimento della massiccia redistribuzione della ricchezza attraverso il governo si concluderà in un Grande Default.



PIENA FIDUCIA E CREDITO

La vecchia bacucca ha una frase preferita: "La piena fiducia e credito degli Stati Uniti." Questo significa una cosa precisa: la capacità del governo di estrarre ricchezza con la forza dai residenti negli Stati Uniti. Perché milioni di persone credono in questa frase e aprono i loro portafogli a questo debitore chiaramente fuori controllo? Perché i suoi difensori -- keynesiani, monetaristi, supply-siders -- affermano che non potrà mai ripagare i suoi debiti, né sarà mai forzata a farlo?

A parte gli economisti della Scuola Austriaca, quale scuola accademica ha chiesto un ritorno al 1836 -- il primo e l'ultimo anno in cui il governo degli Stati Uniti non doveva niente a nessuno?

Il governo degli Stati Uniti non può estrarre molta ricchezza supplementare dagli americani. Solo se diventano più ricchi, Washington può diventare più dissoluto. Ecco la grande ironia: è sempre andata così. Il presupposto che Washington possa estrarre ricchezza secondo la propria volontà, è una delle tante illusioni di economisti accademici e membri del Congresso. Questa ipotesi è stata da tempo confutata da varie prove storiche. La politica del debito federale punta ad un tetto permanente su quanto gli elettori sono disposti sborsare in tasse aggiuntive. Gli elettori sono indifferenti a quanto spende Washington. Si rifiutano semplicemente di pagare al posto suo.

Ormai dovrebbe essere chiaro che gli americani non tollereranno tasse federali superiori al 20% circa del PIL. Questo è stato vero fin dalla fine della seconda guerra mondiale. Anche con il livello di tassazione più elevato, nel 1944, il tasso non superò il 21%.


http://www.usgovernmentrevenue.com/revenue_history


Mettiamola in un altro modo: il governo non può avere accesso all'80% del PIL attraverso la tassazione diretta. Questa è la cosa più vicina ad una legge politica infrangibile.

Lo stato e la fiscalità locale non possono estrarre più del 13% della ricchezza dagli americani.


http://taxfoundation.org/article/short-history-government-taxing-and-spending-united-states


Conclusione: gli americani tratterranno i due terzi del PIL nei loro redditi. E' una cosa andata avanti per così tanto tempo che potremmo anche considerarla come una legge della politica.

Ora guardiamo le categorie di spesa del governo federale. Sono quasi tutte non discrezionali. In altre parole, sono bloccate.




La sorpresa nel breve periodo saranno i tassi di interesse. Il governo federale ha venduto un sacco di debito, e quando i tassi saliranno, perché saliranno quasi senza preavviso, il bilancio federale verrà seriamente intaccato. Non importa il debito che è dovuto direttamente al Federal Reserve System, perché ogni anno a gennaio la Federal Reserve restituisce retroattivamente la maggior parte del denaro al Tesoro. L'elefante nella stanza è il debito detenuto dal pubblico, il che significa dalle banche centrali estere; un rendimento del tasso di interesse al 6% creerebbe immediatamente una crisi di bilancio. Questa è spesa non discrezionale, ma può cambiare senza preavviso in un brevissimo periodo di tempo.

Le altre spese sono praticamente fissate in una percentuale del bilancio federale. Possono essere giostrate, ma non cambiano molto nel breve periodo.

Circa il 17% del deficit federale è soggetto a macchinazioni politiche: spesa discrezionale. Non è una grande percentuale. I politici passano tutto il loro tempo urlando, gridando e cercando di ottenere i voti per approvare nuovi programmi che dovranno essere finanziati da quel 17%.

L'era dei grandi programmi federali è finita.

L'unico modo in cui il governo federale può aumentare in modo significativo la sua spesa è attraverso ulteriore debito. Questo è quello che sta facendo. La popolazione non lo ostacola. La popolazione sa che non dovrà mai ripagare il debito, quindi perché gli elettori dovrebbero preoccuparsi di ostacolarlo? La popolazione, metà della quale ha il sussidio di disoccupazione, vuole mettere le mani sui soldi adesso, perché sono disponibili adesso. Potrebbero non essere disponibili domani. "Finché ci sono meglio prenderli" è l'atteggiamento della popolazione.



IL DEBITO FEDERALE DA' ASSUEFAZIONE

Il problema, naturalmente, è che il debito federale dà assuefazione. Il governo non può smettere di avere deficit giganteschi. Dal punto di vista politico, George W. Bush ha di recente impostato il modello, anche se il vero responsabile fu Ronald Reagan. Non importa chi l'ha fatto, la realtà è questa: il governo federale è dipendente dai deficit di bilancio. E' politicamente impossibile arrestare questo processo. L'abbiamo già testato. Siamo ben oltre il punto di non ritorno per azzerare il deficit federale, figuriamoci finire in eccedenza, cosa che sarebbe necessaria per estinguere il debito.

Praticamente tutti gli economisti e praticamente tutti i politici sono d'accordo su questo punto: non ci sarà mai un rimborso del debito federale. Non vi è alcun tentativo, e nessuna ideologia a sostegno, di ridurre il debito federale a zero in modo ordinato. In altre parole, dal punto di vista ideologico e da un punto di vista morale, abbiamo perso questa guerra molto tempo fa. Praticamente l'abbiamo persa nel 1837. Dal 1836 non abbiamo più avuto un governo federale senza debiti.

Se non siamo riusciti a vincere questa guerra sotto Martin Van Buren, che ha condiviso con Grover Cleveland il titolo di "presidente di un governo limitato", non ci riusciremo oggi.

Eppure sarà vinta. Non c'è ideologia a sostegno di una riduzione ordinata del debito federale. Questo garantisce una riduzione disordinata.



IL GRANDE DEFAULT

Il fatto che la metà della popolazione americana abbia il sussidio di disoccupazione è semplicemente una garanzia che ci sarà un Grande Default. I politici non possono scongiurare una cosa del genere. E' politicamente inarrestabile. Le passività fuori bilancio, cioè le passività non finanziate, non possono essere coperte. Sono nella gamma dei $200 bilioni. Pertanto, ci sarà un default. Ma questo non sarà la fine della Repubblica americana; sarà il suo restauro.

La bancarotta a livello federale non sarà la fine della Repubblica americana. Non vedo il motivo per cui sia difficile da comprendere. Sarà la base per un rinnovato decentramento, e quindi un ritorno a qualcosa di simile al mondo prima del New Deal. Se saremo in grado di convincere la popolazione a conoscere il Federal Reserve Act, ritorneremo allo stato della repubblica prima del 1913. Sarà il giorno della liberazione.

Le vittime ingenue che dipendono dai sussidi del governo federale soffriranno enormemente. Affronteranno una resa dei conti. La realtà fiscale cadrà su di loro come un macigno. Ma questa non sarà la fine della Repubblica americana. Sarà un annuncio sul conto bancario dell'impero americano: "Fondi insufficienti". Invece per coloro che hanno il sussidio di disoccupazione sarà: "Scusa tanto, Charlie."

Il governo federale non può approvare alcun nuovo piano di spesa importante. Non ha più un soldo, può solo prendere in prestito. Quando i tassi di interesse finalmente si invertiranno e risaliranno, i soldi in più che avrà il governo, presi in prestito dalla Federal Reserve, dovranno essere utilizzati per pagare gli interessi ai detentori di debito federale (a parte quello posseduto dalla Federal Reserve). Se ci sarà denaro extra nelle casse federali, non finirà in nuovi programmi federali. Andrà a persone che hanno prestato i soldi al governo. L'alternativa è un default palese. Ma questo poi porrà fine al grande inganno. Porrà fine alla diffusa fiducia nella frase ridicola e inverosimile "La piena fiducia e credito del governo degli Stati Uniti."



CONCLUSIONE

Ora siamo nella fase finale dell'illusione keynesiana. Stiamo spendendo come se non ci fosse un domani, ma questo ci condurrà alla bancarotta e non alla prosperità. Stiamo prendendo in prestito per ripagare il debito.

A livello nazionale, il governo federale ha firmato un mutuo "backward-walking". Rappresenta un mutuo in cui il proprietario della casa non riesce a pagare abbastanza al mese per ridurlo. Non riesce a stare al passo col capitale e con gli interessi. Quello che non riesce a pagare ogni mese viene aggiunto al capitale. Allo stesso modo il governo non sta ripagando il debito sulle sue passività non finanziate. Invece le sta ingigantendo, omettendo di ripagare l'importo dovuto: il capitale. Ad un certo punto chi ha sottoscritto un mutuo "backward-walking" verrà pignorato. Si scaverà una fossa da cui non avrà scampo. Ma dal momento che i creditori non possono pignorare il governo federale, resteranno con una pila di IOU in mano: "Piena fiducia e credito, scemi!"

Nessun gruppo ha creduto alla "piena fiducia e credito" con più impegno e adulazione degli economisti accademici. Hanno messo in gioco la loro reputazione e la loro influenza in base a questa frase. Individualmente e collettivamente, hanno scommesso la fattoria sui mutui "backward-walking" dell'Occidente, nazione dopo nazione. Hanno creduto in un mondo senza pignoramenti. C'hanno creduto anche i politici. C'hanno creduto anche gli elettori. Oltre alla "piena fiducia e credito", hanno adottato il suo inevitabile corollario politico: "Calciare il barattolo".

Keynes respinse le preoccupazioni circa l'inevitabile risultato statistico di un tale mutuo: il default. Ci scherzò su: "Nel lungo periodo siamo tutti morti." In un epitaffio davvero ingenuo, difese l'espressione "calciare il barattolo" trasformandola in "calciare il secchio".

Keynes aveva torto. Nel lungo periodo non siamo tutti morti, il keynesismo lo sarà invece. "Fondi insufficienti".


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://johnnycloaca.blogspot.it/


mercoledì 29 ottobre 2014

La morte del minarchismo





di Jeffrey Tucker


Per quanto incredibile che sia, la borghesia sembra rivoltarsi contro la polizia. Sulla scia di Ferguson, i sondaggi dicono che circa la metà di noi non si fida più di loro. Ovviamente i neri sono già avanti su questo argomento, essendo stati maltrattati dalla polizia per molti decenni. Ma a quanto pare anche i bianchi stanno recuperando, costruendo una sorta di consenso.

Non ho mai pensato che avrei visto questo giorno.

Perché è importante? Non si tratta solo di budget della polizia o la necessità di riforme. Non si tratta nemmeno di chi pagherà il prezzo politico. Lo status della polizia è legato alla percezione di valore conferito all'intero settore pubblico. La polizia è stata a lungo percepita come la funzione più essenziale e insostituibile dello stato. Questa percezione è ora messa in discussione dall'opinione pubblica, e a ciò si unisce un cambiamento nell'opinione intellettuale che si sta sviluppando da decenni.

Quello che c'è in gioco è il fondamento dell'ordine pubblico così come lo conosciamo. Se il governo non può fare la cosa giusta, se la polizia compie il contrario di quello che si prefigge di ottenere, se sta intaccando la nostra sicurezza piuttosto che raffozzarla, non solo abbiamo l'obbligo di lanciare una rivoluzione ideologica, ma un autentico punto di svolta nella storia della politica.

Il potere della polizia ha spinto e spinto per decenni: più potere, più personale, più armi. Anche se l'opinione pubblica si è rivoltata contro tanti altri "servizi" offerti dallo stato, non vi è stato alcun passo indietro per quanto riguarda la polizia. I politici non ottengono la carica pubblica promettendo di limitare il potere di polizia; il suo aumento ha tradizionalmente portato applausi. Dov'è il limite? Nessuno l'ha ancora scoperto.

Se questo cambia, i risultati potrebbero essere epici.

Facciamo un passo indietro e poniamoci una domanda fondamentale: perché è necessario lo stato? Perché dobbiamo pagare tutte queste tasse? Perché dobbiamo sempre rivolgerci al suo potere? Perché dobbiamo adorare i suoi leader e rendere omaggio a coloro che muoiono per questo apparato e crescere i nostri figli affinché adorino la sua storia e le sue opere? Qual è il punto di questo gigantesco aggeggio che vive in mezzo a noi e a nostre spese?

Queste domande sono al centro della filosofia della politica, dell'economia e dell'ordine sociale. Il modo in cui si risponde a queste domande, determina il tipo di mondo in cui vorremmo vivere.

Molte persone vorrebbero che lo stato facesse quello che passa loro in mente: dovrebbe proteggere l'ambiente, provvedere al reddito in età avanzata, andare in guerra contro i cattivi, fermare la discriminazione, aiutare il consumatore, regolare i mercati finanziari, migliorare l'ambiente morale. Lo stato è già impegnato in tutte queste cose e c'è un collegio elettorale per ognuna di loro.

Ma sapete cosa? Dobbiamo distinguere tra funzioni essenziali e non dello stato. Quelli elencati qui sopra sono lussi, non cose essenziali. Le radici dello stato moderno che risalgono all'epoca dei Lumi — XVIII secolo — postulano che la funzione dello stato sia quella di garantire la sicurezza della persona e della sua proprietà. La sintesi più famosa di questo punto di vista ci arriva da Thomas Jefferson attraverso John Locke: "Per proteggere questi diritti, gli Uomini hanno istitutito i Governi, derivando i loro giusti poteri dal consenso dei governati."

Questo è tutto. Questo è il fondamento. Dovrebbe essere un "guardiano notturno" e questa dovrebbe essere la ragione della sua esistenza.

Se si guarda alla politica con attenzione, è possibile constatare che i leader politici ricorrono a questa sensibilità "minarchista" ogni volta che vogliono aumentare il proprio potere. Possono sempre contare sul fatto che le persone sono convinte di mettere la loro vita nelle mani di chi la proteggerà dal male. Questa convinzione è stata così radicata nella mente occidentale, che raramente qualcuno si interroga sui limiti di un tale potere.

Questo è il motivo per cui il 9/11 è stato un vantaggio per il governo federale. Sembrava dimostrare che avessimo un problema serio con la sicurezza e che quindi il governo fosse ancora necessario ed essenziale per la salvaguardia della nostra vita.

I commenti dopo quell'evento attaccarono direttamente il libertarismo per essere duro con lo stato. I crimini del 9/11 sono stati utilizzati per rimarcare come il potere di polizia dello stato non può essere imposto con altri mezzi, ma solo tramite l'apparato coercitivo del settore pubblico.

E' una questione seria. Perché la sicurezza non può essere fornita nello stesso modo in cui vengono fornite alla società le scarpe, i software e le bibite? Perché il mercato non dovrebbe essere il fornitore migliore e più efficiente per quanto riguarda la nostra sicurezza?

Ci sono un sacco di motivazioni, ma tutte sembrano perire quando si parla di sicurezza; essa, a quanto pare, deve essere fornita dal settore pubblico, perché lo stato può fare cose che invece il settore privato non può fare. Questa è la ragione per cui dobbiamo sacrificare la nostra libertà e la nostra proprietà. E' una necessità filosofica e tecnologica.

Se si guarda indietro agli ultimi 300 anni prima della metà del XX secolo, troviamo solo una manciata di pensatori che credevano che la sicurezza potesse essere esternalizzata dall'autorità pubblica agli imprenditori privati. Uno di loro era Gustave de Molinari, radicale francese del XIX secolo che colse il punto centrale: ci fidiamo del mercato per la maggior parte delle cose essenziali nella nostra vita, quindi perché non fidarci anche per la cosa più essenziale di tutte? Se il mercato ha dei meccanismi che lo rendono superiore allo stato, cosa c'è di così magico nella sicurezza che la rende tutta questa grande eccezione?

Ma anche tra i sostenitori francesi del laissez-faire era solo. Il resto della scuola liberale classica era unita: lo stato dovrebbe essere rigorosamente limitato, ma deve fornire quei servizi legati alla sicurezza. Aprendo a questa eccezione, e nonostante la loro genuina convinzione che la società potesse funzionare senza imposizioni dall'alto, i vecchi liberali fornirono involontariamente ai teppisti e ai despoti ciò che stavano cercando: un tema controverso che separava il desiderio di libertà dalla gestione della cosa pubblica.

Pensate alla politica nella vostra comunità locale nel corso degli ultimi venti anni. Ogni volta che il governo locale ha bisogno di raccogliere fondi, quale scusa viene avanzata? Rimpinguare le forze di polizia per fermare il crimine. L'istruzione è la scusa di riserva, ma solo la sicurezza può sempre contare sul sostegno della maggioranza. La persona media potrebbe non credere di essere prigioniera di Locke e Jefferson, i grandi profeti del minarchismo, invece è così. Le persone sono state disposte a mettere mano al portafoglio ogni qual volta c'era di mezzo la sicurezza.

Ma qualcosa è cambiato. Il governo federale ha spalato miliardi in finanziamenti e armi per la polizia locale. E' diventata una forza completamente militarizzata. Invece di aiutarci e di garantire i nostri diritti, ci minaccia e ce li porta via. Nessuno è felice di vedere le luci blu nello specchietto retrovisore. L'era del poliziotto-cittadino, l'estensione di ciò che siamo e ciò che desideriamo dal servizio pubblico, è finita.

Ora abbiamo smartphone e Youtube. Chiunque può spiare i poliziotti e inchiodarli alle loro responsabilità. Stiamo gradualmente scoprendo la grande verità. E' irrilevante se l'abuso di potere della polizia su questa scala è nuovo o se stiamo scoprendo solo ora quello che è sempre stato vero, ci sarà un punto di svolta. Una volta che la nebbia si dissipa e vediamo la realtà per quello che è, non possiamo più tornare indietro.

La sicurezza non è la funzione più essenziale dello stato; è la più pericolosa, proprio quello che non dovremmo mai concedere per non perdere la nostra libertà. Il guardiano notturno è la più grande minaccia che abbiamo di fronte, perché esso impugna la pistola e può premere il grilletto semmai dovessimo decidere di fuggire.

Permettere alle forze di polizia di essere l'eccezione ad un ordine sociale volontario, è come permettere ad una cellula tumorale di invadere liberamente il corpo di una persona. Una volta che lo invade, non può essere contenuta. Deve essere uccisa affinché la persona possa sopravvivere.

Questo è il motivo per cui lo scetticismo, o anche un'opposizione, nei confronti della polizia è molto importante. Nel caso in cui si diffondesse il dubbio, il terreno sotto i nostri piedi si sgretolerà. Se svanisce la convinzione che lo stato non può nemmeno svolgere le sue funzioni più "essenziali" a nostro beneficio, anche il resto dei servizi che fornisce verrà messo in discussione.

Viviamo in tempi di disincanto radicale nei confronti dello stato. Il suo stato sociale, la sua guerra alla droga, le sue istituzioni educative, le sue infrastrutture energetiche e di trasporto, la sua politica monetaria, le sue guerre e le normative, i suoi tribunali e le carceri — nessuna di queste cose mantiene le proprie promesse. I costi superano i benefici. E ora anche la polizia rappresenta un salasso per il contribuente, se non addirittura una minaccia? Credo proprio di sì.

Se qualcuno pensa che questo non rappresenti un cambio di paradigma, lui o lei non sta prestando attenzione. Una volta che le persone si renderanno conto che quelli di cui ci siamo fidati affinché ci proteggessero sono in realtà la più grande minaccia che abbiamo di fronte, la teoria e l'era del minarchismo arriverà alla fine.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://johnnycloaca.blogspot.it/


martedì 28 ottobre 2014

Murray Rothbard, 1; Jim Willie, 0





di Gary North


Un anno fa Jim Willie ha commesso un grosso errore. Ha dato dell'imbecille a Murray Rothbard.

Non ha menzionato Rothbard per nome. Era troppo intelligente per farlo. Ha semplicemente respinto la descrizione di Rothbard su come funziona il Federal Reserve System. Jim Willie credeva di saperlo meglio.

L'ho avvertito del suo errore, ma mi ha ignorato. Mi ha liquidato come un imbecille. Un sacco di persone l'hanno fatto, ma non è mai saggio dare dell'imbecille a Murray Rothbard.

Chi è Jim Willie? E' uno statistico. Ha un dottorato di ricerca ed è un gold bug. Pubblica una bollettino informativo chiamato The Golden Jackass.

Ecco come è cominciato tutto questo.



"IL CROLLO IMMINENTE DEL MERCATO DEI T-BOND!!!!"

Il 25 settembre 2013 ha rilasciato un annuncio sorprendente.

Il default del mercato obbligazionario americano è in corso, evento che fa parte del rifiuto globale di usare il dollaro USA. Naturalmente i residenti all'interno della cupola degli Stati Uniti non se ne stanno accorgendo, dal momento che lo percepiscono solo come valuta locale.

Ha detto di avere accesso a quelle che potremmo definire informazioni privilegiate.

Di recente mi è stato spiegato un fatto da un punto di vista insolito; la fonte è affidabile poiché ha un amico banchiere. Il mercato obbligazionario si è trasformato in un'arena di Flash Trading all'interno del consorzio bancario affinché i prezzi delle obbligazioni rimangano costanti. Questo è uno sviluppo esplosivo, indicativo di prezzi delle obbligazioni sovrane insostenibilmente alti e tenuti così da vendite interne alle stesse banche della Federal Reserve.

E' un fenomeno quando si tratta di sottolineature, grassetto, corsivo, punti esclamativi e lettere maiuscole.

Poi ha continuato.

Due settimane fa ho ricevuto una nota straordinaria da un collega fidato. Potrebbe essere importante in modi ancora sconosciuti. Il mercato obbligazioni americano è rotto, e il dollaro USA non può essere difeso. La nota recita: "Sabato ho parlato con un vecchio amico che ora lavora come Executive Officer presso la Regulatory Division della Federal Reserve di Dallas. L'essenza della conversazione era questa: giovedì pomeriggio [5 settembre] c'è stata una teleconferenza tra tutte le banche Federal Reserve regionali. L'oggetto di questa teleconferenza di emergenza erano i Rendimenti dei T-bond USA. In questo incontro si è discusso anche del basso capitale della Federal Reserve, e di come non potevano più permettersi di difendere il dollaro USA. A tutte le banche Federal Reserve regionali è stato ordinato di scaricare il maggior numero di titoli di stato americani e titoli coperti da ipoteca, anche se avessero dovuto venderli in perdita, in modo da fornire liquidità immediata anche a scapito del capitale! Alla fine venerdì sera è stata venduta una tranche di T-bond al di sopra dei prezzi di mercato a diverse banche commerciali facenti riferimento alla Federal Reserve, proprio per ridurne i rendimenti! È possibile visualizzare questa vendita sul grafico del decennale americano." Grandi notizie! Panico! Arena obbligazionaria insostenibile! Il Flash Trading ha colpito le obbligazioni statali!

Questo è quella che il Dr. Willie definirebbe Grande Notizia!!!

Ma si era appena riscaldato.

Più importante, ABBIAMO APPENA ASSISTITO ALL'INIZIO DI UN FLASH TRADING SUI BOND AMERICANI!! Verrà lanciato un grande programma di vendita per sostenerne disperatamente il prezzo, proprio come con le azioni NYSE ed il Trading attraverso gli Algoritmi.

Il 27 settembre, ho risposto a questo articolo. L'ho postato sul mio sito scrivendo quanto segue.

Raramente ho visto qualcosa di così ovviamente sbagliato. Vede il mercato obbligazionario completamente al rovescio. L'errore è totale. Considerate questo.

A tutte le banche Federal Reserve regionali è stato ordinato di scaricare tutti i bond del tesoro americano e tutti i titoli coperti da ipoteca che potevano scaricare, anche se li avessero venduti in perdita, in modo da fornire liquidità immediata anche a scapito del capitale!

Quando una banca centrale vende un qualunque asset nel suo bilancio, riduce la liquidità. Il denaro digitale utilizzato dall'acquirente per acquistare l'asset viene tolto dall'economia. La vendita dell'asset restringe il suo bilancio. Willie qui sta parlando di banche regionali Federal Reserve. Questa è la base della piramide rovesciata degli attivi bancari.

La vendita di asset da parte di una banca Federal Reserve ha un effetto  deflazionistico. Chiunque abbia letto il materiale più elementare su come funziona il settore bancario centrale dovrebbe saperlo.



COSA DISSE ROTHBARD?

A questo punto, ho deciso di giocare il mio asso nella manica: Murray Rothbard. Ho continuato:

Un articolo di Murray Rothbard descrive il processo in dettaglio. E conclude:

Se la FED acquista un qualsiasi asset, quindi, aumenterà immediatamente l'offerta di moneta della nazione; e, in poche settimane, aumenterà del multiplo che le banche sono autorizzate a piramidare in cima alle loro nuove riserve. Se vende un qualsiasi asset (in genere titoli di stato USA), si avrà l'effetto inverso. In un primo momento l'offerta di moneta della nazione diminuirà di quel perciso importo costituito dalla vendita di obbligazioni; e in poche settimane diminuirà di un certo multiplo, diciamo dieci volte suddetto importo.

Di solito, nei circoli gold bug, è sufficiente citare Rothbard. Ma ho voluto assicurarmi che fosse chiaro cosa stessi citando. Così, ho continuato.

Se vendete un asset, questa azione tende a ridurre il suo prezzo: maggiore offerta, stessa domanda ===> prezzo ridotto (per convincere qualcuno a comprare). Questo è l'ABC dell'economia. Con i bond minore è il prezzo, maggiore è il rendimento. Sono relazioni inverse. Ecco un riassunto da Investopedia, un sito convenzionale sugli investimenti di base.

Il rapporto tra rendimento/prezzo può essere riassunto come segue: quando il prezzo sale, il rendimento scende e viceversa. Tecnicamente, si direbbe che il prezzo dell'obbligazione e la sua resa sono inversamente proporzionali.

Quindi la vendita di bond da parte delle banche Federal Reserve ne farebbe salire il rendimento. Ma non secondo l'economia di Jim Willie.

Venerdì scorso una tranche di buoni del Tesoro è stata venduta al di sopra dei prezzi di mercato a diverse banche Federal Reserve per ridurne la resa!

In primo luogo, perché le banche FED regionali dovrebbero pagare alla FED un prezzo superiore al mercato? Questa significa "comprare ai massimi". Merita una spiegazione. Non ne offre nessuna.

In secondo luogo, l'effetto di tale vendita potrebbe ridurre la base monetaria, che è una politica deflazionistica. Che autorità possiedono questi banchieri delle FED regionali che li autorizzava a contrastare la politica QE3 del FOMC? Quando hanno ricevuto questa autorità?

Poi ho tratto una conclusione.

In breve, Jim Willie non sa di che cosa sta parlando. Ha capito alla rovescia l'economia del mercato obbligazionario. Ha letteralmente capito alla rovescia l'economia della Federal Reserve: le banche FED regionali gestiscono la politica monetaria nazionale. Poi aggiunge punti esclamativi per provare tutto ciò. [...]

Usa la sua comprensione del tutto imprecisa del mercato obbligazionario, più alcune informazioni altamente improbabili, per trarre questa conclusione:

Infatti il QEternità sarà espanso, e nei prossimi mesi assisteremo all'acquisto del doppio del volume dei bond del Tesoro. Le nazioni straniere si diversificheranno dalle loro obbligazioni del Tesoro americano tenute in riserva e le società straniere le scaricheranno a titolo definitivo, in quello che sarà il più grande voto di sfiducia verso i banchieri USA-UK nella storia moderna. La FED deve assorbire l'offerta. Le alternative sono veramente orrende.

Allora ho fatto anch'io una previsione altamente specifica: "La mia previsione: nei prossimi 12 mesi non accadrà niente di tutto questo."

I 12 mesi sono ormai trascorsi. C'è stata una crisi nel mercato dei decennali americani? No. C'era un qualche segno di una tale crisi un anno fa? No.

Date un'occhiata al grafico dei tassi dei T-bond. Si sono spostati in su di un punto percentuale negli ultimi 12 mesi, ma sono ancora il 50% di quello che erano nel 2007. Eppure il panico non è arrivato nel giugno 2007. Tutti i mercati erano in piena espansione. Chiunque abbia comprato T-bond quel mese è seduto su un lauto profitto. Il valore di mercato delle obbligazioni si muove in modo inverso rispetto al tasso di interesse (rendimento).




Gli eventi previsti da (1) "una fonte affidabile", che aveva (2) "un amico banchiere", che (3) aveva inviato una nota ad un "collega fidato" non hanno mai avuto luogo. Non potevano aver avuto luogo, dato il controllo del FOMC sulla base monetaria. L'intero scenario è pura fantasia. Il grassetto, le sottolineature e i punti esclamativi non lo rendono meno fantasioso.

Contrariamente a Jim Willie, il mercato dei T-Bond è vivo e vegeto.



JIM WILLIE RISPONDE

Jim Willie ha pubblicato un feroce attacco su di me il 3 ottobre del 2013.

Una confutazione è necessaria. L'intera discussione analitica, la difesa dei punti di vista, l'esposizione dei mercati corrotti e l'intrigante psicologia umana per quanto riguarda le previsioni, sono tutte cose dimostrate. Per molte persone rappresentano spunti di riflessione interessanti. Per altri potrebbero essere divertenti. Per pochi potrebbero essere di cattivo gusto. Gary North sembra proprio un apologeta finanziario tradizionale, piuttosto che un avvocato della moneta sonante. I suoi giorni presso il Lew Rockwell Institute sono finiti. Sembra un uomo confuso con una comprensione limitata sia del sistema finanziario sia dell'evoluzione del mercato, e nonostante ciò ha avanzato una critica superficiale alla mia recente prospettiva sul mercato obbligazionario americano. Data la sua capacità analitica estremamente insignificante e la visione fioca, entrambe appesantite da una spiccata cecità percettiva, da qui in poi mi riferirò a lui come Signor Sottosopra. Niente di personale, ma è difficile rispettare attacchi incredibilmente poco profondi senza riconoscere l'avverazione delle mie previsioni passate. Sottosopra è sicuramente un brav'uomo, è semplicemente un cattivo analista. Il suo saggio recente riguardo il Flash Trading e il Tesoro americano, era un assalto vergognoso senza capo né coda. Era un articolo estremamente insignificante. Il trading ad alta frequenza, noto anche come Flash Trading, non è non il tipico capitale a rischio ma si tratta di un palese controllo dei prezzi che produce un falso aumento dei prezzi degli asset. Golden Jackass possiede una lunga storia come team builder. Il signor Sottosopra non è in nessun team, non è più nel team di Rockwell. Ha scelto di andare per conto proprio. Lasciate che questo articolo funga da confutazione e che getti un po' più di luce sul falso mercato obbligazionario americano, che rappresenta la più grande bolla speculativa della storia umana, non solo della storia moderna. Supera la bolla immobiliare e dei mutui che si è formata un decennio fa, se non per volume ma per portata, in quanto è cucita in tutto il sistema bancario globale.

Nella sua confutazione non ha affatto postato un link al mio articolo. Non mi ha affatto citato direttamente. Così nessuno dei suoi lettori ha potuto rintracciare il mio articolo.

Ho risposto lo stesso giorno. Potete leggere la mia risposta qui: http://www.garynorth.com/public/11623.cfm

Poi ha alzato la posta. Ha fatto queste previsioni.

     A. Caduta della Casa di Saud, fine del regime saudita (sta succedendo)
     B. Morte del Petro-Dollaro, esercito statunitense dispiegato nel Golfo Persico (sta succedendo)
     C. Vendita globale di obbligazioni americane, rispedite al mittente (sta succedendo)
     D. Tre grandi banche a rischio fallimento: Barclays, Citigroup, Deutsche Bank (sta succedendo)
     E. Divisione del dollaro americano in una versione interna ed estera
     F. Il piano di acquisto di bond della FED (QE) raddoppierà di volume, e niente tapering
     G. Arrivo di Gold Trade Settlement con intermediari, inizio in Oriente
     H. Metamorfosi della banca dei BRICS in una Gold Trade Central Bank
     I. L'inflazione dei prezzi impatta l'economia statunitense a seguito di un rifiuto del dollaro


Niente di tutto questo è accaduto.

Niente di tutto questo sta accadendo.

Questa è la lista di predizioni più sgangherata che abbia mai visto. C'è qualcosa di maestoso a riguardo.

Ha un dono: il tocco di Mida al contrario.



CONCLUSIONE

Permettetemi di ribadire quello che ho scritto un anno fa, esattamente come l'ho scritto. Jim Willie non sa di cosa sta parlando.

Ecco una regola empirica: è ​​possibile ignorare qualsiasi gold bug che sminuisce Murray Rothbard definendolo un ignorante per quanto riguarda la Federal Reserve.

Il Dr. Willie ha avuto l'opportunità di ravvedersi. Invece, come ho intitolato la mia confutazione, "Jim Willie scava una buca più profonda."

Il mio suggerimento: quando vi trovate in una buca, smettete di scavare.

Chiunque può fare una brutta previsione. Ma quando la si fa, basandola sulla premessa che Murray Rothbard non abbia capito il Federal Reserve System, ci si espone ad un rischio molto elevato di fare la figura dello sciocco quando la previsione non si materializzerà.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://johnnycloaca.blogspot.it/


lunedì 27 ottobre 2014

La cittadella dell'establishment — il Council on Foreign Relations — spaccia la favoletta del denaro lanciato dagli elicotteri

I media mainstream continuano a raccontare la favoletta della ripresa globale, trainata presumibilmente dagli Stati Uniti, tra le altre cose, e non si accorgono di varie anomalie presenti in questo folle mercato. Una su tutte è il trend del prezzo dell'oro, che dal settembre di due anni fa è totalmente sconnesso dalle sconsideratezze dei pianificatori centrali americani. Potreste pensare che le banche centrali vogliano disfarsi di questa "reliquia barbarica", e invece negli ultimi 12 anni è successo tutto il contrario. E infine, la colossale bolla delle obbligazioni statali alimentata dalle banche centrali e da tutti quegli istituti finanziari (ad es. hedge fund, fondi pensione, banche commerciali) che hanno goduto della generosità monetaria dei pianificatori centrali monetari. Ora aspettiamo il 30 novembre: il referendum svizzero sull'oro. In sé e per sé non rappresenterà un modo per tornare al gold standard, bensì un modo per vendicarsi dei tanti torti subiti da parte degli americani (uno su tutti l'aver dovuto svelare il segreto bancario sui conti di soggetti americani). Forse non succederà niente di eccezionalmente eclatante, ma tutti i cambiamenti avvengono al margine e questo evento può contribuire "involontariamente" a mettere l'ennesimo chiodo nella bara del denaro fiat; non l'ultimo ovviamente, però...
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di David Stockman


Gente, correte al riparo. C'è una folle mania finanziaria che si sta sviluppando nell'esuberanza irrazionale del mercato azionario, ma, in realtà, le favole che alimentano l'attuale bolla finanziaria non hanno un lieto fine. Vale a dire, uno "sgancio di denaro dagli elicotteri" su Main Street.

Giusto. La sconnessione celebrale keynesiana ha infettato così profondamente Wall Street/Washington che la vecchia signora dell'establishment, il Council on Foreign Relations, ha prestato le pagine della sua prestigiosa rivista, Foreign Affairs, alla seguente mondezza intellettuale:

È passato abbastanza tempo affinché i politici americani — così come le loro controparti in altri paesi sviluppati — prendano in considerazione la metafora di Friedman dello sgancio di denaro dagli elicotteri [...]. Piuttosto che cercare di stimolare la spesa del settore privato attraverso acquisti di asset o cambiamenti dei tassi di interesse, le banche centrali, come la FED, dovrebbero consegnare i contanti direttamente ai consumatori. Questa politica consentirebbe alle banche centrali di consegnare una certa quantità di denaro nelle mani delle famiglie. Il governo potrebbe distribuire denaro equamente a tutte le famiglie o, meglio ancora, focalizzarsi sull'80% più basso dello strato sociale in termini di reddito. Rivolgersi a coloro che guadagnano meno, avrebbe due vantaggi principali. Per prima cosa, le famiglie a basso reddito sono più inclini a consumare, in modo che si possa dare maggiore impulso alla spesa. E poi, la politica dovrebbe compensare le crescenti disuguaglianze di reddito.

Effettivamente sono andato a controllare, e, no, il braccio editoriale del Council on Foreign Relations non è stato violato dagli scrittori di The Onion. Questa follia monetaria è vera!

Peggio ancora, queste chiacchiere da immaturi si basano su un presunto ragionamento economico e su presunti cambiamenti strutturali nelle economie moderne, i quali spingono le persone di tutto il mondo a non consumare ed a risparmiare. Da qui la necessità di lasciar cadere soldi dal cielo in modo che i cittadini spendano un pomeriggio a settimana a raccoglierli ed i restanti giorni a perdersi in un'orgia di consumi.

Beh, questo è quello che dicono gli autori di questo pezzo — un professore di scienze politiche della Brown e un bandito della beltway di Washington DC. Dal momento che la loro tesi di una "mancanza di consumo" nega completamente ogni fatto conosciuto circa le economie moderne, la loro "analisi" deve essere citata testualmente:

Tre tendenze spiegano il perché. In primo luogo, l'innovazione tecnologica ha fatto scendere i prezzi al consumo e la globalizzazione ha impedito ai salari di salire. In secondo luogo, il panico finanziario degli ultimi decenni ha incoraggiato molte economie a basso reddito ad aumentare il risparmio — sotto forma di riserve monetarie — come forma di assicurazione. Ciò significa che stanno spendendo molto meno di quanto potrebbero, ammazzando quegli investimenti in settori quali le infrastrutture e la difesa che danno lavoro e fanno salire i prezzi. Infine, in tutto il mondo sviluppato, l'aumento della speranza di vita ha portato alcuni privati ​​cittadini a concentrarsi sul risparmio per il lungo termine (si pensi al Giappone). Di conseguenza, gli adulti di mezza età e gli anziani hanno iniziato a spendere meno in beni e servizi.

Va bene, "pensiamo al Giappone" ed esploriamo la tesi della sovrabbondanza di risparmio. Per caso il grafico di seguito suggerisce che il robusto tasso di crescita pre-1990 del Giappone — che gli autori lodano — sia scomparso nel corso degli ultimi due decenni a causa dell'aumento del tasso di risparmio?

In realtà, è precipitato dal 20% durante il periodo di massimo splendore del Giappone al 3% attuale (come negli Stati Uniti). Peggio ancora, questo si è verificato durante gli anni del declino prima che il Giappone cominciasse a trasformarsi in una colonia di pensionati. Cioè, invece di costruire un gruzzolo per i loro anni da brizzolati, negli ultimi tempi le famiglie giapponesi hanno speso quasi tutto quello che avevano guadagnato.

Il drastico calo del tasso di crescita del PIL reale giapponese, dal 4-7% negli anni del boom pre-1990 ad appena l'1% nel corso degli ultimi due decenni, non è stato causato da un "eccesso di risparmio". Anche l'esame più superficiale dei dati rimarca tale verità.




Né il Giappone rappresenta un caso isolato tra le economie sviluppate. La condizione in cui languono gli Stati Uniti è praticamente la stessa. Il tasso di risparmio delle famiglie durante il periodo pre-1980, e prima che l'epoca della stampa di denaro del trio Greenspan-Bernanke-Yellen prendesse pieno vigore, è sempre stato superiore al 10% del reddito disponibile. Come mostrato di seguito, è caduto nella zona 3-6% alla fine degli anni '90.

Come in Giappone, quindi, i baby boomer americani hanno speso quasi tutto quello che hanno guadagnato nei loro anni più produttivi. Di conseguenza, neanche il forte calo del tasso di crescita del PIL reale USA — dal 3-4% pre-1980 all'1.8% durante gli ultimi 14 anni — è dovuto ad un "eccesso di risparmio".




La "teoria dell'eccesso di risparmio" è all'incontrario quando parliamo di Giappone, Stati Uniti ed Europa. Tutte queste società stanno diventando vecchie. Il vero problema è che hanno ecceduto coi consumi durante la festa del debito sponsorizzata dal settore bancario centrale negli ultimi 30 anni. Di conseguenza, il vero colpevole dell'assassinio della crescita reale è il "picco del debito" delle famiglie, delle aziende e del governo, non una perversa mancanza di spesa.

Infatti, nel corso dei decenni che hanno portato alla crisi finanziaria, i rapporti di leva delle famiglie e delle aziende sono aumentati costantemente, il che significa che la spesa per i consumi è stata finanziata dal reddito guadagnato e dai fondi presi in prestito nei mercati delle carte di credito, dei mutui e del credito al consumo. Ma la conseguente orgia di consumi si è rivelata un trucco economico una tantum.

Di conseguenza, il canale dell'espansione del credito in cui fluisce lo stimolo monetario è ormai rotto. L'enorme espansione dei bilanci dalle maggiori banche centrali è stata deviata nel canale del gioco d'azzardo finanziario, dove alimenta l'inflazione dei prezzi degli asset e non i lavori, la produzione e le imprese di Main Street.

Detto diversamente, la mancata crescita nel mondo sviluppato non è dovuta al sotto-consumo e ad una "domanda aggregata" insufficiente. Il PIL di queste economie sta crescendo "solo" dell'1-2% l'anno perché anche la produzione e la produttività stanno languendo in questo stesso range. Ma questo è un problema relativo all'offerta — tasse alte, oneri del debito alti, ostacoli normativi alle imprese e vasta finanziarizzazione delle economie sviluppate a causa delle distorsioni delle banche centrali nei mercati finanziari.

Il denaro scorre inondando poderosamente il casinò di Wall Street, dove sta portando alle stelle il prezzo degli asset finanziari. In questo ambiente, il lavoro non può competere con il debito, e così viene liquidato al margine al fine di generare un flusso di cassa incrementale per pagare gli interessi. Allo stesso modo, gli investimenti in attività produttive non possono competere con la spinta di breve periodo nei prezzi delle azioni generata dal massiccio riacquisto delle azioni societarie.

Alla fine della giornata, ironia della sorte, l'elicottero che sgancia denaro — quello attualmente sganciato sui mercati finanziari — è il vero problema. Indirizzare la flotta su Main Street è, ovviamente, nient'altro che pura pazzia.

Il vero problema è il troppo debito — banche centrali keynesiane che manipolano i tassi di interesse e la conseguente lotta per rendimenti decenti che ha permesso agli stati di prendere in prestito denaro e spenderlo a tassi insostenibili. Ora il conto deve essere pagato, e deve essere riacquisita quella crescita che è stata rubata al futuro durante gli anni della bolla.




Infatti, quando i dati degli Stati Uniti sul grafico qui sopra vengono controllati più da vicino, il raggiungimento di un picco del debito è nettamente evidente. Ed il background demolisce ulteriormente la tesi degli autori citata sopra.

Essi sostengono che da un lato i contadini nelle risaie e nelle fabbriche della Cina hanno risparmiato troppo e dall'altro hanno spinto in basso il prezzo del lavoro, provocando la stagnazione dei salari nel mondo sviluppato ed una diminuzione nella spesa per consumi delle famiglie a Chicago ed a Parigi.

Questa è davvero mondezza keynesiana. Il rapporto crescente tra debito degli Stati Uniti e reddito nazionale illustrato di seguito, è stato attivato dalla FED e dalla sua vasta espansione delle passività in dollari che hanno finanziato $8 bilioni di deficit delle partite correnti sin dalla fine degli anni '70. Gli Stati Uniti hanno esportato l'inflazionamento del dollaro, e le banche centrali mercantiliste in Cina, Giappone, Corea del Sud ed altrove in Asia e nel mondo hanno comprato questo afflusso di dollari per ancorare le loro valute ed alimentare le loro politiche di sviluppo a base di esportazioni.

Di conseguenza, le enormi "riserve valutarie" del mondo non significavano un eccesso di risparmio genuino, ma solamente un'abbondanza di denaro fiat. E la manodopera a basso costo che avrebbe soppresso il consumo degli Stati Uniti, non è stato altro che il contraccolpo dovuto ad una spesa interna sconsiderata attraverso il debito a buon mercato e l'emissione di un flusso massiccio e continuo di dollari nel mercato mondiale.





[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://johnnycloaca.blogspot.it/


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