martedì 29 luglio 2014

Le timide riforme delle banche centrali non funzioneranno

Le notizie di banche in difficoltà continuano a veicolare una certa diffidenza in Europa. Prima quelle austriache, poi quelle portoghesi. Ormai credo sia diventato palesemente chiaro a tutti che la tanto decantata ripresa è fasulla oltre ogni limite, soprattutto se consideriamo quanto debito della periferia hanno in pancia le varie banche europee. La farsa è andata avanti perché lo zio Mario è riuscito a calmare i mercati grazie al suo bluff, ma in realtà tutti si stanno aspettando un QE vero e proprio. Sebbene abbia promesso qualcosa di vagamente simile col TLTRO, non se ne faranno niente se salterà in aria una di queste banche sull'orlo della bancarotta. Vendere bond in questo momento non sarebbe saggio visto che gli investitori se ne tengono alla larga, rendendo illiquido un mercato che la pianificazioen centrale non desidera affatto che sia illiquido. Finirà male.
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di Frank Hollenbeck


Il Federal Reserve System nacque come risposta al panico finanziario del 1903 e 1907 che scombussolò il sistema finanziario degli Stati Uniti. Uno degli obiettivi chiave, se non quello reale, era di controbilanciare gli effetti nefasti della riserva frazionaria. E' ormai un secolo che conviviamo con il settore bancario centrale e possiamo solo concludere che ha fallito nel suo compito, peggiorando quello che si presumeva doveva aggiustare. La prova è schiacciante e la riforma di tale sistema non è la risposta. Solo l'abolizione di questa istituzione metterà sul giusto sentiero il nostro sistema economico.

La banca centrale non sarebbe mai dovuta essere un "prestatore di ultima istanza", cosa che all'apparenza potrebbe sembrare positiva, e invece non lo è.

Avere un "prestatore di ultima istanza" permette alle banche di vincere a spese di tutti gli altri. Con un tale sistema, le banche sono più propense a sottoporre a leva i loro depositi (ingigantire la frode) e ad aumentare la rischiosità dei loro prestiti. Se una persona con un problema di gioco d'azzardo ha uno zio ricco pronto a salvarlo, sarà più o meno incentivato a finire nei guai facendo sommesse sempre più rischiose?

Eliminando quella parte del rischio legata alle corse agli sportelli bancari, la banca centrale ha anche tolto la paura che sosteneva pratiche di prestito responsabili. La paura di una corsa agli sportelli, ovviamente, è un aspetto benefico della questione e quando una banca centrale etichetta alcune banche commerciali come troppo grandi per fallire, distorce il sistema profitti/perdite e di conseguenza il sistema capitalista.

Alcuni economisti sostengono che il doppio mandato della FED era uno sbaglio, ed alcune riforme minori (come ad esempio limitare il mandato legato all'inflazione) potrebbero indirizzare la sua politica monetaria sul giusto sentiero. Gli americani non devono far altro che guardare oltreoceano per capire che anche tali riforme indirizzeranno la politica monetaria sulla strada sbagliata.

La Banca Centrale Europea (BCE) è tanto colpevole quanto la FED per aver creato una bolla immobiliare all'inizio di questo secolo. Eppure la BCE è stata strutturata legalmente per essere più conservatrice rispetto alla FED. I tedeschi hanno accettato l'euro come il prezzo per poter riunificare la Germania Est con quella Ovest, ma hanno richiesto che la struttura della banca centrale rassomigliasse essenzialmente a quella della Bundesbank.[1] L'unico obiettivo della BCE era la stabilità dei prezzi ed il suo mandato escludeva chiaramente il finanziamento del debito dei vari stati. La sua sede principale è a Francoforte, in modo da trasmettere l'immagine di una banca centrale in stile tedesco.

Tuttavia, anche con una struttura conservatrice come quella descritta, ha commesso essenzialmente gli stessi errori della FED.

Il primo problema con la politica monetaria della BCE è questo: la stabilità dei prezzi viene definita come un indice dei prezzi al consumo (CPI) piatto. La teoria quantitativa del denaro relazionava il denaro con il prezzo delle transazioni, non solo col prodotto interno lordo (PIL). Quando l'inflazione viene confusa col CPI, invece di considerarla come il prezzo di tutto quello che può comprare il denaro (inclusi i prezzi degli asset), la politica monetaria si concentra su un piccolo gruppo di alberi buoni mentre tutta la foresta è malata. Per di più, l'inflazione a zero potrebbe anche riflettere una politica monetaria eccessivamente aggressiva se i prezzi medi dovessero scendere.

Il secondo problema è il modo in cui è attualmente strutturata la politica monetaria della BCE. E' una macchina gonfia-bolle. La BCE fornisce liquidità in cambio di una garanzia; più è alta la qualità della garanzia, più sarà cospicua la liquidità. Le banche europee hanno subito compreso che la garanzia migliore erano i bond statali, poiché le agenzie di rating avevano dato loro una classificazione AAA. Il presupposto, ovviamente, è che gli stati non possono fallire.

Con una grande domanda di bond statali, i tassi di interesse sono subito scesi a livelli visti solo dalla Germania prima che entrasse nell'euro. Diminuendo il costo dei finanziamenti, paesi come la Grecia e l'Italia hanno avuto un grande incentivo per prendere in prestito e spendere denaro per scopi clientelari (in special modo aumenti nei salari pubblici). Gli stati europei hanno quindi emesso una quantità enorme di bond, cosa che ha generato una quantità enorme di liquidità la quale tra il 1999 ed il 2007 è andata a gonfiare bolle immobiliari ed a creare investimenti improduttivi. Senza una struttura monetaria simile, Grecia, Spagna ed Italia non avrebbero mai avuto così tanti problemi legati al debito. La bolla nei bond statali può essere attribuita direttamente alla liquidità generata e dispensata dalla BCE. Di incredibile c'è che questo sistema è ancora in piedi, e la BCE sembra totalmente inconsapevole di quello che ha fatto e che continua a fare. Le banche europee sono ora ricolme di debito statale fino alle orecchie, ma la BCE sembra ignara circa il suo ruolo in questa grande farsa.

La BCE ha di recente implementato tassi di interesse negativi sui depositi, e sta considerando la possibilità di avviare un QE. Sarebbe più saggio impossibilitare l'uso dei bond statali come garanzia collaterale in cambio di prestiti dalla BCE, ed adottare limiti restrittivi e chiari (se non la completa abolizione) alla capacità di creare denaro, prendere in prestito e tassare. La tassazione diretta degli stati, la riserva frazionaria delle banche commerciali e le azioni delle banche centrali non risolveranno i problemi che languono alla base del caos europeo.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


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Note

[1] Alcuni concetti presentati in questo pezzo sono stati ripresi dal libro eccellente del Dr. Philipp Bagus, La Tragedia dell'Euro.

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lunedì 28 luglio 2014

La Prima Guerra Mondiale





da Taki's Magazine


Ad agosto salteranno fuori centinaia di libri, migliaia di articoli e milioni di parole (pronunciate da persone per lo più pompose) su chi fece scoppiare la prima guerra mondiale. Gli inglesi furono i primi a dare la colpa ai tedeschi. E' così, no? Max Hastings, un ottimo storico inglese influenzato dai manierismi delle classi superiori (il padre era un giornalista di tabloid) e dal disperato tentativo di dimostrare che fosse di sangue blu, fu tra i primi a pubblicare un libro dando la colpa a chi non apparteneva. Tra i pochi che dissero le cose come stanno c'è Christopher Clark, il cui The Sleepwalkers colpisce il segno. L'ironia è che sedici milioni di morti, la scomparsa delle grandi dinastie reali e delle classi superiori, e la nascita del comunismo e del nazismo si potevano tutti evitare se un certo Joseph Caillaux avesse tenuto su i pantaloni. Mi spiego.

Caillaux era il primo ministro francese ed un amico della Germania. Diffidava degli inglesi che governavano mezzo mondo. Decise che i tedeschi non avrebbero dovuto costruire una flotta più grande per timore che avessero voluto costruire un impero d'oltremare come la perfida Albione. Si dimise nel 1912 e corse contro un guerrafondaio alle elezioni del 1914. Nei primi mesi del 1914, Le Figaro, il giornale più rispettato della Francia, pubblicò uno scandalo riguardante Monsieur Caillaux ed una certa madame Henriette. (Plus ça change, come si dice nel paese dei formaggi.)

La signora Caillaux, nota per la sua eleganza e per il suo lignaggio nobile, si spinse fino agli uffici de Le Figaro e chiese di vedere il direttore. Era fuori a pranzo, così aspettò nel suo ufficio. Appena entrato, lei lo salutò educatamente, annunciò il suo nome, tirò fuori una pistola dalla borsetta dorata e lo uccise. Venne immediatamente processata e prosciolta — i francesi lo chiamavano crimine passionale — ma il marito dovette dimettersi. Il guerrafondaio Raymond Poincaré rimase al potere.

Gaston Calmette, il direttore morto, fu il primo uomo a cadere ma non troverete il suo nome tra coloro che caddero sul "Champs d'Honneur," o campo d'onore. Solo una minoranza dell'aristocrazia francese venne spazzata via, ma ancor più nobili morirono sul lato tedesco. Anche le classi superiori inglesi persero qualche pezzo, ma non tanti quanti tra le fila tedesche e francesi. L'ironia è che il tanto vituperato Kaiser Guglielmo — non uno svitato normale, ma al quadrato — rifiutò di credere che sarebbe scoppiata una guerra tra suo cugino Giorgio V e l'altro suo cugino di primo grado Nicky, il quale venne assassinato dai rossi insieme a tutta la sua famiglia. L'ironia ancora più grande è che la Germania fece del suo meglio fino all'ultimo secondo, per evitare di andare in guerra.

La Serbia era un dominio austriaco, o come volete chiamarla. Faceva parte dell'impero austro -ungarico. Il principe ereditario Francesco Ferdinando visitò Sarajevo e venne ucciso insieme alla moglie da un nazionalista serbo con stretti legami con altri nazionalisti serbi nelle forze armate. L'Austria ne rimase oltraggiata e fece richieste pesanti, così come avrebbe dovuto fare. Ci stiamo dilungando, ma cerchiamo di divertirci. Che cosa avrebbe fatto lo zio Sam se, per esempio, qualche estremista avesse tagliato la gola a Hillary e Chelsea Clinton a Puerto Rico? Beh, per prima cosa il giorno dopo andrei in vacanza a San Juan e ci spenderei anche un sacco di soldi, ma si sa io dico e faccio cose avventate. Così i serbi chiesero aiuto e garanzie ai russi nel caso in cui gli austriaci li avessero invasi, ed i russi accettarono. Il guaio è che questi ultimi avevano un trattato con i francesi e gli inglesi: se fossero scesi in guerra, gli altri due li avrebbero seguiti. Così gli austriaci chiesero aiuto ai tedeschi, però questi ultimi rifiutarono.

Questa è la grande bugia che gli storici hanno perpetrato sin dalla Prima Guerra Mondiale. Hanno rifiutato di riconoscere questo fatto. Secondo la maggior parte degli scrittori britannici, la Germania spinse l'Austria a dichiarare guerra alla Russia e alla Serbia. Invece la Germania dichiarò guerra alla Russia una volta che lo sciocco zar mobilitò e inviò centinaia di migliaia di soldati sul suo fronte occidentale. (Se qualcuno è in procinto di darvi un pugno, voi lo colpite per primi; questo è il motivo per cui la Germania dichiarò guerra alla Russia.)

Beh, tutti sappiamo come andò a finire. Sì, le grandi potenze finirono in guerra e venne dichiarata mentre tutti i ministri degli esteri coinvolti erano in vacanza (quello francese a prendere il sole a Vichy, quello tedesco a sposarsi a Baden-Baden, quello inglese — e tra i pochi disperati a mantenere la Gran Bretagna fuori dai giochi — Sir Edward Grey, era da qualche parte in Scozia; e tutti e tre i monarchi erano sulle rispettive barche a lavorare sulla loro gotta). La civiltà europea non si riprese mai più. La Russia, nella sua volontà di smantellare la Turchia ed avere accesso ai Dardanelli, voleva la guerra con l'alleato della Turchia: la Germania. La Francia voleva la guerra per vendicarsi della batosta del 1870, quando le truppe prussiane marciarono sugli Champs-Élysées. La Gran Bretagna, subdolamente, voleva limitare il potere tedesco e circondarla di alleanze ostili. La Serbia voleva dividere l'impero austriaco. La Germania dovette rimanere con i suoi fratelli austriaci e andò in guerra controvoglia.

E' una storia molto triste, una grande tragedia che non finì prima del 1945. L'intervento delle truppe americane salvò la baracca per gli imperialisti, e quel tremendo Wilson si assicurò che la Germania sarebbe stata messa in croce. Hitler fu una conseguenza diretta della grettezza degli alleati vittoriosi, soprattutto di quella rana di Clemenceau. Oh sì, quasi dimenticavo. Monsieur Caillaux divorziò da sua moglie e sposò Henriette. Visse fino al 1944, abbastanza a lungo da vedere i tedeschi marciare lungo gli Champs-Élysées.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


venerdì 25 luglio 2014

Fiat money, fiat market, fiat people

Oggi battezziamo su queste pagine il primo scritto di uno degli utenti più affezionati di Freedonia. Attraverso i suoi pensieri ci farà viaggiare nel flusso del tempo e dello spazio portandoci ad osservare la realtà nuda e cruda. Attraverso le sue parole il lettore riesce ad immedesimarsi nel mondo che lo circonda e a comprendere in modo netto e conciso causa ed effetto in economia. Non è un esercizio semplice. Al giorno d'oggi la maggior parte degli individui è incapace di scandagliare correttamente questo principio fondante dell'economia. Addirittura la maggior parte degli economisti mainstream non riesce a carpire questo principio. Altrimenti non penserebbero che la stupenda performance dell'S&P500 sia dovuta a fondamentali sani e segnali economici in accordo con le forze di mercato. Guardate questo grafico. Pensate che sia una coincidenza? Se il piano sarà quello di terminare il QE ad ottobre, vedremo le conseguenze. Nel frattempo abbiamo l'occasione di assumere quegli anticorpi che ci permetteranno di comprendere come i manipolatori centrali tentano di direzionare artificialmente l'ambiente economico. Nel frattempo avremo la possibilità di immunizzarci da tutti quei venditori di fumo che cercano di vendere vecchie soluzioni come nuove, cercando di tirare nuovamente a lucido la figura di una entità centrale. Nel frattempo avremo l'occasione di ricordare agli individui come la Scuola Austriaca abbia affermato sin dal crollo del 2008: "Vi avevamo spiegato come e vi avevamo spiegato perché." Vi lascio, quindi, alle semplici, seppur incisive, parole del nostro Dna, il quale ci darà prova di come la società attuale possa ancora avere una speranza di sopravvivere al dolore economico prossimo venturo e di come possa ritrovare il proprio faro nella notte dell'ignoranza: il buon senso.
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di Dna


“[…] Mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all'affermazione della verità. E la verità è che c'è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese. […] Com'è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate un colpevole.. non c'è che da guardarsi allo specchio. Io so perché l'avete fatto. So che avevate paura. E chi non ne avrebbe avuta? Guerre, terrore, malattie. C'era una quantità enorme di problemi […].”

-- V for Vendetta (2005)


Con questo testo vi propongo alcune riflessioni da affezionato lettore/commentatore di Freedonia. Mi auguro che la lettura risulti agile, interessante, non banale e che possa fornire ulteriori spunti per altre riflessioni a tutti quelli che stanno cercando risposte alternative a quelle che finora hanno trovato o sono state loro fornite. Risposte alle domande di V: Che è successo? Com'è accaduto? Di chi è la colpa? Come andrà a finire? Non troverete alcun contributo "scientifico" al corpus della Scuola Austriaca di Economia, né citazioni particolari di opere ed autori. Tutto ciò che leggerete è solo la mia opinione e deriva dalla mia interpretazione degli eventi secondo ciò che fin qui credo di aver capito dell'ottica economica "austriaca". Alla fine, troverete alcune considerazioni, probabilmente non originali, ma credo coerenti e stimolanti.

Una delle linee di ricerca della Scuola Austriaca di economia è lo studio delle conseguenze pratiche, non solo economiche, ma anche sociali e culturali, di un mercato profondamente controllato/regolato da un’autorità centrale dotata di potere inoppugnabile e costante d’intervento. Dal mio punto di vista, questo rappresenta uno dei contributi più importanti per comprendere il quadro generale ed anche i dettagli della realtà quotidiana. Una volta che si afferra la lente “austriaca” e si capisce come usarla, si riesce a “vedere” laddove, altrimenti, sarebbe soltanto una densa nuvola di fatti sconnessi, di sensazioni alterate, di immagini incerte, di illusioni ingannevoli, di parole oscure e numeri misteriosi.

Tanti pezzi dispersi di un immenso puzzle difficile da ricomporre se non si dispone di una corretta linea interpretativa, di un metodo chiaro e di una metodologia sicura, di una sana teoria della conoscenza, cioè, di una epistemologia appropriata e veritiera. Questa è, secondo me, la “pillola rossa” di Matrix, il filo di Arianna che consente a Teseo di entrare ed uscire vivo dal Labirinto di Minosse. Di vedere con chiarezza l’oggi e prevedere alcuni probabili esiti.

Ebbene, la Scuola Austriaca, attraverso l’interpretazione dell’azione economica umana, individuale, libera e volontaria, fornisce gli strumenti cognitivi più idonei a capire come opera quel gruppo di individui che prospera organizzandosi in un sistema di controllo e coercizione che per semplificazione chiamiamo Potere. Cioè, per dirla alla Oppenheimer, come operano i mezzi politici quando si sostituiscono ai mezzi economici per creare prosperità materiale per coloro che ne dispongono.

Cominciamo dai fondamentali. Quando gli uomini interagiscono per ottenere dei vantaggi economici di valenza soggettiva, l’interazione comporta uno scambio. Lo scambio economico, superato il semplice ma limitante baratto, ha bisogno di uno strumento di intermediazione, cioè di un medium, di un mezzo efficiente di scambio. Ovviamente, il mezzo di scambio deve essere reciprocamente accettato dagli attori dello scambio. Può essere, pertanto, qualsiasi cosa. Deve solo rispettare il requisito della reciproca soddisfazione che conduce alla realizzazione dello scambio stesso.

Estrapolando, paragonate il mezzo di scambio economico al mezzo di comunicazione linguistico od a qualsiasi altra cosa intermedi uno scambio di qualsiasi natura. Fate voi. L’importante è che sia reciprocamente inteso. Altrimenti, non funziona.

L’esperienza storica degli uomini ha fatto emergere, in ogni luogo ed in ogni epoca, come mezzo di scambio economico migliore e preferito tra tutti gli altri, i metalli preziosi, oro ed argento, cioè l’uso di merci dotate di certe caratteristiche ritenute da tutti le più idonee allo scopo; in particolare, la qualità del mezzo, il peso specifico e la conservazione sostanzialmente stabile nel tempo del valore attribuitogli dall’esperienza storica.

Il mezzo di scambio emerso in questo modo, da miliardi di interazioni avvenute nel corso della storia, si chiamava denaro sonante, sound money. Non aveva bisogno di organi di controllo centralizzato, non aveva bisogno di erogatori centralizzati, non aveva soprattutto bisogno di essere prezzato, valutato, da qualcuno in particolare, perché tutti ne potevano riconoscere la qualità ed il valore, che emergeva in modo dinamico e spontaneo da tutti gli scambi del libero mercato.

La sua quantità complessiva era assai poco variabile nel tempo perché la sua estrazione dalle miniere necessitava di molta fatica. Pertanto le variazioni quantitative erano, in sostanza, insignificanti e non influivano sul valore. E l’unico modo in cui poteva essere manipolato da un sovrano irresponsabile, corrotto e spendaccione era quello di falsificarne il titolo nelle monete che coniava. Ma questo era un segno premonitore del fallimento incipiente del monarca e, se con tasse vessatorie e/o guerre di conquista e rapina, cioè col sangue dei suoi sudditi e di quelli altrui, non riusciva a procurarsene di nuovo, il suo destino era segnato.

Questo segno premonitore non ha tempo e luogo, ed è infallibile. Alcuni lo chiamano “la scritta sul muro”. L’Impero Romano d’Occidente è finito così e molte teste coronate sono cadute per lo stesso motivo sostanziale. Ed oggi è ricomparso.

Pertanto il vero sound money era un mezzo di scambio non imposto, ma accettato da tutti con fiducia rafforzatasi nel lunghissimo periodo. Un mezzo sano ed onesto di scambio volontario, scelto dal libero mercato, cioè, strumento di libertà economica e di libertà in senso generale. La cartamoneta, che soltanto per comodità lo rappresentava, ne conservava tutte le caratteristiche poiché poteva essere convertita nel metallo sottostante. Così definito, il sound money era denaro-merce, cioè, la merce di scambio più commerciata perché la più facilmente commerciabile. Accettata sempre e dovunque.

E tutti i mezzi di scambio, attuali o del futuro, che posseggono o dimostreranno di possedere quelle caratteristiche, soprattutto un riconoscimento (controllo) decentrato ed un valore stabile nel tempo, potranno fregiarsi del titolo di sound money, di strumento scelto dal libero mercato. Bitcoin è qualcosa di più di un’ipotesi di lavoro in questa direzione. Ma soltanto il tempo, cioè la diffusione o meno degli scambi volontari che liberamente lo useranno come mezzo di scambio, dirà qual è il suo valore, cioè, se avrà davvero un futuro.

Purtroppo, però, da oltre 40 anni il mezzo di scambio che usiamo quotidianamente è tutta un’altra cosa. E’ difficile pure chiamarlo denaro in senso proprio, come il suo nobile predecessore. Infatti, non è un mezzo di scambio emerso storicamente dalle interazioni umane, non è uno strumento emerso dal libero scambio, non è uno strumento del mercato.

E’, invece, un mezzo di scambio imposto da un’autorità, che gestendone la quantità ne determina il valore. Più ce n’è in circolo e più velocemente vi giunge e meno vale, cioè, meno compra, meno scambia, meno funziona. L’autorità ha il potere di erogarlo, svalutarlo e rivalutarlo, può confiscarlo, dematerializzarlo, proibirne od autorizzarne l’utilizzo.

Il suo prezzo/valore (il tasso di interesse che il debitore deve pagare al creditore) viene fissato arbitrariamente da una banca centrale e perciò questo mezzo di scambio non appartiene realmente a chi lo usa, ma solo formalmente; è e rimane di chi lo impone e può manipolarne il valore secondo le proprie intenzioni. Questo mezzo è quindi uno strumento del Potere. Un cosiddetto instrumentum regni. Si chiama fiat money, denaro flessibile, manipolabile da ogni punto di vista. Cioè, non ha un valore stabile e non è un valore stabile, ma un valore relativo determinato dal Potere che lo gestisce. E’ un mezzo di scambio relativista. Ha una natura corruttibile. E perciò può diventare fonte di corruzione. In tal caso, merita davvero l’appellativo di sterco del demonio.

Cosa rappresenta, dunque, il fiat-money?

Certamente nessuna merce sottostante come un metallo prezioso, come un asset concreto, definito dal valore stabile e riconosciuto universalmente. Al contrario, esso rappresenta solo il Potere che lo usa come strumento di esercizio per realizzare i propri fini politici. E’ perciò il Potere che deve, per forza di cose, dimostrarsi, in ogni modo, stabile nel tempo. Ed, infatti, cerca di suggerire questa sua caratteristica fin dal nome che ha modernamente assunto: Stato, da status quo, potere costituito permanente. Il fiat-money è solo uno strumento politico. Ogni scambio economico mediato da esso riconosce implicitamente, come intermediario, il Potere che lo ha imposto ed autorizzato. Il fiat-money non è strumento del libero mercato. Perciò, il vero libero mercato non esiste quando esiste il fiat-money. Esiste solo una pantomima di libero mercato. Esiste qualcosa che viene arbitrariamente deformato per ingabbiarlo in una innaturale staticità, quando esso, al contrario, è intrinsecamente un fenomeno dinamico di collaborazione e libera scelta in continuo divenire.

Oggigiorno, essendosi affermato in maniera progressiva e costante nell’arco di tutto il XX secolo insieme alla forma di Potere moderno che ne ha fatto il suo strumento principale di controllo e regolazione, il mezzo dei nostri scambi economici quotidiani è solo il fiat-money. Siamo autorizzati/obbligati ad usare solo uno strumento del Potere. Idoneo ad attuare gli scopi del Potere. Ed il Potere moderno è un apparato burocratico nazionale e sovranazionale. Ed il primo potere moderno è il potere politico-finanziario: istituzioni pubbliche centrali e banca centrale che sostiene le banche commerciali e il debito pubblico. Il potere militare ed ogni altro potere coercitivo dell’apparato è soltanto funzionale all’esercizio del potere politico-finanziario. Questo Potere si chiama Sistema fiat-money.

Benevolo o implacabile che esso possa sembrarci, il sistema fiat-money domina le nostre vite decretando la prosperità materiale di ciascuno di noi; proteggendo e favorendo tutti coloro che ne compongono la corte e ne riconoscono il ruolo dominante; sfruttando in modo più o meno evidente tutti coloro che non fanno parte del suo entourage. A voi lettori, lascio individuare ruoli, protagonisti, comprimari, buffoni, alfieri e trombettieri, profittatori, sgherri, comparse e platea di questo paradossale teatro. Platea spesso inconsapevole e plaudente.

Il Novecento, nel quale ancora ideologicamente viviamo, è stato il secolo dell’affermazione contemporanea del socialismo politico e delle costruzioni stataliste quale mezzo per la realizzazione dei fini sociali del primo attraverso la compressione ed il controllo della autentica libertà economica.

Le masse popolari, quelle raffigurate simbolicamente da Pellizza da Volpedo, emerse finalmente dal recinto della miseria più nera grazie ai progressi tecnici dell’industrializzazione ottocentesca, nella rivendicazione dei propri diritti naturali alla vita, alla libertà ed alla proprietà dei frutti del proprio lavoro, sono illusoriamente precipitate, nei primi decenni del XX secolo, in un altro recinto fatto di retorica nazionalista e razzista e di anti-individualismo, di conformismo ideologico ed uniformi militari, di cieco e tragico credo nelle promesse di sicurezza sociale del potere salvifico del Partito-Stato.

Ai totalitarismi fascista, nazionalsocialista e comunista dell’Europa continentale ed al loro sanguinoso fallimento è subentrata poi, dal secondo dopoguerra, una variante atlantica ed occidentale decisamente più accettabile ed apparentemente meno cruenta. La socialdemocrazia interventista e clientelare ha mantenuto, fatto proprie e sviluppato gran parte delle istituzioni dello stato sociale nate sull'onda dei suddetti totalitarismi; ha aperto formalmente la conquista del Potere sfruttando la bolgia tra fazioni politiche di differente ispirazione, purchè stataliste; ha favorito l’imprenditoria clientelare e corporativa, l’azzardo morale e gli eccessi finanziari.

Questo sistema politico-economico, interventista e mercantilista, ha avuto innegabilmente il merito storico di contrastare l’ultimo totalitarismo europeo, il comunismo sovietico, che, come previsto dagli economisti della Scuola Austriaca, è crollato per l’insostenibilità del suo sistema economico pianificato. E, grazie ai progressi tecnologici, di migliorare enormemente le condizioni di vita dei più.
Tuttavia, adesso, anche questo sistema politico-economico mostra la sua enorme debolezza strutturale essendosi progressivamente convertito ad un sistema economico basato solo sul Potere: il Sistema del fiat-money non convertibile.

Cosa è successo? Perché si sta rivelando un sistema fragile e forse senza speranza? Che orrore è stato compiuto? Perché c’è un divario sempre maggiore tra pochissimi ricchi e tutti gli altri individui ai quali i soldi risultano non bastare mai e ce ne vogliano sempre di più? Perché è riapparso il segno premonitore del fallimento, la scritta sul muro?

Tutto può essere ricondotto ad una idea geniale e terribilmente truffaldina al contempo, che di tanto in tanto è stata riproposta nel corso della storia da chi voleva esercitare un potere immenso ed occulto: dominare il prossimo, controllandone il mezzo usato per gli scambi economici, per arricchirsi silenziosamente alle sue spalle. Usare un artifizio ben congeniato per redistribuire silenziosamente la ricchezza dal basso verso l’alto, come in una piramide il cui vertice è così in alto da non poter essere neppure intuito dalla base.

Ma così facendo, si è deliberatamente violata la legge non scritta, ma ovvia, che non consente interferenze di sorta nello svolgimento di uno scambio economico volontario senza mettere a grave rischio la tenuta dell’intero mercato. Una legge che non consente di limitare la libertà senza attendersi una reazione. Si sono gettate le basi della distruzione del libero mercato ed i presupposti della sua immancabile vendetta.

Istituire un gestore finanziario centrale del Potere, una banca centrale per dare stabilità al sistema bancario commerciale, spesso avido ed irresponsabile nel fare credito illimitato e nel creare strumenti finanziari talmente complessi da risultare misteriosi e pericolosissimi, ma in realtà necessaria per creare e manipolare completamente il mezzo di scambio economico e permettere a tutte le altre istituzioni centrali gestite dalla politica, col consenso (ignorante, complice o illuso?) degli elettori, di operare in costante deficit di bilancio per attuare le crescenti promesse di sicurezza e benessere, accumulando debito su debito fino all’inverosimile ed insostenibile situazione odierna. In altre parole, illudendosi ed illudendo di poter vivere al di sopra delle proprie possibilità di spesa, facendo debito e rinviando il redde rationem ai posteri.

Posteri che siamo proprio noialtri ed i nostri figli, che cominciamo a percepirci incatenati come schiavi a ripagare i debiti accumulati irresponsabilmente nel passato. E l’iter ideale per creare e reggere questo sistema non poteva che essere la progressiva trasformazione del mezzo di scambio da strumento economico, sound-money, rappresentante stabile di qualità, lavoro, proprietà e libertà individuale, in strumento politico, fiat-money, rappresentante flessibile di quantità, furto legale, debito e dominio oligarchico.

Ma... Ma tutto quello che ho cercato di semplificare in modo discorsivo fino ad ora, con imprecisioni e forse superficialità, sorvolando il mare oscuro dei dati, delle informazioni e delle esperienze personali, per mostrarvi e tagliare con la spada lucida del Buon Senso i tanti nodi gordiani che uniscono la nassa intricata nella quale siamo finiti, come pesci inconsapevoli della trappola, e dalla quale sembra che non riusciremo più ad uscire…

...Tutto questo sistema di Potere, di passata pia illusione e di odierna crescente vessazione evidente ed occulta (es. le tasse, la dematerializzazione del contante, l’inflazionismo quantitativo monetario che svaluta il fiat-money ed i debiti pubblici denominati in esso, che finisce soprattutto nelle tasche dei cortigiani politici, finanziari, imprenditoriali e corporativi del Potere e che viene ancora invocato dai manipolatori più irresponsabili, veri demagoghi moderni, ignoranti e dimentichi delle libere praterie di un tempo ed orgogliosi sostenitori del recinto traballante che è questo sistema farlocco)…

Tutto questo quadro… è un’interpretazione “austriaca” della realtà perfettamente trasferibile dovunque e sempre, o ci sono varianti che dimostrano che anche ciò che è intrinsecamente tossico e pericoloso, come il fiat-money ed il sistema che sostiene, come un veleno od una droga, se assunto in dosi davvero minuscole ed accorte ed in modo appropriato può, nonostante tutto, funzionare da farmaco? Dipende. Il medium conta, ma non è tutto.

Credo, per individualismo metodologico, che qualsiasi strumento abbia una valenza positiva o negativa dipendente dall’utilizzatore. Che quello che conta, sia ancora e sempre, l’individuo che usa lo strumento. Pensate a tutti gli esempi che volete. Io vi propongo questo.

Dal 15 Agosto del 1971 tutte le valute del pianeta sono inconvertibili in oro. Tutte sono soltanto valute fiat a corso legale. Eppure, è dato di realtà storica, che non tutte hanno creato gli stessi problemi nella stessa entità a tutti i governi che le hanno gestite ed alle popolazioni che le hanno usate.

Pensate al Marco tedesco ed alla Lira italiana dal secondo dopoguerra fino alla fine del secolo scorso. Il primo è rimasto sostanzialmente stabile nel corso dei decenni, addirittura rafforzandosi nel valore di cambio con il fiat-money per eccellenza, il dollaro americano, e tutte le altre valute mondiali. La nostra Lira, viceversa, ha, nel corso dei decenni, subito numerose svalutazioni “competitive” che sono risultate evidenti alla fine del secolo scorso nel rapporto di quasi 2,000 ad 1 col Marco tedesco. Vien da chiedersi, allora, cosa differenzi così tanto due divise di eguale natura. Entrambe inconvertibili, entrambe sostenute solo dal proprio Potere di riferimento. Me lo sono chiesto anch’io e sono giunto alla conclusione che Marco e Lira si sono comportate diversamente tra loro perché sostenute, appoggiate a popolazioni, storie e culture profondamente diverse tra loro. Il sottostante per entrambe non era più il metallo prezioso, eppure c’era sempre un sottostante, immateriale, ma determinante, che ne ha segnato il differente destino.

Il fiat-money chiamato Marco, gestito con rigore e responsabilità dalla Bundesbank come fosse stato sound-money, cioè, puntando non sulla sua quantità, ma attribuendogli una rigida qualità gestionale, si è dimostrato strumento, nonostante tutto, adatto a favorire la crescita economica e lo sviluppo produttivo ed il benessere complessivo dei Tedeschi.

A dimostrazione inoppugnabile che l’aumento artificiale della quantità monetaria, tutti i quantitative easing e via discorrendo che vengono proposti e riproposti coi nomi più ingannevoli dai banchieri centrali e dai politici peggiori di tutto il pianeta alle prese con gli esiti disastrosi dell’uso irresponsabile del fiat-money, nulla ha a che fare con la ripresa della crescita economica di un Paese. A dimostrazione ovvia che l’inflazione fiat-monetaria non è mai fattore di crescita, ma solo arma di distruzione di ricchezza. A dimostrazione evidente che creare mezzo di scambio economico dal nulla non solo non serve proprio a nulla, ma è solo una breve illusione, un inganno del tutto controproducente. Solo un trucco disonesto per sostenere ancora una volta l’insostenibile, depredando la popolazione in maniera occulta e non uniforme, favorendo solo lo status quo ed i suoi cortigiani più stretti a discapito della platea più ampia che subisce gli effetti della svalutazione coatta dei propri risparmi senza capirne il motivo profondo. E così, ci sentiremo ripetere ogni volta, con legittima disperazione, che “i soldi non sono mai abbastanza, che non bastano per arrivare a fine mese”. Una volta a causa dell’inflazione monetaria (tassa occulta sulla platea più ampia), adesso per la deflazione monetaria causata dalle tasse crescenti e dai costi crescenti di tutti i servizi pubblici.

Tutt’altra storia quella della nostra Lira. Davvero storia esemplare dell’abuso politico del tossico fiat-money.

Gli effetti negativi non si sono manifestati subito, anzi, per molto tempo si è vista soltanto l’illusione, ma si sono sommati progressivamente nel tempo fino a diventare evidenti ed insostenibili nel momento in cui il nostro status quo ha dovuto “mollare” la macchina della svalutazione con la quale riusciva a conservare sé stesso (al di là delle apparenti differenze del gestore politico temporaneo "eletto democraticamente") ed a tenere in piedi l’enorme e tuttavia inefficiente apparato dello stato sociale che fino ad allora sembrava in grado di mantenere tutte le promesse di benessere e prosperità di cui effettivamente alcune generazioni di conterranei hanno potuto godere. Perché il conto, fattosi col tempo insostenibile da pagare, veniva sempre rinviato ad un domani… che è il nostro oggi. E poiché, per ora, pare che non potrà inflazionare platealmente, è inevitabile che lo status quo nostrano si sorregga soltanto incrementando in maniera pesante e pervasiva la tassazione evidente, propagandando inesistenti, sostanziali riduzioni della spesa complessiva. Che, comunque, colpisce sempre e soltanto la base della piramide e mai il vertice.

Pensando ai decenni passati di relativo benessere e crescita del risparmio nel nostro territorio, alle attività produttive e non, all’assistenzialismo agli zombie, alla politica clientelare, agli interessi altissimi sul debito pubblico che si andava inevitabilmente accumulando, credo che oggigiorno lo status quo del nostro paese si stia riprendendo con disperata ed inflessibile determinazione quanto erogato in passato durante gli anni del consenso più diffuso ad un sistema di cui nessuno pareva più dubitare.

Tutto sommato, un bengodi che elargiva pasti gratuiti e promesse di prosperità diffusa, crescente ed infinita. Un’illusione collettiva: lo Stato siamo noi. Per inciso: si riprenderanno il “loro” fiat-money. Gli resterà lo strumento del loro Potere, ma poi? Poi dovranno scappare.

A questo punto, è chiaro che le differenze storiche e culturali hanno giocato un ruolo importante. E sono diventate differenze antropologiche. Che, a mio parere, spiegano tante cose. Non è difficile comprendere il rigore tedesco nella gestione della valuta nazionale, indipendentemente che fosse sound- o fiat-money, ricordando l’esperienza tragica ed indelebile della Repubblica di Weimar. Ma un ruolo non secondario l’ha svolto anche il tessuto culturale di un popolo unito da secoli e permeato di etica calvinista del lavoro, per cui la ricchezza guadagnata legittimamente è segno della benevolenza divina e la ricchezza e la prosperità derivano solo dalla costante abnegazione e dalla produzione sempre più efficiente. E che buona parte della ricchezza guadagnata venga reinvestita di nuovo e costantemente, spiega la minore ricchezza privata dei Tedeschi rispetto a quella accantonata da noi Italiani.

In pratica, credo che, se non è importante e necessario l’intermediario tra l’individuo ed il Padreterno, come non lo è per Protestanti e Calvinisti, non è neppure fondamentale cosa funga da intermediario nello scambio economico. L’importante è che avvenga lo scambio di prodotti di valore fatti da lavoro di qualità. Innovazione e produttività.

Molto diversa la nostra storia, fatta di lunghe e continue dominazioni straniere, di costante e necessario adattamento rassegnato al Potere di turno, di divisioni e diversificazioni territoriali. Una condizione che dopo l’Unità d’Italia ha continuato ad influenzare l’atteggiamento e la mentalità da sudditi timorosi, servi sciocchi o furbi profittatori nei confronti dell’intermediario di turno tra le aspirazioni e le loro realizzazioni concrete. Una mentalità più che identitaria, direi intimamente statalista e collettivista, il fascismo/comunismo come dna di un popolo da secoli soggiogato e questuante, che tiene famiglia.

Ed anche nel nostro caso la religione ha svolto il suo ruolo. L’intermediario col trascendente diventava concretamente la richiesta mediata dal prete di paese al Potere. Il diritto come concessione. E quanto era ed è importante l’intermediario! Come oggi lo Stato, la politica, la burocrazia sono l’intermediario tra, per esempio, il lavoro ed il posto di lavoro, tra l’imprenditore e l’appalto. Ecco, in questa ottica, la ragione dell’abuso del fiat-money nel nostro caso ed in quello di realtà simili alla nostra. Il mezzo di intermediazione, di scambio, è la chiave, non importa se disonesta, per la prosperità e chissenefrega se non è strumento di libero mercato, ma strumento politico, del Potere. Ecco spiegato il trasformismo del sistema all'interno della continuità come cifra politica. Ecco perché la corruzione domina la scena politico-economica. Ecco perché la deresponsabilizzazione dello stato sociale ha trovato consenso promettendo sicurezza in cambio di una libertà comoda solo per approfittare dei propri agganci col potere e dei propri privilegi. Ecco perché funzionano ancora le balle della sovranità monetaria da riconquistare, dell’inflazione monetaria benefica e del debito pubblico come ricchezza nazionale. Ecco perché si guarda sempre al mezzo, anche se è solo un mezzuccio, per trovare una soluzione, per conseguire un fine.

Mi fermo qui.

Troverete voi lettori il modo di ampliare ancora queste riflessioni, se convincenti come punto di partenza. Per esempio, pensate agli Americani ed al loro dollaro, a come era stato concepito ed a cosa è diventato.

Sono partito dal sound-money e dal fiat-money, e concludo azzardando la definizione di sound-people per i Tedeschi e di sound-market per il loro sistema produttivo, nonostante i campioni nazionali dell’industria e della finanza siano stati, anche da loro, sostenuti e tutelati a livello centrale. E la definizione assai meno dignitosa di fiat-market, per la nostra imprenditoria clientelare e corporativa, e di fiat-people per la nostra gente. Manipolata e manipolabile come il fiat-money che, forse, le si confà antropologicamente, che l’ha condotta sin qui e ne ha determinato il destino inevitabile, ma non nuovo, di schiava rassegnata o plaudente del Potere di turno.

Una vera rivoluzione antropologica potrà avvenire solo quando, chissà quando, la nostra gente comincerà a recuperare la fiducia in sé stessa a livello individuale, non avrà più paura di accettare le proprie responsabilità e così, inevitabilmente, ritroverà la propria ed autentica libertà. Libertà da ogni Potere.


giovedì 24 luglio 2014

E se avessero creato uno stato che nessuno userà più?

Il più grande vantaggio che il libero mercato offre agli individui, è quello di potersi incontrare e stringere volontariamente un accordo per migliorare le proprie condizioni. Sebbene esistano differenze economiche tra di loro, questo non ferma gli individui dal soddisfare i propri bisogni ignorando tale fatto. Certo, le persone ricche possono stringere accordi con altre persone ricche, ma stringono accordi anche con persone "povere". Pensate ai giardinieri, alle babysitter, ai cuochi. Dal punto di vista sociale, vivono separati; dal punto di vista economico, lavorano insieme. Entrambi ci guadagnano, ed è questa la meraviglia del libero mercato. Un giorno, coloro assunti dalla gente ricca potrebbero avere abbastanza referenze e risorse da poter avviare un'azienda tutta loro ed "elevarsi" socialmente. Quando invece si fa ricorso alla violenza dello stato si vengono a creare barriere tra le varie classi: i poveri spronano lo stato a ridistribuire la ricchezza e diventano invidiosi dei ricchi; questi ultimi, per difendersi, cercano di organizzarsi politicamente per rispondere agli attacchi dei primi. L'unica cosa che li spaventa è che anche i poveri si organizzino politicamente. Minacce e paura vanno così a governare quello che prima era un ambiente pressoché pacifico e dedito alla cooperazione. La libera volontà, infatti, va a beneficio di tutte le classi sociali. Quando, invece, una classe manda un agente del governo a bussare alla porta di un'altra classe, potete star sicuri che il futuro sarà costellato da meno cooperazione e più conflitto.
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di Jeffrey Tucker


Ho chiesto ad un mio amico in Cina come funzionassero le poste. La sua risposta è stata rivelatrice: esiste un sistema postale statale, China Post. E' una grande burocrazia che si muove alla vecchia maniera. Le sue origini risalgono al 1870.

Ma oggi, quasi più nessuno pensa di usarla. Rimane lì. Le filiali postali sono qua e là, e vari burocrati vi bazzicano dentro. Invece quasi tutte le persone e aziende si rivolgono ai servizi privati. Ce ne sono decine, addirittura centinaia, tutti specializzati in qualche altro tipo di servizio. Ogni settimana ne spuntano di nuovi.

Perché la gente li usa? I servizi privati dispongono della tracciabilità. Sono veloci. Prendono la consegna da qualsiasi luogo e la portano a destinazione quasi istantaneamente. Sono incredibilmente competitivi, quindi i prezzi sono in costante calo. E' un mercato in forte espansione che al confronto quello statale è ridicolo.

Questi imprenditori, che hanno innovato nonostante i monopoli e le normative vigenti, hanno creato maggiori opportunità, prosperità e libertà. Le persone non sono più legate alle scelte dello stato. Possono lasciare il sistema e trovare nuovi e migliori modi di vivere. Questo è ciò che significa essere liberi.

Eppure il governo cinese va avanti facendo sempre meno. Per quanto tempo può mantenere viva la farsa? Probabilmente molto tempo. Forse anche di più. Ma i suoi servizi diventeranno obsoleti, ingestibili, inefficaci, irrilevanti per la vita delle persone e, quindi, costantemente minacciati di chiusura.

Negli Stati Uniti sta accadendo qualcosa di simile. Il servizio postale è in continua remissione. Le varie filiali vengono chiuse. Il servizio si sta riducendo. A volte si allea con i servizi privati, e talvolta si limita solamente a schiacciare i concorrenti — qualsiasi cosa pur di sopravvivere un altro giorno.

Privato e pubblico continuano ad esistere fianco a fianco. Ma chi è favorito dalla direzione della storia? I servizi che rendono la vita migliore sopravvivono, gli altri perdono energia e muoiono, anche quando sono finanziati dallo stato.

Lo stato può prolungare una funzione inutile, ma non per sempre. La tecnologia è una forza inesorabile. Il governo può rallentarla, ma non può fermarla. Il settore privato continua a sorprendere sempre di più, mentre i servizi statali — in tutto il mondo — continuano a peggiorare.

Il trend si sta diffondendo. Sta colpendo il settore del trasporto: i monopoli di stato vengono frantumati da parvenu privati​​. Sta accadendo nella comunicazione, dove, nel giro di pochi decenni, siamo passati da scatole parlanti di proprietà dello stato ad una conoscenza a portata di mano nelle nostre tasche.

Sta accadendo all'istruzione (raramente l'istruzione pubblica è la prima scelta), alle pensioni (nessuno sotto i 50 crede più a quelle statali), alla sanità (dove quella statale è sinonimo di scandalo) e alla sicurezza (anche lo stato ora ingaggia servizi privati).

In ogni ambito della vita, il trend è evidente ed è intensificato dalla rivoluzione digitale, la quale ha aperto una nuova frontiera agli imprenditori affinché innovino al di fuori del sistema statale. Le innovazioni sono diventate essenziali per la nostra vita.

Grazie alle app, per esempio, possiamo ascoltare la musica, impostare i nostri modelli di riposo, navigare per le mappe delle città, suonare uno strumento musicale; il tutto dai nostri telefoni cellulari. Grazie ai siti web peer-to-peer, possiamo vendere la nostra roba, affittare una stanza in più a casa nostra, affittare un'auto, frequentare lezioni con grandi maestri — o possiamo fare il contrario: comprare roba, trovare una camera, essere pagati per guidare, o insegnare. Gli strumenti per fare tutte queste cose vengono distribuiti a tutti, bypassando completamente gli stati.

Questo è un percorso molto più efficace verso la libertà rispetto alla via che passa dalla politica convenzionale. In tutto il mondo le persone soffrono sotto il peso della pianificazione centrale, della regolamentazione, della tassazione elevata, degli ostacoli al commercio e dei monopoli sull'educazione, sulle banche, sul denaro e su tanti altri settori. Le persone chiedono a gran voce più spazio per respirare, creare e servire. Ma come si arriva da qui a lì? L'innovazione è il percorso produttivo che sta facendo la differenza.

Facciamo un passo indietro ed esaminiamo una questione fondamentale: perché lo stato dovrebbe fornire un qualche servizio? Perché l'elite politica ed i suoi burocrati debbono prendere i nostri soldi per vivere a nostre spese? Perché si prendono la briga di fingere di fare qualcosa per noi come proteggerci, darci sicurezza, pulire l'ambiente, difenderci dai cattivi, amministrare la giustizia ed impedirci di comportarci in modo autodistruttivo?

Lo stato farebbe meglio a non fare nulla di tutto ciò. Invece di far finta di fare cose gloriose per noi, sarebbe molto meglio se si comportasse come un parassita in modo esplicito.

Ma ecco il problema. Gli stati hanno bisogno del sostegno delle persone, come minimo tacitamente. Nessun governo può governare solo con la forza. Il controllo è strettamente dipendente dai cuori e dalle menti. E' quel profondo impegno culturale nei confronti dello stato e di un governo della minoranza sulla maggioranza, che assicura stabilità allo stato e tiene a bada sconvolgimenti e rivoluzioni. Questa è la ragione fondamentale per cui lo stato continua a definirsi indispensabile.

Ma guardate cosa succede quando lo stato non è più così meraviglioso, quando i suoi sistemi di sicurezza, i sistemi bancari, i sistemi monetari, i sistemi educativi, i sistemi normativi, i programmi di pensionamento, le burocrazie ambientali e del lavoro sono poco efficienti rispetto a quello che può essere realizzato al di fuori della sua sfera d'azione. La gente, per una questione di interesse personale, si allontana da ciò che non funziona verso ciò che funziona.

Possono anche aver costruito lo stato, ma non possono costringere le persone ad usarlo, soprattutto se esistono alternative migliori. Ci sono migliaia e milioni di modi per lasciare il leviatano oggi. Ci circondano: da Uber taxi a Bitcoin, all'homeschooling, ai servizi medici privati, ​​alle farmacie online, alla conservazione ambientale privata​​.

Dite il nome di un qualsiasi servizio apparentemente essenziale che lo stato ha offerto nel XX secolo e potete dire il nome di un'alternativa privata più economica, più efficace, più innovativa e più accessibile. Non c'è nulla che gli stati possono fare che i mercati non sappiano fare meglio. La traiettoria attuale della tecnologia sta confermando questo punto, più volte.

Il risultato è l'instabilità politica. Un cambiamento di paradigma. L'obsolescenza del settore pubblico. La crescente irrilevanza del potere. Sempre meno dipendenza, e quindi meno fedeltà, verso una struttura di potere coercitivo e di conseguenza sempre più affidamento verso strutture culturali, economiche e sociali che la società crea per sé stessa. La tolleranza per la tassazione, la schiavitù, l'annullamento della privacy, la regolamentazione e la guerra sta cominciando a declinare. Alla fine morirà, perché è insostenibile senza il sostegno pubblico. Questa è la storia di come la libertà umana prevarrà sulla tirannia. Potrebbe essere la storia del nostro futuro a breve termine.

Si tratta di un percorso pacifico. Non è un percorso certo, ma guardando al mondo di oggi, rappresenta uno dei più produttivi per quanto riguarda i bisogni umani e soprattutto quello più temuto dall'élite politica. L'élite al potere non se ne andrà senza lottare, ma combatterà sempre di più queste persone che stanno già scoprendo un modo migliore di vivere.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


mercoledì 23 luglio 2014

La pianificazione centrale dei banchieri centrali





di Gary North


Uno dei problemi che affronta chi critica il Federal Reserve System, è che viene considerata come una persona senza alcuna competenza in materia monetaria e bancaria.

In un articolo del 2009, l'Huffington Post ha descritto in modo molto dettagliato il numero di persone con dottorati in economia impiegati dal Consiglio dei Governatori del Federal Reserve System. Questo è il ramo del governo nella Federal Reserve. Non è una delle 12 banche regionali Federal Reserve, le quali sono tutte di proprietà privata. Quando uscì l'articolo il Consiglio dei Governatori aveva 220 economisti a tempo pieno nel suo personale. L'autore cercava di scoprire quanti economisti fossero a libro paga delle 12 banche regionali, ma non ci riuscì. Queste sono le istituzioni principali. Ognuna di loro pubblica una propria rivista mensile.

Se parliamo del numero di persone con dottorati in economia che si specializzano in materia monetaria e bancaria a livello nazionale, ce ne possono essere fino a 1500, ma potrebbero essere anche 1000. Ad ogni modo, questo accadeva nel 2009. Quindi stiamo parlando di una situazione in cui circa un terzo di tutti gli specialisti del settore, sono impiegati in qualche ramo della Federal Reserve. Ma questa è solo la punta dell'iceberg. La Federal Reserve offre anche contratti part-time. Mette da parte quasi mezzo miliardo ogni anno per pagare gli economisti. E' una quantità enorme di denaro che scorre nella direzione di una singola professione.

L'articolo conclude che la Federal Reserve ha praticamente acquistato il controllo del campo. Quasi nessuno contesta la Federal Reserve in modo serio.

Ecco una situazione in cui l'agenzia che controlla la politica monetaria per gli Stati Uniti ha una quantità illimitata di denaro per comprare il sostegno, la conformità o il silenzio di quel segmento di economisti che si specializza in materia monetaria e bancaria. La Federal Reserve riesce a conservare tutti i soldi che vuole per le sue operazioni. Tutto il denaro non utilizzato per questo scopo deve tornare indietro al Dipartimento del Tesoro, ma non risponde né al Congresso né al Tesoro su come spende i suoi soldi. Ciò significa che la Federal Reserve ha essenzialmente fondi illimitati per acquistare quei critici che potrebbero mettere in discussione la sua politica.

La Federal Reserve è un cartello. Essa opera a vantaggio di un numero relativamente piccolo di banche, probabilmente meno di due dozzine, che come minimo inglobano l'80% di tutti i depositi bancari negli Stati Uniti. In realtà, la Federal Reserve sta trattando solo con una dozzina di queste enormi banche. Essa non risponde alle 7,000 piccole banche. Non hanno alcun peso. Hanno così pochi depositi, rispetto ai giganti, che se sopravvivono o meno non importa al Federal Reserve System.

Questa organizzazione è davvero intoccabile oggi. Non è mai stata sottoposta ad un audit da parte di un organismo indipendente da essa, sebbene suddetto audit sia solo un miraggio. Nessuno sa quanto oro abbia in deposito. Nessuno sa quanti debiti o crediti abbia nei confronti di questo oro. In altre parole, l'agenzia principale che controlla l'ente economico centrale nella società moderna, ovvero il sistema bancario commerciale, è al di là del controllo della maggior parte di queste banche ed è al di là del controllo del Congresso. Nessun presidente osa contestare il Federal Reserve System.

In queste circostanze, quale possibile effetto possono avere le critiche al di fuori della Federal Reserve? Lo sappiamo: nessuno. Se il Congresso, che si suppone sia in carica, non ha i voti necessari per ottenere un audit della Federal Reserve da parte del Government Accountability Office, allora la Federal Reserve è veramente indipendente dal governo. Può assecondare una particolare amministrazione presidenziale, ma non è obbligata.

Non credo che esista una qualsiasi altra istituzione negli Stati Uniti, che abbia questo grado di autonomia dal governo. Si proclama indipendente dal governo. E' lodata nei libri di testo perché è indipendente dal governo. Non sono a conoscenza di nessun'altra istituzione negli Stati Uniti, la cui fama principale è quella di essere indipendente dal controllo del governo. Nei libri di testo scritti da autori di sinistra che vogliono imbrigliare, o come minimo regolamentare, ogni aspetto dell'economia capitalistica, tutti alzano le mani quando si parla del Federal Reserve System. In questo caso, si tirano indietro dalla loro posizione ideologica e sostengono che il grande vantaggio della Federal Reserve è la sua indipendenza dalla politica. Questo è del tutto in contraddizione con la linea politica della sinistra americana, eppure non ci sono molte deviazioni da questa linea di partito.

E' un sistema arcano. Quasi nessuno capisce come funziona. Si suppone che nessuno capisca come funzioni. Coloro che pubblicano i propri articoli illeggibili sulle riviste delle Federal Reserve regionali, non arrivano mai al cuore del sistema. Non scriveranno una chiara spiegazione di quello che rappresentano le riserve in eccesso. Non troverete una spiegazione di come sia possibile che, sin dalla fine del 2008, le riserve in eccesso siano salite di quasi $3 bilioni, quando queste riserve erano praticamente inesistenti prima del 2008. Non esiste discussione su questo argomento. È il fatto centrale della politica monetaria di oggi: ancora non viene dibattuta apertamente. Questo tipo di silenzio non è casuale. E' imposto.

Se l'istituzione centrale di un'economia è il sistema monetario, e questa istituzione è controllata da un cartello creato dal governo, e questo cartello è indipendente dal governo, allora quale possibile occasione avrebbe la popolazione per rivendicare la propria libertà negli affari monetari? La risposta è ovvia: nessuna.

Se si considera il fatto che il Federal Reserve System è la banca centrale tra le varie banche centrali del mondo, almeno per il momento, si inizia a capire come una piccola manciata di persone, che si occupano di un istituto che è al di là del controllo politico e la cui proprietà è nascosta rispetto alle 12 banche regionali, possa essere al comando dell'economia. Questa è la pianificazione centrale. Dovremmo chiamarla per quello che è. Nessun governo socialista in Occidente ha mai avuto lo stesso grado di potere su tutta l'economia come quello che ha il Federal Reserve System negli Stati Uniti. Non sto parlando dell'Unione Sovietica o della Cina comunista. La Federal Reserve non è mai stata in una posizione per poter far arrestare persone nel bel mezzo della notte e giustiziarle. Ma se si sta parlando di pianificazione centrale sull'istituzione centrale dell'economia, questa è la vera pianificazione centrale. E' autorizzata dal governo federale, ma non è controllata dal governo federale.

In altre parole, le economie occidentali sono economie pianificate centralmente. Non vengono definite così, ma questo è quello che sono. Non sono pianificate centralmente dal governo, ma da un cartello che rappresenta circa una dozzina di banche. I libri di testo di economia non discutono di questo aspetto.

Ci sono alcuni critici del sistema sia a destra che a sinistra, e c'è il vecchio movimento populista che è stato critico fin dall'inizio nei confronti della banca centrale. Dal punto di vista politico propenderei ad inquadrare questo movimento nella sinistra, ma dal punto di vista sociale penso che faccia riferimento alla destra. E' rappresentato in questi giorni da Ellen Brown. Che una persona con scarsa conoscenza economica come Ellen Brown possa diventare il portavoce principale del movimento populista, è indicativo di quanto sia compromessa la situazione della popolazione. Lei non ha alcuna influenza. Le ho risposto qui.

Andare contro la Federal Reserve oggi, è davvero un atto suicida dal punto di vista politico. La FED è davvero intoccabile.

Le persone nella FED pensano di sapere quello che stanno facendo. Ma questa è un'organizzazione che, dal 1914 al 2008, ha accumulato $800 miliardi di debito del Tesoro. Lo ha fatto attraverso due guerre mondiali. Lo ha fatto nella Grande Depressione. E poi, in un periodo di cinque anni, ne ha aggiunto $3.2 bilioni al suo portfolio. Questa non è la risposta di un gruppo di professionisti che sa quello che sta facendo. Questa non è la risposta di un gruppo di tecnici che ha un piano per dirigere l'economia. Questo è il Keystone Cops. Eppure queste persone sono davvero responsabili della politica monetaria, il che significa che sono responsabili dell'ampiezza del ciclo economico. Non possono sopprimerlo definitivamente, ma possono fare molto, molto peggio. Possono contenere il disastro, ma non possono evitarlo. L'abbiamo visto nel 2008 e nel 2009. Ci sarà un altro evento simile, purtroppo di maggiore entità.

Allora la domanda sarà questa: chi rappresenterà i critici della Federal Reserve? Ci saranno milioni di critici a quel punto. La Federal Reserve può correre, ma non può nascondersi. Sarà lasciata con un pugno di mosche in mano. Verrà incolpata per il ciclo. Non sfuggirà alla critica la prossima volta. L'unico problema è che non è chiaro quali critici della Federal Reserve guadagneranno l'orecchio del pubblico, e non è chiaro se il Congresso ascolterà effettivamente gli elettori. Il settore bancario centrale è il cuore dell'economia moderna, ed è un organo di pianificazione centrale che sta tentando di controllare la vita di diversi miliardi di persone in tutto il mondo. Questo può andare avanti per un po', ma non può andare avanti a tempo indeterminato.

Non sappiamo che cosa potrebbe sostituire le banche centrali, ma sappiamo questo: la magnitudine del prossimo fallimento non potrà essere nascosta. La prossima volta, o forse quella dopo ancora, il pubblico capirà che la Federal Reserve è la causa del problema, e che deve essere abolita. Milton Friedman giunse infine a questa conclusione dopo aver difeso la legittimità delle banche centrali in quasi tutta la sua carriera. Alla fine rinunciò: http://bit.ly/FriedmanFed

Le persone si arrabbiano per la Federal Reserve. Non fa bene arrabbiarsi. Non è possibile modificare il sistema nelle circostanze attuali. Ma, ad un certo punto, la pianificazione centrale farà ciò che la pianificazione centrale fa sempre, e cioè, mandare in crash l'economia. A quel punto è molto probabile che i critici della Federal Reserve se la prenderanno coi burocrati, nonostante abbiano dottorati di ricerca in economia. Saranno lasciati con un pugno di mosche in mano. Saranno lasciati con la colpa della crisi, che hanno creato loro tra l'altro. In quel momento vedremo ciò che la popolazione vuole davvero.

Il mio timore è che la popolazione accetterà che il Congresso possa intervenire per prendere in consegna la Federal Reserve. Questa sarebbe una vera catastrofe. Vedremo se la gente crede davvero nel libero mercato. E' il nostro lavoro come critici della pianificazione centrale, e anche come critici dell'inflazione monetaria, di far avverare la migliore situazione possibile.

La scuola austriaca avrà la chance migliore, perché è stata la più coerente e si è sempre opposta alle banche centrali. Ciò risale al libro di Ludwig von Mises pubblicato nel 1912, The Theory of Money and Credit, in cui attaccò l'idea di una banca centrale. Ma durante la fase di cambiamento, ci sarà molto dolore. Ci saranno un sacco di disoccupati che non capiranno perché saranno disoccupati. Ci saranno impressionanti perdite nei mercati azionari, le quali faranno impallidire quelle avvenute nel 2008-2009. La Federal Reserve sembra intoccabile oggi, e lo è. Ma questo tipo di potere porta sempre ad un fallimento del mercato. Il nostro compito è di rendere certo che, la prossima volta che succederà, il Federal Reserve System non se la caverà a buon mercato.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


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